{"id":33978,"date":"2017-12-18T18:22:43","date_gmt":"2017-12-18T17:22:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=33978"},"modified":"2017-12-18T18:27:46","modified_gmt":"2017-12-18T17:27:46","slug":"allarme-fake-news-sanita-88-milioni-italiani-trovato-sul-web-informazioni-mediche-sbagliate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/allarme-fake-news-sanita-88-milioni-italiani-trovato-sul-web-informazioni-mediche-sbagliate\/","title":{"rendered":"Fake news alarm in healthcare: 8.8 million Italians have found wrong medical information on the web"},"content":{"rendered":"<div class=\"catenaccio\">\n<div class=\"xTipologia\"><em>49 milioni di italiani soffrono di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), di cui 17 milioni con grande frequenza: un enorme fabbisogno sanitario che, senza il ricorso ai farmaci da banco, finirebbe per scaricarsi sul Servizio sanitario nazionale. Per l&#8217;automedicazione spendiamo il 39% in meno della media degli altri grandi Paesi europei. Ma servono una comunicazione corretta e l&#8217;educazione alle scelte di salute<\/em><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"testo\">\n<div class=\"xTesto\">\n<p>Roma, 13 dicembre 2017 &#8211; <strong>Allarme fake news in sanit\u00e0.<\/strong> Sono 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), cercano informazioni sul web. Ma 8,8 milioni sono stati vittime di fake news nel corso dell&#8217;anno. In particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche <a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/bufala-sul-web.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2915 alignright\" src=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/bufala-sul-web-300x173.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/bufala-sul-web-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/bufala-sul-web.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>sbagliate. Dati allarmanti per la salute: se il medico di medicina generale (53,5%) e il farmacista (32,2%) restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali web (28,4%). Il 17% degli italiani consulta siti web generici sulla salute, il 6% i siti istituzionali, il 2,4% i social network. In particolare, tra i millennials sale al 36,9% la quota di chi usa autonomamente il web per trovare informazioni su come curare i piccoli disturbi. Il pericolo \u00e8 fortemente percepito dagli italiani: il 69% vorrebbe trovare sui siti web e sui social network informazioni certificate sulle piccole patologie e sui farmaci per curarle da assumere senza obbligo della ricetta medica. \u00c8 quanto emerge da una ricerca del Censis realizzata in collaborazione con Assosalute e presentata oggi a Roma. Una comunicazione corretta e l&#8217;educazione alle scelte di salute emergono come elementi fondamentali per un pieno riconoscimento dei benefici individuali e collettivi dei medicinali di automedicazione.<\/p>\n<p><strong>I piccoli disturbi della salute che peggiorano la vita degli italiani.<\/strong> Complessivamente, sono 49 milioni gli italiani che soffrono di piccoli disturbi che ne compromettono la piena funzionalit\u00e0 quotidiana nelle relazioni sociali e sul lavoro. Di questi, 17 milioni soffrono con grande frequenza di piccoli disturbi che incidono pesantemente sulla loro vita. Quelli pi\u00f9 diffusi sono il mal di schiena (40,2%), raffreddore, tosse, mal di gola e problemi respiratori (36,5%), il mal di testa (25,9%), mal di stomaco, gastrite, problemi digestivi (15,7%), l&#8217;influenza (13,9%), i problemi intestinali (13,2%). Rispetto a dieci anni fa, sono aumentate le persone alle prese con il mal di schiena e i dolori muscolari (dal 32,4% al 40,2% degli italiani), raffreddore, tosse, mal di gola (dal 34,7% al 36,5%), mal di stomaco e gastrite (dal 12,4% al 15,7%), problemi intestinali (dal 5,1% al 13,2%) e congiuntiviti (dall&#8217;1,5% al 3%). Sono numeri che descrivono un enorme fabbisogno sanitario che, senza il ricorso ai farmaci da banco, finirebbe per scaricarsi su un Servizio sanitario nazionale gi\u00e0 in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Aumenta la tendenza all&#8217;automedicazione.<\/strong> Il 73,4% degli italiani \u00e8 convinto che in caso di piccoli disturbi ci si possa curare da soli. La percentuale \u00e8 aumentata nel tempo, visto che nel 2007 era pari al 64,1%. Per il 56,5% ci si pu\u00f2 curare da s\u00e9 perch\u00e9 ognuno conosce i propri piccoli disturbi e le risposte adeguate, per il 16,9% perch\u00e9 \u00e8 il modo pi\u00f9 rapido.<\/p>\n<p><strong>Ma nel rispetto dei consigli di medici e farmacisti.<\/strong> Si curano da soli con farmaci da banco, senza bisogno della ricetta medica, 46 milioni di italiani. Di questi, 15 milioni lo fanno spesso. Il ricorso al farmaco \u00e8 informato, <a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/bufala1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4901 alignleft\" src=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/bufala1-300x106.jpeg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/bufala1-300x106.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/bufala1-768x270.jpeg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/bufala1.jpeg 887w\" sizes=\"auto, (max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><\/a>consapevole e maturo. La prima volta che si assume un farmaco senza obbligo di ricetta per curare un piccolo disturbo, il 70,4% degli italiani chiede consiglio al medico o al farmacista, l&#8217;83,1% legge sempre il foglietto illustrativo e il 68,4% afferma di comprenderlo appieno. Trascorsi alcuni giorni dall&#8217;assunzione del farmaco, se il disturbo persiste l&#8217;88,5% si rivolge al medico e il 36,2% al farmacista. L&#8217;automedicazione con i farmaci da banco non \u00e8 mai uno sregolato libero arbitrio soggettivo, si fonda sempre su indicazioni mediche. E gli italiani non usano i farmaci come semplici beni di consumo: la spesa pro-capite per farmaci senza obbligo di prescrizione in Italia \u00e8 pari in media a 40,2 euro all&#8217;anno, nel Regno Unito sale a 69,6 euro, in Germania a 80,1 euro, in Francia a 83,1 euro e il valore pro-capite medio tra i grandi Paesi europei \u00e8 di 65,7 euro. Gli italiani spendono per i farmaci senza obbligo di ricetta il 39% in meno della media degli altri grandi Paesi europei.<\/p>\n<p><strong>I vantaggi dell&#8217;autocura.<\/strong> Sono molteplici i benefici del ricorso ai farmaci senza obbligo di ricetta per guarire dai piccoli disturbi. Benefici per i malati, perch\u00e9 17,6 milioni di italiani sono guariti dai piccoli disturbi grazie a un farmaco da automedicazione almeno in una occasione durante l&#8217;anno e cos\u00ec hanno potuto svolgere normalmente le loro attivit\u00e0. Per il Servizio sanitario nazionale, perch\u00e9 17 milioni di italiani hanno evitato di scaricare l&#8217;onere delle cure sul sistema pubblico grazie ai farmaci da banco. Per l&#8217;economia, perch\u00e9 15,4 milioni di lavoratori sono rimasti sul posto di lavoro proprio grazie all&#8217;effetto di un farmaco da automedicazione.<\/p>\n<p><em>Questi sono i principali risultati della ricerca del Censis \u00abIl valore socio-economico dell&#8217;automedicazione\u00bb, realizzata in collaborazione con Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione, che fa parte di Federchimica), che \u00e8 stata presentata oggi a Roma da Francesco Maietta, Responsabile dell&#8217;Area Politiche sociali del Censis, e discussa da Maurizio Chirieleison, Presidente di Assosalute, Stefano Vella, Presidente dell&#8217;Aifa, Marco Cossolo, Presidente di Federfarma, Paolo Misericordia, Responsabile nazionale del Centro Studi della Fimmg, Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva, Francesco Brancati, Presidente di Unamsi, e Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.censis.it\/7?shadow_comunicato_stampa=121153\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CENSIS &#8211; 13 dicembre 2017<\/a><\/p>\n<p>Related news:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fimmg.org\/index.php?action=pages&amp;m=view&amp;p=18&amp;art=2493\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fake news, Filippo Anelli (Fimmg):\u00a0Serve bollino di qualit\u00e0 per i siti che trattano la salute<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>49 milioni di italiani soffrono di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), di cui 17 milioni con grande frequenza: un enorme fabbisogno sanitario che, senza il ricorso ai farmaci da banco, finirebbe per scaricarsi sul Servizio sanitario nazionale. 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