{"id":40798,"date":"2019-02-07T10:10:55","date_gmt":"2019-02-07T09:10:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=40798"},"modified":"2019-03-22T12:49:46","modified_gmt":"2019-03-22T11:49:46","slug":"le-aziende-farmaceutiche-si-autocelebrano-enunciando-i-grandi-successi-dal-2007-al-2017-per-avere-garanzie-sulla-governance-ma-dimenticano-di-citare-i-15-000-isf-licenziati-n-d-r","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/le-aziende-farmaceutiche-si-autocelebrano-enunciando-i-grandi-successi-dal-2007-al-2017-per-avere-garanzie-sulla-governance-ma-dimenticano-di-citare-i-15-000-isf-licenziati-n-d-r\/","title":{"rendered":"Pharmaceutical companies self-celebrate by announcing the great successes from 2007 to 2017 to have guarantees on governance. But they forget to mention the 15,000 ISF fired. Ed"},"content":{"rendered":"<h1><strong>Dieci anni di successi per la farmaceutica italiana, ora servono garanzie per investire<\/strong><\/h1>\n<p>Tra il 2007 e il 2017 le aziende del nostro Paese hanno sfidato la crisi \u2013 incrementando ricavi, export, occupazione e ricerca. Oggi chiedono politiche adeguate per non disperdere questo patrimonio. Ecco la prima parte dell&#8217;approfondimento sul rapporto \u201cIndustria 2030\u201d realizzato da Nomisma. Dal numero 165 del magazine. *IN COLLABORAZIONE CON RECORDATI<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.aboutpharma.com\/blog\/2019\/02\/06\/dieci-anni-di-successi-per-la-farmaceutica-italiana-ora-servono-garanzie-per-investire\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">di\u00a0Redazione Aboutpharma Online \u2013 6 febbraio \u201919<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Nomisma-occupazione-Fab13.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-40802 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Nomisma-occupazione-Fab13.png\" alt=\"\" width=\"535\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Nomisma-occupazione-Fab13.png 693w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Nomisma-occupazione-Fab13-300x223.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 535px) 100vw, 535px\" \/><\/a>L\u2019 industria farmaceutica a capitale italiano mostra i muscoli. Rivendica la capacit\u00e0 di rispondere alla crisi garantendo occupazione e sviluppo. E chiede al Paese regole certe e stabili per continuare a crescere. A supportare il monito sono i numeri del rapporto \u201cIndustria 2030\u201d realizzato da Nomisma e presentato a gennaio a Roma. Parliamo di un\u2019industria che in dieci hanno ha incrementato del 70% il giro d\u2019affari, del 107% l\u2019export e del 57% i posti di lavoro.<\/p>\n<h2>Le 13 italiane<\/h2>\n<p>Il rapporto Nomisma si basa sui dati di tredici aziende \u201cmade in Italy\u201d aderenti a Farmindustria: Abiogen Pharma, Alfasigma, Angelini, Chiesi, Domp\u00e9, Ibn Savio, Italfarmaco,\u00a0Kedrion, Mediolanum, Menarini, Molteni, Recordati e Zambon. \u201cAziende \u2013 sottolinea Nomisma \u2013 tipiche del nostro capitalismo farmaceutico, caratterizzate dal controllo familiare e dalla pervicace volont\u00e0 di\u00a0mantenere in Italia buona parte della ricerca e della produzione, nonch\u00e9 la principale sede legale\u201d.<\/p>\n<h2>I ricavi<\/h2>\n<p>L\u2019analisi mette a confronto i risultati raggiunti da queste aziende \u2013 chiamate nel report le \u201cFab13\u201d \u2013 nel 2007 e nel 2017. Un decennio di successi, nonostante la crisi economica. Nel 2017 le aziende italiane hanno incassato ricavi aggregati per oltre 11 miliardi di euro contro i 6,1 miliardi del 2007 (70,3%), grazie soprattutto all\u2019espansione dei ricavi esteri.<\/p>\n<h2>Export e primati<\/h2>\n<p>Ancora pi\u00f9 marcata \u00e8 la crescita delle esportazioni: sono aumentate del 106,9% in dieci anni e valgono 24,8 miliardi di euro, cio\u00e8 il 5,8% dell\u2019export di tutto il manifatturiero italiano. Un trend che ha portato la bilancia commerciale del settore in positivo di quasi un miliardo di euro. E il 2017 \u00e8 stato l\u2019anno in cui l\u2019Italia ha sorpassato la Germania per la produzioni di medicinali (31,2 contro 30 miliardi di euro), conquistando la vetta. \u201cUn primato \u2013 rileva Nomisma \u2013 a cui hanno contribuito senza dubbio le importanti multinazionali presenti in Italia, ma al contempo un successo reso possibile dagli elevati ritmi di crescita, dalla redditivit\u00e0, dall\u2019innovazione e dalla capacit\u00e0 di internazionalizzazione di numerosi gruppi medio-grandi, aventi propriet\u00e0 ed headquarter italiani\u201d.<\/p>\n<h2>L\u2019occupazione<\/h2>\n<p>Una delle rivendicazioni d\u2019orgoglio delle Fab13 riguarda il contributo all\u2019occupazione. Tra il 2007 e il 2017 le tredici aziende sono passate da 26.610 occupati a 42 mila. Di questi, 15.390 lavorano nelle sedi italiane, il 46% sono donne, l\u201987% diplomati o laureati. Il totale di addetti dedicati all\u2019innovazione \u00e8 superiore al 5% in tutte le imprese. Solo nel triennio\u00a02015-2017 il numero di dipendenti in Italia \u00e8 aumentato del 4,7% (circa 690 addetti). Ai dipendenti vengono messi a disposizione strumenti di valorizzazione professionale legati alla formazione e\u00a0al welfare aziendale.<\/p>\n<p>Le Fab13 assicurano, ad esempio, il sostegno alla previdenza integrativa nell\u201982% dei casi, assicurazioni per dipendenti e familiari (73%), formazione professionale e sostegno alla mobilit\u00e0 (64%), sostegno alle spese sanitarie (64%) e all\u2019educazione dei figli (55%). Quantit\u00e0, ma anche qualit\u00e0 dell\u2019occupazione. \u201cVista la complessit\u00e0 delle produzioni, ma anche la necessaria strutturazione delle funzioni corporate presenti negli headquarter \u2013 sottolinea Nomisma \u2013 si pu\u00f2 affermare che le Fab13 non siano soltanto un importante driver quantitativo di\u00a0crescita occupazionale ma anche un potente incubatore di professionalit\u00e0 intellettuali e ad elevata specializzazione\u201d. Nel 2017 quasi il 47% della forza lavoro delle Fab13 \u00e8 impiegato in R&amp;S e produzione, il 37,4% in ambito commerciale e il 15,7% ricopre funzioni corporate.<\/p>\n<h2>Ricerca e sviluppo<\/h2>\n<p>Le Fab13 sono soprattutto imprese familiari, vitali e dinamiche, pi\u00f9 orientate all\u2019innovazione rispetto alla media delle altre imprese manifatturiere italiane. Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono aumentati da 542 milioni nel 2007 a 906 milioni di euro nel 2017 (+65%). Tra l\u2019altro con una significativa accelerazione a partire dal 2014, ancora una volta quando la crisi finanziaria colpiva pi\u00f9 duramente i Paesi industrializzati. Secondo le stime delle aziende, il dato ha superato quota un miliardo di euro nel 2018. Gli investimenti in ricerca e sviluppo hanno anche dato impulso all\u2019indotto di nuove aziende, parchi tecnologici, partnership pubblico-private con istituzioni accademiche e centri di ricerca, startup e reti internazionali.<\/p>\n<h2>L\u2019internazionalizzazione<\/h2>\n<p>In Italia le Fab13 hanno 28 stabilimenti produttivi in diverse regioni, soprattutto al Nord e al Centro. Ma \u00e8 \u201cinternazionalizzazione\u201d una delle parole chiave del rapporto Nomisma. \u201cLe farmaceutiche italiane \u2013 sottolinea il report \u2013 hanno scelto di muovere i primi passi verso i mercati esteri inizialmente attraverso una semplice presenza commerciale, ma poi via via con l\u2019acquisizione e l\u2019apertura ex novo di intere filiali, di stabilimenti e di centri di ricerca, con una spiccata concentrazione nei Paesi occidentali, europei e americani\u201d.<\/p>\n<p>In questo caso il confronto con il passato realizzato da Nomisma guarda ancora pi\u00f9 lontano: nel 1997 le Fab13 avevano 7 stabilimenti e 42 filiali in giro per il mondo; nel 2017 i numeri diventano rispettivamente 26 e 200. Secondo il report uno dei punti di forza che accomuna le Fab13 \u00e8 proprio \u201cl\u2019abilit\u00e0 di sfruttare l\u2019internazionalizzazione come motore di crescita, senza che questo limiti la presenza, l\u2019impegno e la creazione di opportunit\u00e0 all\u2019interno dei confini italiani\u201d. In breve, internazionalizzare senza delocalizzare.<\/p>\n<h2>La resilienza<\/h2>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019altra parola chiave che, secondo Nomisma, si pu\u00f2 associare\u00a0ai numeri dell\u2019industria farmaceutica italiana: \u00e8 resilienza. \u201cMentre il mondo occidentale \u2013 sottolinea il report \u2013 era sferzato dalla crisi pi\u00f9 severa dell\u2019epoca industriale, le Fab13 continuavano a produrre crescita e sviluppo: nella produzione, nei fatturati, nel raggiungimento di un saldo positivo della bilancia commerciale e ancora nell\u2019occupazione, nella ricerca e nell\u2019incremento della presenza internazionale\u201d.<\/p>\n<p>In questi anni, tuttavia, le aziende non hanno dovuto fronteggiare soltanto la congiuntura economica. Hanno dovuto assorbire, sostiene Nomisma, altri urti, come quelli derivanti dalla \u201ctendenza del nostro Paese a individuare nell\u2019industria farmaceutica una variabile di aggiustamento della fi\u0081nanza pubblica\u201d. Eppure le aziende hanno offerto negli anni strumenti di prevenzione e cura (i farmaci) in relazione a una domanda crescente e a costi decrescenti.<\/p>\n<p>E ancora: \u201cNello stesso arco temporale della crisi e della contrazione della spesa farmaceutica \u2013 ricorda Nomisma \u2013 le imprese a capitale italiano hanno infatti reagito anche a un\u2019ondata di scadenze brevettuali senza precedenti, che ha sostanzialmente trasformato in medicinali off patent, e quindi ad un prezzo di rimborso fortemente decurtato, la quasi totalit\u00e0 dei farmaci comunemente utilizzati per prevenire e curare le patologie pi\u00f9 impattanti \u2013 in termini epidemiologici \u2013 sulla salute pubblica, in quanto collegate al progressivo invecchiamento della popolazione italiana\u201d. Aree in cui proprio le aziende italiane detengono importanti quote di mercato.<\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-40803 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica.png\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica.png 735w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica-300x204.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica-220x150.png 220w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica-80x54.png 80w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica-130x87.png 130w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica-85x57.png 85w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica-112x75.png 112w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica-576x392.png 576w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica-333x227.png 333w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Ricavi-2007-2017-farmaceutica-81x55.png 81w\" sizes=\"auto, (max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/a>Salute e prezzi contenuti<\/h2>\n<p>Si parla, in sostanza, di quei \u201cfarmaci maturi\u201d di cui ci siamo occupati sul numero 164 di AboutPharma (dicembre 2018\/gennaio 2019). Prodotti proposti dall\u2019industria a costi\u00a0per trattamento giornaliero estremamente contenuti e con livelli di rimborsabilit\u00e0 sempre pi\u00f9 bassi. Tutte le molecole di questa categoria hanno perso, in rapida successione e da molto tempo, la copertura brevettuale e sono generalmente impiegate per la cura di patologie gestite a livello domiciliare dalla medicina specialistica e di base. Al calo drastico del costo-terapia rimborsato dalla sanit\u00e0 pubblica corrisponde un signi\u0081ficativo aumento dei pazienti che accedono al trattamento e, quindi, il miglioramento degli standard di salute.<\/p>\n<p>In generale, se consideriamo l\u2019effetto delle riduzioni di legge e delle scadenze brevettuali, le principali molecole \u2013 che nel 2007 rappresentavano una grande quota della spesa farmaceutica territoriale \u2013 registrano nel 2017 una riduzione media del prezzo di rimborso Ssn pari al 60%, con picchi anche pi\u00f9 alti. Ma la progressiva riduzione dei prezzi non ovviamente \u00e8 correlata al livello di efficacia terapeutica. Anzi, quei \u201cfarmaci maturi\u201d si dimostrano ancora virtuosi e confermano costantemente il loro \u201crendimento\u201d per il Ssn e i pazienti.<\/p>\n<h2>Un ecosistema per restare<\/h2>\n<p>Non \u00e8 un caso se, completato il bilancio sui dieci anni trascorsi, il rapporto Nomisma s\u2019interroga sulla tenuta delle aziende protagoniste di questo contributo alla salute pubblica: \u201cLe imprese farmaceutiche italiane hanno reagito alla perdita di copertura brevettuale, che ha abbassato i prezzi della quasi totalit\u00e0 dei farmaci, investendo in modo massiccio in innovazione, come ad esempio nel campo delle biotecnologie e delle terapie geniche.<\/p>\n<p>Le aziende italiane \u2013 spiega Nomisma \u2013 non chiedono sostegni o incentivi ma di poter contare su un contesto di regole certe che consenta una pianificazione industriale a medio-lungo termine\u201d. E chiedono, inoltre, la \u201ccondivisione di politiche industriali che permettano di superare le sfide di un mercato affetto da crescenti criticit\u00e0 produttive e commerciali indotte da minori ricavi unitari e maggiori costi operativi\u201d. In altre parole, un ecosistema che consenta alle aziende di \u201crestare intimamente connesse al territorio nazionale\u201d, senza percorrere la via della delocalizzazione, intrapresa da molte (forse troppe) imprese negli ultimi vent\u2019anni.<\/p>\n<h2>Governance, le aziende chiedono regole stabili e una visione strategica per il futuro<\/h2>\n<p>\u201cChiediamo che non si applichino misure pregiudiziali nei confronti di un settore che sta trainando l\u2019economia del Paese, lo ha fatto nei momenti di crisi e continuer\u00e0 a farlo\u201d. Cos\u00ec Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, riassume timori e vanti della farmaceutica italiana, commentando il rapporto Nomisma. \u201cI dieci anni passati sono stati grande segnale per un Paese che ha perso tante industrie, ma quella farmaceutica \u00e8 un patrimonio che non pu\u00f2 essere disperso\u201d, commenta Saccabarozzi, elogiando l\u2019industria a capitale italiano: \u201cQuesta coniuga le migliori caratteristiche della manifattura italiana (genialit\u00e0 e tenacia degli imprenditori, qualit\u00e0 dei lavoratori, legame forte con il territorio) con le migliori caratteristiche della farmaceutica in generale (internazionalizzazione, innovazione dei prodotti e dei processi, sistemi di welfare). Parliamo di \u2018campioni\u2019 dell\u2019internazionalizzazione, che hanno avuto la capacit\u00e0 di rivolgersi ad altri mercati mantenendo e rafforzando la loro localizzazione in Italia\u201d.<\/p>\n<p>Tutta l\u2019industria farmaceutica presente nel nostro Paese merita per Scaccabarozzi molta attenzione da parte delle istituzioni: \u201cCominciamo a vedere alcuni segnali di debolezza, negli ultimi sei mesi non cresciamo come crescevamo prima. Mi auguro che ci sia un dialogo importante che consideri la sostenibilit\u00e0, ma faccia comprendere che noi diamo al Paese pi\u00f9 di quello che prendiamo. Manovre come quella che \u00e8 stata annunciata, con l\u2019equivalenza terapeutica e \u2018tutti i farmaci sono uguali\u2019, sono manovre che non produrranno risparmi. Si far\u00e0 solo del male a un\u2019industria che sostiene la salute dei cittadini. Ma il ministro della Salute ha detto che il documento sulla governance \u00e8 d\u2019indirizzo. Quindi parliamone \u2013 conclude Scaccabarozzi \u2013 noi siamo pronti a confrontarci\u201d.<\/p>\n<h2>Stabilit\u00e0 cercasi<\/h2>\n<p>Le aziende chiedono soprattutto regole certe e stabili, politiche in grado di coniugare la sostenibilit\u00e0 del Ssn e del fare impresa in questo settore. \u201cIl nostro \u2013 spiega Lucia Aleotti, presidente di Menarini \u2013 \u00e8 un settore industriale ad alta tecnologia che necessit\u00e0 di un\u2019attenzione particolare. Abbiamo bisogno soprattutto di stabilit\u00e0. Il nostro cliente principale \u00e8 lo Stato, il nostro Servizio sanitario nazionale. Un po\u2019 di allarme nasce se si ascoltano dichiarazioni che annunciano cambiamenti per la rimborsabilit\u00e0 di farmaci prodotti negli stabilimenti italiani. Noi aziende a capitale italiano \u2013 ricorda Aleotti \u2013 abbiamo 28 stabilimenti in Italia. \u00c8 importante che questi stabilimenti restino competitivi. Vogliamo continuare a crescere e a dare occupazione e ricchezza. Per farlo abbiamo bisogno che il Ssn non penalizzi le nostre imprese\u201d.<\/p>\n<h2>Lunghi cicli di ricerca clinica<\/h2>\n<p>La preoccupazione \u00e8 condivisa da Sergio Domp\u00e9, presidente e Ceo dell\u2019omonimo gruppo farmaceutico: \u201cLa nostra industria \u00e8 un patrimonio importante, ma \u00e8 una macchina complicata. Il rallentamento che \u00e8 stato avvistato ultimamente mi fa molta paura. I nostri tempi sono molto pi\u00f9 lenti: il nostro settore \u00e8 fatto da cicli di 12 anni per arrivare alla commercializzazione reale di un prodotto. Quando vediamo un segnale di rallentamento come questo, dopo tutto quello che abbiamo fatto, dobbiamo essere preoccupati. Abbiamo bisogno di politiche coerenti e di visioni per settori, come il nostro, che spingono su capacit\u00e0 innovativa, capacit\u00e0 industriale e rapporto con il territorio\u201d.<\/p>\n<h2>Visioni a lungo termine<\/h2>\n<p>Secondo Alberto Chiesi, presidente di Chiesi Farmaceutici, i \u201ctempi lunghi\u201d citati da Sergio Domp\u00e9 impongono \u201cuna visione di lungo termine\u201d dell\u2019attivit\u00e0 aziendale, che a sua volta richiede \u201cuna ragionevole stabilit\u00e0 del sistema\u201d in cui le imprese operano. \u201cTra 2013 e 2018 \u2013 sottolinea Chiesi \u2013 \u00e8 stato possibile raddoppiare investimenti grazie alla stabilit\u00e0 nel Paese, che \u00e8 un forte stimolo a investire\u201d. Investimenti indispensabili \u201cin un contesto di forte competizione internazionale\u201d, considerato che proprio l\u2019internazionalizzazione \u201c\u00e8 stata un\u2019arma vincente delle aziende italiane\u201d. Francesco De Santis, presidente di Italfarmaco, auspica \u201cregole stabili che permettano alle aziende di pianificare e crescere\u201d ed esprime diversi timori.<\/p>\n<h2>La diatriba sull\u2019equivalenza terapeutica<\/h2>\n<p>\u201c\u00c8 giusto che il nostro settore sia ben regolamentato. Ma non possiamo nascondere una forte preoccupazione. Sono stati fatti annunci sul tema dell\u2019equivalenza terapeutica che rischiano di azzerare ogni potenziale passo avanti della cosiddetta innovazione incrementale. Innovazione \u2013 conclude De Santis \u2013 che tanto ha dato e ancora pu\u00f2 dare, in termini di benefici clinici e di qualit\u00e0 della vita, a un sistema sanitario universalistico\u201d. Ed \u00e8 la capacit\u00e0 di innovare che, secondo il presidente di Alfasigma, Stefano Golinelli, ha consentito il successo delle aziende italiane sui mercati internazionali: \u201cLa nostra \u00e8 una storia di successo per il Paese. Vogliamo che anche i prossimi dieci anni siano un successo. Noi li affronteremo con grande passione\u201d, promette Golinelli. \u201cSperiamo che ci assicurino le condizioni giuste\u201d \u00e8 il monito finale.<\/p>\n<p>Notizie correlate: <a href=\"https:\/\/www.quotidianosanita.it\/allegati\/allegato4858497.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto Nomisma Industria 2030<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.farmindustria.it\/app\/uploads\/2017\/12\/Farmindustria_IndicatoriFarmaceutici_WEB2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Indicatori farmaceutici luglio 2018<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/persi-13400-posti-di-lavoro-in-sette-anni-il-sindacato-tra-incudine-e-martello\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Persi 13400 posti di lavoro in sette anni. Il sindacato tra incudine e martello<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/dal-2007-al-2017-la-manifattura-italiana-ha-perso-il-18-del-valore-della-produzione-n-d-r-negli-stessi-anni-lindustria-farmaceutica-e-aumentate-del-107-licenziando-15000-isf\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Dal 2007 al 2017 la manifattura italiana ha perso il 18% del valore della produzione. Negli stessi anni l\u2019industria farmaceutica \u00e8 aumentate del +107% (N.d.R.: licenziando 15000 ISF)<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.istat.it\/storage\/settori-produttivi\/2018\/21.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span style=\"color: blue;\">ISTAT. Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 2006-2018<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Produzione-prodotti-farmaceutici-21.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Produzione prodotti farmaceutici 21<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-39588\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-1024x701.png\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"685\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-1024x701.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-300x205.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-768x526.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-220x150.png 220w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-80x54.png 80w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-85x57.png 85w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-333x227.png 333w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola-81x55.png 81w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ISTAT-.-Produzione-farmaceutica-2007-2017-tavola.png 1236w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><em>N.d.R.: Ottimi risultati! Peccato che non venga detto tutto. Vorremmo ricordare a Nomisma e ai suoi committenti che non sono tutte rose e fiori, soprattutto quando si parla di occupazione. Diremo che la farmaceutica rappresenta, su questo fronte, uno degli esempi pi\u00f9 vergognosi. A fronte di un incremento di valore, fra il 2007 ed il 2017, del 107% (quando il resto dell\u2019industria italiana perdeva il 18%) e un <\/em><strong><i>aumentare di valore della produzione del +24% [fonte I-com], <\/i><\/strong><em>ha licenziato 15.000 Informatori Scientifici del Farmaco sfruttando e impoverendo inoltre le risorse dello stato con la cassa integrazione. Una vergogna assoluta passata nell\u2019indifferenza e ignorata da tutti. Se questo \u00e8 il modello virtuoso, siamo spacciati!<\/em><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dieci anni di successi per la farmaceutica italiana, ora servono garanzie per investire Tra il 2007 e il 2017 le aziende del nostro Paese hanno sfidato la crisi \u2013 incrementando ricavi, export, occupazione e ricerca. Oggi chiedono politiche adeguate per non disperdere questo patrimonio. Ecco la prima parte dell&#8217;approfondimento sul rapporto \u201cIndustria 2030\u201d realizzato da &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":21347,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-40798","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40798"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40798\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21347"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}