{"id":31084,"date":"2017-05-05T13:30:45","date_gmt":"2017-05-05T11:30:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=31084"},"modified":"2017-05-09T11:39:42","modified_gmt":"2017-05-09T09:39:42","slug":"la-sanita-digitale-italia-si-spendono-127-miliardi-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/la-sanita-digitale-italia-si-spendono-127-miliardi-euro\/","title":{"rendered":"1.27 billion euros are spent on digital healthcare in Italy"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"lato os-title\" style=\"text-align: center;\">LA SANIT\u00c0 DIGITALE VALE 1,27 MILIARDI DI EURO<\/h2>\n<p class=\"data-desc\" style=\"text-align: center;\"><em><b>Innovazione a due velocit\u00e0: corrono cittadini e medici, ancora lento il ssn<\/b><\/em><\/p>\n<p class=\"data-desc\" style=\"text-align: center;\"><em>Lenti i progressi del Patto per la Sanit\u00e0 Digitale, investimenti in calo del 5% nel 2016 e innovazione diffusa a macchia di leopardo. Ma tra i cittadini cresce veloce l&#8217;utilizzo di servizi digitali per la salute e i medici sono sempre pi\u00f9 aperti alla tecnologia, in particolare al mondo delle App<\/em><\/p>\n<p class=\"data-desc\" style=\"text-align: center;\"><em>Cartella Clinica Elettronica tra le principali voci di investimento, 65 mln di euro, ma stenta a svilupparsi in modo organico. Cresce la spesa per la Telemedicina, ma si tratta ancora di sperimentazioni; Big Data Analytics aree strategiche per il futuro<\/em><\/p>\n<p class=\"data-desc\" style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatori.net\/it_it\/osservatori\/executive-briefing\/la-sanita-digitale-vale-1-27-miliardi-di-euro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">Comunicato Innovazione digitale in sanit\u00e0 &#8211;\u00a04 maggio 2017<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"data-desc\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.osservatori.net\/media\/contenttype\/comunicato_2017_05_04_1.jpg\" alt=\"La sanit\u00e0 digitale vale 1,27 miliardi di euro\" width=\"619\" height=\"519\" \/>Milano, 4 maggio 2017 &#8211; <\/i>L&#8217;innovazione digitale nella Sanit\u00e0 italiana avanza a rilento e, dopo un 2015 sostanzialmente stabile, nel 2016 fa registrare un leggero calo degli investimenti. Per la digitalizzazione della Sanit\u00e0 italiana l&#8217;anno scorso sono stati spesi complessivamente 1,27 miliardi di euro (1,1% della spesa sanitaria pubblica, 21 euro per abitante), con una contrazione del 5% rispetto al 2015 (1,34 miliardi di euro, pari all&#8217;1,2% della spesa sanitaria pubblica, circa 22 euro per abitante). Nel dettaglio, 870 milioni di euro sono stati spesi dalle strutture sanitarie (-6%), 310 milioni direttamente dalle Regioni (-3%), 72 milioni dagli oltre 47mila Medici di Medicina Generale (1.538 euro per medico, con un aumento del 3% rispetto al 2015) e 16,6 milioni direttamente dal Ministero della Salute (-8%). La spesa complessiva dell&#8217;Italia per la Sanit\u00e0 resta lontana dagli standard dei Paesi europei avanzati e la contrazione conferma quanto i ritardi normativi, la mancanza di risorse inizialmente \u201cpromesse\u201d nel Patto per la Sanit\u00e0 digitale e l\u2019incertezza dovuta alle riforme sanitarie in atto in molte Regioni abbiano bloccato nuovi progetti.<\/p>\n<p class=\"data-desc\">Ma il quadro della Sanit\u00e0 Digitale, oltre alle ombre, presenta diverse luci. Prosegue il percorso di digitalizzazione di base delle Aziende Sanitarie, con la Cartella Clinica Elettronica che rappresenta l\u2019ambito di investimento pi\u00f9 significativo: 65 milioni di euro nel 2016 (in leggero aumento rispetto a quanto rilevato sul 2015, pari a 64 milioni). Le Direzioni Strategiche sono ormai consapevoli dell&#8217;importanza di offrire servizi digitali ai cittadini, su cui nel 2016 sono stati investiti 14 milioni di euro: l\u201980% delle strutture offre gi\u00e0 \u2013 direttamente o tramite soluzioni regionali &#8211; il download dei referti via web, il 61% prenotazione delle prestazioni via internet. Dalle Regioni arrivano segnali positivi sui piani di sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico e sulle riforme sanitarie che, se nell\u2019immediato creano incertezze che bloccano gli investimenti in atto, nel medio termine rappresentano un punto di forza perch\u00e9 puntano ad una maggiore aggregazione delle strutture sanitarie e a una pi\u00f9 efficace integrazione tra ospedale e territorio.<\/p>\n<p class=\"data-desc\">Se il Servizio Sanitario Nazionale si muove lento, inoltre, cittadini e medici corrono veloce. Gli italiani sono sempre pi\u00f9 \u201cin Rete\u201d per la propria salute: il 51% dei cittadini nel 2016 ha utilizzato almeno un servizio online in ambito sanitario (contro il 49% dell&#8217;anno prima), in particolare per informazioni sulle strutture (32%) e per prenotare online esami e visite (22%). I medici sono sempre pi\u00f9 attenti alle tecnologie soprattutto per acquisire informazioni o comunicare: oltre la met\u00e0 dei Medici di Medicina Interna e quattro Medici di Medicina Generale su dieci utilizzano App per aggiornare le loro competenze, il 42% degli internisti e il 53% dei MMG utilizzano WhatsApp per comunicare con i pazienti.<\/p>\n<p class=\"data-desc\">Sono alcuni dei risultati della Ricerca dell&#8217;<b>Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0 <\/b>della School of Management del Politecnico di Milano* (www.osservatori.net), presentata questa mattina a Milano al convegno \u201cLa Sanit\u00e0 alla rincorsa del cittadino digitale\u201d. \u201cLa Sanit\u00e0 digitale rappresenta finalmente una priorit\u00e0 per il Governo, per il Ministero della Salute e per le Regioni, tuttavia i tempi di realizzazione delle iniziative a livello nazionale e regionale sono troppo lunghi, con il rischio di non stare al passo con la rapidit\u00e0 di evoluzione di bisogni e aspettative di cittadini e pazienti &#8211; afferma <b>Mariano Corso<\/b>, Responsabile Scientifico dell&#8217;Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0 -. Sono pochi i progressi nella realizzazione del Patto per la Sanit\u00e0 Digitale, che soffre dell&#8217;assenza di risorse dedicate. Ma i cittadini italiani utilizzano gi\u00e0 ampiamente le tecnologie digitali in ambito sanitario soprattutto per controllare il proprio stato di salute, come dimostra l&#8217;uso crescente delle App per il monitoraggio dello stile di vita. E i medici sono gi\u00e0 ampiamenti &#8216;digitali&#8217;: comunicano e condividono documenti e immagini con il paziente attraverso canali &#8216;non convenzionali&#8217;, come email, SMS e WhatsApp, utilizzano App per aggiornare le proprie competenze\u201d.<\/p>\n<p class=\"data-desc\"><b>Gli ambiti di investimento <\/b>\u2013 Tra i diversi ambiti della Sanit\u00e0 Digitale, \u00e8 in particolare alla Cartella Clinica Elettronica (CCE) che le Direzioni aziendali delle strutture sanitarie riconoscono un ruolo chiave per supportare gli obiettivi strategici: \u00e8 molto rilevante per il 59%, con investimenti di 65 milioni di euro nel 2016. Sono ormai presenti e diffuse le funzionalit\u00e0 di consultazione di referti e immagini (nell\u201988% delle strutture rispondenti) e l&#8217;order management (nel 70%), ma mancano ancora le funzionalit\u00e0 caratterizzanti come la gestione del diario medico e infermieristico o la gestione della farmacoterapia, presenti in modo diffuso solo nel 38% e 39% delle strutture. Ancor meno presenti le funzionalit\u00e0 pi\u00f9 avanzate come il supporto alle decisioni cliniche con linee guida e best practice (18%) e la gestione del consenso informato alle procedure sanitarie (14%).<\/p>\n<p class=\"data-desc\">Anche i servizi digitali al cittadino sono ritenuti dalle Direzioni Strategiche un ambito di investimento rilevante: il 56% lo segnala come prioritario, contro il 36% dell\u2019anno precedente. Nel 2016 le strutture sanitarie hanno investito 14 milioni di euro in servizi digitali al cittadino e il 47% dei CIO prospetta aumenti di budget nel 2017. I servizi digitali pi\u00f9 diffusi nelle aziende sono il download dei referti via web (lo offre l\u201980% delle strutture) e la prenotazione delle prestazioni via web (61%).<\/p>\n<p class=\"data-desc\">&#8220;Questi dati sono incoraggianti, ma confermano il quadro a luci e ombre in cui da un lato alcune applicazioni sono consolidate, dall&#8217;altro stentano a decollare quelle pi\u00f9 innovative &#8211; sottolinea<b> Paolo Locatelli<\/b>, Responsabile Scientifico dell&#8217;Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0 -. \u00c8 ancora limitata l\u2019offerta di servizi digitali al cittadino tramite specifiche soluzioni mobile: download dei referti e prenotazione delle prestazioni online sono fruibili tramite App solo nel 19% dei casi. Un ritardo non giustificato, visto che i cittadini italiani sono sempre pi\u00f9 a loro agio con le tecnologie digitali in mobilit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p class=\"data-desc\"><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.ipmagazine.it\/ipmagazine\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Cartelle-cliniche-elettroniche.png\" alt=\"Risultati immagini per cartella clinica elettronica\" width=\"490\" height=\"278\" \/>Strumenti mobile<\/b> &#8211; Il ritardo delle strutture sanitarie sulle tecnologie \u201cmobile\u201d \u00e8 meno evidente se si guardano le soluzioni di Mobile Hospital. Il 26% le ritiene rilevanti (contro il 10% rilevato lo scorso anno) e cresce la quota di aziende che utilizzano strumenti mobile per accedere a funzionalit\u00e0 della Cartella Clinica Elettronica (54% contro 43% nel 2016), cos\u00ec come la spesa dedicata a questo ambito (12 milioni di euro contro i 9 milioni dell\u2019anno precedente). Tuttavia tale quota \u00e8 ancora limitante, poich\u00e9 l\u2019utilizzo della CCE al letto del paziente (e quindi in mobilit\u00e0) rappresenta un requisito fondamentale per coglierne appieno i benefici. Analogamente, i Medici di Medicina Interna usano nella propria pratica clinica le funzionalit\u00e0 della CCE in mobilit\u00e0, come il supporto alle decisioni cliniche con linee guida e best practice (15%) e la consultazione di referti e immagini (12%).<\/p>\n<p class=\"data-desc\"><b>La Telemedicina <\/b>&#8211; Il 39% delle Direzioni Strategiche ritiene la Telemedicina un ambito prioritario, valore sensibilmente superiore a quanto rilevato nel 2016 (21%), e crescono gli investimenti, pari a 20 milioni di euro nel 2016 (contro i 13 milioni del 2015). Tuttavia, l&#8217;adozione capillare di tali soluzioni di frontiera \u00e8 ancora lontana. Le soluzioni di Telemedicina maggiormente diffuse nelle strutture sanitarie sono quelle di Teleconsulto tra strutture ospedaliere o i dipartimenti: per un\u2019azienda su tre sono presenti ormai a regime. Soluzioni pi\u00f9 avanzate, come la Tele-riabilitazione e la Tele-assistenza, sono per ora confinate a sperimentazioni \u2013 pari rispettivamente al 10% e all\u20198% delle aziende \u2013 che faticano ad andare a regime principalmente a causa dell\u2019assenza di tariffe dedicate.<\/p>\n<p class=\"data-desc\">\u201cLe soluzioni di Telemedicina sono di interesse sia per i medici che per i pazienti &#8211; spiega <b>Paolo Locatelli<\/b>, Responsabile Scientifico dell&#8217;Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0 -, ma non sembrano trovare ad oggi il giusto spazio nei piani di investimento delle strutture sanitarie, ancora impegnate a informatizzare i servizi di base o ad adattare i propri sistemi informativi a obblighi di compliance, o a nuove configurazioni derivanti dalle riforme sanitarie in atto&#8221;.<\/p>\n<p class=\"data-desc\">Coerentemente, i Medici di Medicina Interna utilizzano soprattutto servizi di Teleconsulto (16%, di cui per\u00f2 solo il 4% con un utilizzo frequente). Tuttavia i tassi di interesse sono molto elevati e ci\u00f2 lascia intravedere notevoli potenzialit\u00e0 di crescita: l\u201984% degli internisti desidererebbe \u2013 in ottica di continuit\u00e0 ospedale-territorio \u2013 poter usufruire di un servizio di Tele-consulto con i Medici di Medicina Generale.<\/p>\n<p class=\"data-desc\"><b>Big Data Analytics &amp; Business Intelligence<\/b> &#8211; L&#8217;ambito dei Big Data Analytics &amp; Business Intelligence (BDA &amp; BI) rappresenta un\u2019area strategica, per la quale sono stati investiti nel 2016 15 milioni di euro e su cui il 44% dei CIO prevede di aumentare gli investimenti nel 2017. Lo conferma l&#8217;interesse manifestato dalle Direzioni Strategiche: il 36% di queste indica come prioritario lo sviluppo di sistemi di BDA &amp; BI, dato in lieve aumento rispetto a quanto rilevato lo scorso anno (31%).<\/p>\n<p class=\"data-desc\">Nelle applicazioni di Business Intelligence, le principali fonti di dati utilizzate per analizzare le informazioni riguardano i database amministrativi, utilizzati nel 78% delle aziende del campione per supportare, ad esempio, l\u2019attribuzione dei DRG, il controllo di appropriatezza e l\u2019analisi di cruscotti di indicatori (KPI), ecc. Ancora poco diffuse, invece, le applicazioni di BI che raccolgono dati da Social Media e Wearable, su cui rispettivamente solo il 6% e il 4% delle strutture sanitarie del campione sono intenzionate a investire nei prossimi due anni. Faticosamente si diffondono anche le soluzioni di Big Data Analytics: i dati provenienti dalle CCE e dai registri degli studi clinici vengono utilizzati per scopi di Ricerca solo nel 15% dei casi. Ma le informazioni contenute nelle CCE sono ritenute di valore e il 32% dei CIO dichiara di voler investire nei prossimi due anni su sistemi di BDA che analizzino tali dati.<\/p>\n<p class=\"data-desc\"><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.emergeilfuturo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/ehealth_emergeilfuturo-744x425.jpg\" alt=\"Risultati immagini per ehealth\" width=\"453\" height=\"259\" \/>Cittadini sempre pi\u00f9 &#8220;in Rete&#8221; &#8211; <\/b>I cittadini italiani sono gi\u00e0 in Rete e pronti a sfruttare i vantaggi delle tecnologie digitali anche nell&#8217;eHealth: il 51% degli italiani ha utilizzato almeno un servizio online in ambito sanitario, contro il 49% del 2016, con un livello di utilizzo superiore tra i cittadini laureati o di et\u00e0 compresa tra i 25 e i 54 anni, ovvero quella fascia di et\u00e0 abituata all\u2019utilizzo del digitale nella vita quotidiana.<\/p>\n<p class=\"data-desc\">L&#8217;indagine condotta dall&#8217;Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0 in collaborazione con Doxapharma su un campione di 1.000 cittadini mostra come il servizio digitale pi\u00f9 utilizzato dagli italiani sia l\u2019accesso alle informazioni sulle strutture sanitarie (32% dei cittadini contro il 26% del 2016), seguito dalla prenotazione online di esami e di visite, utilizzata dal 22% dei cittadini. Aumenta l\u2019accesso e la consultazione online dei documenti clinici (18%, contro il 15% del 2016), spesso messo a disposizione dalle strutture sanitarie o dalle Regioni all\u2019interno del FSE. Il 14% dei cittadini ha comunicato via email con il proprio medico di famiglia (MMG) e l\u201911% ha pagato online le prestazioni sanitarie di cui ha usufruito. Il 36% dei cittadini (contro il 33% del 2015) utilizza internet per ricercare informazioni e opinioni su problemi di salute e malattie, il 30% usa il web per trovare informazioni su farmaci e terapie. Pur rappresentando una quota ancora minoritaria dei servizi digitali, l\u2019utilizzo delle App per monitorare lo stile di vita \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente, in particolare tra i cittadini under 44. I dispositivi Wearable associati alle App pi\u00f9 utilizzati sono gli orologi, seguiti dai braccialetti. Il 7% dei cittadini, soprattutto nella fascia 35-44 anni, utilizza WhatsApp per comunicare con il proprio medico di base e\/o con il medico specialista.<\/p>\n<p class=\"data-desc\">&#8220;Se da un lato, l\u2019utilizzo delle App da parte dei cittadini italiani \u00e8 aumentato rispetto all\u2019anno scorso, dall\u2019altro, \u00e8 diminuito l\u2019interesse da parte di chi ancora non le utilizza &#8211; afferma <b>Emanuele Lettieri<\/b>, Responsabile Scientifico dell&#8217;Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0 -. Chi non \u00e8 interessato \u00e8 in attesa di soluzioni pi\u00f9 affidabili (es. strumenti certificati come dispositivi medici) e di strumenti di interpretazione del dato (analytics) pi\u00f9 avanzati rispetto all\u2019attuale reportistica. Su questi due temi &#8211; affidabilit\u00e0 e potere informativo &#8211; si giocher\u00e0 nei prossimi anni la \u201cpartita\u201d delle App per il monitoraggio dello stile di vita, con medici e produttori che avranno un ruolo determinante per consolidare\/limitare questo mercato.\u201d<\/p>\n<p class=\"data-desc\">Questi trend sono confermati dall&#8217;indagine condotta in collaborazione con l\u2019IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche \u201cMario Negri\u201d su conoscenze e attitudini delle associazioni di pazienti verso l\u2019innovazione digitale. I social network e i servizi di Telemedicina sono le innovazioni tecnologiche considerate di maggior impatto sull\u2019assistenza medica e sulla salute, con percentuali di risposta rispettivamente dell\u201981% e del 79%, seguite dall&#8217;uso dei Wearable (64%) e delle App per la salute (60%). \u201cDall\u2019indagine emerge come App per la salute e Wearable siano considerate dalle associazioni un\u2019opportunit\u00e0 per coinvolgere i pazienti nei processi che riguardano la propria salute. &#8211; afferma <b>Eugene Santoro<\/b>, Responsabile Laboratorio di Informatica Medica presso l\u2019IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri-. L\u2019uso medico degli strumenti innovativi \u00e8 per ora limitato, in attesa di maggiori evidenze che ne dimostrino la reale efficacia. Inoltre, perch\u00e9 questi strumenti siano pi\u00f9 utilizzati, sono necessari interventi che garantiscano una maggiore privacy dei dati raccolti e che evitino un eccesso di medicalizzazione.\u201d<\/p>\n<p class=\"data-desc\"><b>Medici di famiglia e internisti <\/b>\u2013 I medici sono sempre pi\u00f9 aperti e interessati alle tecnologie digitali e, in particolare, al mondo delle App. Lo rivelano le ricerche realizzate dell\u2019Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0 su 540 Medici di Medicina Generale (MMG) attraverso la collaborazione con la FIMMG e Doxapharma, e su 229 Medici di Medicina Interna attraverso la collaborazione con FADOI e Digital SIT.<\/p>\n<p class=\"data-desc\">Emerge che il 52% degli internisti e il 39% dei MMG utilizzano App per consultare informazioni e linee guida, e rispettivamente il 45% e il 32% per visionare articoli scientifici, report, ecc. Il 42% degli internisti e il 53% dei MMG utilizzano WhatsApp per comunicare con i propri pazienti, anche se si tratta di un canale \u201cnon certificato\u201d<\/p>\n<p class=\"data-desc\">\u201cSecondo i medici intervistati, il principale beneficio derivante dall\u2019utilizzo di WhatsApp \u00e8 l\u2019efficacia dello scambio di dati e immagini, che spesso consente al paziente di evitare una visita \u2013 spiega <b>Paul Mercy <\/b>Responsabile del Centro Studi della FIMMG -. Tra le motivazioni che invece ne determinano il mancato utilizzo c\u2019\u00e8 il rischio di un aumento del carico di lavoro e la possibilit\u00e0 di creare incomprensioni con i pazienti\u201d.<\/p>\n<p class=\"data-desc\">T<img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.isoin.es\/wp-content\/themes\/isoin_theme\/img\/burbuja-ehealth.png\" alt=\"Risultati immagini per ehealth\" \/>ra i servizi online maggiormente utilizzati dai MMG, invece, si segnala la consultazione dei referti di laboratorio (47%) e dei referti di visite specialistiche (32%). Anche coloro che non utilizzano questo tipo di servizi sono comunque interessati, soprattutto per la consultazione online dei verbali di Pronto Soccorso (70%) e le lettere di dimissione (69%). &#8220;Queste funzionalit\u00e0, rispetto alle quali i medici appaiono concordi nell\u2019affermare utilit\u00e0 e rilevanza, sono tutte comprese nei Fascicoli Sanitari Elettronici regionali che, laddove presenti, dovrebbero consentire al medico di avere facile accesso a tutte le informazioni e ai documenti relativi agli assistiti. Tuttavia, il FSE \u00e8 ad oggi ancora poco apprezzato: solo un MMG su tre lo utilizza, considerando le Regioni in cui \u00e8 gi\u00e0 attivo &#8211; osserva <b>Chiara Sgarbossa<\/b>, Direttore dell&#8217;Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0 -. Un segnale della distanza tra istituzioni e utenti: se, da un lato, gli strumenti digitali sono entrati nella quotidianit\u00e0 professionale dei medici, dall\u2019altro gli strumenti messi a disposizione dalle Regioni e dalle aziende sono ancora percepiti come inadeguati&#8221;.<\/p>\n<p class=\"data-desc\"><b>Gli ostacoli da superare per l&#8217;innovazione<\/b> &#8211; Cosa serve alla Sanit\u00e0 italiana per avviare quel rinnovamento organizzativo e tecnologico che le consentirebbe di offrire servizi efficienti e di qualit\u00e0 a cittadini, pazienti e medici? Oltre ai ritardi normativi, secondo le Direzioni Strategiche delle strutture sanitarie la principale barriera allo sviluppo della Sanit\u00e0 digitale \u00e8 la mancanza di risorse economiche (65%) e umane (50%). Quella economica rappresenta la principale barriera anche secondo il 73% dei Medici di Medicina Interna, mentre per i Medici di Medicina Generale non costituisce pi\u00f9 una barriera rilevante. Tuttavia, il digitale stenta a decollare spesso a causa di una bassa cultura digitale tra gli addetti ai lavori: barriera riconosciuta dal 34% delle Direzioni Strategiche, dal 43% degli internisti e dal 51% dei MMG. La maggior parte dei rispondenti ritiene necessaria una formazione digitale continua (30% dei Direttori, 37% degli internisti e 38% dei MMG) o che tale formazione avvenga nel ciclo di studi pre-universitario (43% dei Direttori, 32% degli internisti e 36% dei MMG).<\/p>\n<p class=\"data-desc\"><b>\u201c<\/b>La Sanit\u00e0 italiana \u00e8 a un bivio. Appare ormai chiaro come l\u2019innovazione digitale sia essenziale per andare verso una Sanit\u00e0 sostenibile &#8211;\u00a0 conclude <b>Mariano Corso<\/b> -, ma occorre accelerare e rimuovere barriere e inerzie all&#8217;innovazione cominciando dal valorizzare al meglio le iniziative di successo gi\u00e0 presenti sul territorio italiano ed europeo. Nei prossimi mesi sar\u00e0 importante \u2018sbloccare\u2019 e utilizzare al meglio le risorse economiche a disposizione, come quelle del PON governance &#8216;ICT per la salute&#8217;, la cui reale disponibilit\u00e0 dipender\u00e0 anche dalla capacit\u00e0 di programmazione e progettualit\u00e0. \u00c8 inoltre fondamentale investire nella cultura digitale dei cittadini e operatori, coinvolgendoli anche nella progettazione dei nuovi servizi. In sintesi, \u00e8 urgente agire affinch\u00e9 il SSN e i sistemi sanitari regionali possano mettersi in marcia speditamente per rispondere alle esigenze di cittadini, medici e operatori sanitari, che vanno resi sempre pi\u00f9 digitali e protagonisti del sistema di cura\u201d.<\/p>\n<p class=\"data-desc\">*L&#8217;edizione 2016-2017 dell&#8217;Osservatorio Innovazione Digitale in Sanit\u00e0 \u00e8 realizzata con il supporto di Artexe, Doxapharma, Eli Lilly, Engineering, Fastweb, Gilead, Insiel Mercato, Philips, QuintilesIMS, Santer Reply, SAS, wHospital, Wolters Kluwer; Fujifilm, InterSystems, Roche, Vree Health Italia (Gruppo MSD); e con il patrocinio di AISIS, AME, ARIS, ASSD, CDTI, Digital SIT, FADOI, Federfarma, Federsanit\u00e0 ANCI, FIASO, FIMMG, FISM, HIMSS Europe, Ministero della Salute, Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Autonoma della Sardegna, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Regione Autonoma Valle d&#8217;Aosta, Regione Emilia-Romagna, Regione Marche, SITD.<\/p>\n<p><b>Ufficio stampa School of Management del Politecnico di Milano<\/b><\/p>\n<p class=\"data-desc\">Barbara Balabio<\/p>\n<p class=\"data-desc\">Tel.: 02 2399 9578<\/p>\n<p class=\"data-desc\">email\u00a0<a href=\"mailto:barbara.balabio@polimi.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">barbara.balabio@polimi.it<\/a><\/p>\n<p class=\"data-desc\">\u00a0Skype barbara.balabio<\/p>\n<p class=\"data-desc\"><a href=\"http:\/\/www.osservatori.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.osservatori.net<\/a><\/p>\n<p class=\"data-desc\">Related news:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2017\/05\/08\/news\/sanita_digitale_un_paradosso_da_1_27_miliardi_di_euro-164744660\/?rss\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">Sanit\u00e0 digitale, un paradosso da 1,27 miliardi di euro<\/span><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SANIT\u00c0 DIGITALE VALE 1,27 MILIARDI DI EURO Innovazione a due velocit\u00e0: corrono cittadini e medici, ancora lento il ssn Lenti i progressi del Patto per la Sanit\u00e0 Digitale, investimenti in calo del 5% nel 2016 e innovazione diffusa a macchia di leopardo. 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