{"id":3150,"date":"2014-09-12T10:44:29","date_gmt":"2014-09-12T08:44:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=3150"},"modified":"2014-09-13T09:19:35","modified_gmt":"2014-09-13T07:19:35","slug":"istat-produzione-industriale-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/istat-produzione-industriale-4\/","title":{"rendered":"ISTAT. Produzione industriale. Farmaceutica +3%"},"content":{"rendered":"<p><i>Fra i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale \u00a0c\u2019\u00e8 la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,0%)<\/i><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/131191\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Comunicato ISTAT &#8211; 12 settembre 2014<\/span><\/a><\/p>\n<p>A luglio 2014 l&#8217;indice destagionalizzato della produzione industriale \u00e8 diminuito dell&#8217;1,0% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio la produzione \u00e8 diminuita dello 0,8% rispetto al trimestre precedente.<\/p>\n<p>Corretto per gli effetti di calendario, a luglio 2014 l&#8217;indice \u00e8 diminuito in termini tendenziali dell&#8217;1,8% (i giorni lavorativi sono stati 23 come a luglio 2013). Nella media dei primi sette mesi dell&#8217;anno la produzione \u00e8 rimasta invariata rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente.<\/p>\n<p>A luglio l&#8217;indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali negative in tutti i principali comparti. Diminuiscono i beni di consumo (-2,4%), i beni strumentali (-2,1%) e, in misura pi\u00f9 lieve, l&#8217;energia<br \/>\n(-0,8%) e i beni intermedi (-0,6%).<\/p>\n<p>Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a luglio 2014, diminuzioni tendenziali nel comparto dell&#8217;energia (-3,9%) e, in modo meno accentuato, nei raggruppamenti dei beni intermedi (-1,9%), dei beni strumentali (-1,6%) e dei beni di consumo (-1,2%).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i settori di attivit\u00e0 economica, a luglio 2014, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,8%), della <strong>produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,0%)<\/strong> e della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+2,9%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche\u00a0(-13,9%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,1%) e dell&#8217;attivit\u00e0 estrattiva (-7,8%).<\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Angelo\/Downloads\/Produzione%20industriale%20-%2012-set-2014%20-%20Testo%20integrale.pdf\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Full text<\/strong><\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><b>PROSPETTO PRODUZIONE INDUSTRIALE DI PRODOTTI FARMACEUTICI DI BASE E\u00a0<\/b><b>PREPARATI FARMACEUTICI<\/b><\/span><\/p>\n<p><strong>Seasonally adjusted data<\/strong><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lug 14\/Giu 14<b>: \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0-2,1<\/b><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mag-Lug 14\/Feb-Apr 14: <b>-1,9<\/b><\/p>\n<p><strong>Data corrected for calendar effects<\/strong><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lug 14\/Lug 13: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<span style=\"color: #ff0000;\">\u00a0<b>+3,0<\/b><\/span><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gen-Lug 14\/Gen-Lug 13: \u00a0 \u00a0<span style=\"color: #ff0000;\"><b>+1,9<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\">NEL MANIFATTURIERO DAL 2007 IL NUMERO DI AZIENDE SI \u00c8 RIDOTTO DEL 19%<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\"><b>U.E.. Produzione industriale calata\u00a0di un ulteriore 5% nel 2013<\/b><\/span><\/h2>\n<p><b><i>La crisi economica che si trascina dal 2007 ha causato la chiusura di quasi una azienda su cinque nel manifatturiero in Italia, mentre la produzione \u00e8 complessivamente crollata del 24,5 per cento. Lo rileva la Commissione Ue nel rapporto sulla competitivit\u00e0 dei Paesi dell\u2019Unione. I settori pi\u00f9 colpiti sono stati farmaceutica, tessile, pellame e abbigliamento, mentre secondo l&#8217;Ue l&#8217;auto \u00e8 il settore in cui il potenziale produttivo resta pi\u00f9 lontano dai livelli pre-crisi: 40% pi\u00f9 basso<\/i><\/b><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><b><a href=\"http:\/\/www.grr.rai.it\/dl\/grr\/notizie\/ContentItem-159bcef4-68ab-44e9-9920-eef3b48cba79.html?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">ROMA &#8211; 11 settembre 2014 \u2013 RAI Giornaleradio<\/span><\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn2.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcSjlJPtH204va5fRCWOt7dlw1G9bo8lGVMy4ArHoiXLeBs8bMJz\" width=\"275\" height=\"183\" \/>La produzione industriale italiana \u00e8 di\u00a0circa il 25% inferiore ai livelli precedenti la crisi, ovvero quelli del 2007: \u00e8 quanto emerge dal rapporto della Commissione Ue sulla\u00a0competitivit\u00e0 industriale europea. &#8220;Si tratta &#8211; si legge nel rapporto pubblicato oggi &#8211; di un calo generalizzato che ha colpito anche settori &#8211; quali quello automobilistico, calzaturiero e degli elettrodomestici &#8211;\u00a0 che per lungo tempo hanno rappresentato la struttura portante dell&#8217;industria italiana&#8221;.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, secondo gli esperti di Bruxelles, anche se sono stati fatti alcuni passi avanti, &#8220;\u00e8 ancora richiesto un impegno continuativo e globale per far emergere un contesto imprenditoriale competitivo&#8221;. Secondo la Commissione, l&#8217;Italia appartiene a quel gruppo di Paesi la cui competitivit\u00e0, in partenza\u00a0forte, \u00e8 in stagnazione o declino (assieme a Belgio, Gran Bretagna, Austria, Francia, Svezia, Finlandia e Lussemburgo).<\/p>\n<p>L&#8217;Ue denuncia anche che in Italia la produttivit\u00e0 \u00e8 rimasta ferma anche mentre diminuiva il costo del lavoro.<\/p>\n<p>In generale nella Penisola &#8220;la doppia recessione iniziata nel 2008 ha toccato il fondo nell&#8217;estate 2013 &#8211; si legge -. La produzione industriale sta attraversando una fase di recupero lenta e irregolare, sospinta da un aumento della fiducia delle imprese, a sua volta fondato sulla crescita degli ordinativi dall&#8217;estero&#8221;.<\/p>\n<p>Dal 2011 l&#8217;export &#8220;ha rappresentato l&#8217;unico elemento capace di contribuire positivamente alla crescita. La recessione ha lasciato il segno sull&#8217;industria italiana: nel solo settore manifatturiero, <b>dal 2007 il numero di aziende si \u00e8 ridotto del 19 per cento circa ed alcuni settori, come quello farmaceutico, tessile, del pellame e dell&#8217;abbigliamento, sono stati colpiti in modo particolarmente duro<\/b>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;Il potenziale del settore manifatturiero italiano \u00e8 all&#8217;incirca un 15 per cento al di sotto dei livelli anteriori alla crisi (con un calo di almeno il 20 per cento registrato in 14 settori su 22, ed un massimo del 40 per cento nel settore automobilistico). Tutto ci\u00f2 \u00e8 conseguenza di un calo medio della produzione manifatturiera pari al 24,5 per cento &#8211; dice lo studio &#8211; e di una riduzione del tasso di utilizzo degli impianti pari ad otto punti percentuali&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Malgrado la notevole riduzione dei volumi di produzione, la produttivit\u00e0 \u00e8 rimasta sostanzialmente invariata, il che ha contribuito ad allargare ulteriormente il divario rispetto ai concorrenti pi\u00f9 importanti. A causa dei modesti livelli di produttivit\u00e0, nel 2013 i costi unitari del lavoro sono aumentati del 3,9 per cento, nonostante l&#8217;aumento del costo orario del lavoro sia rallentato fino all&#8217;1,7 per cento&#8221;.<\/p>\n<p>Complessivamente, dall&#8217;inizio della crisi la competitivit\u00e0 in termini di costi dell&#8217;industria manifatturiera italiana \u00e8 calata in modo solo leggermente superiore a quella dell&#8217;industria tedesca (-2 punti percentuali). Questo, afferma la Commissione, ha per\u00f2 contribuito ad allargare il divario, gi\u00e0 di per se significativo, accumulatosi durante il decennio precedente (-35 punti percentuali nel periodo tra il 1997 e il 2007).<\/p>\n<p>Il rallentamento della crescita della produttivit\u00e0 deriva per la maggior parte dall&#8217;inefficienza nell&#8217;allocazione delle risorse. Invero, il tasso di investimento dell&#8217;Italia \u00e8 paragonabile a quello di altri paesi della zona euro, ma il suo livello di efficienza del capitale \u00e8 inferiore e in diminuzione<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/exploit\/2013\/09\/MEMO\/IT\/m13_815.iti\/Pictures\/1000000000000806000004FD2316519C.jpg\" width=\"998\" height=\"620\" \/><\/p>\n<p>Ad eccezione dei settori dei beni di prima necessit\u00e0 e di alcuni settori ad alta tecnologia, la maggior parte dei settori industriali non si \u00e8 ancora ripresa dalla crisi. La domanda interna rimane debole e la ripresa economica \u00e8 attribuibile principalmente alla domanda esterna, in particolare di prodotti farmaceutici, minerali metalliferi e materiale da trasporto.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale \u00a0c\u2019\u00e8 la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,0%) Comunicato ISTAT &#8211; 12 settembre 2014 A luglio 2014 l&#8217;indice destagionalizzato della produzione industriale \u00e8 diminuito dell&#8217;1,0% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio la produzione \u00e8 diminuita dello 0,8% rispetto al trimestre &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":2113,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[42],"class_list":["post-3150","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","tag-istat"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3150","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3150"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3150\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2113"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}