{"id":3222,"date":"2014-09-15T12:26:38","date_gmt":"2014-09-15T10:26:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=3222"},"modified":"2014-09-15T12:37:37","modified_gmt":"2014-09-15T10:37:37","slug":"milioni-euro-sprecati-i-farmaci-troppo-spesso-buttiamo-via","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/milioni-euro-sprecati-i-farmaci-troppo-spesso-buttiamo-via\/","title":{"rendered":"Millions of euros wasted on drugs that we throw away too often"},"content":{"rendered":"<p><i>Secondo l\u2019Oms in Europa i costi della non aderenza alle terapie farmacologiche si aggirano intorno ai 125 miliardi di euro l\u2019anno. Ecco i motivi degli sprechi<\/i><\/p>\n<p><b>Of\u00a0<\/b><b>Maria Giovanna Faiella<\/b><b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.corriere.it\/methode_image\/2014\/09\/12\/Salute\/Foto%20Salute\/mappa2.jpg?v=20140915104735\" width=\"881\" height=\"660\" \/><\/p>\n<p>Farmaci di cui si fa uso eccessivo, o al contrario lasciati inutilizzati nell\u2019armadietto anche se il dottore li ha prescritti; medicine non assunte nel modo giusto perch\u00e9 possano dare benefici &#8211; abusandone, o viceversa, in dosi insufficienti &#8211; o, ancora, terapie interrotte non appena si sta un po\u2019 meglio, anche se la malattia \u00e8 cronica e va tenuta sotto controllo. Tutti errori che si pagano, non solo in termini di salute, ma anche in termini di soldi \u201cbuttati via\u201d, in un modo o nell\u2019altro. In Europa i costi della non aderenza alle terapie farmacologiche, secondo le stime dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, si aggirano intorno ai 125 miliardi di euro l\u2019anno. E se le condizioni di salute peggiorano, bisogna fare ricorso nel migliore dei casi ad altre medicine, ma aumentano anche gli accessi al pronto soccorso, i ricoveri, le morti premature.Ma questa \u00e8 solo una delle due facce della \u00abappropriatezza delle cure farmacologiche\u00bb: l\u2019altra \u00e8 la prescrizione adeguata, ed \u00e8 compito dei medici. Nel suoi due aspetti l\u2019appropriatezza delle cure \u00e8, specie in un periodo di scarse risorse e in cui aumentano popolazione anziana e malattie croniche, una sfida per tutti i Servizi sanitari, compreso il nostro.<\/p>\n<p><b>L\u2019uso inappropriato degli antibiotici<\/b><\/p>\n<p>Ma quali farmaci \u201csprechiamo\u201d? Ce lo dice il \u201cRapporto OsMed 2013\u201d, elaborato dall\u2019Osservatorio nazionale sull\u2019impiego dei Medicinali, istituito presso l\u2019Aifa-Agenzia italiana del farmaco. Il Rapporto, per esempio, segnala ancora una volta l\u2019annosa questione degli antibiotici: l\u2019anno scorso il loro consumo \u00e8 cresciuto del 3,5% rispetto al 2012. Se ne assumono di pi\u00f9, indicano i dati OsMed, in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. L\u2019impiego non appropriato di antibiotici supera il 20% in tutte le condizioni cliniche, ma si arriva al 49,3% per la laringotracheite e al 36,3% per la cistite non complicata. E a poco sono serviti finora i moniti degli esperti, che ripetono, come fa una volta di pi\u00f9 il direttore dell\u2019Aifa, Luca Pani: \u00abL\u2019uso inappropriato degli antibiotici non rappresenta solo un problema di costi a carico del Servizio sanitario, ma soprattutto un problema di salute pubblica, poich\u00e9 favorisce l\u2019insorgenza di resistenze batteriche con una progressiva perdita di efficacia di questi farmaci\u00bb.<\/p>\n<p><b>Minore aderenza alle terapie<\/b><\/p>\n<p>Dall\u2019analisi dei dati delle Aziende sanitarie locali, poi, emergono bassi livelli di aderenza alle prescrizioni principalmente per i medicinali utilizzati nei disturbi ostruttivi delle vie respiratorie, per gli antidepressivi e i farmaci per la prevenzione del rischio cardiovascolare. In quest\u2019ultimo caso, secondo il Rapporto OsMed, pur essendo circa 16 milioni gli italiani che soffrono di ipertensione (uno dei pi\u00f9 importanti fattori di rischio per malattie cardiovascolari, ictus e insufficienza renale), ad assumere antipertensivi sono in meno di 8 milioni, sebbene abbiano ricevuto la diagnosi e quindi la prescrizione. A causare una minore aderenza alle terapie ci si mettono anche, stando almeno ad alcuni studi, i costi dei ticket. \u00abL\u2019aumento dei ticket sui medicinali in fascia A (a carico del Servizio sanitario), soprattutto in alcune Regioni con piani di rientro, \u00e8 un \u201costacolo\u201d nell\u2019accesso alle cure segnalato sempre pi\u00f9 dai cittadini &#8211; sottolinea Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, che ha promosso la campagna \u201cI due volti della sanit\u00e0: sprechi e buone pratiche\u201d -. Per esempio, il Rapporto OsMed rileva i bassi livelli di aderenza ai farmaci di chi soffre di bpco, la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Perch\u00e9? Forse perch\u00e9, pur essendo una malattia cronica, non \u00e8 ancora riconosciuta come tale dalla nostra Sanit\u00e0, per cui il malato non ha diritto all\u2019esenzione e deve pagare i ticket, per molti troppo onerosi. E cos\u00ec si rinuncia ai farmaci prescritti\u00bb.<\/p>\n<p><b>Inappropriatezza delle prescrizioni<\/b><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi, come si \u00e8 detto, il fattore \u201cinappropriatezza delle prescrizioni\u201d. Per esempio, in base agli indicatori di appropriatezza utilizzati nel Rapporto, per il 46,5% dei pazienti che assumono inibitori di pompa per il trattamento dell\u2019ulcera e dell\u2019esofagite (a carico del Servizio sanitario) non ci sono i requisiti di rimborsabilit\u00e0 fissati dalle note Aifa, ovvero si tratta di \u00abconsumi altamente inappropriati\u00bb. La stessa Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri (Aigo) pensa che siano troppi, per citare un caso, i 20 milioni di euro spesi in un anno nel solo Lazio per farmaci contro il bruciore di stomaco e il reflusso gastrico. \u00abSpesso si prescrivono gli \u201cinibitori di pompa\u201d come \u201ccopertura\u201d quando il paziente deve assumere antinfiammatori o antibiotici: lo fanno anche otorini, dentisti, ortopedici &#8211; dice il presidente di Aigo, Antonio Balzano -. In molti casi potrebbe bastare un semplice sciroppo. Per migliorare l\u2019appropriatezza delle prescrizioni abbiamo avviato uno specifico studio, prendendo come riferimento proprio il caso del Lazio\u00bb.<\/p>\n<p><b>Registri di monitoraggio e linee d\u2019indirizzo<\/b><\/p>\n<p>E i medici di famiglia? \u00abTutto sta nel rapporto di fiducia tra il medico &#8211; che non \u00e8 un semplice \u201cprescrittore\u201d &#8211; e l\u2019assistito &#8211; sottolinea Fiorenzo Corti della Federazione italiana medici di medicina generale -. Se ogni specialista prescrive farmaci, per esempio per il glaucoma, l\u2019artrosi e la bronchite, spetta poi al medico di famiglia fare la sintesi, perch\u00e9 conosce le condizioni cliniche generali del paziente e pu\u00f2 verificare anche se i farmaci interagiscono tra loro\u00bb. Strumenti per assicurare l\u2019appropriatezza d\u2019impiego dei farmaci, ma anche per contenere la spesa farmaceutica, gi\u00e0 esistono: dalle \u201cNote Aifa\u201d, al \u201cDocumento programmatico per la valutazione dell\u2019uso dei farmaci nelle cure primarie\u201d predisposto dall\u2019Agenzia insieme ai medici di famiglia; dai registri di monitoraggio, ai piani terapeutici. Alcune Regioni hanno redatto anche proprie linee d\u2019indirizzo per l\u2019uso di specifici farmaci, altre hanno avviato report mensili della spesa farmaceutica. \u00abLe linee guida vanno applicate &#8211; ricorda Corti -. In alcune Regioni, nell\u2019ambito della \u201cmedicina di iniziativa\u201d, i medici di famiglia in collaborazione con le Asl hanno attivato meccanismi di controllo sull\u2019appropriatezza delle terapie, coinvolgendo i pazienti. Ma servono interventi pi\u00f9 strutturati anche in altre realt\u00e0 del Paese\u00bb.<\/p>\n<p><b>Le differenze tra Regioni<\/b><\/p>\n<p>Nel consumo e nella spesa per farmaci pesano anche le differenze tra Regioni, che \u00abnon sempre sono spiegabili alla luce delle evidenze epidemiologiche\u00bb segnala il Rapporto OsMed. \u00abA spendere meno in assistenza farmaceutica territoriale sono proprio le Regioni che garantiscono anche gli altri livelli essenziali di assistenza &#8211; commenta Giovanni Bissoni, presidente uscente di Agenas -. Ridurre le inefficienze in quelle meno \u201cvirtuose\u201d, quindi, non significa tagliare la spesa sanitaria, ma ridistribuire i risparmi in altri servizi per i cittadini, come indica anche il nuovo Patto per la Salute 2014-2016, approvato in Conferenza Stato-Regioni nel luglio scorso\u00bb. \u00abGli sprechi &#8211; incalza Aceti &#8211; andrebbero individuati anche nella burocrazia, in inutili doppioni di centri decisionali, come le Commissioni territoriali per i prontuari farmaceutici\u00bb.<\/p>\n<p><b>Gli sprechi \u00abbanali\u00bb<\/b><\/p>\n<p>Ci sono poi sprechi pi\u00f9 \u201cbanali\u201d, dai quali si pu\u00f2 recuperare non poco. Secondo le stime di Assosalute, Associazione nazionale dei produttori dei farmaci di automedicazione, ogni anno si distruggono circa 12 milioni di confezioni di farmaci da banco, per un valore di circa 30 milioni di euro. Le cause? Diverse, e riguardano anche gli altri medicinali. \u00abPer esempio &#8211; spiega il presidente Gaetano Colabucci &#8211; si riscontra un difetto del packaging, per cui le scatole non vengono messe in commercio; altri farmaci sono ritirati dal mercato perch\u00e9 prossimi alla scadenza. Ma soprattutto, fino a pochi mesi fa, migliaia di confezioni integre venivano ritirate per aggiornare i foglietti illustrativi\u00bb. Solo nel 2013 sono state circa 5 mila le variazioni dei \u201cbugiardini\u201d. Da giugno, per\u00f2, la specifica delle modifiche approvate viene consegnata in farmacia al momento dell\u2019acquisto del medicinale. Fino all\u2019esaurimento delle scorte delle \u201cvecchie\u201d confezioni. Che cos\u00ec non finiscono buttate vie.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/salute\/14_settembre_12\/milioni-euro-sprecati-farmaci-che-troppo-spesso-buttiamo-via-93d29994-3a5f-11e4-8035-a6258e36319b.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">15 settembre 2014 | <b><i>CORRIERE DELLA SERA<\/i><\/b> \/ salute<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p>Related news:\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/salute\/14_settembre_12\/farmaci-sprecati-ecco-perche-non-seguiamo-terapie-28a44ad4-3a62-11e4-8035-a6258e36319b.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Wasted drugs, that&#039;s why we don&#039;t follow the therapies<\/span><\/a><\/span><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo l\u2019Oms in Europa i costi della non aderenza alle terapie farmacologiche si aggirano intorno ai 125 miliardi di euro l\u2019anno. 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