{"id":4253,"date":"2014-10-14T13:16:27","date_gmt":"2014-10-14T11:16:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=4253"},"modified":"2014-10-15T12:32:53","modified_gmt":"2014-10-15T10:32:53","slug":"innova-competitivo-assume","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/innova-competitivo-assume\/","title":{"rendered":"Those who innovate are more competitive and hire more. Ed"},"content":{"rendered":"<header>\n<h4>I STUDY<\/h4>\n<h2>Un&#8217;indagine condotta su oltre 43 mila imprese dall&#8217;Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo dimostra che le aziende che negli ultimi 15 anni hanno depositato almeno una domanda di brevetto reggono meglio l&#8217;urto della crisi, hanno pi\u00f9 redditivit\u00e0, sono pi\u00f9 capaci di esportare e creano maggiore occupazione<\/h2>\n<div>di Maurizio Di Lucchio<\/div>\n<\/header>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" id=\"bmi_4713\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.economyup.it\/upload\/images\/10_2014\/gregorio-felice-141014092412.jpg\" width=\"252\" height=\"192\" \/>Chi innova, vince. Non \u00e8 un motto per infondere coraggio al made in Italy ma una realt\u00e0 certificata da un\u2019indagine svolta dall\u2019<strong>Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo<\/strong>\u00a0su oltre\u00a0<strong>43 mila imprese italiane<\/strong>. Dallo studio, presentato dal capo economista dell\u2019istituto di Ca\u2019 de Sass, Gregorio De Felice, emerge infatti che le 4000 aziende pi\u00f9 innovative del campione \u2013 ovvero quelle che hanno depositato almeno una domanda di brevetto all\u2019Epo (European Patent Office) dal 1998 al 2012 \u2013 sono anche le pi\u00f9 competitive del sistema produttivo tricolore, in quanto riescono ad avere\u00a0<strong>maggiore tenuta del fatturato, migliore redditivit\u00e0, pi\u00f9 spiccata capacit\u00e0 di esportare e di espandersi all\u2019estero, pi\u00f9 elevata propensione ad assumere nuovo personale<\/strong>.<\/p>\n<p>Partiamo dal\u00a0<strong>rapporto tra innovazione e ricavi<\/strong>. Dati alla mano, chi brevetta ottiene risultati pi\u00f9 brillanti, o comunque meno negativi di altre imprese che non puntano sulla stessa strategia. Tra il 2008 e il 2013, nei primi cinque anni della Grande Crisi, le imprese senza domanda di brevetto hanno visto un\u00a0<strong>calo di nove punti percentuali del proprio fatturato mentre quelle innovative hanno contenuto i danni limitandosi a un -3%<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"bmi_4714\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.economyup.it\/upload\/images\/10_2014\/fatturato-141014092453.jpg\" \/><\/p>\n<p>Il discorso vale per ogni classe dimensionale &#8211; in particolare per le\u00a0<strong>micro-imprese (+3,4% la variazione del fatturato di quelle con brevetto contro il -9,8% di quelle senza: uno scarto di 13,2 punti)<\/strong>\u00a0\u2013 e nella maggior parte dei\u00a0<strong>settori industriali<\/strong>, dalla farmaceutica all\u2019edilizia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"bmi_4715\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.economyup.it\/upload\/images\/10_2014\/settori-141014092527.jpg\" \/><\/p>\n<p>Quanto alla redditivit\u00e0, chi ha prodotto e registrato brevetti ha avuto un\u00a0<strong>ebitda margin dell\u20198,7% nel 2008 e dell\u20198,4% nel 2013<\/strong>. Le aziende che non hanno innovato invece si sono bloccate, rispettivamente, a quota 8% e 7,3%.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"bmi_4716\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.economyup.it\/upload\/images\/10_2014\/redditivita-141014092602.jpg\" \/><\/p>\n<p>Pi\u00f9 si fa ricerca e sviluppo, pi\u00f9\u00a0<strong>si riesce a creare occupazione in tutti i settori<\/strong>: agricoltura, industria, servizi, public utilities, costruzioni. Come testimoniano i dati di Unioncamere-Excelsior, le imprese che hanno sviluppato nuovi prodotti o servizi nel 2013 prevedono maggiori assunzioni di giovani rispetto a quelle che non hanno spinto sull\u2019innovazione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"bmi_4717\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.economyup.it\/upload\/images\/10_2014\/occupazione-141014092628.jpg\" \/><\/p>\n<p>Purtroppo, fa notare De Felice, in Italia\u00a0<strong>la propensione a innovare \u00e8 ancora bassa<\/strong>, visto che nel 2012 le domande di brevetto all\u2019Epo sono state in media 161,2 per ogni milione di occupati contro i 534,6 della Germania, i 287 della Francia e i 225,2 della media Ue.<\/p>\n<p>In ogni caso,\u00a0<strong>la \u201cproduttivit\u00e0\u201d dell\u2019attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo nelle aziende italiane \u00e8 piuttosto elevata<\/strong>, dal momento che per ogni miliardo di euro speso in R&amp;S, le domande di brevetto sono 382,2, pi\u00f9 che nella media Ue (320,9) e in Francia (272,9) e sostanzialmente in linea con i livelli della Germania (421,4).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.economyup.it\/upload\/images\/10_2014\/141014092832.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ecco le tabelle pi\u00f9 significative della ricerca di Intesa Sanpaolo presentate lo scorso 3 ottobre a Napoli durante il XIV Forum Piccola Industria Confindustria \u201cInnovare \u00e8 l\u2019impresa\u201d<\/a><\/p>\n<\/div>\n<footer><a href=\"http:\/\/www.economyup.it\/made-in-italy\/1658_chi-innova-e-piu-competitivo-e-assume-di-piu.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><time>14 Ottobre 2014\u00e0&lt; &#8211; Economy Up<\/time><\/a><\/footer>\n<footer><\/footer>\n<footer>______________________________________________________________________________<\/footer>\n<footer><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Ed<\/span><\/strong>.: l\u2019aspetto citato da questo articolo non \u00e8 mai stato molto evidenziato. Le aziende italiane purtroppo hanno puntato sull\u2019abbassamento degli stipendi, sulla delocalizzazione, sui licenziamenti e non sulla ricerca e l\u2019innovazione. Il risultato \u00e8 una operazione suicida. La popolazione ha sempre meno risorse, consuma e acquista sempre meno e la stessa produzione industriale non pu\u00f2 che calare.L\u2019obiettivo evidentemente \u00e8 fare concorrenza ai cinesi (ma noi non siamo cinesi! &#8230; per ora)<\/footer>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LO STUDIO Un&#8217;indagine condotta su oltre 43 mila imprese dall&#8217;Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo dimostra che le aziende che negli ultimi 15 anni hanno depositato almeno una domanda di brevetto reggono meglio l&#8217;urto della crisi, hanno pi\u00f9 redditivit\u00e0, sono pi\u00f9 capaci di esportare e creano maggiore occupazione di Maurizio Di Lucchio Chi innova, vince. 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