{"id":38368,"date":"2018-09-27T09:39:17","date_gmt":"2018-09-27T07:39:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=38368"},"modified":"2018-10-25T22:46:57","modified_gmt":"2018-10-25T20:46:57","slug":"jobs-act-indennita-di-licenziamento-corte-costituzionale-illegittimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/jobs-act-indennita-di-licenziamento-corte-costituzionale-illegittimo\/","title":{"rendered":"Jobs Act: severance pay. Constitutional Court: illegitimate"},"content":{"rendered":"<h2><span style=\"color: #000080;\">Indennit\u00e0 di licenziamento: la Consulta boccia il Jobs Act<\/span><\/h2>\n<p><strong><em>La Corte: l&#8217;indennit\u00e0 crescente per la sola anzianit\u00e0 di servizio \u00e8 &#8220;contraria ai princ\u00ecpi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela&#8221;. Camusso: importante e positivo, ora ripristinare e allargare l&#8217;articolo 18. Il ricorso<\/em> <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/jobs-act-la-consulta-boccia-il-criterio-sullindennita-di-licenziamento\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rassegna.it &#8211; 26 settembre 2018<\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Senza-titolo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38370 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Senza-titolo.png\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Senza-titolo.png 850w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Senza-titolo-300x79.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Senza-titolo-768x203.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><\/a>La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l&#8217;articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 23\/2015 <\/strong>sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, ovvero\u00a0il Jobs Act,\u00a0nella parte che determina in modo rigido l&#8217;indennit\u00e0 spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato. Lo riferiscono le agenzie di stampa. Il capitolo sull&#8217;indennit\u00e0 non \u00e8 stato modificato dal \u201cdecreto dignit\u00e0\u201d dell&#8217;attuale governo.<\/p>\n<p>In particolare, secondo la Corte, la previsione di un&#8217;indennit\u00e0 crescente in ragione della sola anzianit\u00e0 di servizio del lavoratore \u00e8 \u201c<strong>contraria ai princ\u00ecpi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro<\/strong>\u201d\u00a0sanciti dagli <strong>articoli 4 e 35 della Costituzione. <\/strong>La sentenza sar\u00e0\u00a0depositata nelle prossime settimane.<\/p>\n<p>La bocciatura arriva \u201csu ricorso di una lavoratrice<strong> sostenuto dalla Cgil\u201d, <\/strong>\u00e8 il primo commento del sindacato di corso d&#8217;Italia su twitter: <strong>\u201cUna delle nostre tante azioni di contrasto al Jobs Act\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDalla Corte Costituzionale \u00e8 arrivata <strong>una decisione importante e positiva, che dichiara illegittimo il criterio di determinazione dell&#8217;indennit\u00e0 di licenziamento<\/strong> come previsto dal Jobs Act sulle tutele crescenti e non modificato nell&#8217;intervento del decreto dignit\u00e0. Nelle prossime settimane avremo modo di commentare nel dettaglio la decisione, tuttavia quanto stabilito\u00a0oggi\u00a0dalla Corte, a seguito di un rinvio del Tribunale di Roma su una causa per licenziamento illegittimo promossa dalla Cgil, \u00e8 un segnale importante per la tutela della dignit\u00e0 dei lavoratori\u201d. Cos\u00ec il<strong> segretario generale, Susanna Camusso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cUn sistema &#8211; sottolinea la leader della Cgil &#8211; irragionevole e ingiusto, che calpesta la dignit\u00e0 del lavoro<\/strong> e che permette di quantificare preventivamente il costo che un\u2019azienda deve sostenere per \u2018liberarsi\u2019 di un lavoratore senza avere fondate e reali motivazioni. Vale a dire quello che potremmo definire la rigida monetizzazione di un atto illegittimo&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Corte-Costituzionale-Jobs-Act-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38373 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Corte-Costituzionale-Jobs-Act-1.png\" alt=\"\" width=\"567\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Corte-Costituzionale-Jobs-Act-1.png 776w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Corte-Costituzionale-Jobs-Act-1-300x75.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Corte-Costituzionale-Jobs-Act-1-768x191.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/a>Quanto stabilito\u00a0oggi\u00a0dalla Corte Costituzionale, a suo avviso, &#8220;<strong>pu\u00f2 e deve riaprire una discussione pi\u00f9 complessiva sulle tutele in caso di licenziamento illegittimo per le quali, per la Cgil, \u00e8 fondamentale il ripristino e l&#8217;allargamento della tutela dell&#8217;articolo 18. <\/strong>Come proposto nella \u2018Carta dei diritti\u2019, non \u00e8 rinviabile la definizione di un sistema solido e universale di tutele nel lavoro, superando la logica sbagliata che ha guidato le riforme del mercato del lavoro degli ultimi <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/costituzione-art-3.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38383 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/costituzione-art-3-1024x535.jpeg\" alt=\"\" width=\"505\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/costituzione-art-3-1024x535.jpeg 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/costituzione-art-3-300x157.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/costituzione-art-3-768x401.jpeg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/costituzione-art-3-1536x802.jpeg 1536w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/costituzione-art-3-2048x1070.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 505px) 100vw, 505px\" \/><\/a>anni, ultima il Jobs Act, che hanno attaccato il sistema delle tutele e dei diritti, svilendo il ruolo del lavoro nel nostro Paese\u201d.<\/p>\n<p>La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l\u2019articolo 3 comma 1 del decreto legislativo n 23\/2015 sul contratto di lavoro a tutele crescenti che definisce in modo rigido l\u2019indennit\u00e0 spettante al lavoratore ingiustamente licenziato. La previsione di una indennit\u00e0 \u201crisarcitoria\u201d crescente in ragione della sola anzianit\u00e0 di servizio \u00e8 secondo la Consulta contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione.\u00a0<strong>In parole povere uno dei cardini del cosiddetto Jobs Act \u00e8, secondo i giudici della Suprema Corte, incostituzionale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL RICORSO<\/strong><\/p>\n<p><strong>La vertenza riguarda il licenziamento di una pasticcera che si era rivolta agli uffici della Cgil\u00a0di Roma Nord,\u00a0<\/strong>dopo essere stata allontanata dal posto di lavoro nel dicembre del 2015 per motivi economici. Dopo l\u2019impugnativa del licenziamento, l\u2019azienda ha disertato le convocazioni formali, e i legali, Carlo De Marchis e Amos Andreoni, che assistevano la lavoratrice ne hanno chiesto la reintegra. Lo rende noto la Filcams.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Corte-Costituzionake-Jobs-Act-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38374 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Corte-Costituzionake-Jobs-Act-2.png\" alt=\"\" width=\"561\" height=\"140\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Corte-Costituzionake-Jobs-Act-2.png 773w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Corte-Costituzionake-Jobs-Act-2-300x75.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Corte-Costituzionake-Jobs-Act-2-768x192.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 561px) 100vw, 561px\" \/><\/a>Il giudice ha fatto una ordinanza di sospensione che ha consentito cos\u00ec il ricorso alla Corte.<\/strong>\u00a0Il pronunciamento della Corte Costituzionale ha ritenuto fondato il ricorso sostenendo che la rigidit\u00e0 della quantificazione economica della indennit\u00e0 risarcitoria legata esclusivamente alla anzianit\u00e0 di servizio (introdotta dal Jobs Act) contrasta con il riconoscimento del diritto al lavoro, alla sua tutela, e alla promozione delle condizioni che rendano effettivo questo diritto previsti dall\u2019articolo 4 e dall\u2019articolo 35 della Carta Costituzionale.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/art-4-e-35-costituzione-italiana-4-728.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"https:\/\/image.slidesharecdn.com\/art112-090509092447-phpapp01\/85\/costituzione-italiana-6-320.jpg?cb=1241861337 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38376 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/art-4-e-35-costituzione-italiana-4-728.jpg\" alt=\"\" width=\"491\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/art-4-e-35-costituzione-italiana-4-728.jpg 728w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/art-4-e-35-costituzione-italiana-4-728-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px\" \/><\/a>La riforma voluta del governo Renzi ha di fatto impedito al giudice di entrare nel merito di ogni singolo contenzioso<\/strong> legato al licenziamento del lavoratore, ivi compreso il comportamento delle parti. Il ruolo della magistratura viene ridotto ad un semplice assolvimento burocratico e privato della facolt\u00e0 di effettuare valutazioni in base alla specificit\u00e0 di ogni singolo caso.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Riteniamo questa sentenza di assoluta rilevanza perch\u00e9 conferma il giudizio negativo che come Filcams e come Cgil abbiamo fin da subito espresso,<\/strong> rispetto ad una norma iniqua che pone il lavoratore alla merc\u00e8 del datore di lavoro, impedendo anche alla magistratura di compiere appieno il suo compito di valutazione dei fatti. \u00a0Un primo passo verso la riassegnazione del valore di dignit\u00e0 e tutela del lavoro \u00e8 stato compiuto. Questo passo si va ad aggiungere a quelli che tramite accordi collettivi hanno difeso l\u2019articolo 18 e di cui la nostra categoria, a partire dal settore degli appalti e del turismo, si \u00e8 resa protagonista in questi anni.\u201d Lo dichiara <strong>Cristian Sesena<\/strong>,\u00a0segretario nazionale responsabile del mercato del lavoro e del settore turismo pubblici esercizi.<\/p>\n<p>Notizie correlate: <a href=\"https:\/\/www.cliclavoro.gov.it\/Normative\/Decreto_Legislativo_4_marzo_2015_n.23.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23\u00a0<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/schedaOrdinanze.do?anno=2017&amp;numero=195&amp;numero_parte=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte Costituzionale.<b>Udienza Pubblica<\/b>\u00a0del\u00a0<b>25 settembre 2018<\/b>\u00a0rel.\u00a0<b>SCIARRA<\/b><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/documenti\/comunicatistampa\/CC_CS_20180423132120.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte Costituzionale. \u201cL\u2019articolo 18\u201d supera il vaglio di costituzionalit\u00e0 quanto alla natura \u201crisarcitoria\u201d dell\u2019indennit\u00e0<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cgil.it\/admin_nv47t8g34\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Carta_dei_diritti_Testo_Definitivo.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Carta dei diritti universali del lavoro<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/unaltra-sentenza-che-supera-il-jobs-act\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Un\u2019altra sentenza che supera il Jobs Act <\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #800080;\"><strong>N.d.R<\/strong><\/span>.: Per gli assunti pre Jobs Act l\u2019indennit\u00e0 varia dalle 12 alle 24 mensilit\u00e0 della retribuzione percepita dal dipendente.<\/p>\n<p>Prima di questa sentenza della Corte Costituzionale, per gli assunti post Jobs Act, invece, la legge prevedeva un\u2019indennit\u00e0 fissa che aumenta con l\u2019aumentare degli anni di anzianit\u00e0, pari a due mensilit\u00e0 della retribuzione percepita dal dipendente per ogni anno di servizio, con un minimo di 6 ed un massimo di 36 mensilit\u00e0 (ampliate dal Decreto Dignit\u00e0). La Corte Costituzionale per\u00f2 ha dichiarato illegittimo questo criterio di quantificazione impostato solo sull\u2019anzianit\u00e0 di servizio rendendo il giudice pi\u00f9 libero di determinare l\u2019indennit\u00e0 secondo la propria discrezionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Uno dei motivi di illegittimit\u00e0 indicati dalla Suprema Corte \u00e8 la violazione dell\u2019Art. 3 della Costituzione in quanto il Jobs Act in questo caso viola il \u201c<em>principio di uguaglianza, differenziando fra vecchi e nuovi assunti<\/em>\u201d con la conseguenza che \u201c<em>coesistono fattualmente nella stessa organizzazione dipendenti diversamente tutelati pur a fronte della stipulazione di un identico contratto di lavoro<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Se consideriamo che gli assunti pre 7 marzo 2015 hanno una disciplina pi\u00f9 protettiva [<em><strong>Articolo 18<\/strong>, Legge n. 300\/1970 per le aziende pi\u00f9 grandi; Articolo 8, Legge n. 604\/1966 per le aziende pi\u00f9 piccole<\/em>] mentre gli assunti post 7 marzo 2015 con il cosiddetto Jobs Act hanno una disciplina meno protettiva [<em>D. Lgs. n. 23\/2015<\/em>], non viene violato anche in questo caso il principio di uguaglianza? E non \u00e8 allora anticostituzionale tutto il Jobs Act?<\/p>\n<p>Comunque sia il <b>Jobs Act<\/b> privato della sua norma cardine non ha pi\u00f9 senso di essere e si impone dunque al Legislatore una completa riscrittura della materia.<\/p>\n<p>Il ch\u00e9 pu\u00f2 significare l\u2019abolizione del <b>contratto a tutele crescenti<\/b> ed il ritorno alle tutele dell\u2019art. 18 dello Statuto dei lavoratori oppure la riscrittura del <b>Jobs Act<\/b> che tenga conto dei principi espressi dalla Consulta. Questa sentenza cancella anche l\u2019intera filosofia di fondo su cui si basava la controriforma sul lavoro\u00a0 del Jobs Act<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indennit\u00e0 di licenziamento: la Consulta boccia il Jobs Act La Corte: l&#8217;indennit\u00e0 crescente per la sola anzianit\u00e0 di servizio \u00e8 &#8220;contraria ai princ\u00ecpi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela&#8221;. Camusso: importante e positivo, ora ripristinare e allargare l&#8217;articolo 18. 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