{"id":33692,"date":"2017-11-23T11:24:18","date_gmt":"2017-11-23T10:24:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=33692"},"modified":"2017-11-23T11:24:18","modified_gmt":"2017-11-23T10:24:18","slug":"produzione-farmaci-litalia-diventare-leader-europeo-superando-la-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/produzione-farmaci-litalia-diventare-leader-europeo-superando-la-germania\/","title":{"rendered":"Production of drugs: Italy could become the European leader overtaking Germany"},"content":{"rendered":"<p><em>La sconfitta di Milano nella votazione per l\u2019Ema rallenta ma non azzera la rincorsa al gradino pi\u00f9 alto, occupato oggi dalla Germania. Pi\u00f9 19% il giro d\u2019affari dell\u2019industria farmaceutica tricolore negli ultimi sette anni. E\u2019 per questo che big come Bayer, GlaxoSmithklin, Roche, Novartis, Pfizer, Bristol-Myers Squibb, Teva producono in Italia, attratte dal nostro saper fare manufatturiero<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.industriaitaliana.it\/litalia-punta-a-diventare-il-leader-europeo-nella-produzione-di-farmaci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Industria Italiana &#8211;\u00a023 novembre 2017 &#8211;\u00a0di Marco Frojo<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.industriaitaliana.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Amsterdam_Canal_Tour-1024x683.jpg\" width=\"563\" height=\"375\" \/>Milano \u00e8 stata sconfitta da Amsterdam nella battaglia per l\u2019<strong>Ema<\/strong>\u00a0ma l\u2019Italia potr\u00e0 presto prendersi una importante rivincita. E senza dover sperare nella buona sorte, come ha dovuto fare la capitale olandese per vedersi assegnare la sede dell\u2019Agenzia europea per i farmaci. L\u2019industria farmaceutica tricolore ha infatti tutte le carte in regola per scalzare la Germania dal gradino pi\u00f9 alto nella classifica dei produttori a livello di\u00a0<strong>European Union<\/strong>\u00a0(ma non dell\u2019Europa perch\u00e9 la Svizzera gioca in un\u2019altra categoria). Nel 2016 la produzione di farmaci sul territorio italiano \u00e8 stata pari a<strong>\u00a030 miliardi<\/strong>\u00a0di euro, contro i\u00a0<strong>31 miliardi<\/strong>\u00a0fatti registrare da Berlino. Merito soprattutto dei tanti stabilimenti di multinazionali straniere \u2013 dalla tedesca\u00a0<strong>Bayer<\/strong>\u00a0alla britannica\u00a0<strong>GlaxoSmithkline<\/strong>\u00a0\u2013 che scelgono di venire a produrre in Italia o di continuare a farlo, motivate dal saper fare manifatturiero che il nostro Paese vanta da decine di anni in questo settore. Il loro peso \u00e8 pari a ben il\u00a0<strong>60%<\/strong>\u00a0del totale.<\/p>\n<h4>L\u2019industria farmaceutica nazionale in corsia di sorpasso<\/h4>\n<p>La crescita del Belpaese viaggia a una velocit\u00e0 decisamente superiore rispetto a quella tedesca ed \u00e8 quindi ipotizzabile che il piccolo gap venga chiuso nell\u2019arco di pochi anni. Dal 2010 ad oggi la crescita dell\u2019industria farmaceutica italiana non ha avuto rivali nell\u2019Unione Europea sia in termini di giro d\u2019affari che di export. In\u00a0<strong>sette<\/strong>\u00a0anni il primo ha mostrato un progresso cumulato del\u00a0<strong>19%<\/strong>, mentre il secondo del\u00a0<strong>69%<\/strong>. Nello stesso arco di tempo la Germania si \u00e8 invece dovuta accontentare di un rialzo della produzione inferiore al\u00a0<strong>10%<\/strong>, anche a causa di alcuni passi falsi come quello fatto nel 2015, quando i ricavi sono scesi di poco pi\u00f9 del\u00a0<strong>2%<\/strong>. La forza dell\u2019industria farmaceutica italiana emerge anche dal confronto con altri indicatori della nostra economia: dal 2010 al 2016 l\u2019industria manifatturiera nel suo complesso ha mostrato un declino del\u00a0<strong>5%<\/strong>; pi\u00f9 impegnativa la sfida con l\u2019export che anche a livello nazionale ha fatto molto (<strong>+33%<\/strong>) ma non tanto quanto nel settore dei farmaci. Per l\u2019industria farmaceutica i dati pi\u00f9 recenti parlano di un aumento del giro d\u2019affari del\u00a0<strong>5,7%<\/strong>\u00a0nel 2015, del\u00a0<strong>2%<\/strong>\u00a0nel 2016 e di un altro<strong>\u00a02%<\/strong>\u00a0previsto per quest\u2019anno.<\/p>\n<h4>Le ragioni del successo del Pharma italiano<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.industriaitaliana.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/farmaci.jpg\" width=\"311\" height=\"210\" \/>Questi risultati sono stati conseguiti grazie a importanti sforzi da parte delle aziende italiane, primo dei quali l\u2019investimento di ingenti somme nel campo della ricerca e sviluppo (R&amp;S). Con\u00a0<strong>1,5 miliardi<\/strong>\u00a0investiti in R&amp;S nel 2016 (il<strong>\u00a07%<\/strong>\u00a0del totale in Italia), l\u2019industria farmaceutica \u00e8 terza tra i settori manifatturieri, dopo i mezzi di trasporto e la meccanica, e prima sia per quota di imprese innovative sia per rapporto tra spese per innovazione e addetti. Anche in termini di R&amp;S il tasso di crescita \u00e8 stato significativo: negli ultimi tre anni si \u00e8 infatti registrato un\u00a0<strong>+20%<\/strong>, pari a\u00a0<strong>250 milioni<\/strong>\u00a0in pi\u00f9. A beneficiarne sono stati soprattutto i farmaci first-in-class, ovvero che danno vita a una nuova classe di prodotti, e l\u2019innovazione\u00a0<em>beyond-the-pill<\/em>, legata all\u2019interazione tra farmaco e dispositivi digitali, allo scopo di migliorare l\u2019health outcome del paziente.<\/p>\n<p>Fra i singoli comparti spiccano i progressi messi a segno nel campo delle biotecnologie (alle quali le imprese del farmaco contribuiscono per circa il\u00a0<strong>90%<\/strong>), dei vaccini, degli emoderivati, delle terapie avanzate, dei farmaci orfani e della medicina di genere, sempre pi\u00f9 in partnership con le strutture pubbliche. E proprio le istituzioni hanno contribuito non poco al successo dei farmaci tricolori, fornendo il giusto contesto normativo e favorendo gli investimenti esteri. Nel 2016, per esempio, le imprese del farmaco hanno investito\u00a0<strong>700 milioni<\/strong>\u00a0di euro in studi clinici presso le strutture del servizio sanitario nazionale, dimostrando nei fatti che l\u2019Italia ha le caratteristiche per diventare un hub per gli studi clinici in quanto vanta solide competenze scientifiche nell\u2019industria, nelle universit\u00e0 e nelle strutture del servizio sanitario nazionale.<\/p>\n<h5>Gli investimenti delle multinazionali (60% del totale)<\/h5>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 ai primi posti in Europa come Paese di destinazione degli investimenti delle pi\u00f9 importanti imprese multinazionali: \u00e8 la meta pi\u00f9 gettonata dalle aziende statunitensi e tedesche e la seconda scelta per quelle francesi e svizzere. L\u2019estero, come si \u00e8 gi\u00e0 detto, pesa per il\u00a0<strong>60%<\/strong>\u00a0del totale. Per le case farmaceutiche del Regno Unito, inoltre, il Belpaese \u00e8 un hub mondiale per la <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.industriaitaliana.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Sidam.jpeg\" width=\"556\" height=\"200\" \/>produzione dei vaccini.<\/p>\n<p>Ad attrarre le case straniere sono soprattutto la disponibilit\u00e0 di lavoratori specializzati e l\u2019efficienza dei settori dell\u2019indotto (per esempio materie prime, semilavorati, macchine e tecnologie per il processo e il confezionamento, componenti e servizi industriali), che con<strong>\u00a066 mila<\/strong>\u00a0addetti creano sinergie di crescita, in particolare nella meccanica e nel packaging. Non stupisce quindi che, secondo una ricerca del\u00a0<strong>Cerm<\/strong>, l\u2019Italia sia prima in Europa per impatto della produzione farmaceutica sull\u2019indotto nazionale. Agli\u00a0<strong>1,5 miliardi<\/strong>\u00a0investiti in Ricerca&amp;Sviluppo si vanno infatti ad aggiungere altri\u00a0<strong>1,2 miliardi<\/strong>\u00a0spesi per la costruzione di impianti produttivi ad alto valore aggiunto.<\/p>\n<p>Quasi tutte le imprese rinnoveranno i loro impianti nei prossimi tre anni, alimentando un processo virtuoso che potr\u00e0 rendere il settore ancora pi\u00f9 competitivo, in particolare con investimenti in automazione e digitalizzazione \u2013 secondo i trend di Industria 4.0 \u2013 per adottare modelli, processi e organizzazione aziendale in direzione della cosiddetta \u201csmart factory\u201d. Le imprese del farmaco, dopo aver gi\u00e0 raggiunto un livello di avanguardia nell\u2019automazione, vanno ora verso l\u2019uso di robot intelligenti capaci di interagire in tempo reale con gli addetti. Investendo sempre di pi\u00f9 in software per la gestione integrata della fabbrica (ordini, magazzino, produzione), tecnologie di additive manufacturing (ad esempio la stampa 3D o di prototipizzazione virtuale), logistica intelligente e integrazione con l\u2019indotto.<\/p>\n<h5>I top player nazionali ed esteri presenti in Italia<\/h5>\n<p>Il tessuto produttivo delle case farmaceutiche a capitale italiano \u00e8 fatto di imprese medio-piccole, una situazione perfettamente in linea con la struttura economica di tutta l\u2019industria manifatturiera, che si differenzia nella sostanza da quella tedesca dominata da pochi big player (<strong>Bayer, Schering e Merck<\/strong>). Tutte assieme, le aziende aziende a capitale italiano producono<strong>\u00a012<\/strong>\u00a0of the\u00a0<strong>30<\/strong>miliardi di euro che il nostro Paese pu\u00f2 complessivamente vantare, tenendo cio\u00e8 conto anche degli stabilimenti delle aziende estere. Va per\u00f2 anche detto che alcuni campioni italiani hanno siti produttivi all\u2019estero che forniscono il proprio contributo al Paese dove hanno scelto di investire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.industriaitaliana.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/menarinilucia-aleotti-e-alberto-giovanni.jpg\" alt=\"Lucia e Alberto Giovanni Aleotti\" width=\"450\" height=\"306\" \/>\u00c8 questo il caso della Menarini che produce sia a Dresda che a Berlino contribuendo, seppur in minima parte, ai\u00a0<strong>31 miliardi<\/strong>\u00a0di euro vantati dalla Germania. Al vertice della classifica delle aziende farmaceutiche a capitale italiano c\u2019\u00e8 proprio la\u00a0<strong>Menarini<\/strong>\u00a0(vedi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.industriaitaliana.it\/menarini-innova-con-la-medicina-personalizzata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Industria Italiana<\/a>) che, secondo i dati di\u00a0<strong>Farm industry<\/strong>, nel 2016 ha fatturato 3,5 miliardi di euro; seguono\u00a0<strong>Chiesi<\/strong>\u00a0(<strong>1,6 miliardi<\/strong>),\u00a0<strong>Bracco<\/strong>\u00a0(<strong>1,36 miliardi<\/strong>),\u00a0<strong>Register<\/strong>\u00a0(<strong>1,2 miliardi<\/strong>),\u00a0<strong>Alfasigma<\/strong>\u00a0(<strong>1 miliardo<\/strong>). Nella top ten si piazzano altre cinque aziende che, pur avendo fatturati inferiori rappresentano realt\u00e0 molto forteidel comparto:\u00a0<strong>Angelini<\/strong>\u00a0(<strong>850 milioni<\/strong>),\u00a0<strong>Zambon<\/strong>\u00a0(<strong>700 milioni<\/strong>),\u00a0<strong>Italfarmaco<\/strong>\u00a0(<strong>650 milioni<\/strong>),\u00a0<strong>Kedrion<\/strong>\u00a0(<strong>650 milioni<\/strong>),\u00a0<strong>Domp\u00e9<\/strong>\u00a0(<strong>260 milioni<\/strong>).<\/p>\n<p>Le aziende farmaceutiche presenti in Italia sono oltre<strong>\u00a0200<\/strong>\u00a0e danno lavoro a\u00a0<strong>64.000 persone<\/strong>. Fra gli stranieri spiccano, fra gli altri, i nomi di\u00a0<strong>Roche, Novartis, Pfizer, Teva, Bristol-Myers Squibb<\/strong>\u00a0And\u00a0<strong>GlaxoSmithKline<\/strong>. La svizzera Roche ha per esempio avviato l\u2019attivit\u00e0 in Italia nel 2000 con un investimento da oltre\u00a0<strong>100 million<\/strong>\u00a0nello stabilimento di Segrate vicino a Milano; il sito, che oggi d\u00e0 impiego a\u00a0<strong>400<\/strong>\u00a0persone, \u00e8 destinato alla produzione e al confezionamento di formulazioni solide e in gocce che per l\u2019<strong>80%<\/strong>vanno all\u2019estero. La connazionale Novartis ha scelto di concentrare la propria produzione farmaceutica a Torre Annunziata in provincia di Napoli, costruendo uno dei pi\u00f9 importanti poli produttivi del gruppo a livello mondiale e tra i maggiori insediamenti farmaceutici del Mezzogiorno; un secondo stabilimento \u00e8 presente a Rovereto dove vengono prodotti i principi attivi per farmaci generici.<\/p>\n<p>La statunitense<strong>\u00a0Pfizer,<\/strong>\u00a0il numero uno al mondo del Pharma, ha ben tre siti produttivi nello Stivale: Ascoli Piceno, Latina e Catania. La numero due, la\u00a0<strong>Bristol-Myers Squibb<\/strong>\u00a0(anch\u2019essa statunitense), impiega\u00a0<strong>700<\/strong>\u00a0persone nel sito di Anagni, dove \u00e8 presente dal 1966. Non manca neanche il numero tre, l\u2019inglese\u00a0<strong>GlaxoSmithKline<\/strong>, che ha tre stabilimenti: Verona, San Polo di Torrile (Parma), Rosia (Siena). L\u2019israeliana\u00a0<strong>Teva<\/strong>, ( vedi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.industriaitaliana.it\/teva-litalia-al-centro-investimenti-sviluppo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Industria Italiana<\/em><\/a>\u00a0) il principale produttore a livello mondiale di farmaci equivalenti, opera in Italia con addirittura cinque siti per la produzione di principi attivi e uno, rilevato di recente, per i prodotti finiti. Con questa struttura Teva \u00e8 in grado di coprire tutto il ciclo produttivo del farmaco.<\/p>\n<h4>I big data sono anche nel futuro del Pharma italiano<\/h4>\n<p>P<img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.industriaitaliana.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/it-ser-insiderocheitaly-2-370.jpg\" alt=\"roche\" \/>er conoscere l\u2019evoluzione della R&amp;S farmaceutica in Italia, Farmindustria ha svolto un\u2019indagine sulle strategie di investimento nei prossimi anni, con risultati molto significativi.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 si osserva innanzitutto nella composizione della Ricerca e dell\u2019Innovazione, nelle quali cresce in modo rilevante il ruolo dei farmaci first in class, e dell\u2019innovazione beyond the pill. Si conferma poi il crescente interesse per attivit\u00e0 sulla frontiera della ricerca, quali terapie personalizzate, malattie rare, biotecnologie e terapie avanzate e medicina di genere. Si afferma poi la ricerca basata sugli esiti clinici dei farmaci, la cosiddetta Real World Evidence. Attivit\u00e0 che le imprese svolgono sviluppando sempre di pi\u00f9 delle partnership con soggetti diversi, secondo il modello della open innovation, che coinvolge in maniera crescente le imprese ICT, per valorizzare sinergie che, utilizzando i Big Data, favoriscono la medicina di precisione.<\/p>\n<p>Una tendenza che si rispecchia anche nella crescita diffusa delle imprese che ritengono molto importante l\u2019innovazione digitale per la loro ricerca nei prossimi anni. \u201cL\u2019industria farmaceutica \u00e8 un grande motore di sviluppo per l\u2019economia italiana \u2013 scrive nel suo ultimo rapporto Farmindustria, l\u2019associazione di categoria \u2013 Investimenti, qualit\u00e0 delle risorse umane, internazionalizzazione fanno s\u00ec che sia stabilmente al primo posto nella classifica Istat sulla competitivit\u00e0 dei settori industriali. Per dare ancora pi\u00f9 forza al sistema, il positivo processo iniziato con l\u2019ultima Legge di Bilancio deve essere completato al pi\u00f9 presto, con una nuova governance, che utilizzi al meglio tutte le risorse disponibili e sia ancora pi\u00f9 favorevole agli investimenti e all\u2019innovazione\u201d.<\/p>\n<h4>La beffa dell\u2019assegnazione della sede di Ema<\/h4>\n<p>Tenendo conto dello scenario delineato e del fatto che la Lombardia \u00e8 la prima regione farmaceutica in Europa con\u00a0<strong>28mila<\/strong>\u00a0addetti a cui si vanno ad aggiungere altre\u00a0<strong>18mila<\/strong>\u00a0persone nell\u2019indotto, si capisce facilmente quanto sia stato beffarda la votazione tenutasi a Bruxelles per scegliere una nuova sede per l\u2019European Medicines Agency che ha dovuto traslocare da Londra a causa della <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.industriaitaliana.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Ema-1024x815.jpg\" width=\"384\" height=\"306\" \/>Brexit. Ed \u00e8 anche facile comprendere perch\u00e9 Milano abbia primeggiato durante i primi turni di votazioni, salvo essere sconfitta in finale da un sistema il cui meccanismo lascia parecchio perplessi: con il lancio della monetina si decide a chi spetta il calcio di inizio di una partita di calcio e non la destinazione di un\u2019agenzia europea che \u00e8 di fondamentale importanza per la salute dei cittadini dell\u2019Unione e che muove interessi per circa\u00a0<strong>2 billion<\/strong>\u00a0di euro.<\/p>\n<p>La candidatura di Milano \u00e8 infatti risultata in testa al primo turno:\u00a0<strong>25<\/strong>\u00a0voti contro i<strong>\u00a020<\/strong>\u00a0di Amsterdam e Copenaghen (quando i voti a disposizione di ogni Stato erano\u00a0<strong>6<\/strong>); e prima \u00e8 stata anche al secondo turno:\u00a0<strong>12<\/strong>\u00a0alla citt\u00e0 meneghina e\u00a0<strong>10<\/strong>\u00a0alla capitale olandese. Per poi arrivare in parit\u00e0 (<strong>13 a 13<\/strong>) al ballottaggio. Eppure proprio l\u2019esito delle votazioni ha confermato il prestigio di Milano fra le metropoli europee e la raggiunta competitivit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>I voti raccolti in tutte le fasi del voto hanno inoltre rivelato quanto Milano sia capace di fare squadra: il sindaco\u00a0<strong>Giuseppe Sala<\/strong>, il governatore regionale\u00a0<strong>Roberto Maroni<\/strong>, il ministro della Sanit\u00e0\u00a0<strong>Beatrice Lorenzin<\/strong>\u00a0e il sottosegretario agli Affari europei<strong>\u00a0Sandro Gozi<\/strong>\u00a0e le principali istituzioni cittadine, a partire da\u00a0<strong>Assolombarda<\/strong>, hanno profuso uno sforzo coordinato che avrebbe meritato la vittoria, come testimoniato dal fatto che i\u00a0<strong>25<\/strong>\u00a0voti del primo turno sono stati pi\u00f9 di quelli attesi.<\/p>\n<p>Resta un grande rammarico perch\u00e9 con l\u2019Ema insediata al Pirellone il sorpasso sulla Germania sarebbe stato veramente a portata di mano: le grandi multinazionali farmaceutiche, la maggior parte delle quali ha gi\u00e0 sedi logistiche e commerciali nel nostro Paese, sarebbero state invogliate a trasferire qui anche laboratori e parte della loro produzione; sarebbero inoltre nati centri di ricerca e di consulenza e si sarebbe rafforzato lo\u00a0<strong>Human Technopole<\/strong>\u00a0(con annesse facolt\u00e0 scientifiche delle universit\u00e0 ed eccellenze della sanit\u00e0 milanese) nell\u2019area Expo di Rho-Pero. Per la rivincita per\u00f2 bisogna solo avere pazienza.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sconfitta di Milano nella votazione per l\u2019Ema rallenta ma non azzera la rincorsa al gradino pi\u00f9 alto, occupato oggi dalla Germania. Pi\u00f9 19% il giro d\u2019affari dell\u2019industria farmaceutica tricolore negli ultimi sette anni. 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