{"id":33154,"date":"2017-10-09T09:48:44","date_gmt":"2017-10-09T07:48:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=33154"},"modified":"2017-10-09T09:48:44","modified_gmt":"2017-10-09T07:48:44","slug":"mercato-dei-farmaci-generici-le-realta-crescita-giro-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/mercato-dei-farmaci-generici-le-realta-crescita-giro-mondo\/","title":{"rendered":"Generic drugs market, here are the growing realities around the world"},"content":{"rendered":"<h4 class=\"site-block__title\">I casi di Giappone, India e Australia: perch\u00e9 anche mercati grandi e sviluppati, luogo ideale per l.ampia adozione di alternative equivalenti ai prodotti branded, non presentano performance in linea con le loro potenzialit\u00e0. Dal numero di ottobre di AboutPharma and Medical Devices<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.aboutpharma.com\/blog\/2017\/10\/09\/470072\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"post-author\">di Anna Porchetti &#8211;\u00a09 ottobre 2017 &#8211; Aboutpharma on line<\/span><\/a><\/p>\n<p>The\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aboutpharma.com\/blog\/2017\/09\/22\/generici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mercato dei farmaci generici<\/a>, in tutto il mondo, rappresenta sempre di pi\u00f9 un settore in crescita. Spesso oggetto, quest\u2019ultimo, di politiche sanitarie nazionali o sovranazionali finalizzate a ridurre la spesa farmaceutica, in una societ\u00e0 globale che invecchia velocemente, e a facilitare l\u2019accesso a cure adeguate per le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione.<\/p>\n<h2>UNA RAPIDA PROGRESSIONE<\/h2>\n<p>Secondo QuintilesIms, nell\u2019arco di tempo fra il 2013 e il 2018 i generici costituiranno il 52% della crescita globale della spesa farmaceutica.\u00a0<strong>Si passer\u00e0 dai 267 miliardi di dollari del 2013 ai 442 del 2018<\/strong>, con una crescita annua del 10,6%. Oltre alle politiche di incentivo alla sostituzione, un forte impulso alle vendite di farmaci generici dipende dal fatto che molti brand importanti hanno gi\u00e0 perso o perderanno la protezione brevettuale nei prossimi anni, aprendo la strada ai genericisti. Evaluate pharma stima che fra il 2011 e il 2020 perderanno la protezione brevettuale farmaci il cui fatturato si aggira sui\u00a0<strong>200 miliardi di dollari<\/strong>. Il comparto del farmaco generico rappresenta una grande opportunit\u00e0, ma la situazione di mercato \u00e8 lungi dall\u2019essere omogenea. Spesso inaspettatamente, anche mercati grandi e sviluppati, che potrebbero essere candidati ideali per l\u2019ampia adozione di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aboutpharma.com\/blog\/2017\/06\/16\/europa-gli-equivalenti-sorpassano-la-volta-farmaci-branded\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">alternative generiche ai prodotti originali<\/a>, non presentano\u00a0performance in linea con le loro potenzialit\u00e0. Alla base motivi culturali, distributivi, o legislativi. Ecco alcuni esempi concreti in giro per il mondo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.aboutpharma.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/vendita-farmaci-generici-AboutPharma.png\" alt=\"Mercato dei farmaci generici\" \/><\/p>\n<h2>SOL LEVANTE MERCATO CRESCENTE<\/h2>\n<p>Il mercato farmaceutico giapponese, secondo dopo gli Stati Uniti, \u00e8 responsabile del 10% del consumo totale di farmaci al mondo. Si prevede che cresca moderatamente, dai 70 miliardi di dollari del 2016 a 72 miliardi di dollari nel 2021. Il Giappone dispone di un sistema sanitario che offre un buon accesso alle terapie da parte dei pazienti e prezzi di rimborso remunerativi per le aziende. Tuttavia, la popolazione invecchia e la spesa per i farmaci rappresenta il 20% della spesa sanitaria totale del nazionale. Una percentuale elevata, se confrontata con molti paesi dell\u2019Europa occidentale (sotto al 15% Germania e\u00a0Austria, 16% la Francia e 17% l\u2019Italia) e degli Stati Uniti (10-11%). Gi\u00e0 da alcuni anni il governo giapponese ha identifi\u0081cato nella penetrazione generica un imperativo per la stabilit\u00e0 economica nazionale nel lungo termine. Promuovere l\u2019uso dei generici \u00e8 una priorit\u00e0 per il governo. Il settore farmaceutico giapponese \u00e8 caratterizzato dalla presenza di grandi gruppi industriali in grado di produrre per il mercato nazionale. Ma anche di rappresentare realt\u00e0 competitive in Europa, negli Stati Uniti e nello stesso\u00a0continente asiatico.<\/p>\n<p>Non manca la capacit\u00e0 e il know how per la produzione locale e la resistenza al generico in Giappone non dipende da limiti tecnologici, ma ha una origine soprattutto culturale, visto che tanto i medici quanto i pazienti hanno in generale una percezione di qualit\u00e0 inferiore del generico rispetto al prodotto a brand. A questo problema si affiancano barriere all\u2019ingresso di natura distributiva, dovute alla stretta relazione fra i maggiori grossisti e le aziende di prodotti originali.\u00a0<strong>Esistono anche lacune legislative<\/strong>.\u00a0 Prima tra tutte la mancanza di chiare regole che guidino la sostituzione di prodotti originali con gli equivalenti generici all\u2019atto della spedizione della prescrizione in farmacia. Il governo ha per\u00f2 recentemente modificato alcuni dei fattori limitanti lo sviluppo del mercato generico. A livello ospedaliero esiste un sistema di procedure diagnostiche codificate (Dpc) e, a partire dal 2014, \u00e8 stato introdotto un coefficiente di valutazione elevato per gli ospedali che prescrivano farmaci generici. Grazie a esso ci si attende che gli ospedali giochino un ruolo attivo nell\u2019espansione del generico. Per contro, le farmacie non sono finora state particolarmente attive nella dispensazione di generici, ma la pressione sui prezzi imposta dal governo non dovrebbe tardare a farsi sentire anche a livello del retail.\u00a0<strong>Al momento, l\u2019obiettivo di penetrazione generica nel mercato delle prescrizioni, che il governo ha stabilito per il 2017 \u00e8 attorno al 60%<\/strong>. Risultato ambizioso, se si tiene conto che il comparto generico nel 2010 rappresentava solo l\u20198% del mercato giapponese soggetto a prescrizione e che la crescita \u00e8 stata molto lenta, al punto che nel 2015 il mercato generico ha raggiunto un valore di 790 miliardi di yen (7,1 miliardi di dollari).<\/p>\n<p>Circa il 12% del mercato totale a prescrizione. Tuttavia il governo giapponese persegue obiettivi ambiziosi di crescita nel consumo di farmaci equivalenti, e si attende che raggiunga i<strong>\u00a01.117 miliardi di yen (10 miliardi di dollari) nel 2018<\/strong>. Se cos\u00ec fosse potrebbe rappresentare l\u2019<strong>80% del totale mercato a prescrizione nel 2020<\/strong>, previsione a cui gli analisti di mercato sembrano dare un certo credito. L\u2019adozione di una quota crescente di generici porter\u00e0 cambiamenti significativi nel mercato farmaceutico locale a livello complessivo. Le aziende giapponesi dovranno ristrutturarsi e migliorare la propria competitivit\u00e0, per far fronte alla fornitura non pi\u00f9 solo di prodotti originali a prezzi molto elevati, ma anche di prodotti generici a prezzi pi\u00f9 contenuti, situazione con cui non si sono mai misurate, mentre le grandi multinazionali del mercato generico,\u00a0presenti in Giappone con le proprie filiali, sono gi\u00e0 abituate ad avere effi\u0081cienza su larga scala per mantenere redditivit\u00e0 pur producendo generici.<br \/>\nUna survey condotta da CpHI rivela che il 60% degli executive di aziende farmaceutiche domestiche, intervistati sull\u2019argomento, dichiara che le aziende locali saranno suffi\u0081cienti a soddisfare la domanda di generici del Paese, anche se il 26% ammette che anche produttori stranieri potrebbero trarre vantaggio dal mercato generico locale, specialmente le aziende indiane.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.aboutpharma.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Vendita-annuale-farmaci-brevetto-scaduto-AboutPharma.png\" alt=\"mercato dei farmaci generici\" \/><\/p>\n<h2>INDIA QUALIT\u00c0 DA MIGLIORARE<\/h2>\n<p>L\u2019India \u00e8 il terzo mercato farmaceutico mondiale in termini di unit\u00e0 e l\u2019undicesimo a valori. Il Paese asiatico rappresenta il principale esportatore di farmaci generici al mondo, pari al 20% del volume globale dell\u2019export farmaceutico globale, che rappresenta un valore pari a 16,4 miliardi di dollari nel periodo\u00a0<strong>2016-2017 ed \u00e8 stato proiettato a 20 miliardi entro il 2020<\/strong>. La ragione di un successo cos\u00ec schiacciante \u00e8 da attribuire principalmente ai bassi costi di produzione. Produrre un farmaco in India costa infatti il 35-40% di quanto si spenderebbe in Usa per produrre e questa differenza dipende principalmente dal minore costo della manodopera e delle strutture. Non a caso l\u2019India rappresenta il quarto esportatore di farmaci negli Stati Uniti, fornendo all\u2019America il 30% del totale volume di farmaci generici d\u2019importazione. Ci si potrebbe dunque attendere che il mercato domestico indiano sia caratterizzato da una ricca offerta di generici con grandi volumi di vendita in quasi tutte le categorie terapeutiche. Ma in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. Un noto opinion leader indiano, Ashok Panagariya, docente emerito e precedente vice cancelliere della Rajasthan Medical University ha recentemente sostenuto che \u201cnessun medico sarebbe contrario a generici a basso costo, a patto che si tratti di farmaci di qualit\u00e0. Ci sono elementi per ritenere che non pi\u00f9 dell\u2019<strong>1% dei generici venduti in India venga sottoposto ai controlli di qualit\u00e0 che si applicano per le produzioni in Usa o Europa<\/strong>. Assicurare la disponibilit\u00e0 di farmaci generici di qualit\u00e0 uniforme faciliterebbe i medici nel prescriverli con sicurezza\u201d. La scarsa qualit\u00e0 dei generici prodotti per il mercato locale, induce i medici e spesso gli stessi pazienti, a diffi\u0081dare di tali medicinali e a non considerarli\u00a0una valida alternativa ai pi\u00f9 costosi farmaci originali. Questo limita in modo sostanziale l\u2019accesso di una grande fetta della popolazione a cure mediche adeguate.<\/p>\n<p>Per superare il problema, il governo indiano ha recentemente stabilito di varare misure pi\u00f9 concrete per facilitare l\u2019adozione di generici di qualit\u00e0 adeguata nella pratica clinica. Il primo ministro Narendra Modi, in una lunga intervista a Indian Express, ha spiegato in maggiori dettagli difficolt\u00e0 e soluzioni per la questione aperta dei generici. Gli ostacoli da superare sono molteplici. In primis, Modi riconosce che i controlli di qualit\u00e0 sono scarsi e inadeguati, attribuendo la difficolt\u00e0 alle limitate risorse dedicate a ispezionare le aziende per conto del ministero indiano. I<strong>l numero degli ispettori, appena 1.500, \u00e8 del tutto insufficiente a garantire screening sistematici e rigorosi<\/strong>\u00a0sulla qualit\u00e0 dei moltissimi stabilimenti produttivi disseminati in tutto il Paese. Unitamente a ci\u00f2, \u00e8 indispensabile che i medici prescrivano farmaci utilizzando il nome della molecola invece del brand, per facilitare l\u2019utilizzo dei generici, favorendone\u00a0l\u2019accettazione da parte del paziente, e facilitando la dispensazione di generici al punto vendita. Questa disposizione era gi\u00e0 stata introdotta a settembre 2016 nella clausola 1.5 delle Indian medical council regulations, il testo legislativo che regolamenta l\u2019esercizio della professione medica in India, ma e stata\u00a0<strong>sistematicamente disattesa<\/strong>. In un discorso pubblico ad aprile 2017, il primo ministro \u00e8 tornato a ribadire la necessita che i medici prescrivano prodotti con il nome della molecola anzich\u00e9 il brand, promettendo un giro di vite nei prossimi mesi. Tuttavia le difficolt\u00e0 per l\u2019adozione dei generici non si fermano alla prescrizione. La dispensazione dei farmaci in India non \u00e8 regolamentata in modo cosi rigoroso da garantire che sia un farmacista laureato e competente a eseguirla.<\/p>\n<p>Spesso il farmacista d\u00e0 in gestione la farmacia a personale non qualificato, ricevendo in cambio una commissione sulle vendite e non esistono disposizione legislative che impongano un training o una qualche forma di qualifica a chi lavora in farmacia, privando cosi i pazienti dell\u2019assistenza e del consiglio necessario per\u00a0accedere a opzioni terapeutiche pi\u00f9 economiche, come i generici. Un altro elemento che limita l\u2019accesso a cure economicamente vantaggiose \u00e8 il sistema di fissazione del prezzo, che \u00e8 libero, ad eccezione di una lista di farmaci essenziali, per i quali il governo si riserva il diritto di stabilire un\u00a0<strong>prezzo uniforme e accessibile per tutti i farmaci<\/strong>, generici e non, che contengano lo stesso principio attivo. Se un generico non appartiene a questa categoria, sia il fabbricante che la farmacia possono applicare il prezzo che ritengono adeguato, e, particolarmente al livello delle farmacie, il mark up applicato liberamente in ciascun punto vendita pu\u00f2 livellare il prezzo del generico a quello dell\u2019originator, neutralizzando il vantaggio economico per il paziente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.aboutpharma.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/volume-mercato-generici-mondo-AboutPharma.png\" alt=\"mercato dei farmaci generici\" \/><\/p>\n<h2>AUSTRALIA: UN PAESE PER GENERICI?<\/h2>\n<p>Il mercato farmaceutico australiano vale 22,8 miliardi di dollari (2016) ed \u00e8 destinato a raggiungere quota\u00a0<strong>25,2 miliardi nel 2020<\/strong>, registrando un tasso di crescita del 2% annuo, secondo\u00a0<strong>GlobalData<\/strong>. La spesa sanitaria in Australia \u00e8 cresciuta a ritmo maggiore dell\u2019economia\u00a0del Paese, passando,\u00a0<strong>negli ultimi 25 anni, dal 15,7% del gettito fiscale al 24,1%.<\/strong>\u00a0La spesa farmaceutica ha raggiunto il valore di 10,8 miliardi di dollari australiani (7,4 miliardi di euro) nel periodo 2015-16. Sebbene l\u2019Australia sia un Paese economicamente florido, il trend di crescita della spesa sanitaria e farmaceutica comincia a preoccupare il governo. Un elemento sul quale si \u00e8 concentrata l\u2019attenzione del governo nell\u2019ultimo anno, \u00e8 proprio legato all\u2019utilizzo dei generici. Dati ufficiali riportano che in Australia, nel 2010, solo il 19,5% delle prescrizioni fatte dai medici di famiglia conteneva il nome della molecola invece di un brand, una percentuale modesta di per s\u00e9 e ancora pi\u00f9 limitata se confrontata: a) con il Regno Unito, in cui i medici prescrivono il prodotto menzionando unicamente in principio attivo nell\u201983% dei casi; b) con gli Usa, in cui i generici sono l\u201984% delle prescrizioni; c) con la vicina Nuova Zelanda, in cui i medici prescrivono generici nel 77% dei casi; d) con il Canada in cui questa percentuale \u00e8 del 70%.<\/p>\n<p>Il governo australiano ha preso coscienza della situazione, e il tesoriere Scott Morrison ha annunciato ad aprile 2017 che il budget federale conterr\u00e0 una serie di misure che incoraggino i medici a prescrivere generici anzich\u00e9 pi\u00f9 costosi prodotti a brand. Con questa iniziativa, il governo si propone di contribuire significativamente all\u2019obiettivo di ridurre la spesa farmaceutica nei prossimi cinque anni di 1,8 miliardi di dollari. In Australia, una pi\u00f9 ampia adozione di farmaci generici nella pratica clinica avrebbe un effetto particolarmente significativo, poich\u00e9 nel paese i prezzi dei farmaci sono irragionevolmente elevati. Uno studio recentemente pubblicato, condotto dal Grattan Institute, ha infatti confrontato i prezzi di 19 medicinali in Australia, rispetto agli stessi prodotti acquistati nel Regno Unito, in Canada, e in Nuova Zelanda, con risultati sorprendenti. Il prezzo australiano dei farmaci considerati \u00e8 infatti in media il doppio rispetto al Regno Unito e il triplo rispetto alla Nuova Zelanda,\u00a0con punte del\u00a0<strong>370% rispetto all\u2019opzione equivalente pi\u00f9 conveniente<\/strong>. Il governo australiano interverr\u00e0 direttamente modificando il software che i medici utilizzano per le prescrizioni, in modo che l\u2019opzione di default sia il nome generico del prodotto. I medici di famiglia avranno comunque la possibilit\u00e0 di prescrivere brand particolari, se ne fanno espressa richiesta, ma l\u2019iter sar\u00e0 pi\u00f9 complicato. Sono proprio i medici australiani i pi\u00f9 tiepidi nel sostenere la sostituzione dei prodotti originali con generici per contenere la spesa, e sono stati loro a protestare contro la decisione del governo, per bocca di Tony Bartone, vice presidente della Australian medical association: \u201cForzare il generico come scelta di default \u2013 ha detto Bartone \u2013 non \u00e8 nell\u2019interesse dei pazienti. Il nostro compito \u00e8 di comprendere i pazienti e prendere la decisione che \u00e8 nel loro migliore interesse, guidati da anni di esperienza clinica e competenza\u201d. Il ministro della Salute australiano Greg Hunt, per\u00f2, non accetta l\u2019obiezione e precisa che la decisione del governo non lede l\u2019autonomia dei medici: \u201cIl nostro impegno \u00e8 di dare ai pazienti le cure migliori, al prezzo pi\u00f9 conveniente. I generici sono un modo per farlo, ma tutto rimane sotto il controllo del medico. Anche Tim Greenaway, chief medical adviser della Therapeutic goods administration (Tga), l\u2019autorit\u00e0 sanitaria australiana, respinge con fermezza le accuse dei medici, ribadendo che: \u201cIl ruolo di Tga \u00e8 quello di garantire la sicurezza, qualit\u00e0 ed efficacia dei farmaci. E quando farmaci simili o \u201ccopia\u201d entrano nel mercato australiano \u00e8 perch\u00e9 abbiamo verificato che sono equivalenti al prodotto di riferimento, e che l\u2019effcacia per il paziente sar\u00e0 identica\u201d. Insomma, il governo australiano non sembra propenso ad assecondare le obiezioni della classe medica, e si augura di portare l\u2019uso dei generici all\u201980% attraverso l\u2019implementazione di queste misure.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.aboutpharma.com\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/APMD_152_bassa.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica l\u2019articolo in Pdf<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I casi di Giappone, India e Australia: perch\u00e9 anche mercati grandi e sviluppati, luogo ideale per l.ampia adozione di alternative equivalenti ai prodotti branded, non presentano performance in linea con le loro potenzialit\u00e0. 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