{"id":36703,"date":"2018-06-28T12:17:47","date_gmt":"2018-06-28T10:17:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=36703"},"modified":"2018-06-28T13:06:44","modified_gmt":"2018-06-28T11:06:44","slug":"rapporto-i-com-in-italia-spesa-sanitaria-incide-su-pil-89-al-di-sotto-della-media-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/rapporto-i-com-in-italia-spesa-sanitaria-incide-su-pil-89-al-di-sotto-della-media-europea\/","title":{"rendered":"Rapporto I-Com: \u201cIn Italia spesa sanitaria incide su Pil 8,9%\u201d. Al di sotto della media europea"},"content":{"rendered":"<p>ROMA \u2013\u00a0La <strong>healthcare expenditure<\/strong> totale in Italia incide per l\u20198,9% del prodotto interno lordo, di poco al di sotto della media europea (9%), ma distante dai valori che si registrano in Germania (11,3%), Francia (11%) e Belgio (10,4%). In merito al rapporto tra spesa sanitaria pubblica e Pil, il dato italiano \u00e8 pari al 6,7%, in linea con il resto d\u2019Europa. Negli ultimi anni nel nostro Paese l\u2019inesorabile arretramento del finanziamento pubblico alla sanit\u00e0 ha costretto i cittadini ad attingere sempre di pi\u00f9 alle proprie tasche per accedere alle cure. E infatti, a fronte della progressiva riduzione del peso della spesa sanitaria pubblica sul prodotto interno lordo, c\u2019\u00e8 stato un<strong> aumento della spesa privata<\/strong> che \u00e8 pari al 2,2% del Pil. Sono questi alcuni dei dati pi\u00f9 significativi che emergono dal <strong>rapporto su innovazione in campo farmaceutico e salute<\/strong> curato dall\u2019<strong>Istituto per la Competitivit\u00e0 (I-Com)<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo studio \u2013 dal titolo <strong>\u2018Inside out. L\u2019impatto dell\u2019innovazione farmaceutica su spesa sanitaria e costi sociali e previdenziali\u2019<\/strong> \u2013 \u00e8 stato coordinato dal presidente I-Com Stefano da Empoli e dal direttore dell\u2019area Innovazione Davide Integlia, nell\u2019ambito di un\u2019iniziativarealizzata con il contributo non condizionante di Abbvie, Astellas, Biogen, Bristol-Myers Squibb, Daiichi-Sankyo, Fondazione MSD, Janssen, Lilly, Merck, Novartis, Roche, Sanofi e Servier. <strong>Dal rapporto emerge inoltre come il 62% della spesa farmaceutica sia stata<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Spesa-sanita\u0300-Italia.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36709 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Spesa-sanita\u0300-Italia.png\" alt=\"\" width=\"659\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Spesa-sanita\u0300-Italia.png 870w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Spesa-sanita\u0300-Italia-300x185.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Spesa-sanita\u0300-Italia-768x474.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Spesa-sanita\u0300-Italia-702x432.png 702w\" sizes=\"auto, (max-width: 659px) 100vw, 659px\" \/><\/a><strong>finanziata dal settore pubblico, mentre il restante 38% sia \u201cout of pocket\u201d, cio\u00e8 finanziato dagli stessi cittadini<\/strong>. Se si confronta per i 5 grandi Paesi europei il peso della spesa farmaceutica pubblica si osserva che in Italia la componente pubblica della spesa farmaceutica incide per il 14,8% sulla spesa sanitaria finanziata dal SSN, poco meno che in Spagna (15,0%) ma pi\u00f9 che in Germania (14,2%), Francia (13,2%) e decisamente di pi\u00f9 rispetto al Regno Unito (10,2%). Se per\u00f2 passiamo alla quota sul PIL, in Italia l\u2019incidenza si ferma all\u20191%, a pari merito con la Spagna e pi\u00f9 che nel Regno Unito (dove si ferma allo 0,8%) ma meno che in Germania (1,3%) e Francia (1,1%).<\/p>\n<p>Dall\u2019analisi della<strong> pharmaceutical expense<\/strong> appare evidente come la c<strong>omponente ospedaliera<\/strong> sia quella che ha pi\u00f9 inciso sull\u2019andamento della spesa farmaceutica pubblica, crescendo del 67% dal 2008 al 2016. Al contrario la<strong> spesa territoriale<\/strong> \u00e8 la voce di spesa che ha registrato la dinamica pi\u00f9 contenuta, in aumento del 6% nell\u2019intero periodo. Quanto alla spesa per prestazioni erogate dalla pubblica amministrazione per i tre settori di intervento della protezione sociale (sanit\u00e0, assistenza e previdenza), il rapporto I-Com evidenzia come nel 2017 ammontasse a 458 miliardi di euro, il 27% del pil ai prezzi di mercato. Una quota aumentata del 4% dal 2005 al 2017. Le prestazioni erogate in regime di assistenza hanno subito la crescita pi\u00f9 significativa. Le prestazioni erogate dalla pubblica amministrazione sono composte prevalentemente da previdenza (409 miliardi di euro) e sanit\u00e0 (106 miliardi di euro) mentre l\u2019assistenza vale 49 miliardi di euro. Anche se dal 2005 al 2017 le prestazioni erogate in regime di assistenza hanno registrato un aumento dell\u201986%, il pi\u00f9 significativo delle tre voci di spesa. Le prestazioni erogate in regime di assistenza sono composte prevalentemente dalla copertura del rischio di invalidit\u00e0 che assorbe il 42% degli esborsi nel 2017.<\/p>\n<p>La spesa sanitaria corrente e il finanziamento ordinario del Servizio Sanitario Nazionale hanno seguito fino al 2012, l\u2019aumento delle prestazioni erogate dalla PA nel complesso per la copertura dei rischi relativi allo stato di salute per poi distinguersi dal 2012 in poi. Il contrario vale invece per la spesa farmaceutica a carico del SSN che a fronte di un aumento del 33% della spesa per prestazioni previdenziali e assistenziali per malattia e invalidit\u00e0 nel periodo 2005-2016, si \u00e8 ridotta del 71%. In termini assoluti questo significa una <strong>riduzione complessiva di 3,4 miliardi di euro<\/strong> per la spesa farmaceutica a fronte di un aumento di circa 8 miliardi della spesa per prestazioni erogate in regime di previdenza e assistenza per la copertura del rischio di malattia e invalidit\u00e0. Tra le cause di<strong> invalidit\u00e0 previdenziale<\/strong> le neoplasie, le malattie del sistema cardio-vascolare e le patologie neuro-psichiatriche stanno assumendo un peso crescente. Nel 2015 sono stati erogati 16.200 assegni di invalidit\u00e0 per il gruppo nosologico delle neoplasie, e 11.110 per il gruppo nosologico delle malattie del sistema circolatorio. In entrambe i casi <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/icom.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36711 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/icom.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/icom.jpg 450w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/icom-300x212.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/><\/a>un numero significativamente crescente nel tempo.<\/p>\n<p>\u201cVa sempre tenuta a mente l\u2019interazione tra innovazione, qualit\u00e0 delle cure e impatto complessivo sulla spesa\u201d, ha commentato il presidente di I-Com Stefano da Empoli. Che poi ha aggiunto: \u201cMinori investimenti sui farmaci innovativi da parte del Servizio Sanitario Nazionale possono produrre l\u2019effetto paradossale di aumentare non solo le altre voci di spesa sanitaria, ma anche i costi di quella assistenziale e previdenziale. Ad esempio, una cura efficace pu\u00f2 determinare da un lato un minor costo in termini di degenza ospedaliera e dall\u2019altro risparmi su assegni e pensioni di inabilit\u00e0. Per questa ragione occorre pensare \u2018inside the box\u2019 \u2013 quindi alla spesa sanitaria nel suo complesso \u2013 e \u2018outside the box\u2019, e cio\u00e8 i costi non sanitari correlati come appunto quelli sociali e previdenziali. Se si continua a ragionare secondo una logica a compartimenti stagni, si va poco lontano e non si riesce a ottenere il necessario mix tra innovazione e sostenibilit\u00e0. Tradendo le aspettative di cittadini e pazienti\u201d. Secondo il direttore dell\u2019area Innovazione I-Com, Davide Integlia, \u201cper coniugare innovazione e sostenibilit\u00e0 bisogna comprendere l\u2019impatto a 360 gradi di una nuova \u2018opzione terapeutica\u2019 immessa sul mercato. Per fare ci\u00f2 \u00e8 necessario che l\u2019Health Technology Assessment \u2013 HTA \u2013 diventi uno strumento condiviso e vincolante da parte di chi valuta e recepisce il farmaco (dall\u2019Aifa alle Regioni, sia per definire prezzo di rimborso come pure per negoziare l\u2019accesso e le relative condizioni). Uno schema di valutazione comune a tutti i livelli di governo, dunque, che leggendo in maniera chiara l\u2019impatto dei nuovi farmaci sulle varie voci di spesa \u2013 quelle dirette, ma anche indirette e sociali \u2013 arrivi a guidare i policy makers in una gestione delle risorse pi\u00f9 appropriata, premiando l\u2019innovazione e salvaguardando la sostenibilit\u00e0 di sistema\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.dire.it\/27-06-2018\/215910-rapporto-i-com-italia-spesa-sanitaria-pil\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">DIRE sanit\u00e0 &#8211; 27\/06\/2018<\/a><\/p>\n<p>Related news: <a href=\"http:\/\/www.agenziafarmaco.gov.it\/sites\/default\/files\/Monitoraggio_Spesa_gennaio-febbraio-2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">AIFA. Monitoraggio della Spesa Farmaceutica Nazionale e Regionale<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA \u2013\u00a0La spesa sanitaria totale in Italia incide per l\u20198,9% del prodotto interno lordo, di poco al di sotto della media europea (9%), ma distante dai valori che si registrano in Germania (11,3%), Francia (11%) e Belgio (10,4%). 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