{"id":33491,"date":"2017-11-08T11:05:40","date_gmt":"2017-11-08T10:05:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=33491"},"modified":"2017-11-08T11:05:40","modified_gmt":"2017-11-08T10:05:40","slug":"un-premio-le-ricerche-non-riuscite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/un-premio-le-ricerche-non-riuscite\/","title":{"rendered":"An award for unsuccessful searches"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 l\u2019iniziativa dell\u2019Istituto Europeo di Neurospsicofarmacologia, dedicata alle migliori pubblicazioni scientifiche dagli esiti negativi. Per partecipare alla call c\u2019\u00e8 tempo fino a giugno 2018<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.galileonet.it\/2017\/11\/un-premio-le-ricerche-non-riuscite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><time class=\"entry-time\" datetime=\"2017-11-07T19:17:10+00:00\">7 NOVEMBRE 2017<\/time>\u00a0&#8211; MATTEO GULL\u00cc\u00a0 &#8211; GALILEO<\/a><\/p>\n<p>Se ne \u00e8 discusso in lungo e in largo, richiamando pi\u00f9 volte l\u2019attenzione alla loro sottostimata importanza. Riconosciute come essenziali per il progresso della scienza, le pubblicazioni scientifiche <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.dejongepsychiater.nl\/images\/Eventafbeeldingen\/ecnp.jpg\" alt=\"Immagine correlata\" width=\"267\" height=\"267\" \/>che mostrano i\u00a0<strong>risultati negativi<\/strong>\u00a0della ricerca conquistano oggi un nuovo inatteso riconoscimento, sotto forma di premio.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ecnp.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>L\u2019European College of Neuropsychopharmacology<\/strong><\/a>\u00a0(Ecnp) ha infatti annunciato la futura assegnazione dell\u2019\u201cEcnp Preclinical Network Data Prize\u201d, del valore di\u00a0<strong>10mila<\/strong>\u00a0euro, alla migliore pubblicazione contenente esiti negativi nel campo delle\u00a0<strong>neuroscienze<\/strong>. Con l\u2019obiettivo di incoraggiare la divulgazione di quei dati che non confermano le aspettative o le ipotesi di partenza del ricercatore. Chiunque voglia partecipare alla call per le nomination pu\u00f2 recarsi sul\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ecnp.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito ufficiale<\/a>\u00a0dell\u2019Encp, entro il\u00a0<strong>30 giugno 2018<\/strong>.<\/p>\n<p>Partiamo da un presupposto: sul piano teorico, un risultato negativo ha lo stesso peso scientifico di un esito positivo. Proprio su questo principio si basa l\u2019intero\u00a0<strong>metodo della scienza<\/strong>, capace di autocorreggersi ed evolvere grazie soltanto alla propria trasparenza e\u00a0<strong>oggettivit\u00e0<\/strong>. Fondamentale \u00e8 allora mettersi costantemente in discussione, confrontarsi con possibilit\u00e0 alternative e, se necessario, tornare sui propri passi. Altrimenti non \u00e8 scienza: l\u2019obiettivo \u00e8 avere a disposizione, a prescindere dai risultati ottenuti, un folto ed eterogeneo numero di pubblicazioni.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che nella scienza, il problema va cercato dunque nelle dinamiche editoriali. A ostacolare la pubblicazione di risultati negativi \u00e8 la relazione tra due fondamentali attori: da una parte i\u00a0<strong>ricercatori<\/strong>, che in nome di una carriera brillante tendono ad abbandonare rapidamente le ricerche che sembrano non portare a esiti positivi o a volte a \u201critoccare\u201d gli studi, cambiandone gli obiettivi in corso d\u2019opera (secondo il fenomeno di\u00a0<em>hidden outcome switching<\/em>); dall\u2019altra parte le\u00a0<strong>riviste<\/strong>, poco propense a <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/cdn.static-economist.com\/sites\/default\/files\/images\/2016\/05\/articles\/main\/clinical_trials.jpg\" alt=\"Immagine correlata\" width=\"488\" height=\"275\" \/>pubblicare studi non riusciti e anzi sedotte dai risultati pi\u00f9 eclatanti, fonte di prestigio per le riviste stesse. \u201cI risultati negativi vengono spesso scartati perch\u00e9 si tende a credere che siano fonte di minor valore, sia per i singoli scienziati che per le riviste\u201d, afferma infatti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/profile\/Thomas_Steckler\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Thomas Steckler<\/strong><\/a>, copresidente del\u00a0<strong>Preclinical Data Forum<\/strong>\u00a0del Ecnp: \u201cInoltre, si tratta di dati che appaiono meno emozionanti, e allo stesso tempo meno adatti ad aprire nuove strade di ricerca o opportunit\u00e0 di finanziamento\u201d.<\/p>\n<p>Oltre alla pura deontologia, le ricadute del cosiddetto\u00a0<em>publication bias<\/em>(letteralmente l\u2019\u201cerrore\u201d o la \u201cdistorsione\u201d delle pubblicazioni) interessano da vicino sia la\u00a0<strong>Health<\/strong>\u00a0che le\u00a0<strong>tasche<\/strong>\u00a0della comunit\u00e0. Specialmente nel caso della\u00a0<strong>ricerca farmaceutica<\/strong>, in cui a sponsorizzare gli studi sono le stesse aziende: in questi casi la selezione dei soli risultati positivi \u00e8 pratica comune, con l\u2019effetto di generare aspettative e priorit\u00e0 falsate negli interventi di sanit\u00e0 pubblica e privata. Una tendenza diffusa in tutto il mondo, dietro alla quale si nasconde inoltre una\u00a0<strong>spesa cospicua<\/strong>: secondo uno\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sciencemag.org\/news\/2015\/06\/study-claims-28-billion-year-spent-irreproducible-biomedical-research\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">study\u00a0<\/a>pubblicato su Science nel 2015, soltanto gli Stati Uniti spendono 28 miliardi di dollari in ricerche che finiscono per non poter essere riprodotte.<\/p>\n<p>Sulla scia delle poche altre voci fuori dal coro \u2013 per esempio il BioMed Central col suo\u00a0<a href=\"https:\/\/jnrbm.biomedcentral.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Journal of Negative Results in Biomedicine<\/a>\u00a0o Plos One con la collezione\u00a0<a href=\"http:\/\/collections.plos.org\/missing-pieces\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Missing Pieces<\/a>\u00a0\u2013 il Preclinical Data Forum dell\u2019Ecnp si impegna a premiare la migliore pubblicazione dei risultati negativi di ricerca, partendo dagli\u00a0<strong>studi preclinici\u00a0<\/strong>(sperimentazioni su tessuti o animali) nel campo delle neuroscienze. Per partecipare alla call \u00e8 necessario che il primo autore della pubblicazione proponga all\u2019Ecnp il proprio lavoro, relativo ad uno studio preclinico pubblicato non prima del 2012 su una rivista di settore. A\u00a0<strong>ottobre 2018\u00a0<\/strong>a Barcellona<strong>,\u00a0<\/strong>durante il Congresso dell\u2019Ecnp, verr\u00e0 premiato il vincitore.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 l\u2019iniziativa dell\u2019Istituto Europeo di Neurospsicofarmacologia, dedicata alle migliori pubblicazioni scientifiche dagli esiti negativi. Per partecipare alla call c\u2019\u00e8 tempo fino a giugno 2018 7 NOVEMBRE 2017\u00a0&#8211; MATTEO GULL\u00cc\u00a0 &#8211; GALILEO Se ne \u00e8 discusso in lungo e in largo, richiamando pi\u00f9 volte l\u2019attenzione alla loro sottostimata importanza. 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