{"id":4117,"date":"2014-10-10T14:01:51","date_gmt":"2014-10-10T12:01:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=4117"},"modified":"2014-10-10T14:01:51","modified_gmt":"2014-10-10T12:01:51","slug":"ebola-big-pharma-fiuta-laffare-studia-i-vaccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/ebola-big-pharma-fiuta-laffare-studia-i-vaccini\/","title":{"rendered":"Ebola, now Big Pharma smells the deal and studies vaccines"},"content":{"rendered":"<p>Il titolo della societ\u00e0 pi\u00f9 avanti nella ricerca \u00e8 schizzato: +50%. L&#8217;Oms: malattia dei Paesi poveri, ma sta arrivando in Occidente<\/p>\n<p><i><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/salute\/medicina\/2014\/10\/10\/news\/ebola_ora_big_pharma_fiuta_l_affare_e_studia_i_vaccini-97754047\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">di ETTORE LIVINI \u2013 R.it &#8211; 10 ottobre 2014<\/a><\/i><\/p>\n<p><strong>MILAN -<\/strong><b>\u00a0<\/b>&#8220;Follow the money&#8221;. Segui i soldi, diceva la gola profonda dello scandalo Watergate. Vale pure per capire come mai nel 2014 &#8211; malgrado i 130 miliardi investiti ogni anno da Big Pharma per andare a caccia di nuove medicine &#8211; nessuno abbia ancora messo a punto un vaccino contro l&#8217;Ebola. Questione di soldi, appunto: &#8220;L&#8217;Ebola \u00e8 una malattia tipica della gente povera nei paesi poveri &#8211; \u00e8 il mantra rassegnato di Marie Paule Kieney, assistente alla direzione generale dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 &#8211; per questo nessuno ha davvero interesse a studiare come combatterla&#8221;. E solo ora che il virus \u00e8 sbarcato in Occidente (e qualcuno inizia a fiutare la possibilit\u00e0 di fare affari) \u00e8 scattato l&#8217;allarme rosso, con tanto di ok all&#8217;utilizzo di protocolli sperimentali per trattare i malati e con una prima pioggia di fondi pubblici per sostenere le case farmaceutiche pi\u00f9 avanti nella strada per arrivare al vaccino.<\/p>\n<p>Il copione \u00e8 un deja vu. Andato in onda con la Sars e l&#8217;influenza A. &#8220;Il business dei vaccini \u00e8 in mano a 4-5 colossi &#8211; \u00e8 la spiegazione di Adrian Hill, professore a Oxford e responsabile del team inglese incaricato da David Cameron di dare la risposta d&#8217;emergenza all&#8217;epidemia &#8211; avremmo potuto stroncare l&#8217;ebola da anni. Ma \u00e8 impossibile perch\u00e9 \u00e8 un &#8220;no business case&#8221;&#8221;. Tradotto in soldoni: inutile sprecare miliardi in ricerca e sviluppo per mettere sul mercato un medicinale che serve a poche migliaia di persone. &#8220;Molte delle quali &#8211; ironizza Hill &#8211; non avrebbero i soldi per pagarlo&#8221;.<\/p>\n<p>Se serviva una conferma a questa teoria, basta guardare a Wall Street. Ora che il pericolo Ebola \u00e8 diventato un incubo globale, i titoli della Tekmira &#8211; titolare di uno dei farmaci pi\u00f9 promettenti &#8211; hanno messo le ali, guadagnando quasi il 50% in poche sedute. Il codice postale, per Big Pharma e per la Borsa, conta pi\u00f9 di quello genetico. Il rischio contagio \u00e8 uscito dall&#8217;Africa per diventare planetario. La comunit\u00e0 internazionale &#8211; memore della Sars (800 morti, ma danni tra i 40 e gli 80 miliardi al commercio mondiale) &#8211; \u00e8 scesa in trincea togliendo il tetto ai 15 anni sulla sperimentazione e varando aiuti per i prodotti pi\u00f9 promettenti. E i giganti del farmaco,\u00a0<em>follow the money<\/em>, hanno iniziato a scendere in campo.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;amaro destino delle malattie povere. Se non ci sono soldi da guadagnare, nessuno si occupa di curarle. I numeri parlano da soli: secondo uno studio pubblicato da\u00a0<em>The Lancet<\/em>, su 336 medicine sviluppate tra 2000 e 2011 per affrontare patologie irrisolte, solo quattro erano per quelle &#8220;trascurate&#8221;. Tre per la malaria, una per le diarree tropicali. Dei 150mila test di laboratorio approvati nello stesso periodo, solo l&#8217;1% si occupava dei virus che non colpiscono i paesi pi\u00f9 ricchi. Nel 2012 &#8211; ultimo dato disponibile &#8211; sono stati spesi 3,2 miliardi di dollari (su 130 totali) per fare ricerca sulle malattie dei poveri. E di questi solo 527 milioni arrivano dall&#8217;industria, mentre il resto esce dalle tasche di enti pubblici o fondazioni private. Quella di Bill e Melinda Gates, per dire, ha investito decine di miliardi per affrontare il problema e ha appesa messo 50 milioni per affrontare il caso Ebola.<\/p>\n<p>L&#8217;Oms sta cercando da anni di dare risposta a questo problema. Concertandola, come inevitabile, con Big Pharma. Il primo risultato \u00e8 la Dichiarazione di Londra del 2012: mette nel mirino 17 patologie dei paesi del terzo mondo (malaria, tubercolosi, lebbra, vermi intestinali, non ebola) e vincola i firmatari &#8211; tra cui i maggiori colossi del settore e i mecenati come l&#8217;ex numero uno di Microsoft &#8211; a debellarne entro il 2020 almeno dieci. E qualche risultato \u00e8 gi\u00e0 arrivato: Nigeria e Costa d&#8217;Avorio hanno sconfitto definitivamente il verme della Guinea, il Marocco si \u00e8 liberato del tracoma mentre in Colombia ed Ecuador \u00e8 sparita l&#8217;oncocercosi, la cecit\u00e0 dei fiumi.<\/p>\n<p>L&#8217;impegno dei privati, comunque, arriva con il contagocce: l&#8217;86% dei prodotti sviluppati ad hoc nasce da accademie e dallo stato. Glaxo-Smithkline, uno dei big pi\u00f9 avanti\u00a0anche sul fronte ebola, ha in avanzata fase di sviluppo una medicina contro la malaria che vender\u00e0 a prezzo politico, il 5% in pi\u00f9 del costo di produzione. Sanofi ha messo a punto un prodotto anti-dengue. Ma vista la rapidit\u00e0 con cui la patologia si sta sviluppando in Occidente non far\u00e0 sconti a nessuno. Incasso previsto con la vendita: un miliardo l&#8217;anno. Il doppio di quanto l&#8217;intera industria di Big Pharma investe in dodici mesi contro le malattie povere.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il titolo della societ\u00e0 pi\u00f9 avanti nella ricerca \u00e8 schizzato: +50%. L&#8217;Oms: malattia dei Paesi poveri, ma sta arrivando in Occidente di ETTORE LIVINI \u2013 R.it &#8211; 10 ottobre 2014 MILANO &#8211;\u00a0&#8220;Follow the money&#8221;. Segui i soldi, diceva la gola profonda dello scandalo Watergate. 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