{"id":32889,"date":"2017-09-17T10:38:45","date_gmt":"2017-09-17T08:38:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=32889"},"modified":"2017-09-17T10:38:45","modified_gmt":"2017-09-17T08:38:45","slug":"sanita-rosso-23-miliardi-debiti-fornitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/sanita-rosso-23-miliardi-debiti-fornitori\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0 in rosso: 23 miliardi debiti con fornitori"},"content":{"rendered":"<p>La sanit\u00e0 italiana ha accumulato un debito con i propri fornitori di 22,9 miliardi di euro. Lo rileva la Cgia di Mestre analizzando la &#8216;Relazione sulla gestione delle Regioni&#8217; della Corte dei Conti, relativa al 2015, ultima rilevazione disponibile.<\/p>\n<p><b>DEBITI<\/b>\u00a0&#8211; La sanit\u00e0 regionale pi\u00f9 indebitata \u00e8 quella del Lazio, con 3,8 miliardi di euro: a seguire la Campania con 3 miliardi di euro, la Lombardia con 2,3 miliardi, la Sicilia e il Piemonte entrambe con 1,8 miliardi di euro ancora da onorare. Se, invece, rapportiamo il debito alla popolazione residente, il primato spetta al Molise, con 1.735 euro pro capite. Seguono il Lazio con 644 euro per abitante, la Calabria con 562 euro pro capite e la Campania con 518 euro per ogni residente. Va comunque segnalato che dal 2011 il debito complessivo \u00e8 in costante calo ed \u00e8 sceso di 15 miliardi di euro (-39,7 per cento). A livello regionale le contrazioni pi\u00f9 importanti si sono verificate nelle Marche (-69,5 per cento), in Campania (-55,4 per cento) e in Veneto (-51 per cento). Solo nel Molise e in Umbria la situazione \u00e8 peggiorata: nel primo caso la crescita \u00e8 stata del 39,7 per cento, mentre nel secondo caso del 57,7 per cento.<\/p>\n<p><b><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/rf\/image_size_400x300\/Pub\/AdnKronos\/Assets\/Immagini\/Redazionale\/P\/prontosoccorso_ftg.jpg\" alt=\"Sanit\u00e0 in rosso: 23 miliardi debiti con fornitori\" \/>PAGAMENTI<\/b>\u00a0&#8211; L\u2019anno scorso la peggiore pagatrice \u00e8 stata l\u2019Azienda sanitaria regionale del Molise che ha pagato i propri fornitori con un ritardo medio ponderato di 390 giorni. L\u2019Asp di Catanzaro, invece, ha saldato i propri debiti dopo 182 giorni, mentre l\u2019Asl Napoli 1 Centro ha rinviato il saldo fattura rispetto gli accordi contrattuali di 127 giorni. Le aziende sanitarie pi\u00f9 virtuose, invece, sono state l\u2019Usl Umbria 1 e l\u2019Azienda sanitaria universitaria di Trieste. Nel primo caso gli impegni economici assunti sono stati onorati con 24 giorni di anticipo, nel secondo caso di 13. Per quanto concerne i tempi medi di pagamento praticati nel 2016 e riferiti alle sole forniture di dispositivi medici (fonte Assobiomedica), in Molise il saldo della fattura \u00e8 avvenuto mediamente dopo 621 giorni, in Calabria dopo 443 giorni e in Campania dopo 259 giorni. Se teniamo conto che la legge in vigore stabilisce che i pagamenti delle strutture sanitarie debbano avvenire entro 60 giorni dall\u2019emissione della fattura, nessun valore medio regionale rispetta questo termine.<\/p>\n<p>\u201cSebbene negli ultimi anni lo stock sia in calo \u2013 dichiara il coordinatore dell\u2019Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo \u2013 l\u2019ammontare complessivo del debito commerciale del nostro servizio sanitario non \u00e8 ancora stato ricondotto entro limiti fisiologici. Purtroppo, soprattutto nel Mezzogiorno, le nostre Asl continuano ad essere in affanno con i pagamenti, mettendo cos\u00ec in seria difficolt\u00e0 moltissime Pmi\u201d. Quali sono le cause che hanno determinato l\u2019accumulazione di un debito cos\u00ec rilevante? &#8220;Se \u00e8 noto che le Asl pagano da sempre con molto ritardo \u2013 conclude Zabeo &#8211; \u00e8 altrettanto vero che in molti casi le forniture continuano ad essere acquistate con forti differenze di prezzo tra le varie regioni. Se, come ha avuto modo di denunciare la Fondazione Gimbe2, nella sanit\u00e0 italiana si annidano circa 22,5 miliardi di euro di sprechi, \u00e8 verosimile ritenere che una parte dei ritardi nei pagamenti sia in qualche modo riconducibile alle distorsioni sopra descritte. In altre parole, non \u00e8 da escludere che in alcune regioni, in particolar modo del Sud, avvengano degli accordi informali tra le parti per cui le Asl o le case di cura impongono ai propri fornitori pagamenti con ritardi pesantissimi, ma a prezzi superiori rispetto a quelli, ad esempio, praticati nel settore privato&#8221;.<\/p>\n<p>Il segretario della CGIA, Renato Mason, puntualizza: &#8220;Nonostante l\u2019ammontare degli sprechi, sarebbe sbagliato generalizzare. E\u2019 importante sottolineare che la nostra spesa sanitaria pubblica \u00e8 inferiore di un punto percentuale di Pil rispetto a quella francese e di 0,5 punti rispetto a quella britannica. Inoltre, l\u2019ottima qualit\u00e0 del servizio reso a molti cittadini italiani, soprattutto del nord Italia, non ha eguali nel resto d\u2019Europa&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/salute\/sanita\/2017\/09\/16\/sanita-rosso-miliardi-debiti-con-fornitori_biOihvJa3vTv1P9wT7oEuO.html?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>adn<\/strong>kronos &#8211;\u00a0Pubblicato il: 16\/09\/2017\u00a0<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sanit\u00e0 italiana ha accumulato un debito con i propri fornitori di 22,9 miliardi di euro. Lo rileva la Cgia di Mestre analizzando la &#8216;Relazione sulla gestione delle Regioni&#8217; della Corte dei Conti, relativa al 2015, ultima rilevazione disponibile. 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