{"id":39695,"date":"2018-12-01T13:30:25","date_gmt":"2018-12-01T12:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=39695"},"modified":"2018-12-02T11:29:46","modified_gmt":"2018-12-02T10:29:46","slug":"vaccini-la-nascita-delle-bufale-e-perche-vengono-credute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/vaccini-la-nascita-delle-bufale-e-perche-vengono-credute\/","title":{"rendered":"Vaccines. The birth of hoaxes and why they are believed"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un nuovo studio, pubblicato su <\/strong><em><strong>Nature Communications<\/strong><\/em><strong>, ha dimostrato<\/strong> come bastino dai 2 ai 10 secondi per far diventare virale un contenuto grazie ai cosiddetti <em>social bot<\/em>, software che si comportano in rete e sui <em>social <\/em>come fossero utenti reali. Ma non lo sono. Lo studio <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/No-vaxx-come-i-Papi-800.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-39699 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/No-vaxx-come-i-Papi-800.png\" alt=\"\" width=\"175\" height=\"929\" \/><\/a>coordinato dal ricercatore Filippo Menczer e condotto da ricercatori italiani dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Indiana a Bloomington \u2013 altro dato su cui varrebbe la pena riflettere \u2013 ha analizzato 14 milioni di tweet e 400 mila articoli condivisi su Twitter tra maggio 2016 e marzo 2017. \u00c8 bene ricordare che le elezioni presidenziali negli Usa si sono tenute l\u20198 novembre 2016. Lo studio ha dimostrato il ruolo dei <em>bot<\/em> nella diffusione delle <em>fake news,<\/em> ma anche quello di chi pi\u00f9 o meno inconsapevolmente condivide le <em>fake<\/em>.<\/p>\n<p><strong>In pratica, i <\/strong><em><strong>bot<\/strong><\/em> <strong>vengono attivati per rilanciare il contenuto falso <\/strong>in maniera massiva sui <em>social, <\/em>perch\u00e9 di solito si tende a dare maggiore credibilit\u00e0 a messaggi che vengono veicolati da pi\u00f9 persone. In questo modo, un po&#8217; per l&#8217;effetto <em>echo chamber<\/em> tipico dei social \u2013 vediamo soprattutto i contenuti postati da coloro con i quali <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Fake-News.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-39700 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Fake-News.jpg\" alt=\"\" width=\"269\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Fake-News.jpg 684w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Fake-News-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Fake-News-179x116.jpg 179w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Fake-News-367x237.jpg 367w\" sizes=\"auto, (max-width: 269px) 100vw, 269px\" \/><\/a>interagiamo maggiormente, finendo in una sorta di bolla \u2013, un po&#8217; per l&#8217;ampiezza di diffusione e per i linguaggi usati che toccano molto le corde dell&#8217;emotivit\u00e0 e quindi odio e rabbia, anche ignari utenti finiscono per diventare veri e propri \u201cuntori\u201d. [<a href=\"http:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/il-cortocircuito-delle-fake-news\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rassegna.it<\/a>]\n<p>Le bufale attingono alla fantasia e questo le fa somigliare un po\u2019 alle fiabe. Ma il loro unico scopo \u00e8 trarre in inganno le persone, mettendo in pericolo la loro felicit\u00e0 o addirittura la salute e, in casi estremi, la vita. Vengono seminate da gente ignobile, senza scrupoli o semplicemente molto ignorante. Basti pensasre alla recente affermazione che la terra \u00e8 piatta ignorando che gi\u00e0 nel III\u00b0 secolo Avanti Cristo Eratostene di Cirene dimost\u00f2 che la terra era rotonda. Una regressione di 2300 anni!<\/p>\n<p>Se teniamo alla nostra sicurezza dobbiamo verificare quello che ci dicono, soprattutto se le loro affermazioni sono proprio quello che speravamo di sentire. Dobbiamo imparare a riconoscere i ciarlatani e le loro tattiche, per poterli smascherare. La pigrizia mentale pu\u00f2 costarci molto cara e quando si tratta della salute potrebbe avere conseguenze molto gravi.<\/p>\n<p>L&#8217;essere umano \u00e8 maestro nel fare economia: ove possibile tendiamo a risparmiare risorse, anche quando si tratta &#8220;soltanto&#8221; di pensare. Il pensiero automatico \u00e8 veloce, richiede il minimo sforzo e permette di utilizzare le nostre limitate risorse mentali in altri compiti. Queste scorciatoie possono essere utili in alcune situazioni, ma l&#8217;altra faccia della medaglia \u00e8 la maggiore facilit\u00e0 di cadere in eccessive semplificazioni, inscatolati nei pregiudizi.<\/p>\n<p class=\"ATextQuote\">Le bufale sui vaccini ebbero origine da Andrew Wakefield, il medico inglese oggi radiato dall\u2019albo, che nel 1998 su Lancet aveva pubblicato uno studio falso secondo cui i vaccini provocano l\u2019autismo.<br \/>\nIn seguito, altri studi non confermarono il dato e si scopr\u00ec che Wakefield aveva ricevuto 435.000 sterline dagli avvocati di alcuni genitori, che volevano avere un risarcimento per la malattia dei figli, attribuendola proprio al vaccino. Si scopr\u00ec anche che la ricerca era un tentativo di screditare i vaccini trivalenti a favore di un altro sistema brevettato dallo stesso Wakefield.<\/p>\n<p class=\"ATextQuote\">Siamo portati a credere a tutto perch\u00e9 in fondo la maggior parte delle informazioni che leggiamo o ascoltiamo sono vere. Diversi studi lo confermano: generalmente elaboriamo ogni informazione che proviene dall\u2019esterno come se fosse vera, e solo con uno sforzo cognitivo ulteriore la classifichiamo eventualmente come falsa.<br \/>\nSi possono evitare le bufale a patto di essere dei veri esperti della materia. Se non lo si \u00e8, i ricercatori suggeriscono <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Einaudi-conoscere-per-deliberare.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-39701 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Einaudi-conoscere-per-deliberare.jpg\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Einaudi-conoscere-per-deliberare.jpg 728w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Einaudi-conoscere-per-deliberare-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 274px) 100vw, 274px\" \/><\/a>come unica arma di difesa il fact checking professionale: mettere cio\u00e8 in discussione tutto ci\u00f2 che non si conosce con sicurezza e verificarlo in maniera puntuale con l\u2019aiuto di fonti affidabili. Inoltre i social tendono a capire le preferenze dell\u2019utente e a<strong> personalizzare il feed<\/strong>, il che significa che verranno proposti e riproposti dei contenuti in linea con quello che l\u2019utente crede gi\u00e0, rafforzandolo.<\/p>\n<p class=\"ATextQuote\">Tendiamo poi ad accettare senza farci troppe domande le informazioni che sono abbastanza vicine alla verit\u00e0. Ci\u00f2 crea dei dubbi. d\u00e0 adito a sospetti che uno va a verificare solo nelle informazioni in rete che confermano i suoi dubbi, scartando le informazioni affidabili.<\/p>\n<p>\u201cConoscere per deliberare\u201d, come ripeteva Luigi Einaudi, secondo presidente della Repubblica Italiana, deve essere oggi un caposaldo che guidi il lavoro di chi si approccia al mondo dell\u2019informazione.<\/p>\n<p>E una comunicazione della medicina e della salute al riparo dalle bufale \u00e8 un passo fondamentale per fornire a tutti gli strumenti per scelte consapevolmente fiduciose, come quelle di un paziente che si affida alla scienza medica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, ha dimostrato come bastino dai 2 ai 10 secondi per far diventare virale un contenuto grazie ai cosiddetti social bot, software che si comportano in rete e sui social come fossero utenti reali. Ma non lo sono. 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