{"id":34195,"date":"2018-01-12T18:10:37","date_gmt":"2018-01-12T17:10:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=34195"},"modified":"2018-01-14T10:54:08","modified_gmt":"2018-01-14T09:54:08","slug":"aifa-la-ricerca-sulla-demenza-alzheimer-prosegue-singole-scelte-aziendali-non-devono-spegnere-la-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/aifa-la-ricerca-sulla-demenza-alzheimer-prosegue-singole-scelte-aziendali-non-devono-spegnere-la-speranza\/","title":{"rendered":"AIFA. Research into Alzheimer&#039;s dementia continues. Individual business choices must not extinguish hope"},"content":{"rendered":"<p>Il percorso di ricerca e sviluppo di un nuovo farmaco \u00e8 un&#8217;impresa lunga, costosa e soggetta potenzialmente a un rischio molto elevato di fallimento. Tuttavia, negli obiettivi che pongono delle sfide importanti e negli inevitabili incidenti di percorso, la ricerca coglie quasi sempre nuovi stimoli per rivedere criticamente i propri modelli e individuare strategie pi\u00f9 mirate ed efficaci.<\/p>\n<p>\u00c8 per questa ragione che mi sento di affermare che la recente rinuncia di una nota multinazionale farmaceutica a proseguire la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci per le malattie di Alzheimer e Parkinson non deve allarmare n\u00e9 far cessare la speranza di una terapia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Melazzini-AIFA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34196 alignright\" src=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Melazzini-AIFA-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Melazzini-AIFA-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Melazzini-AIFA.jpg 634w\" sizes=\"auto, (max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/a>Sappiamo che il numero dei pazienti con demenza di Alzheimer \u00e8 destinato a crescere nei prossimi anni: gli attuali 47 milioni di pazienti\u00a0 nel mondo potrebbero diventare 76 milioni nel 2030 e 135 milioni nel 2050. Considerata l&#8217;incidenza crescente delle malattie neurodegenerative in tutto il mondo occidentale, lo studio di nuove e pi\u00f9 efficaci terapie \u00e8 e sar\u00e0 una delle principali priorit\u00e0 di salute a livello globale.<\/p>\n<p>Gli studi sono oggi sempre pi\u00f9 orientati alla condivisione dei dati della ricerca e a modelli collaborativi, come consorzi e partnership pubblico-privato, volti a valorizzare la sinergia tra le competenze, le risorse e i diversi interessi degli attori in gioco.<\/p>\n<p>A fronte di alcune rinunce legate a legittime scelte di business, quindi, la ricerca dedicata alla demenza di Alzheimer prosegue. Gli studi clinici condotti a livello mondiale sono 190 e coinvolgono circa 100 principi attivi. Di tali sperimentazioni 47 sono nelle ultime fasi di sviluppo (fase III e IV). Gli studi riguardano varie popolazioni target e diversi meccanismi d&#8217;azione: la cascata dell&#8217;amiloide \u00e8 il target dominante, seguita dalla proteina tau, ma su anche altri bersagli. La ricerca e l\u2019identificazione di biomarcatori specifici \u00e8 e sar\u00e0 sempre pi\u00f9 determinante. Per quanto riguarda l&#8217;Italia, sono attualmente in corso 71 studi clinici dedicati alla demenza di Alzheimer, di cui oltre 40 in fase avanzata (fase III o IV).<\/p>\n<p>Abbiamo quindi, da una parte, l&#8217;arrivo di molecole gi\u00e0 in fase avanzata di sperimentazione clinica che rallentano l&#8217;evoluzione della malattia e saranno efficaci soprattutto nella sua fase iniziale; dall&#8217;altra l&#8217;individuazione di biomarcatori che consentono di intercettare i pazienti nella fase prodromica della patologia in modo da poter utilizzare in modo efficace e mirato i nuovi farmaci quando saranno disponibili. Su quest&#8217;ultimo fronte, l&#8217;Italia ha avviato un progetto unico, molto ambizioso, denominato &#8220;Interceptor&#8221;, finanziato con 4 milioni di euro dal Ministero della Salute, da cui ci attendiamo preziose ricadute cliniche e regolatorie. Oltre a un beneficio diretto per i pazienti, che potranno avere tempestivo accesso alle terapie appropriate, i dati forniti dallo studio consentiranno una programmazione pi\u00f9 efficiente e sostenibile degli interventi sanitari.<\/p>\n<p>Potremmo assistere nei prossimi 5 anni all\u2019arrivo sul mercato di molecole capaci di modificare il naturale decorso della malattia.<\/p>\n<p><em>Mario Melazzini<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.agenziafarmaco.gov.it\/content\/la-ricerca-sulla-demenza-di-alzheimer-prosegue-singole-scelte-aziendali-non-devono-spegner-0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">AIFA editorial &#8211; 12\/01\/2018<\/a><\/p>\n<p>Related news:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/pfizer-rinuncia-alla-ricerca-alzheimer-licenziera-300-ricercatori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pfizer abandons Alzheimer&#039;s research. It will fire 300 researchers<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/aziende-private-no-profit-salva-la-ricerca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Private and non-profit companies: this is who saves research<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il percorso di ricerca e sviluppo di un nuovo farmaco \u00e8 un&#8217;impresa lunga, costosa e soggetta potenzialmente a un rischio molto elevato di fallimento. 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