{"id":41165,"date":"2019-02-27T18:54:27","date_gmt":"2019-02-27T17:54:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=41165"},"modified":"2019-02-27T19:30:06","modified_gmt":"2019-02-27T18:30:06","slug":"prima-assemblea-nazionale-di-tutte-le-professioni-sanitarie-e-sociali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/prima-assemblea-nazionale-di-tutte-le-professioni-sanitarie-e-sociali\/","title":{"rendered":"Prima assemblea nazionale di tutte le professioni sanitarie e sociali."},"content":{"rendered":"<h1 class=\"entry-title\">FNOMCeO: \u201cLa sanit\u00e0 si evolve e lo deve fare per tutti i cittadini in modo assolutamente universalistico e uguale per tutti. E non lo far\u00e0 mai pi\u00f9 senza di noi\u201d<\/h1>\n<p><a href=\"https:\/\/portale.fnomceo.it\/prima-assemblea-nazionale-di-tutte-le-professioni-sanitarie-e-sociali-la-sanita-si-evolve-e-lo-deve-fare-per-tutti-i-cittadini-in-modo-assolutamente-universalistico-e-uguale-per-tutti-e-non\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">FNOMCeO &#8211; 23 febbraio 2019<\/a><\/p>\n<p>Sei richieste al Governo e alle Regioni: intensificare la collaborazione con le professioni sanitarie e sociali e i loro enti esponenziali perch\u00e9 l\u2019SSN garantisca effettivamente e uniformemente i diritti costituzionalmente tutelati dei cittadini; rispettati i principi costituzionali di uguaglianza, solidariet\u00e0, universalismo ed equit\u00e0 alla base del Servizio sanitario e ne confermano il carattere nazionale; elaborare un\u2019analisi rischi\/benefici delle proposte di autonomia differenziata presentate dalle Regioni per misurarne l\u2019impatto sulla finanza pubblica e sulla tenuta di tutti i servizi <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Professioni-sanitarie.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-41167 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Professioni-sanitarie.png\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Professioni-sanitarie.png 778w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Professioni-sanitarie-300x84.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Professioni-sanitarie-768x214.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/><\/a>sanitari regionali; adottare iniziative per parametrare il fabbisogno regionale standard anche in base alle carenze infrastrutturali, alle condizioni geomorfologiche e demografiche e alle condizioni di deprivazione e di povert\u00e0 sociale; garantire il superamento delle differenze tra i diversi sistemi sanitari regionali anche mediante la definizione e implementazione di un Piano Nazionale di Azione per il contrasto alle diseguaglianze; scongiurare il rischio che sia pregiudicato il carattere nazionale del nostro Servizio sanitario.<\/p>\n<p>Questi i principali contenuti del <a href=\"https:\/\/portale.fnomceo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/2MANIFESTO-VERSIONE-FINALE.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Manifesto che le professioni sanitarie e sociali,<\/a> riunite per la prima volta in assemblea a Roma, mettono sul tavolo di Governo, parlamento e Regioni.<\/p>\n<p>\u201cIl Governo deve porre al centro dell\u2019agenda politica il tema della tutela e unitariet\u00e0 del Servizio sanitario nazionale \u2013 hanno affermato unanimi i presidenti delle 10 Federazione (30 professioni) presenti \u2013 e sollecitare le Regioni al rispetto dell\u2019art. 2 della Costituzione che ricorda alle Istituzioni i doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale su cui deve fondarsi la vita del Paese, dell\u2019art. 3 (eguaglianza dei cittadini) e dell\u2019art. 32 della Costituzione (tutela della salute)\u201d.<\/p>\n<p>Le professioni della salute chiedono alcuni impegni precisi a Governo e Regioni: l\u2019attivazione di un tavolo di lavoro permanente dove potersi regolarmente confrontare sulle politiche sanitarie, anche con la partecipazione dei rappresentanti dei cittadini; la sottoscrizione con tutte le professioni sanitarie e sociali e l\u2019attivazione in tutte le Regioni e secondo schemi omogenei condivisi dei recenti protocolli voluti dalle Regioni per instaurare un rapporto diretto con i professionisti e garantire un servizio sanitario universalistico e omogeneo; che i cittadini si facciano parte attiva ponendo con iniziative per garantire tutti gli aspetti sottolineati nel manifesto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/portale.fnomceo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/2MANIFESTO-VERSIONE-FINALE.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Manifesto dell&#8217;alleanza tra professionisti della salute per un nuovo SSN<\/strong><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<h2><strong>La sintesi degli interventi<\/strong><\/h2>\n<p>\u201cL\u2019infermiere \u2013 ha detto la <strong>presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli<\/strong> &#8211; \u00e8 il pi\u00f9 vicino al paziente che segue 24 ore su 24\u00a0 in ricovero e a domicilio. Ma non allo stesso modo in tutte le Regioni. Due dati per comprendere: il rapporto infermieri pazienti che studi internazionali indicano come ottimale per abbattere la mortalit\u00e0 del 20% \u00e8 di 1:6. In Italia abbiamo Regioni che sono a 1:17 (la Campania ad esempio) e altre a 1:8 come il Friuli-Venezia Giulia. La carenza di infermieri, soprattutto sul territorio e quindi accanto ai pi\u00f9 fragili e bisognosi di assistenza continua \u00e8 di circa 50-53mila unit\u00e0, ma ci sono Regioni dove i numeri sono a posto e Regioni dove l\u2019assenza di organici \u00e8 pesante e mette l\u2019assistenza a rischio (in Campania sono circa il 48% in meno di quelli necessari, sono il 55% in meno in Calabria e il 56% in Sicilia). L\u2019Italia si deve uniformare in questo, non dividere ulteriormente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOccorre mettere in primo piano \u2013 ha detto il <strong>presidente FNOMCeO Filippo Anelli <\/strong>&#8211; gli obiettivi di salute tra i quali la prevenzione, favorire <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Professioni-sanitarie-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-41173 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Professioni-sanitarie-1.png\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Professioni-sanitarie-1.png 688w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Professioni-sanitarie-1-300x210.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 538px) 100vw, 538px\" \/><\/a>la partecipazione dei cittadini e mettere i professionisti nelle migliori condizioni di perseguirli. Il Ssn dopo 40 anni dalla sua istituzione rappresenta uno strumento in grado di garantire a tutti i cittadini elevati livelli di tutela della salute individuale e pubblica, con indicatori di salute tra i migliori al mondo. Vi sono, certamente, ambiti di miglioramento evidenti e rispetto ai quali occorrono interventi efficaci, economici e strutturali, per scongiurare la sua compromissione e per questo \u00e8 necessaria una riforma che possa restituire fiducia agli operatori sanitari, riconoscendo loro maggiore responsabilit\u00e0 attraverso la definizione di un nuovo ruolo capace di garantire la salute dei cittadini e allo stesso tempo di farsi carico della sostenibilit\u00e0 del sistema\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn Sanit\u00e0 si registra un paradosso: da una parte c\u2019\u00e8 l\u2019esigenza di cambiare radicalmente il modello organizzativo, dall\u2019altra una fortissima resistenza a che questo cambiamento avvenga\u201d, sottolinea il <strong>presidente Alessandro Beux<\/strong>, per spiegare la posizione della <strong>FNO TSRM e PSTRP.<\/strong> \u201cPer questo sarebbe necessario un cambiamento radicale dell\u2019organizzazione complessiva del sistema socio-sanitario, da quello attuale, prevalentemente improntato sul modello ospedaliero per la gestione delle acuzie, a un modello fortemente basato sulla territorialit\u00e0 e sulla domiciliarizzazione delle cure. La nostra proposta si basa sul metodo scientifico: non diamo per scontato che un modello organizzativo alternativo all\u2019attuale sia migliore, ma sottoponiamolo a sperimentazione, dandoci un tempo per verificarne la bont\u00e0, sulla base di indicatori di sicurezza, efficacia e di sostenibilit\u00e0 condivisi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNella societ\u00e0 contemporanea si parla sempre pi\u00f9 spesso di \u2018salute\u2019, i ritmi di vita frenetici, lo stress e il mutamento di alcuni equilibri sociali hanno fatto in modo che l\u2019attenzione nei confronti della salute intesa come benessere diventasse un tema centrale. Bisogna partire \u2013 afferma<strong> Fulvio Giardina, presidente CNOP<\/strong> &#8211; dal presupposto che la salute non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 statica, ma \u00e8 una condizione che trova il suo perfetto equilibrio fisico, funzionale e psichico attraverso l\u2019integrazione e l\u2019adattamento dell\u2019individuo nel contesto sociale in cui vive ed opera. Noi italiani abbiamo un fiore all\u2019occhiello ed \u00e8 nostro dovere preservarlo e attualizzarlo laddove sia necessario, senza mai perdere di vista la centralit\u00e0 del paziente. Il principio universalistico e solidaristico \u00e8 alla base di una societ\u00e0 democratica e fortemente incentrata sul benessere <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Assemblea-prof.-sanitarie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-41177 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Assemblea-prof.-sanitarie.jpg\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Assemblea-prof.-sanitarie.jpg 312w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Assemblea-prof.-sanitarie-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 312px) 100vw, 312px\" \/><\/a>psichico e fisico dei propri cittadini\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl momento \u00e8 complicato, per una serie di concause \u2013 ha detto il <strong>presidente FOFI, Andrea Mandelli <\/strong>&#8211;\u00a0 tra le quali una interlocuzione con il Governo diventata pi\u00f9 difficile che in passato, ma i farmacisti e la farmacia hanno storia, risorse e capacit\u00e0 per superarlo con successo, grazie anche al percorso compiuto nell\u2019ultimo decennio. L\u2019importante \u00e8 non farsi prendere dallo sconforto, puntare sulla specificit\u00e0 e la forza della professione (a partire dalla sua capillarit\u00e0 sul territorio) e rimanere uniti guardando nella stessa direzione e agli stessi obiettivi. La farmacia \u00e8 una conquista formidabile per la tutela della salute ma anche per la coesione sociale. Va garantita la sostenibilit\u00e0, con un riassetto complessivo capace di rispondere alla sfida della cronicit\u00e0. Un riassetto che per\u00f2 non sar\u00e0 possibile se di questa revisione il farmacista, di comunit\u00e0 e del Servizio sanitario, non sar\u00e0 uno degli elementi portanti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl Regionalismo differenziato in sanit\u00e0 \u2013 \u00e8 il giudizio di <strong>Vincenzo D\u2019Anna, presidente dell\u2019ONB<\/strong> &#8211; \u00e8 in palese controtendenza con le decisioni di questo Governo che vorrebbero tendere a ridurre le differenze. Con un federalismo pi\u00f9 spinto in sanit\u00e0 quanto potr\u00e0 derivare dal reddito di cittadinanza sar\u00e0 scavalcato dal ben pi\u00f9 consistente aumento delle differenze derivante dalla gi\u00e0 iniqua suddivisione del fondo sanitario cos\u00ec come oggi viene assegnato alle Regioni. Il Servizio sanitario Nazionale sar\u00e0 definitivamente cancellato in palese violazione dell\u2019art. 32 della Costituzione e gli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie si aggraveranno. In questo senso e per questi rischi, i professionisti della salute possono contribuire in modo determinante a ricercare e costruire soluzioni per una sanit\u00e0 equa e sostenibile\u201d.<\/p>\n<p>\u201cParliamo di task shifting in medicina veterinaria. Cosa sta succedendo? Se realizzato, quali garanzie di sicurezza verrebbero meno? Quale rapporto tra professione medico-veterinaria, sicurezza alimentare e politica? La sanit\u00e0 pubblica \u2013 afferma <strong>Gaetano Penocchio, presidente FNOVI\u00a0<\/strong>&#8211; \u00e8 definanziata, alle soglie della dismissione e si avvia verso la privatizzazione. Non \u00e8 possibile rendersi conto di questo e accettarlo senza sussulti. Per questo siamo vicini a tutti coloro che in condizioni di enormi difficolt\u00e0 garantiscono salute, nonostante tutto. I posti della dirigenza veterinaria sono congelati e la stessa si \u00e8 ridotta del 10% negli ultimi 5 anni. Si vuole garantire la sanit\u00e0 animale, l\u2019igiene degli allevamenti e delle loro produzioni, la sicurezza degli alimenti senza risorse: urgente recuperare presupposti che tengano conto dei valori che sottendono alla esistenza stessa del Ssn&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Nonostante le buone performance del nostro Servizio sanitario nazionale \u2013 afferma <strong>Maria Vicario, presidente FNOPO<\/strong> &#8211; , vi sono certamente ambiti di miglioramento evidenti e rispetto ai quali occorrono interventi efficaci, di natura economica e strutturale, per scongiurare la sua compromissione. Sulla base dell\u2019analisi dei dati programma nazionale esiti (PNE), \u00e8 possibile rilevare \u2013 prosegue &#8211; come nascere in una Regione rispetto ad un\u2019altra faccia la differenza in termini di esiti per la madre e il suo bambino. La Fopo ritiene sia ancora molto il lavoro da fare per garantire maggiore equit\u00e0 di accesso a servizi di provata efficacia su tutto il territorio nazionale, a prescindere dall&#8217;area di residenza e il suo ruolo, in una nazione che eroghi prestazioni uguali per tutti, \u00e8 di sostegno nell\u2019organizzazione dei servizi di assistenza alla donna\/coppia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa tutela della salute \u2013 dice <strong>Nausicaa Orlandi, presidente FNCF<\/strong> &#8211; \u00e8 parte integrante del DNA di chimici e fisici. Per noi il 2018 \u00e8 stato un momento di forte cambiamento che con la Legge Lorenzin, ha visto la conferma della professione sanitaria di chimico e fisico. Professioni caratterizzate da grande competenza tecnica che vedono riconosciuta per gli impatti e i risvolti fondamentali per garantire la salute della popolazione e dell\u2019ambiente. Fncf chiede che nelle prossime iniziative politiche e parlamentari in materia di prevenzione, ambiente e salute\u00a0 il sistema salvaguardi tutte le iniziative che vanno nel senso della prevenzione. Su questo continueremo a dare il nostro contributo partecipando a tavoli di lavoro multidisciplinari. chimici e fisici sono in prima linea per mettere a disposizione le proprie competenze ed essere parte attiva in un Ssn che dia sempre maggiori garanzie al cittadino\u201d.<\/p>\n<p>Un sistema equo \u2013 ha spiegato <strong>Gianmario Gazzi, presidente CNOAS<\/strong> &#8211; non si basa su risposte standard, parcellizzate e uguali per tutti e a tutte le latitudini. Chiediamo iniziative per parametrare il fabbisogno regionale standard anche in base alle carenze infrastrutturali, alle condizioni geomorfologiche e demografiche, nonch\u00e9 alle condizioni di deprivazione e di povert\u00e0 sociale. Serve un Piano nazionale di azione per il contrasto alle diseguaglianze nell\u2019accesso al diritto alla salute, per rilanciare la prevenzione e la promozione della salute e l\u2019integrazione sociosanitaria, che ascolti la voce dei professionisti che vivono a contatto con le persone, nei territori, testimoni privilegiati delle vulnerabilit\u00e0 delle comunit\u00e0, ma anche delle potenzialit\u00e0 presenti\u201d.<\/p>\n<p><strong>La sintesi degli interventi degli esperti<\/strong><\/p>\n<div>\n<p>Il quadro in cui si muover la richiesta di regionalismo differenziato delle Regioni \u00e8 caratterizzato, secondo quanto illustrato all\u2019assemblea del 23 febbraio delle professioni sanitarie e sociali da <strong>Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva<\/strong>, di estrema disomogeneit\u00e0 nell\u2019offerta di servizi e cure.<\/p>\n<p>Situazione che pu\u00f2 essere facilmente compresa attraverso alcuni dei dati che emergono da recenti ricerche condotte da Cittadinanzattiva.<\/p>\n<p>Ad esempio, ci sono sigle e modelli diversi per definire le unit\u00e0 che si occupano di cure territoriali, offerte di servizi disomogenee, assistenza domiciliare non per tutti e a rischio sotto il profilo della qualit\u00e0 e quantit\u00e0. Per fare alcuni esempi, i Centri diurni per la salute mentale sono in media 29,8 per Regione (sul campione intervistato) ma si va dai 3 del Molise ai 69 della Toscana passando per i 21 di Puglia e Piemonte e i 28 dell\u2019Emilia Romagna. Idem per i Centri per l\u2019Alzheimer che vanno dall\u20191 del Molise ai 109 del Veneto con 4 in Campania, 8 in Puglia e 11 in Umbria. E il 40% delle Regioni intervistate \u00e8 sprovvisto di Centri diurni per persone con autismo.<\/p>\n<p>Anche i servizi di emergenza e urgenza soffrono di questa enorme differenziazione. Riportiamo alcuni dei dati pi\u00f9 significativi frutto di una indagine condotta da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato con la SIMEU. La situazione appare ancora oggi molto disomogenea fra strutture del Nord del Centro e del sud soprattutto come conseguenza di un\u2019organizzazione dei servizi di emergenza non ancora standardizzata sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>In questo quadro di diversit\u00e0 ci sono poi, secondo quanto affermato da K<strong>etty Vaccaro, responsabile area Salute e Welfare della Fondazione Censis<\/strong>, aspetti che caratterizzano l\u2019offerta di servizi.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 il costante arretramento della spesa pubblica che nel periodo 2009-2017 ha subito una variazione percentuale del -1,9% contro una crescita di quella privata del +1,6 per cento.<\/p>\n<p>Controprova di questo andamento \u00e8 la crescita della compartecipazione: nel 2017, la spesa per compartecipazione delle 7 Regioni in piano di rientro rappresenta il 54,5% del totale.<\/p>\n<p>Le diversit\u00e0 regionali poi sono sottolineate dallo stesso rapporto ufficiale sui livelli essenziali di assistenza che nel 2016 assegna alle Regioni punteggi variabili tra il massimo raggiunto dal Veneto di 209, al minimo di 124 punti della Campania che con la Calabria sono le due Regioni considerate \u201cinadempienti\u201d.<\/p>\n<p>La variabilit\u00e0 maggiore gli stessi cittadini la riscontrano nei servizi territoriali. Da un\u2019indagine Censis del 2017, infatti, la percentuale maggiore di insoddisfatti di questi servizi \u00e8 nel Sud e nelle Isole dove \u00e8 del 59,4% contro una percentuale di meno della met\u00e0 del Nord Est che si ferma al 20,6 per cento.<\/p>\n<p>Ma la disuguaglianza pi\u00f9 grande che salta agli occhi \u00e8 quella della speranza di vita alla nascita che in Trentino raggiunge gli 86 anni per le donne e gli 81,8 per gli uomini, mentre si ferma in Campania a 83,7 anni per le donne e 79,2 per gli uomini: circa tre anni di differenza quindi legati alla geografia dei servizi.<\/p>\n<p>Rispetto al regionalismo differenziato, basandosi sui dati rilevati (dalla speranza di vita al Pil, dalla spesa al finanziamento e\/o definanziamento equitativo), <strong>Federico Spandonaro, Universit\u00e0 degli studi di Roma Tor Vergata, Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanit\u00e0 CREA<\/strong>, sottolinea che si tratta di una previsione delle norme (la stessa Costituzione), ma anche che il regionalismo \u00abnon differenziato\u00bb ha finora funzionato.\u00a0 Ben venga se aumenta l\u2019efficienza, sottolinea Spandonaro, sottintendendo la necessit\u00e0 di una verifica a monte sui suoi effetti, ma \u00e8 necessario chiarire bene se rispetto al regionalismo sia pi\u00f9 opportuno differenziarlo o, forse, potenziare l\u2019attuale.<\/p>\n<p>I rischi del regionalismo differenziato puro, secondo Spandonaro sono quattro: debolezza dei Lea;\u00a0 \u00a0carenza di regole sulla dinamica dei Lea;\u00a0 rischi di competizione fra Regioni; e, ultimo ma non per importanza, la sussidiariet\u00e0, che nel caso ogni Regioni faccia da s\u00e9 rischia di perdere di significato.<\/p>\n<p>Taken from <a href=\"http:\/\/www.fnopi.it\/attualita\/prima-assemblea-nazionale-di-tutte-le-professioni-sanitarie-e-sociali-id2594.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">FNOPI<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FNOMCeO: \u201cLa sanit\u00e0 si evolve e lo deve fare per tutti i cittadini in modo assolutamente universalistico e uguale per tutti. 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