{"id":40976,"date":"2019-02-17T12:36:08","date_gmt":"2019-02-17T11:36:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=40976"},"modified":"2019-02-17T12:36:55","modified_gmt":"2019-02-17T11:36:55","slug":"brexit-rischio-per-carenze-e-mobilita-professionale-per-i-farmaci-registrati-a-londra-il-processo-autorizzativo-dovrebbe-ripartire-quasi-da-zero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/brexit-rischio-per-carenze-e-mobilita-professionale-per-i-farmaci-registrati-a-londra-il-processo-autorizzativo-dovrebbe-ripartire-quasi-da-zero\/","title":{"rendered":"Brexit. Risk for shortages and professional mobility. For drugs registered in London, the authorization process should start almost from scratch."},"content":{"rendered":"<h2 class=\"Title\">Brexit, la filiera del farmaco \u00e8 preoccupata. Rischio per carenze e mobilit\u00e0 professionale<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.federfarma.it\/Edicola\/Filodiretto\/VediNotizia.aspx?id=18750\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Federfarma &#8211; 15 febbraoio 2019<\/a><\/p>\n<p>L&#8217;ipotesi di una Brexit &#8220;hard&#8221;, un no-deal che inchiodi gli scambi tra Regno Unito ed Unione europea dopo il 29 marzo, inizia ad entrare nel campo delle probabilit\u00e0 e a preoccupare non poco tutta la filiera del farmaco. Tanto che qualche azienda ha gi\u00e0 pensato di attrezzarsi al peggio. Il settore pi\u00f9 coinvolto, infatti, al momento pare quello farmaceutico, dove gi\u00e0 da tempo le autorit\u00e0 britanniche sono intervenute chiedendo ai produttori di incrementare le scorte. Richiesta ribadita anche il 17 gennaio scorso in <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/PGEU.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-40978 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/PGEU.png\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"250\" \/><\/a>una lettera spedita dal dipartimento della Salute e dell&#8217;Assistenza Sociale alla Federazione europea di settore e circolata poi tra numerose aziende.<\/p>\n<p>Anche il Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu), l\u2019Associazione che rappresenta gli interessi delle farmacie e dei farmacisti territoriali nell\u2019Ue, ha mostrato preoccupazione per questo scenario in considerazione del fatto che ogni mese, 45 milioni di confezioni di medicine sono fornite dal Regno Unito al resto d\u2019Europa. \u201cIl Regno Unito \u00e8 un attore chiave nel settore farmaceutico europeo \u2013 ha spiegato <strong>Roberto Tobia<\/strong>, tesoriere di Federfarma e delegato del presidente Marco Cossolo al Pgeu &#8211; rappresentando il 10% della produzione totale dell&#8217;Ue e contribuendo a circa il 20% del totale degli investimenti in R&amp;S. Questo ci da la dimensione di un problema che se non trover\u00e0 la giusta dimensione con un accordo entro fine marzo ci porter\u00e0 a non poche difficolt\u00e0 per il mercato del farmaco oltre che per la mobilit\u00e0 professionale, ovvero il riconoscimento delle qualifiche professionali, con un blocco per i farmacisti italiani, laureati dopo il 29 marzo p.v., che volessero prestare la propria attivit\u00e0 professionale nel Regno Unito\u201d.<\/p>\n<p>Secondo una recente analisi sulla questione Brexit, anche un&#8217;uscita ordinata, ovvero un accordo tra le parti, pu\u00f2 avere numerose conseguenze: tempi maggiorati per <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brexit-pharma-exports-imports.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-40979 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brexit-pharma-exports-imports-1024x443.png\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brexit-pharma-exports-imports-1024x443.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brexit-pharma-exports-imports-300x130.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brexit-pharma-exports-imports-768x332.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Brexit-pharma-exports-imports.png 1236w\" sizes=\"auto, (max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/a>l&#8217;autorizzazione alla commercializzazione di farmaci e dispositivi medici a causa delle necessarie duplicazioni degli iter autorizzativi, e, quindi, ritardi nell\u2019accesso ai farmaci per la popolazione. Senza parlare dei ritardi che verrebbero, invece, imposti dal ripristino delle frontiere e quindi tariffe e controlli tecnici che non potranno che ritardare la fornitura di medicinali e dispositivi medici e portare ad un aumento generale dei costi.<\/p>\n<p>\u201cDifficolt\u00e0 e rallentamenti dovuti al fatto che il Regno Unito potrebbe diventare a breve un Paese terzo senza alcun accordo che permetta una transizione ordinata \u2013 aggiunge Tobia &#8211; potrebbe portare al problema pi\u00f9 grande e pi\u00f9 temuto: nuove carenze di farmaci essenziali in vari Paesi Europei.\u00a0 L\u2019Ema ha gi\u00e0 calcolato a rischio carenze 19 farmaci registrati a Londra, a questi si dovranno aggiungere i farmaci autorizzati con la procedura decentrata, ovvero quelli che hanno ottenuto la registrazione grazie al fatto che le procedure erano state effettuate nel Regno Unito, scelto come Paese di riferimento grazie all\u2019efficienza dell\u2019Aifa locale (la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency).\u00a0 Per questi farmaci il processo autorizzativo dovrebbe ripartire quasi da zero\u201d.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brexit, la filiera del farmaco \u00e8 preoccupata. Rischio per carenze e mobilit\u00e0 professionale Federfarma &#8211; 15 febbraoio 2019 L&#8217;ipotesi di una Brexit &#8220;hard&#8221;, un no-deal che inchiodi gli scambi tra Regno Unito ed Unione europea dopo il 29 marzo, inizia ad entrare nel campo delle probabilit\u00e0 e a preoccupare non poco tutta la filiera del &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":26870,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[49,79],"class_list":["post-40976","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","tag-aifa","tag-ssn"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40976","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40976"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40976\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26870"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}