{"id":33972,"date":"2017-12-18T18:00:47","date_gmt":"2017-12-18T17:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=33972"},"modified":"2017-12-18T18:00:47","modified_gmt":"2017-12-18T17:00:47","slug":"un-terzo-degli-italiani-restera-senza-medici-sanita-buco-nero-dei-conti-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/un-terzo-degli-italiani-restera-senza-medici-sanita-buco-nero-dei-conti-pubblici\/","title":{"rendered":"A third of Italians will be left without doctors: Healthcare, the black hole of public finances"},"content":{"rendered":"<p><em>La sanit\u00e0 \u00e8 un mercato che in Italia vale quasi 2 milioni di posti di lavoro, ma nei prossimi anni mancheranno 16mila medici di famiglia. Perch\u00e9 il Ssn non \u00e8 solo camici bianchi: ecco come la burocrazia sanitaria \u00e8 diventata il principale costo di un sistema che inghiotte il 14% delle risorse dello Stato. Corruzione, sprechi ed inefficienze ci costano 23,6 miliardi di euro.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.today.it\/economia\/sanita-rapporto-eurispes.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alberto Berlini &#8211; TODAY &#8211; 18 dicembre 2017<\/a><\/p>\n<p>Croce e delizia degli italiani, il<strong> sistema sanitario<\/strong> scopre tutte le sue contraddizioni. Se da un lato ospedali e medici di famiglia rappresentano un patrimonio del Belpaese, tuttavia sono tanti i punti oscuri di un sistema <a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ssn.liste_.attesa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26573 alignright\" src=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ssn.liste_.attesa-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"359\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ssn.liste_.attesa-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ssn.liste_.attesa.jpg 680w\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/><\/a>sanitario nazionale malato grave, ma non per questo senza speranze.<\/p>\n<p>&#8220;La sanit\u00e0 pubblica al tracollo e sostanzialmente irriformabile&#8221;. Questo il leit motiv ricorrente, ma la verit\u00e0 \u00e8 ben pi\u00f9 complessa e con sprazi di luce, almeno secondo l&#8217;approfondito lavoro di ricerca realizzato da <strong>Eurispes <\/strong>e dall&#8217;ente previdenziale per il personale sanitario <strong>Enpam<\/strong>: &#8220;In Italia il bene-salute \u00e8 accettabilmente garantito, pur tra difformit\u00e0 e squilibri&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Nonostante i ritardi e i problemi &#8211; spiega <strong>Gian Maria Fara<\/strong>, Presidente Eurispes &#8211; \u00a0il nostro Sistema sanitario nel confronto internazionale rimane uno dei migliori al mondo per la capacit\u00e0 di assicurare la salute dei nostri cittadini&#8221;.<\/p>\n<p>Ma la sanit\u00e0 italiana \u00e8 davanti ad una sfida epocale. Secondo <strong>Alberto Oliveti,<\/strong> Presidente Fondazione Enpam &#8220;considerate le tendenze economico-finanziarie, gli andamenti demografici di denatalit\u00e0 e invecchiamento, l&#8217;evoluzione tecnologica e la digitalizzazione sono la strada da percorrere per garantire la sostenibilit\u00e0 di un Ssn pubblico sia quella di selezionare i livelli essenziali di assistenza (Lea) possibili, quelli cio\u00e8 che possiamo garantire a tutti su tutto il territorio nazionale&#8221;.<\/p>\n<h2>Il sistema sanitario nazionale: oltre le fake news<\/h2>\n<p>Inefficienza, sprechi, carenze organizzative, assenteismo, corruzione: l&#8217;immagine che molti hanno della sanit\u00e0 italiana non \u00e8 reale. &#8220;Il nostro Rapporto &#8211; commenta Vincenzo Macr\u00ec, Presidente del Comitato Scientifico dell\u2019Osservatorio Salute, Previdenza e Legalit\u00e0 &#8211; da un quadro che apparir\u00e0 sorprendente&#8221;.<\/p>\n<h2>Spendiamo tanto, ma c&#8217;\u00e8 chi spende di pi\u00f9<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" title=\"sanita spesa pubblica-2\" src=\"http:\/\/2.citynews-today.stgy.ovh\/~media\/12089253372731\/sanita-spesa-pubblica-2.jpg\" alt=\"sanita spesa pubblica-2\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Italia investe il 14,1% della spesa pubblica (il 7% del prodotto interno lordo) per mantenere il proprio sistema sanitario, ma non cos\u00ec tanto se pensiamo che la spesa sanitaria italiana \u00e8 comunque l\u20191,1% minore di quanto spendano in media gli altri paesi europei: l\u2019Irlanda \u00e8 il paese che vi dedica la quota pi\u00f9 alta (19,3%), ma questa spesa incide solo per il 5,7% del proprio Pil. Cipro \u00e8 il paese che spende per la sanit\u00e0 la percentuale pi\u00f9 bassa della spesa pubblica, pari al 2,6% della ricchezza prodotta nella piccola isola davanti alle coste turche.<\/p>\n<h2>Sanit\u00e0, quasi due milioni di posti di lavoro<\/h2>\n<p>Gli operatori impegnati nella sanit\u00e0 rappresentano una quota di lavoro rilevante nel nostro Paese. Nel 2015 gli occupati nel comparto sono stati 1.796.000. Considerando la quota di lavoro nero e grigio che si annida soprattutto nell\u2019area della cura alla persona, \u00e8 legittimo ritenere che a questi si debbano aggiungere tra le 300.000 e le 400.000 unit\u00e0, portando il totale a circa 2.200.000 addetti, ovvero ad una quota vicina al 10% del totale occupati del Paese.<\/p>\n<h2>Medici in fuga, 10mila espatriati in 10 anni<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/SSN.Stress-da-lavoro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23965 alignleft\" src=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/SSN.Stress-da-lavoro-300x152.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"152\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/SSN.Stress-da-lavoro-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/SSN.Stress-da-lavoro-768x389.jpg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/SSN.Stress-da-lavoro.jpg 810w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In dieci anni, dal 2005 al 2015, c&#8217;\u00e8\u00a0stato un vero esodo silenzioso di medici italiani, che dopo la laurea nel nostro Paese hanno scelto di andare a esercitare altrove, soprattutto in Gran Bretagna. In questo periodo infatti si registrano 10.104 medici &#8220;espatriati&#8221;, un su tre diretto oltre Manica.<\/p>\n<p>Il Rapporto dell&#8217;Eurispes ha evidenziato il tema del precariato e della insufficienza degli organici, del forte invecchiamento del personale sanitario che in alcune aree, ed in particolare nella medicina generale (medico di base e pediatra di libera scelta), rischia nel futuro prossimo di generare dei vuoti incolmabili. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute e aggiornati al 2012 il comparto assorbiva 45.437 medici di medicina generale. Secondo la Federazione Italiana dei Medici di Famiglia circa 21.700 medici di base andranno in pensione entro il 2023, mentre il numero dei giovani medici \u201cin ingresso\u201d si prevede non superiore alle 6.000 unit\u00e0.<\/p>\n<p>Nei prossimi anni si avr\u00e0 una<strong> carenza di 16.000 medici di base<\/strong> e la quasi certezza che entro il prossimo decennio almeno un terzo dei residenti nella Penisola non potr\u00e0 avvalersi del medico di famiglia.<\/p>\n<h2>Sanit\u00e0, una macchina ingolfata dalla burocrazia<\/h2>\n<p>I servizi ospedalieri assorbono il 44,4% degli addetti, di questi il 18% \u00e8 impiegato per mansioni non afferenti le professioni sanitarie. Questo dato fa intuire il livello di burocratizzazione della macchina sanitaria, con la presenza di una quota elevata del personale principalmente amministrativo che viene assorbita per il suo funzionamento.<\/p>\n<p>Parallelamente, nelle Regioni sottoposte a piani di rientro si fa sempre pi\u00f9 ricorso a lavoro precario per sopperire alla carenza di personale causata dal mancato turn-over. Con riferimento al 2011, nelle strutture della sanit\u00e0 pubblica opererebbero almeno 35.000 figure precarie, tra cui 10.000 medici.<\/p>\n<h2>Pubblico e privato, lo scontro di un sistema parallelo<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" title=\"sanita pubblico e privato-2\" src=\"http:\/\/3.citynews-today.stgy.ovh\/~media\/7384936228176\/sanita-pubblico-e-privato-2.jpg\" alt=\"sanita pubblico e privato-2\" \/><\/p>\n<p>In Italia operano 37.047 medici odontoiatri (Istat-Rcfl-2016). In confronto ad altri paesi europei la quota degli odontoiatri che lavorano nella sanit\u00e0 pubblica \u00e8 tra le pi\u00f9 basse, e sempre per il 2016 si assesta al 2,9%, ovvero a meno di 1.100 unit\u00e0. Le cure dentarie sono dunque sostanzialmente a carico delle famiglie, incidendo fortemente sulla spesa sanitaria totale. I liberi professionisti sono 31.604, e a loro volta generano lavoro per decine di migliaia di assistenti alla poltrona, igienisti e addetti alla segreteria.<\/p>\n<h2>Sanit\u00e0 e corruzione: 6 miliardi di danni<\/h2>\n<p>Anche i temi legati agli sprechi e alle diverse aree di intervento dei fenomeni corruttivi che il Rapporto analizza a fondo, e la cui gravit\u00e0 \u00e8 sotto gli occhi di tutti, non risultano una peculiarit\u00e0 del nostro Paese. Infatti le statistiche elaborate dagli organismi internazionali (Ocse e Ue) fanno rientrare l\u2019Italia nei range medi di diffusione delle cattive pratiche e dell\u2019illegalit\u00e0. \u00a0Le stime pi\u00f9 accreditate circa il tasso medio di corruzione e frode in sanit\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/corruzione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-20108 alignleft\" src=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/corruzione-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/corruzione-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/corruzione-390x220.jpg 390w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/corruzione.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a>stimano nel 5,59%, con un range che spazia tra il 3,29 e il 10%. Se si applicassero questi valori alla situazione italiana, che per ci\u00f2 che riguarda la spesa pubblica vale circa 113 miliardi di euro l\u2019anno, ci\u00f2 si tradurrebbe in un danno di circa di 6,5 miliardi di euro l\u2019anno. Se poi alla stima dell\u2019impatto della corruzione sommiamo quella dell\u2019inefficienza della spesa pubblica nel comparto sanitario (che inciderebbe per il 3% del totale) e il peso degli sprechi, valutato nell\u2019ordine del 18% della spesa totale, l\u2019insieme delle pratiche corruttive, degli sprechi e delle inefficienze, costerebbero annualmente al nostro Paese ben 23,6 miliardi di euro.<\/p>\n<p>The<strong> Rapporto Eurispes <\/strong>ha valorizzato inoltre l\u2019attivit\u00e0 delle Forze dell\u2019ordine fortemente impegnate nel contrasto dell\u2019illegalit\u00e0, e l\u2019impatto positivo dell\u2019azione di soggetti quali la Consip e l\u2019Anac che negli ultimi hanno iniziato a intervenire sui fronti della razionalizzazione della spesa e del corretto funzionamento dei tanti soggetti pubblici che devono dispensare il bene salute.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 del Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute ha prodotto solo nel 2016 ben 13.881 operazioni di controllo nell\u2019area della sicurezza sanitaria e farmaceutica. Il valore complessivo delle sanzioni amministrative \u00e8 stato di euro 6.151.019. Il valore dei beni sequestrati \u00e8 stato di 165.347.185 euro. Sono state chiuse o sequestrate 237 strutture, e sequestrati 38.002 dispositivi e presidi medici, 727.933 confezioni di farmaci e 473.010 fiale o compresse. La Guardia di Finanza per il 2016 ha segnalato che le frodi pi\u00f9 ingenti hanno interessato le procedure di accreditamento di strutture sanitarie, per un valore economico di oltre 50,4 milioni di euro, seguite in questa non esaltante classifica dalle truffe legate alle indebite percezioni di rimborsi e pagamenti da parte del Servizio Sanitario Nazionale (27 milioni di euro) e alle illecite attivit\u00e0 lavorative svolte da dipendenti (7,1 milioni di euro). All\u2019interno delle attivit\u00e0 volte a prevenire e reprimere le indebite esenzioni dal pagamento del ticket, la Guardia di Finanza \u00e8 riuscita ad individuare solo nell\u2019ultimo biennio ben 885 soggetti che, tramite false autocertificazioni, hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche e specialistiche per oltre 800.000 euro.<\/p>\n<h2>Sanit\u00e0 e gli sprechi del &#8220;codice rosso&#8221;<\/h2>\n<p>Focus specifici sono stati dedicati alle problematiche della medicina di emergenza, che presenta un numero di accessi (24 milioni l\u2019anno) almeno per un quarto sostanzialmente immotivati, alla carenza del pubblico nell\u2019area dell\u2019odontoiatria, alla medicina difensiva. Per quanto riguarda quest\u2019ultimo fenomeno, gli \u201csprechi\u201d derivanti da pratiche di medicina difensiva ammonterebbero a ben 13 miliardi l\u2019anno una cifra che corrisponde all\u201911,8% dell\u2019intera spesa sanitaria totale (pubblica e privata). L\u2019eccesso di cautela, dunque, graverebbe in quota consistente sul SSN e sulle tasche dei cittadini, generando un aumento immotivato di prescrizione di farmaci, visite, esami e ricoveri.<\/p>\n<h2>Sanit\u00e0 privata e liste d&#8217;attesa: un affare da un miliardo l&#8217;anno<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" title=\"sanita rinuncia cure-2\" src=\"http:\/\/3.citynews-today.stgy.ovh\/~media\/7946942000667\/sanita-rinuncia-cure-2.jpg\" alt=\"sanita rinuncia cure-2\" \/><\/p>\n<p>Tra le contraddizioni pi\u00f9 stridenti, quella della lunghezza delle liste di attesa per le visite specialistiche e per i ricoveri ospedalieri che ha prodotto riflessioni critiche sul ruolo ed il reale funzionamento dell\u2019intramoenia, che finisce col generare una forte disparit\u00e0 nell\u2019erogazione della cura su base censuaria, oltre che dilatare i tempi di accesso alle visite specialistiche per chi non vi fa ricorso. Inoltre il Rapporto segnala che se la spesa delle famiglie in ticket per il 2015 \u00e8 di 1.403.626.000 euro, gli italiani hanno sborsato nello stesso anno per l\u2019intramoenia ben 1.118.395.000 euro. Attualmente dall\u2019intramoenia entra nelle casse pubbliche poco pi\u00f9 10% dei volumi generati dall\u2019intramoenia stessa: circa 150 milioni di euro. La quota di ricavo lordo risulta inoltre progressivamente in discesa: circa il 15% nel triennio 2005-2007, intorno al 13% nel 2008. Se si scende dal dato nazionale alla situazione delle diverse Regioni, i risultati non sono omogenei ma appaiono, comunque, tutt\u2019altro che soddisfacenti. Nel Lazio i volumi complessivi di intramoenia producono pi\u00f9 di 137.000.000 di euro, ma nelle casse della sanit\u00e0 regionale rimangono solo circa 13.000.000 di euro. In Lombardia si spendono in intramoenia circa 262.000.000 di euro, ma alle casse della Regione ne giungono solo circa 18.000.000.<\/p>\n<h2>Sanit\u00e0 ed errori: in 4 anni 570 denunce<\/h2>\n<p>Dalla relazione conclusiva del 2013 della Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, si rileva che in circa 4 anni, dall\u2019aprile 2009 al dicembre 2012, il numero di denunce al vaglio dell\u2019attenzione parlamentare aveva raggiunto quota 570. Fra queste, 400 erano relative a casi che hanno comportato la morte del paziente, per errore imputato al personale medico e sanitario o per disfunzioni e carenze strutturali. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia, 107 in Calabria, 63 nel Lazio, 37 e in Campania, 36. Oltre la met\u00e0 dei decessi (232, il 58%) \u00e8 riferibile alle regioni del Sud e Isole (Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna). Questi dati evidenziano le forti differenze territoriali in quanto ad emersione di casi di malasanit\u00e0, con le Regioni del Nord che registrano meno criticit\u00e0 rispetto al Sud, e quelle sotto Piano di rientro che ne sono maggiormente esposte.<\/p>\n<h2>Sanit\u00e0 e deficit tecnologico: allarme Campania<\/h2>\n<p>Di fronte alle ristrettezze dei bilanci regionali, non sorprenderebbe scoprire nella sanit\u00e0 italiana un parco tecnologico carente e non \u201caggiornato\u201d rispetto alle nuove tecnologie, come conseguenza di un sistema impoverito e caratterizzato da bassi investimenti. E invece la presenza di apparecchiature tecnicobiomediche (nelle strutture ospedaliere e territoriali) risulta in aumento nel settore pubblico, anche se la loro disponibilit\u00e0 \u00e8 fortemente variabile a livello regionale. Esistono, ad esempio, circa 106,2 mammografi ogni 1.000.000 di abitanti con valori che superano i 150 in due Regioni (Valle d\u2019Aosta, Umbria). La regione che registra il rapporto minore tra apparecchiature tecnico-biomediche e abitanti \u00e8 la Campania.<\/p>\n<h2>Sanit\u00e0, sprazi di futuro<\/h2>\n<p>L\u2019evoluzione pur faticosa dei piani di rientro di molte regioni, il varo dei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) e delle nuove politiche vaccinali, fanno ritenere che, comunque, il sistema non sia \u201cimmobile\u201d, e che per alcuni versi siano state imboccate le strade giuste in un rapporto pi\u00f9 equilibrato tra autonomia ragionale e Ministero della Salute.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/1.citynews-today.stgy.ovh\/~media\/11913578757385\/eurispes-enpam-rapporto-sanita-2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto Eurispes Enpam Sanit\u00e0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sanit\u00e0 \u00e8 un mercato che in Italia vale quasi 2 milioni di posti di lavoro, ma nei prossimi anni mancheranno 16mila medici di famiglia. 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