{"id":46263,"date":"2019-10-09T20:23:51","date_gmt":"2019-10-09T18:23:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=46263"},"modified":"2019-10-09T20:30:41","modified_gmt":"2019-10-09T18:30:41","slug":"il-suicidio-non-assistito-della-sanita-italiana-soluzione-ridurrei-costi-imposti-dallindustria-farmaceutica-n-d-r","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/il-suicidio-non-assistito-della-sanita-italiana-soluzione-ridurrei-costi-imposti-dallindustria-farmaceutica-n-d-r\/","title":{"rendered":"The unassisted suicide of the Italian health system. Solution: Reduce the costs imposed by the pharmaceutical industry. Ed"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-size: 17px;\">Ci sono costi ben superiori, su cui si pu\u00f2 tagliare. tipo quelli imposti dall\u2019industria farmaceutica\u2013denunciati da Luca Li Bassi, direttore dell\u2019AIFA (Agenzia italiana del farmaco). Solo nei paesi dell\u2019OCSE il costo dei medicinali ha un peso tale da erodere i bilanci sanitari con numeri che variano dal 7 al 41%<\/span><\/em><\/p>\n<p>I dati rilevati dal Rapporto Annuale Statistico del SSN e dall\u2019Ocse sottolineano le premesse per un irreversibile e definitivo cambiamento del sistema sanitario in Italia. L\u2019importante espansione del privato, in particolare nel controllo della cronicit\u00e0 e l\u2019affanno e la contrazione del settore pubblico &#8211; cui del resto \u00e8 demandato un carico di lavoro oneroso e costoso quale l\u2019acuzie, la residenzialit\u00e0 ospedaliera e la rete dell\u2019emergenza &#8211; impongono una riflessione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/dossier\/salute\/il-suicidio-non-assistito-della-sanita-italiana.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nurse 24.it &#8211;<time datetime=\"2019-10-09\">Pubblicato il 09.10.19 <\/time>di Giordano Cotichelli <\/a><\/p>\n<h2>La salute cattiva della popolazione \u00e8 una vergogna di stato, sempre<\/h2>\n<figure class=\"opening\"><figcaption><\/figcaption><\/figure>\n<p>In pratica si sta assistendo ad un vero e proprio <b>cambio di paradigma<\/b>, in Italia e nei paesi del welfare<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Spesa-farmaceutica-nei-Paesi-europei-in-rapporto-al-PIL.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-44678 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Spesa-farmaceutica-nei-Paesi-europei-in-rapporto-al-PIL-1024x753.jpeg\" alt=\"\" width=\"498\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Spesa-farmaceutica-nei-Paesi-europei-in-rapporto-al-PIL-1024x753.jpeg 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Spesa-farmaceutica-nei-Paesi-europei-in-rapporto-al-PIL-300x221.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Spesa-farmaceutica-nei-Paesi-europei-in-rapporto-al-PIL-768x565.jpeg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Spesa-farmaceutica-nei-Paesi-europei-in-rapporto-al-PIL.jpeg 1072w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/a>universalistico, in cui <b>viene eroso il campo dell\u2019assistenza ospedaliera e delle acuzie<\/b>, che resta a carico della spesa pubblica e ampliato a dismisura il campo di una \u201csalute altra\u201d, di natura cronica e terminale, per la quale si deve spendere di meno (da parte dello Stato) e si demandano le risposte al mercato, o meglio alla capacit\u00e0 dei singoli di potersi permettere la residenzialit\u00e0 per un familiare, il dentista per i propri figli, l\u2019assistenza per qualcuno o, pi\u00f9 semplicemente, una diagnostica affogata da interminabili liste di attesa pronte a scomparire di fronte alla prestazione a pagamento.<\/p>\n<p>While <b>sul fronte della prevenzione<\/b> viene sbandierata <b>un\u2019educazione sanitaria finalizzata unicamente a colpevolizzare<\/b> i comportamenti individuali cui demandare, in un\u2019ottica tipicamente liberista. La principale responsabilit\u00e0 dell\u2019essere malato.<\/p>\n<p>Se, da un lato, favorire la territorialit\u00e0 dell\u2019assistenza \u00e8 potenzialmente una prospettiva aperta a molti riscontri positivi, in termini di risparmio, di miglior offerta sanitaria, di maggiore prossimit\u00e0 con le persone, dall\u2019altro <b>poco o nulla \u00e8 stato fatto per strutturare in maniera funzionale una risposta equa ed efficiente nei territori<\/b> che garantisca accesso ai servizi, continuit\u00e0 delle cure, qualit\u00e0 delle risposte.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 solo l\u2019emorragia di medici di medicina generale. Pi\u00f9 che rimpiazzare matematicamente le uscite prodottesi negli anni o addirittura richiamare in servizio pensionati etc., bisognerebbe coprire la richiesta di medici di base, oltre i numeri perduti, arrivando a 3 o 4 mila unit\u00e0, cui unire almeno 5\u201310 mila <b><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/specializzazioni\/territorio-e-altro\/infermiere-famiglia-toscana-modello-avanguardia.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">infermieri di famiglia<\/a><\/b>\u00a0di cui ormai da tempo si parla molto, ma ancora ben poco si sta facendo. <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/roberto-speranza-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-45722 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/roberto-speranza--1024x580.jpg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/roberto-speranza--1024x580.jpg 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/roberto-speranza--300x170.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/roberto-speranza--768x435.jpg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/roberto-speranza--390x220.jpg 390w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/roberto-speranza-.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><\/a>Ne ha parlato anche il <b><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/infermiere\/attualita-infermieri\/conte-bis-e-roberto-speranza-il-nuovo-ministro-della-salute.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nuovo Ministro della Sanit\u00e0<\/a><\/b>, ma in termini talmente generici e scontati che lascia qualche speranza per il futuro, ma nulla pi\u00f9.<\/p>\n<p>Gli investimenti da fare riguardano la razionalizzazione non tanto di posti letto o di ospedali, arrivata ad un livello irrazionale, quanto <b>porre un freno al dispendio di risorse per dotazioni e scelte ingiustificate<\/b>.<\/p>\n<p>Sul piano del personale sanitario &#8211; medici ed infermieri (e non solo) &#8211; <b>la carenza da risolvere \u00e8 una realt\u00e0, ma affrontata come un falso problema<\/b>. O meglio, un problema\/soluzione presentato in maniera falsa, dato che se ne d\u00e0 una lettura prettamente economicistica: di risorse che non ci sono, che si devono trovare, etc. etc.<\/p>\n<p><b>Da decenni viene detto che <\/b><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/infermiere\/ordine\/fnopi-rapporto-osservasalute-denuncia-carenza-infermieri.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">mancano circa 30.000 o 100.000 infermieri,<\/a> a seconda se a parlare \u00e8 lo Stato o la Fnopi. Da anni si grida all\u2019emergenza dei medici di medicina generale. In verit\u00e0 se il personale \u00e8 un costo (ed \u00e8 vero in parte), ci sono costi ben superiori, su cui si pu\u00f2 tagliare.<\/p>\n<p>Tipo quelli . Ridur\u2013denunciati da Luca Li Bassi, direttore dell\u2019AIFA (Agenzia italiana del farmaco). Solo nei paesi dell\u2019OCSE il costo dei medicinali ha un peso tale da erodere i bilanci sanitari con numeri che variano dal 7 al 41%.<\/p>\n<p>Se non si vuole spendere per il personale, allora bisogna investire in: infrastrutture, strade sicure, ponti ed argini \u2013 e foreste \u2013 che non vengano gi\u00f9 con la pioggia, lavoro, istruzione, stipendi, occupazione.<\/p>\n<p>In sintesi, i determinanti della salute e delle malattie. <b>Investire in pi\u00f9 personale \u00e8 una scelta residuale che porta ad un esaurimento delle risorse<\/b>, mentre la salute ed il sistema della salute nei fatti, si sostengono fuori dallo stretto mondo sanitario.<\/p>\n<p>Un\u2019affermazione di cui il neo-nominato Ministro della Sanit\u00e0 \u00e8 sicuramente consapevole e di conseguenza pu\u00f2 sentirsi ben legittimato a non preoccuparsi per l\u2019ulteriore taglio al suo dicastero \u2013 come avverr\u00e0 nel DEF -, concentrandosi certamente sull\u2019eliminazione dell\u2019ignobile super-ticket, ma prendendo di petto i suoi colleghi di governo per avere da loro quei provvedimenti che investano nel breve, medio e lungo tempo nella costruzione di un paese pi\u00f9 salutare di quello attuale.<\/p>\n<p>Altrimenti si torna a guardare a Parigi, agli Champs Elys\u00e9es, ai <b><\/b><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/infermiere\/dalla-redazione\/da-parigi-a-roma-in-cattiva-salute.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">gilet gialli (indossati da non pochi infermieri e medici)<\/a>\u00a0in risposta all\u2019atto d\u2019accusa che da tempo i transalpini lanciano per il loro sistema sanitario, tradotto anche in versi in una canzone di un noto cantante \u2013 Saez \u2013 dal titolo \u201cJ\u2019accuse\u201d, che ricorda l\u2019onta di stato per l\u2019affaire Dreyfuss (e la salute cattiva della popolazione \u00e8 una vergogna di stato, sempre), in cui si dice: \u201cEt puis les travailleurs sociaux, Les fonctionnaires qui servent \u00e0 rien, Les infirmi\u00e8res \u00e0 1000 euros, Faut qu&#8217;\u00e7a rapporte aux actionnaires, La sant\u00e9 et les hopitaux, Va te faire soigner en Angleterre\u201d.<\/p>\n<blockquote class=\"highlight-quote\"><p>E poi gli assistenti sociali. E i funzionari che non servono a nulla. E gli infermieri a mille euro, tutto rimanda agli azionisti, la salute, gli ospedali. Vai (pure) a farti medicare in Inghilterra.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 la storia del welfare in poche righe, le sue utopie e la sua, non scontata fine, cui non assisteremo senza fare nulla.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Editor&#039;s note:<\/p>\n<p>La Ragioneria Generale dello Stato dice che la spesa per la farmaceutica convenzionata passa da un incremento medio annuo dell\u20191,3% registrato nel periodo 2003-2006 a un tasso di variazione negativo del 4,4% nel periodo 2007-2011, attestandosi a -3,7% nel periodo 2012-2018<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Spesa-pro-capite-farmaci-Italia-Europa.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38259 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Spesa-pro-capite-farmaci-Italia-Europa.png\" alt=\"\" width=\"454\" height=\"361\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Spesa-pro-capite-farmaci-Italia-Europa.png 580w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Spesa-pro-capite-farmaci-Italia-Europa-300x238.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><\/a>Conseguentemente, il peso percentuale sulla spesa sanitaria complessiva si riduce dal 14,7% del 2002 al 6,6% del 2018<\/p>\n<p>Con la previsione di un tetto alla spesa per la farmaceutica territoriale, di cui fa parte la spesa per la farmaceutica in convenzione (fissato all\u201911,35% dal 2013 al 2016) e di un tetto alla sola spesa farmaceutica convenzionata al 7,96% a decorrere dal 2017, \u00e8 previsto un meccanismo di recupero automatico, in caso di sforamento del tetto, a carico delle aziende farmaceutiche (c.d. pay-back), dei farmacisti e dei grossisti.<\/p>\n<p>L\u2019Osservatorio Gimbe dimostra che la posizione del nostro Paese peggiora ulteriormente prendendo in considerazione la spesa sanitaria pro-capite totale (8,8% rispetto al PIL) che, inferiore alla media OCSE ($3.428 vs $ 3.980), colloca l\u2019Italia in prima posizione tra i paesi poveri dell\u2019Europa. La spesa sanitaria pubblica pro-capite l\u2019Italia si conferma al di sotto della media OCSE e in Europa ben 15 Paesi investono di pi\u00f9. La farmaceutica <strong>convenzionata<\/strong> nel 2018 incide pertanto solo per il 6,6% di quell\u20198,8% della spesa sanitaria sul PIL, cio\u00e8 rappresenta lo 0,58% del PIL. La pi\u00f9 bassa esistente fra i maggiori cinque paesi dell\u2019UE. Probabilmente si potr\u00e0 ridurre ancora, col rischio per\u00f2 di compromettere la sanit\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>Lungi da noi difendere l&#8217;industria farmaco, che \u00e8 quella che ha la peggiore reputazione fra le industrie italiane, ma l&#8217;esempio della spesa farmaceutica non ci sembra dei pi\u00f9 appropriati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono costi ben superiori, su cui si pu\u00f2 tagliare. tipo quelli imposti dall\u2019industria farmaceutica\u2013denunciati da Luca Li Bassi, direttore dell\u2019AIFA (Agenzia italiana del farmaco). 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