{"id":32409,"date":"2017-07-26T19:42:32","date_gmt":"2017-07-26T17:42:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=32409"},"modified":"2017-08-07T13:21:39","modified_gmt":"2017-08-07T11:21:39","slug":"industria-4-0-quali-sfide-la-farmaceutica-n-d-r","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/industria-4-0-quali-sfide-la-farmaceutica-n-d-r\/","title":{"rendered":"Industry 4.0: what challenges for pharmaceuticals? Ed"},"content":{"rendered":"<p><strong>Industria 4.0<\/strong>, una sigla di cui si sta discutendo molto, ormai utilizzata come sinonimo di cambiamento e modernit\u00e0. \u00c8 associata a quella che gli esperti definiscono\u00a0<strong>\u201cquarta rivoluzione industriale\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/nuvola.corriere.it\/2017\/07\/23\/industria-4-0-quali-sfide-per-la-farmaceutica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>CORRIERE DELLA SERA<\/em> |23 LUGLIO 2017<\/span><\/a>\u00a0<span class=\"rs_skip\">|\u00a0<\/span>Of\u00a0<a title=\"Articoli scritti da: Alessio Pappagallo\" href=\"http:\/\/nuvola.corriere.it\/author\/alessio-pappagallo\/\" target=\"_blank\" rel=\"author noopener noreferrer\">Alessio Pappagallo<\/a><\/p>\n<p>d<img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/static2.blog.corriereobjects.it\/wfprwpc\/nuvola\/wp-content\/blogs.dir\/11\/files\/2017\/07\/DSC_8050-250x376.jpg?v=1500047336\" alt=\"DSC_8050\" \/>opo l\u2019avvento della macchina a vapore e dell\u2019elettricit\u00e0, fino all\u2019elettronica e all\u2019automazione industriale,\u00a0<strong>oggi il mondo dell\u2019impresa si sta affacciando a una nuova\u00a0era fatta di macchine intelligenti\u00a0<\/strong>che, grazie all\u2019informatizzazione, sono<strong>\u00a0in grado di interagire tra loro<\/strong>, aumentando i volumi e la qualit\u00e0 dei processi produttivi e distributivi.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Non parliamo esclusivamente di trasporto tramite droni o di magazzini super automatizzati, ma dell\u2019introduzione del\u00a0<strong>concetto di \u201cinternet delle cose\u201d<\/strong>, la vera base di questo cambiamento<\/em>\u00a0\u2013 spiega al\u00a0<em>Corriere.it\u00a0<\/em>Fabrizio Dallari, direttore del Centro sulle\u00a0<em>Operations<\/em>, la Logistica e il\u00a0<em>Supply Chain Management<\/em>\u00a0della LIUC Business School (LIUC, Universit\u00e0 Cattaneo) -.\u00a0<em>Si tratta dell\u2019espressione utilizzata per definire la rete di apparecchiature, diverse dai computer, connessi a Internet. Qualunque dispositivo elettronico equipaggiato con un software che gli permetta di scambiare dati con altri oggetti connessi. Nel 4.0 le parole chiave sono big data, informazioni e internet diffuso<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una rivoluzione<\/strong>\u00a0a cui hanno gi\u00e0 preso parte, in Italia come all\u2019estero, altri settori industriali (auto e elettrodomestici), ma\u00a0<strong>che vede un certo ritardo per il farmaceutico<\/strong>; un comparto tra i pi\u00f9 rilevanti in Italia in termini economici, occupazionali e sociali.<\/p>\n<p><em>\u00abLa sanit\u00e0, l\u2019industria farmaceutica\u00a0e tutta la filiera sono e saranno sempre pi\u00f9 influenzate dalla\u00a0<\/em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-44925 alignleft\" src=\"http:\/\/static2.blog.corriereobjects.it\/wfprwpc\/nuvola\/wp-content\/blogs.dir\/11\/files\/2017\/07\/mail.jpg?v=1500298873\" alt=\"mail\" width=\"155\" height=\"238\" \/><em>quarta rivoluzione industriale. L\u2019allungamento della vita media e la necessit\u00e0 di convivere con malattie croniche si accompagnano a due fattori determinanti. Da un lato contenere la spesa e dall\u2019altro\u00a0gestire il fenomeno definito \u201csilver is gold\u201d, ovvero la presenza di generazioni di persone (i nati dagli anni 60 in poi) che hanno una sempre maggiore familiarit\u00e0 con i digital devices e che saranno i pazienti del prossimo futuro \u2013\u00a0<\/em>afferma Stefano Novaresi, gi\u00e0\u00a0<em>Top Manager<\/em>\u00a0di gruppi nazionali e internazionali della pharma distribuzione, oggi\u00a0<em>Senior Consultant\u00a0<\/em>presso un gruppo leader nell\u2019automazione e uno dei massimi esperti in materia di 4.0 \u2013<em>. La farmaceutica rappresenta mediamente solo il 15% della spesa sanitaria, la sfida principale \u00e8 ridurre le ospedalizzazioni non necessarie, il vero costo. In tal senso, il cambio di paradigma che deve vedere il paziente al centro \u00e8 supportato dal 4.0, dove\u00a0<strong>il combinarsi di nuove tecnologie con lo sviluppo di una sensoristica sofisticata e miniaturizzata consente di affrontare in modo nuovo sia la diagnostica che la terapia stessa<\/strong>. Questo, garantisce gradi di aderenza maggiori. Spesso, infatti, i pazienti non seguono correttamente la terapia con conseguenze che aggravano la loro condizione inducendo ospedalizzazioni inutili. Un problema che, grazie alle nuove tecnologie e alla sempre pi\u00f9 rapida elaborazione delle informazioni, \u00e8 gi\u00e0 possibile risolvere, rendendo i protocolli di cura pi\u00f9 efficaci\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Numerose le sfide che i soggetti della filiera dovranno affrontare, a partire dalle\u00a0<strong>nuove regole per la conservazione e il trasporto dei medicinali e la serializzazione delle singole confezioni dei farmaci<\/strong>, previste dalla Direttiva europea 2011\/62\/UE, a cui sar\u00e0 necessario adeguarsi entro la fine del 2018.<\/p>\n<p>\u00ab<em>In Europa la nuova normativa imporr\u00e0 che tutte le confezioni siano marcate con un codice a barre univoco che mostri il produttore, il lotto, la data di scadenza e tutti i passaggi compiuti dal farmaco<\/em>\u00a0\u2013 continua Dallari, autore di un recente studio dedicato alla filiera farmaceutica e al 4.0 \u2013<em>. Questo permetter\u00e0 una tracciabilit\u00e0 totale. Fino al paziente che potr\u00e0 comunicare al medico, tramite un\u2019applicazione e inviando il codice a barre, qual \u00e8 la confezione che ha in casa. In questo modo, il medico sar\u00e0 in grado di controllare l\u2019andamento e l\u2019aderenza alla terapia e sapere quando prescrivergliene un\u2019altra. Un elemento che, di fatto, aprir\u00e0 le porte a un sistema di riordino automatico dei medicinali da parte delle farmacie. La serializzazione \u00e8 stata introdotta proprio per controllare il percorso dei farmaci, combattendo cos\u00ec anche i traffici illeciti<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>La filiera\u00a0farmaceutica italiana \u2013 stando allo studio \u2013 \u00e8 composta principalmente da cinque soggetti: i produttori, i depositari, i distributori intermedi, i trasportatori e i punti di consegna (principalmente farmacie e ospedali, ma anche grande distribuzione e parafarmacie per i medicinali che possono essere distribuiti in questi canali) oltre al Servizio sanitario nazionale. Una peculiarit\u00e0 data dalla\u00a0<strong>differenza del ruolo tra depositario e distributore intermedio<\/strong>: il primo si occupa della distribuzione del farmaco per conto della casa farmaceutica, senza acquisirne la propriet\u00e0; il secondo compra all\u2019ingrosso i medicinali per poi rivenderli alle farmacie entro 12 ore.<\/p>\n<p><strong>Per la farmaceutica<\/strong>, Therefore,\u00a0<strong>4.0 significa informatica al servizio della qualit\u00e0 del prodotto e del paziente<\/strong>,\u00a0<strong>ma anche rivoluzione a livello distributivo<\/strong>. Afferma ancora il professore:\u00a0<em>\u00abSecondo i nostri studi, tra qualche anno tutte quelle farmacie con volumi tali da poter interagire direttamente con le aziende sorpasseranno i grossisti che, a loro volta, apriranno delle catene di farmacie. Ci\u00f2 significa che le cooperative di piccoli farmacisti spariranno. Non vedremo pi\u00f9 una farmacia ogni 3mila e 200 abitanti (in Germania ogni 8mila e in Danimarca ogni 10mila), ma grandi catene che controlleranno la vendita di 200 o pi\u00f9 farmaci\u00a0<\/em>(scenario che necessiter\u00e0, nel caso,\u00a0di una revisione del quadro normativo\u00a0<em>ed<\/em>)\u00bb.<\/p>\n<p>Dal punto di vista produttivo, invece,\u00a0<strong>c\u2019\u00e8 un tema legato ai processi di esternalizzazione<\/strong>\u00a0che hanno portato alla\u00a0<strong>nascita di aziende cosiddette di\u00a0<em>Contract Manufacturing<\/em><\/strong>, ovvero demandate a realizzare prodotti farmaceutici o parti di composti pi\u00f9 complessi sulla base di un contratto stipulato con i produttori\u00a0<em>Original Equipment Manufacturer<\/em>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/static2.blog.corriereobjects.it\/wfprwpc\/nuvola\/wp-content\/blogs.dir\/11\/files\/2017\/07\/20170303_122536-500x375.jpg?v=1500047544\" alt=\"20170303_122536\" \/>\u00ab<em>La rivoluzione 4.0 potrebbe far rivalutare il concetto di esternalizzazione, garantendo tempi di produzione\u00a0minori e volumi\u00a0pi\u00f9 alti<\/em>\u00a0\u2013 continua il docente \u2013<em>. L\u2019industria farmaceutica italiana vale moltissimo in termini di valore, parliamo di 181 aziende (associate a Farmindustria) con oltre 64mila addetti (90% laureati e diplomati), ma con volumi piuttosto ridotti, dove la robotica e l\u2019automazione avanzata sono poco applicabili. Perci\u00f2,\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Macchine 4.0 che da passive diventano attive<\/strong>: apprendono e si possono organizzare. Un principio che\u00a0potrebbe portare\u00a0a una\u00a0<strong>riduzione del personale addetto alle catene di montaggio<\/strong>, ponendo un quesito etico non trascurabile.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Pi\u00f9 che una riduzione tout court della mano d\u2019opera, sicuramente legata a aumenti importanti di produttivit\u00e0 individuale\u00a0<\/em>\u2013 commenta ancora Novaresi \u2013\u00a0<em>ci\u00f2 che si sta verificando \u00e8\u00a0<strong>un mutamento delle professioni e delle competenze in gioco<\/strong>. Il 4.0 porta a una rivoluzione delle professionalit\u00e0 e alla nascita di nuovi ruoli. Basti pensare come l\u2019ingegneria sta entrando\u00a0in ambito medico. Un incontro di culture non sempre facile, ma necessario. Peraltro, la storia insegna che a ogni rivoluzione industriale si accompagna un riassetto sociale. Ma la tecnologia non \u00e8 un nemico da combattere\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Conclude Dallari: \u00ab<em><strong>Le macchine non sono antagoniste dell\u2019uomo<\/strong>. In universit\u00e0 abbiamo aperto una piccola fabbrica in cui i ragazzi si sfidano a montare i Calcio Balilla aiutati da dei robottini nelle diverse fasi di montaggio manuale. Ecco, in questo piccolo caso esiste una collaborazione virtuosa uomo-macchina. \u00c8 naturale, poi, che se in uno stabilimento viene inserito un carrello teleguidato o un robot collaborativo antropomorfo, al loro fianco sar\u00e0 necessario avere un ingegnere informatico, un analista di big data o un manutentore di robot esperto. Quindi, parlerei di mutamento delle professionalit\u00e0, pi\u00f9 che di eliminazione della parte umana<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Related news:\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" title=\"Lavoro a rischio nelle case farmaceutiche\" href=\"http:\/\/nuvola.corriere.it\/2015\/11\/06\/lavoro-a-rischio-nelle-case-farmaceutiche\/\" target=\"_blank\" rel=\"bookmark noopener noreferrer\">Lavoro a rischio nelle case farmaceutiche<\/a><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p>Editorial<\/p>\n<p>Nell\u2019articolo si dice che industria 4.0 ad oggi, \u00e8 appannaggio soprattutto dei settori automobilistico e \u201cdel bianco\u201d (elettrodomestici). Nel farmaceutico, invece, i grandi investimenti sono rivolti a assemblaggio e distribuzione\u00bb.<\/p>\n<p>E ancora: \u00abLa rivoluzione 4.0 potrebbe far rivalutare il concetto di esternalizzazione, garantendo tempi di produzione minori e volumi pi\u00f9 alti\u00bb.<\/p>\n<p>Nel farmaceutico si vuole pertanto prendere come modello l\u2019industria automobilistica. In questo settore Il superamento del modello fordista (catena di montaggio) non avviene mediante la teorizzazione e applicazione di un nuovo modello, ma piuttosto come esito di una serie indipendente di trasformazioni adottate per rispondere alla crisi degli anni \u201970.<\/p>\n<p>A rendere possibili queste risposte fu la presenza di nuove condizioni, senza le quali queste trasformazioni non sarebbero state possibili. Esse infatti presuppongono:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019esistenza di un nuovo modello tecnologico che supporti una produzione flessibile (automazione programmabile) e soprattutto decentrata (reti di comunicazione)<\/li>\n<li>un processo globalizzazione economica, connesso a una maggior rapidit\u00e0 e economicit\u00e0 dei trasporti, che permetta sia di inseguire i fattori produttivi laddove si presentano nelle condizioni economiche migliori, sia di cogliere la domanda ovunque essa si presenti.<\/li>\n<li>un processo di privatizzazione (anche del rapporto di lavoro) quale pu\u00f2 emergere solo da una nuova politica economica, essa stessa prodotto dell\u2019imporsi di nuove ideologie (neoliberismo)<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.datamanager.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/news-sito-alteaup-800x500_c.jpg\" alt=\"Risultati immagini per industria farmaceutica 4.0\" width=\"358\" height=\"224\" \/>All\u2019idea di una governabilit\u00e0 politica del sistema economico mondiale si sostituisce l\u2019idea del primato del mercato, e, contemporaneamente, come il criterio di misura della loro efficacia. Inizia conseguentemente la deregolamentazione (deregulation) di ogni forma di controllo sui flussi prima monetari e successivamente finanziari, degli investimenti e dei prodotti (e dei diritti).<\/p>\n<p>La lotta contro il sindacato per la riduzione dei suoi spazi e del suo peso si accompagna a processi di ristrutturazione tecnologica e aziendale. Mediante i primi si punta alla riduzione del bisogno di manodopera all\u2019interno dei processi produttivi (robotizzazione), indebolendola non solo numericamente ma anche come rilevanza produttiva (la minaccia della sua sostituzione). Mediante la seconda si persegue una frantumazione dell\u2019azienda stessa, riducendo la compattezza della manodopera.<\/p>\n<p>Negli anni \u201980 le economie delle societ\u00e0 occidentali usciranno trasformate dall\u2019applicazione di questi nuovi principi e l\u2019entrata nel postfordismo sar\u00e0 un elemento acquisito.<\/p>\n<p>Tra i molti concetti, la \u201cflessibilit\u00e0\u201d \u00e8 forse la parola chiave pi\u00f9 caratterizzante. Alle innumerevoli rigidit\u00e0 del fordismo (nei compiti, nel processo di produzione, nella quantit\u00e0 e nella tipologia dei prodotti, nelle relazioni aziendali, etc.) il postfordismo sostituisce altrettante flessibilit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>della manodopera, flessibile nelle mansioni come nella presenza;<\/li>\n<li>del prodotto, personalizzandolo grazie all\u2019ampio ricorso a macchine programmabili in grado di modificare i processi di lavorazione e rendere economica la produzione per piccoli lotti;<\/li>\n<li>delle quantit\u00e0 produttive, grazie al ricorso al subappalto e alla manodopera impiegata a tempo determinato, che permettono di incrementare o decrementare la produzione con facilit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La flessibilit\u00e0 diventa una filosofia pervasiva, che negli anni \u201990 occupa non solo l\u2019azienda, ma tutta la societ\u00e0, la cultura, perfino il modello educativo.<\/p>\n<p>Se l\u2019economia di scala non pu\u00f2 pi\u00f9 essere il modello attraverso cui garantire i profitti allora prioritaria \u00e8 la riduzione dei costi. La complessa burocrazia aziendale generata tra i colletti bianchi, dalla gerarchizzazione e specializzazione funzionale della fabbrica fordista deve essere smantellata, cos\u00ec come progressivamente ridotto tutto il personale, e ridotti al minimo i costi fissi. Ma non solo l\u2019apparato interno dell\u2019azienda deve dimagrire, anche il corpo dell\u2019azienda stessa, attraverso pratiche di outsorcing (esternizzazione: subappalti e rete di fornitori), limitando la produzione diretta al core-business, cio\u00e8 quelle attivit\u00e0 centrali dove maggiore \u00e8 la sua specializzazione e quindi pi\u00f9 alta la sua produttivit\u00e0 e competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>Si costituisce un universo di lavori assai diversificati e flessibili. Lo scenario che vediamo \u00e8 quello di una &#8220;societ\u00e0 dei lavori&#8221;, parecchi dei quali flessibili o sfuggenti, anzich\u00e9 di una &#8220;societ\u00e0 del Lavoro&#8221; centrata su un\u2019idea e su un profilo di pienezza e di stabilit\u00e0 quale l\u2019Occidente capitalistico e non solo aveva avuto nel secolo scorso con conseguenze che preoccupano i sindacati, come la \u201cde-solidarizzazione\u201d. I suoi sviluppi, resi necessari dalle trasformazioni dell\u2019impresa sono resi possibili dalle innovazioni della tecnologia.<\/p>\n<p>L\u2019impresa cerca di raggiungere la massa dei consumatori inseguendo il singolo acquirente. All\u2019impresa ci\u00f2 crea notevoli incertezze e richiede una flessibilit\u00e0, una reattivit\u00e0, una versatilit\u00e0 mai viste.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.propostalavoro.com\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/tumblr_inline_mo2sxlVEtc1qz4rgp.jpg\" alt=\"Risultati immagini per lavoro flessibile\" \/>La necessit\u00e0 di rispondere a ogni oscillazione del mercato pone infatti all\u2019impresa ineludibili bisogni di flessibilit\u00e0 operativa, costringendola a farsi leggera, agile e snella. Ci\u00f2 ribalta la logica delle economie di scala e dell\u2019integrazione verticale, tant\u2019\u00e8 vero che diminuisce la dimensione media dell\u2019impresa per numero di addetti, aumenta la quota degli occupati nelle imprese minori sul totale, e il sistema delle imprese si sta disponendo e articolando in orizzontale. le imprese chiedono la massima flessibilit\u00e0 del lavoro e la massima deregolazione del mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Entro le stesse mura possono operare gomito a gomito lavoratori diretti e indiretti, stabili e fluttuanti, questa disarticolazione, chiamata anche &#8220;terziarizzazione&#8221;, ha conseguenze che preoccupano i sindacati perch\u00e9 possono generare disparit\u00e0 di trattamento fra lavoratori operanti nella stessa impresa o addirittura nella stessa sede.<\/p>\n<p>Nel secolo scorso i sociologi studiavano l\u2019oppressione dovuta alla monotonia e alla ripetitivit\u00e0, mentre adesso devono studiare l\u2019ansia generata da variabilit\u00e0 e incertezze che stressano il lavoratore. Ieri il sintomo era la noia, oggi la frenesia. Ieri il problema era la rigidit\u00e0, oggi la flessibilit\u00e0.<\/p>\n<p>I rapporti di lavoro tendono a diventare innanzitutto meno subordinati e pi\u00f9 autonomi (perfino nel lavoro dipendente); inoltre meno durevoli, data la crescita dei contratti a tempo determinato e il calo quelli a tempo indeterminato; e infine meno uniformi giacch\u00e9 l\u2019ambito dei contratti di lavoro si avvia a essere pi\u00f9 circoscritto e assai pi\u00f9 articolato, perfino individualizzato. L\u2019impresa si \u00e8 fatta flessibile e si aspetta che il lavoratore sia altrettanto flessibile. L\u2019elasticit\u00e0 della prestazione al mercato si ottiene con modalit\u00e0 di impiego che intaccano il modello di lavoro a tempo pieno e a durata indeterminata perch\u00e9 prevedono orari variabili, durate pi\u00f9 corte, o tutt\u2019e due. La novit\u00e0 sta nel fatto che i contratti a termine stanno soppiantando il tradizionale periodo di prova per diventare la modalit\u00e0 normale di ingresso al lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/diseguaglianze.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32457 alignright\" src=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/diseguaglianze-300x224.png\" alt=\"\" width=\"491\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/diseguaglianze-300x224.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/diseguaglianze-768x573.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/diseguaglianze.png 955w\" sizes=\"auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px\" \/><\/a>Queste novit\u00e0 destabilizzano i tradizionali rapporti di lavoro e i sindacati temono che possano alterare gli equilibri contrattuali, travolgere i sistemi di relazioni industriali, indebolire i profili di tutela, disarticolare le solidariet\u00e0 fra i lavoratori. Uno dei rischi \u00e8 la polarizzazione fra lavoratori stabili e lavoratori fluttuanti, ma il pi\u00f9 sentito \u00e8 la &#8220;precarizzazione&#8221; cio\u00e8 la fine del &#8220;posto fisso&#8221; che per molti europei \u00e8 quasi un diritto di cittadinanza: infatti il senso di instabilit\u00e0 che si avverte \u00e8 ancor prima culturale che sociale.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la rivoluzione dell\u2019industria 4.0? Nell\u2019informazione scientifica sui farmaci \u00e8 rappresentata dall\u2019esternalizzazione a societ\u00e0 che se ne occupano con call center o internet eliminando i \u201ccosti fissi\u201d rappresentati da ISF in carne ed ossa.<\/p>\n<p>Nonostante il neoliberismo abbia fallito alla prova dei fatti, consegnando il peggior disastro economico degli ultimi \u201970 anni, dal punto di vista politico e intellettuale \u00e8 rimasto l\u2019unico attore sulla scena. I partiti di destra, di centro e di sinistra sono tutti stati conquistati dalla sua filosofia.<\/p>\n<p>La crisi finanziaria dal 2007 in poi ha avuto l\u2019effetto di minare la fiducia nella competenza delle \u00e9lite di governo. Ha segnato l\u2019inizio di una crisi politica pi\u00f9 ampia. Ma le cause della crisi politica, evidentissima su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico, sono pi\u00f9 profonde rispetto alla crisi finanziaria e alla debole ripresa dell\u2019ultimo decennio. Vanno al cuore del progetto neoliberista.\u00a0\u00a0La caratteristica pi\u00f9 disastrosa del periodo neoliberista \u00e8 stata l\u2019enorme crescita della disuguaglianza.\u00a0L\u2019aumento della diseguaglianza \u00e8 diventata strutturale, si \u00e8 prodotta la finanziarizzazione dell\u2019economia, la riduzione del ruolo del pubblico e dei sistemi di welfare universali.<\/p>\n<p>Ampi strati della popolazione negli USA e nel Regno Unito si stanno ribellando al loro destino, come dimostrato dal sostegno ricevuto da Trump e Sanders negli USA e dal voto inglese per la Brexit.\u00a0In Italia il 40% dei votanti si astiene e un restante 30\/45% esprime un voto di protesta.<\/p>\n<p>La rivolta della gente \u00e8 spesso descritta in modo denigratorio e sbrigativo, ed etichettata come populismo. Le \u00e9lite politiche etichettano come populiste le politiche che i normali cittadini sostengono solo perch\u00e9 sono a loro sgradite. Il populismo \u00e8 un movimento che si oppone allo status quo. Rappresenta l\u2019inizio di qualcosa di nuovo, anche se in genere \u00e8 pi\u00f9 chiaro ci\u00f2 cui si oppone di ci\u00f2 per il quale si batte. Pu\u00f2 essere progressista o reazionario, ma spesso \u00e8 entrambe le cose.\u00a0I perdenti dell\u2019era neoliberista non sono pi\u00f9 disposti a rassegnarsi dinanzi al loro destino, sono sempre pi\u00f9 in aperta rivolta. Siamo testimoni della fine dell\u2019epoca neoliberista. I partiti tradizionali non offrono una alternativa credibile (fanno tutti la stessa politica) ed il populismo, al momento, \u00e8 l&#8217;unico sbocco ritenuto praticabile. Si dovr\u00e0 inevitabilmente passare ad un nuovo assetto. Speriamo solo che sia indolore!<\/p>\n<p>Related news:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/solo-unassunzione-su-4-e-a-tempo-indeterminato\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">Solo un&#8217;assunzione su 4 \u00e8 a tempo indeterminato<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"title\"><a href=\"http:\/\/www.firstonline.info\/News\/2017\/07\/26\/piu-robot-meno-occupazione-e-lindustria-del-futuro\/M18yMDE3LTA3LTI2X0ZPTA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">Pi\u00f9 robot, meno occupazione: \u00e8 l&#8217;industria del futuro<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"title\"><a href=\"http:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/poveri-salari-litalia-e-ferma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00abPoveri salari\u00bb, l&#8217;Italia \u00e8 ferma<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.buongiornoslovacchia.sk\/index.php\/archives\/76186\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">Stiglitz e le nuove regole dell\u2019economia<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"blog-title\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/07\/30\/le-false-partenze-della-sinistra1\/3764687\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">Le false partenze della sinistra\/1<\/span><\/a><\/p>\n<p class=\"blog-title\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/08\/07\/le-false-partenze-della-sinistra-2-perche-la-globalizzazione-e-solo-una-scusa\/3778837\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">Le false partenze della sinistra \/2 \u2013 Perch\u00e9 la globalizzazione \u00e8 solo una scusa<\/span><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Industria 4.0, una sigla di cui si sta discutendo molto, ormai utilizzata come sinonimo di cambiamento e modernit\u00e0. \u00c8 associata a quella che gli esperti definiscono\u00a0\u201cquarta rivoluzione industriale\u201d. CORRIERE DELLA SERA |23 LUGLIO 2017\u00a0|\u00a0di\u00a0Alessio Pappagallo Dopo l\u2019avvento della macchina a vapore e dell\u2019elettricit\u00e0, fino all\u2019elettronica e all\u2019automazione industriale,\u00a0oggi il mondo dell\u2019impresa si sta affacciando a &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":32412,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,48],"tags":[27,44],"class_list":["post-32409","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","category-note-di-redazione","tag-licenziati","tag-sindacati"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32409","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32409"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32409\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32409"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32409"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32409"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}