{"id":39580,"date":"2018-11-24T11:34:48","date_gmt":"2018-11-24T10:34:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=39580"},"modified":"2018-12-18T13:24:09","modified_gmt":"2018-12-18T12:24:09","slug":"dal-2007-al-2017-la-manifattura-italiana-ha-perso-il-18-del-valore-della-produzione-n-d-r-negli-stessi-anni-lindustria-farmaceutica-e-aumentate-del-107-licenziando-15000-isf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/dal-2007-al-2017-la-manifattura-italiana-ha-perso-il-18-del-valore-della-produzione-n-d-r-negli-stessi-anni-lindustria-farmaceutica-e-aumentate-del-107-licenziando-15000-isf\/","title":{"rendered":"From 2007 to 2017, Italian manufacturing lost 18% of the value of production. In the same years the pharmaceutical industry increased by +107% (Editor&#039;s note: firing 15,000 ISF)"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"entry-title\">La farmaceutica come esempio per la crescita industriale<\/h1>\n<h4>Un modello virtuoso, fatto di investimenti in produzione e ricerca, qualit\u00e0 e valorizzazione delle risorse umane e competitivit\u00e0 sui mercati esteri. Intervista a Stefano Da Empoli, presidente dell\u2019Istituto per la competitivit\u00e0 (I-Com)<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/11\/la-farmaceutica-esempio-la-crescita-industriale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">formiche &#8211; 24 novembre 2018 &#8211; Antonello Di Mario<\/a><\/p>\n<p>Dal 2007 al 2017 la manifattura italiana ha perso il 18% del valore della produzione. Meglio \u00e8 andata sui mercati esteri, con un export cresciuto nello stesso periodo del 23%. Performance significativa ma pari a poco pi\u00f9 di un quinto di quella portata a casa negli stessi anni dall\u2019industria farmaceutica (+107%). Che le ha consentito non solo di non perdere terreno, come \u00e8 invece successo al resto della manifattura, <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Stefano-da-Empoli-Ist.-Competitivita\u0300.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-39582 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Stefano-da-Empoli-Ist.-Competitivita\u0300.jpg\" alt=\"\" width=\"444\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Stefano-da-Empoli-Ist.-Competitivita\u0300.jpg 950w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Stefano-da-Empoli-Ist.-Competitivita\u0300-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Stefano-da-Empoli-Ist.-Competitivita\u0300-768x469.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/a>ma di<strong> aumentare il valore della produzione del 24%<\/strong>. Oggi l\u2019industria farmaceutica sfiora il 2% del prodotto interno lordo, senza considerare l\u2019indotto, e rappresenta l\u2019unico settore tecnologicamente avanzato nel quale l\u2019Italia sia leader nell\u2019Unione Europea. Perch\u00e9 va sottolineato che nel frattempo, dopo una lunga rincorsa, l\u2019Italia, secondo Paese manifatturiero Ue, ha finalmente superato il primo, la Germania, salendo sul podio pi\u00f9 alto della classifica continentale. Ecco cosa ne pensa <strong>Stefano da Empoli<\/strong>, presidente dell\u2019Istituto per la competitivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Un primato che dovrebbe spronare l\u2019intero settore industriale\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Un primato importante perch\u00e9 il settore farmaceutico \u00e8 un caleidoscopio di tutte le principali caratteristiche che dovrebbe avere il resto del sistema produttivo italiano per eccellere a livello globale. Si tratta infatti di un comparto con una fortissima propensione all\u2019export (il primo in Italia, dove circa l\u201980% della produzione valica i confini nazionali), capace di attrarre forti investimenti dall\u2019estero (anche qui stiamo parlando del settore leader nel nostro Paese), centrato sulla ricerca e sviluppo (leader assoluto a livello mondiale e il terzo in Italia, con il 7% del totale), in grado di investire e valorizzare al meglio le risorse umane (90% degli addetti laureati o diplomati, con un incremento occupazionale del 4,5% negli ultimi due anni, contro l\u20191,3% della media manifatturiera, e il 55% dei neoassunti tra giovani under 35) e infine, last but not least, con una forte attenzione alle politiche di genere (il 42% degli addetti sono donne, contro il 29% dell\u2019industria manifatturiera, cos\u00ec come il 40% dei dirigenti e quadri) e alle forme pi\u00f9 innovative di welfare aziendale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Prod.-Industriale-farmaci-2006-2018.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-39583 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Prod.-Industriale-farmaci-2006-2018.png\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"294\" \/><\/a>Naturalmente, questi risultati dipendono almeno in parte da margini pi\u00f9 elevati della media. In base a un\u2019analisi recentemente condotta dall\u2019Istituto per la Competitivit\u00e0 (I-Com) su un ampio campione di aziende italiane, se si considera il rapporto tra valore aggiunto e fatturato, una misura della capacit\u00e0 del processo produttivo di creare valore, si nota che esso \u00e8 pari in media al 32% nel settore farmaceutico contro il 24% della manifattura nel suo complesso. In altre parole, le imprese farmaceutiche analizzate presentano un margine maggiore per poter retribuire i fattori di produzione interni. Ma, guardando a questo discorso alla rovescia, si pu\u00f2 ricordare che \u00e8 almeno da alcuni decenni, parlando dei limiti del capitalismo all\u2019italiana, che si cerca di trovare una ricetta perch\u00e9 le nostre imprese si spostino verso un modello di produzione a pi\u00f9 alto valore aggiunto. Proprio quello che sembra essere accaduto nel settore farmaceutico. Perch\u00e9 \u00e8 vero che il 60% circa delle imprese del settore, ponderate per il proprio fatturato, sono a capitale estero ma quelle a capitale italiano non sono certo un residuo o in via di estinzione. Basti pensare che realizzano all\u2019estero il 70% del proprio fatturato (che, per inciso, tra il 2007 e il 2017 \u00e8 quasi raddoppiato). [<em>a sinistra grafico dell&#8217;indice ISTAT della produzione industriale di prodotti farmaceutici 2006-2018<\/em>]\n<p><strong>Occorre continuare ad investire su ricerca e sviluppo?<\/strong><\/p>\n<p>Come gi\u00e0 detto, alla base degli elevati margini del settore non c\u2019\u00e8 il caso o una rendita di posizione bens\u00ec soprattutto un\u2019attenzione fortissima alla ricerca e sviluppo. Se si considerano i dati del campione analizzato da I-Com relativi al valore dei diritti di brevetto industriale, ne risulta che in media essi coprono oltre il 13% del totale delle immobilizzazioni immateriali, percentuale quasi doppia rispetto alla media del settore manifatturiero, che si ferma al 7%.\u00a0 Inoltre, il valore dei diritti di brevetto industriale delle aziende farmaceutiche copre il 18% del valore dell\u2019intero comparto manifatturiero, a testimonianza del fatto che il settore farmaceutico \u00e8 un volano per il resto del sistema produttivo che altri settori dovrebbero seguirne l\u2019esempio perch\u00e9 l\u2019economia italiana possa proiettarsi con slancio verso il futuro.<\/p>\n<p><strong>Eppure sono numerose le incertezze che circondano l\u2019industria farmaceutica e che dovrebbero preoccupare i nostri decisori\u2026\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ind.-competitivita-farmaceutica-ISCO.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-39584 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ind.-competitivita-farmaceutica-ISCO.png\" alt=\"\" width=\"666\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ind.-competitivita-farmaceutica-ISCO.png 749w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ind.-competitivita-farmaceutica-ISCO-300x187.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px\" \/><\/a>I brillanti risultati dell\u2019ultimo decennio sono il combinato disposto di una forte tradizione italiana nel settore, un\u2019ottima qualit\u00e0 delle risorse umane a costi tutto sommato contenuti in una prospettiva comparata con l\u2019Europa e con gli altri principali Paesi produttori nonch\u00e9 strategie aziendali di lungo termine. Ma anche di una politica che, pur destinando meno risorse alla sanit\u00e0 e alla farmaceutica di quanto accada in altri Paesi, ha cercato di dare nell\u2019ultimo decennio un quadro sufficientemente stabile al settore, senza grandi strappi e rinunciando ai tagli di prezzo, di fatto retroattivi e che in media pi\u00f9 di una volta l\u2019anno nello scorso decennio si abbattevano come una mannaia, senza preavviso e in maniera lineare, sulle aziende del settore. Nell\u2019ultimo periodo, invece, l\u2019Italia \u00e8 diventata leader dei contratti di remunerazione dei farmaci tra lo Stato e le aziende basati sui risultati terapeutici. Ben il 36% di questi strumenti innovativi sul totale mondiale ha trovato applicazione in Italia attraverso i Registri sviluppati da AIFA. Grazie a questi accordi, le imprese del farmaco hanno restituito, in base a criteri noti ex ante, al Sistema Sanitario Nazionale circa 3,5 miliardi di euro tra il 2013 e il 2017, consentendo di concentrare le risorse laddove ci fosse reale innovazione.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la sida del settore farmaceutico?<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa \u00e8 la principale sfida di oggi in ambito sanitario: fare in modo che gli italiani abbiano accesso ai farmaci pi\u00f9 innovativi, che consentano di allungare l\u2019aspettativa ma soprattutto la qualit\u00e0 della vita. E, allo stesso tempo, attirando investimenti in produzione e in ricerca che permettano al nostro Paese di consolidare la propria leadership in Europa. Un doppio risvolto che tuttavia \u00e8 messo in discussione da una governance sempre pi\u00f9 inadeguata, che continua a gestire in silos separati la parte farmaceutica e quella sanitaria, pur essendo evidenti i legami e anche la parziale sostituibilit\u00e0 delle diverse componenti della spesa, specie nel comparto ospedaliero, e da una protezione dei diritti brevettuali che rischia di ridurre gli incentivi per le aziende a investire in Italia.<\/p>\n<p>Solo se riusciremo ad affrontare queste sfide in un\u2019ottica al contempo sanitaria e industriale si riuscir\u00e0 a conservare e magari a sviluppare ulteriormente il made in Italy in ambito farmaceutico. Augurandoci nel frattempo che altri settori convergano verso lo stesso modello virtuoso, fatto di investimenti in produzione e ricerca, qualit\u00e0 e valorizzazione delle risorse umane e competitivit\u00e0 sui mercati esteri.<\/p>\n<h3><a href=\"https:\/\/www.istat.it\/storage\/settori-produttivi\/2018\/21.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ISTAT. Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 2006-2018<\/strong><\/a><\/h3>\n<h3><span style=\"color: #800080;\">N.d.R.<\/span>: <em>vorremmo ricordare al Dr Da Empoli che non sono tutte rose e fiori, soprattutto quando parla di valorizzazione delle risorse umane. Diremo che la farmaceutica rappresenta, su questo fronte, uno degli esempi pi\u00f9 vergognosi. A fronte di un incremento di valore, fra il 2007 ed il 2017, del 107% (quando il resto dell&#8217;industria italiana perdeva il 18%) e un <strong>aumentare di valore della produzione del +24%, <\/strong>ha licenziato 15.000 Informatori Scientifici del Farmaco sfruttando e impoverendo inoltre le risorse dello stato con la cassa integrazione. Una vergogna assoluta passata nell&#8217;indifferenza e ignorata da tutti. Se questo \u00e8 il modello virtuoso, siamo spacciati!<br \/>\n<\/em><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Produzione-prodotti-farmaceutici-21.pdf\">Produzione prodotti farmaceutici 21<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-39588\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-1024x701.png\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"685\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-1024x701.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-300x205.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-768x526.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-220x150.png 220w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-80x54.png 80w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-85x57.png 85w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-333x227.png 333w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-81x55.png 81w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola.png 1236w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La farmaceutica come esempio per la crescita industriale Un modello virtuoso, fatto di investimenti in produzione e ricerca, qualit\u00e0 e valorizzazione delle risorse umane e competitivit\u00e0 sui mercati esteri. 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