{"id":46967,"date":"2019-12-05T13:32:53","date_gmt":"2019-12-05T12:32:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=46967"},"modified":"2019-12-05T13:37:32","modified_gmt":"2019-12-05T12:37:32","slug":"spesa-privata-degli-italiani-in-cure-la-piu-alta-in-europa-mezzo-milione-di-italiani-non-ha-i-soldi-per-comprare-i-farmaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/spesa-privata-degli-italiani-in-cure-la-piu-alta-in-europa-mezzo-milione-di-italiani-non-ha-i-soldi-per-comprare-i-farmaci\/","title":{"rendered":"Italians&#039; private spending on healthcare is the highest in Europe. Half a million Italians don&#039;t have the money to buy medicines"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"color: #3366ff;\">Spesa privata degli italiani in cure la pi\u00f9 alta in Europa.<\/span><\/h1>\n<p>Obesita&#8217;, sigarette e alcol pesano sulle aspettative di vita degli italiani, che pure si piazzano secondi per longevit\u00e0 in Europa, con una speranza di vita alla nascita di 83 anni, 2 anni in pi\u00f9 della media Ue. Ma l&#8217;Italia primeggia in Europa anche per quello che i cittadini spendono di tasca propria, per curarsi: la spesa &#8216;out of <a class=\"https:\/\/audiovisual.ec.europa.eu\/en\/video\/I-164784\" href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/State-of-healt-in-the-EU.jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"https:\/\/audiovisual.ec.europa.eu\/en\/video\/i-164784 noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"https:\/\/audiovisual.ec.europa.eu\/en\/video\/I-164784 alignright wp-image-46970\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/State-of-healt-in-the-EU.jpeg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/State-of-healt-in-the-EU.jpeg 650w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/State-of-healt-in-the-EU-300x167.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a>pocket&#8217; \u00e8 pari al 23,5% della spesa sanitaria totale contro il 16% degli altri Stati membri. A metterlo in luce e&#8217; il rapporto &#8220;<a href=\"https:\/\/audiovisual.ec.europa.eu\/en\/video\/I-164784\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>State of health in the Eu<\/strong><\/a>&#8221; della Commissione europea e dell&#8217;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Oecd), che scatta una fotografia dello Stato di salute degli italiani e del nostro sistema sanitario.<\/p>\n<p>Nel 2017 l&#8217;Italia ha destinato alla sanita&#8217; l&#8217;8,8% del Pil, ovvero una percentuale inferiore alla media dell&#8217;Unione Europea, che e&#8217; del 9,8%. In compenso, la quota dei pagamenti a carico dei pazienti nella spesa sanitaria nell&#8217;ultimo decennio e&#8217; passata dal 21% del 2009 al 23,5% del 2017, cifra del 7,5% superiore alla media dell&#8217;Ue. Il 40% di quello che gli italiani sborsano di tasca propria e&#8217; destinato ad esami e visite mediche, incluse quelle dal dentista. I farmaci rappresentano circa il 30% e il restante e&#8217; dovuto al prezzo dei ticket e alla differenza di prezzo tra il farmaco &#8216;di marca&#8217; acquistato in farmacia e quello del prodotto equivalente meno costoso.<br \/>\nGli italiani sono al secondo posto tra i piu&#8217; longevi dietro agli spagnoli. Un buon risultato ma migliorabile, visto che circa un terzo dei decessi avvenuti nel nostro Paese e&#8217; legato fattori di rischio evitabili. A partire dal consumo di tabacco, che continua a rappresentare uno dei principali problemi di salute pubblica, con il 25% degli uomini che fuma quotidianamente. L&#8217;obesita&#8217; tra gli adulti ha registrato un aumento negli ultimi 15 anni, passando dal 9% del 2003 all&#8217;11% del 2017. Il consumo di alcolici e&#8217; diminuito di circa il 20% dal 2000, ed e&#8217; attualmente tra i piu&#8217; bassi dell&#8217;Ue, ma un terzo degli adolescenti italiani non rinuncia alle abbuffate alcoliche.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia, ricorda il report, registra inoltre il maggior numero di decessi per infezioni resistenti agli antibiotici nell&#8217;Ue, con circa 10.000 decessi l&#8217;anno. Tra i problemi del sistema sanitario, infine, &#8220;la digitalizzazione che procede a ritmi diversi a seconda delle regioni&#8221;. A dimostrarlo sono i numeri: nel 2019 in 7 regioni nessun medico si e&#8217; mai avvalso delle cartelle cliniche elettroniche, mentre in 8 regioni le hanno utilizzate oltre l&#8217;80% dei medici.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.federfarma.it\/Edicola\/Filodiretto\/VediNotizia.aspx?id=20591\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Federfarma &#8211; 5 dicembre 2019<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-59fa9d58 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"59fa9d58\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h1 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><span style=\"color: #3366ff;\">Mezzo milione di italiani non ha i soldi per comprare i farmaci<\/span><\/h1>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fortuneita.com\/2019\/12\/05\/mezzo-milione-di-italiani-non-ha-i-soldi-per-comprare-i-farmaci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Fortune &#8211; 5 dicembre 2019<\/a><\/p>\n<p>Quasi <strong>mezzo milione di italiani<\/strong> quest\u2019anno non ha potuto comprare i farmaci di cui aveva bisogno per ragioni economiche. Dopo essere stata eletta<a href=\"https:\/\/www.fortuneita.com\/2019\/12\/04\/sanita-italiana-lo-stato-spende-poco-e-i-cittadini-fanno-da-soli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> \u2018capitale europea\u2019 della spesa \u2018out of pocket\u2019 per le cure<\/a> \u2013 perch\u00e9 tra i Paesi del\u2019Europa occidentale \u00e8 quella in cui i cittadini sborsano di pi\u00f9 di tasca propria per curarsi \u2013 sull\u2019Italia arrivano altri dati a delineare i contorni di <strong>un sistema sanitario che arranca<\/strong>.<\/p>\n<p>Per la precisione, sono 473 mila le persone che non si sono curate perch\u00e9 impossibilitate ad acquistare i <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rapporto-poverta-sanitaria-2019.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46971 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rapporto-poverta-sanitaria-2019-1024x399.png\" alt=\"\" width=\"426\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rapporto-poverta-sanitaria-2019-1024x399.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rapporto-poverta-sanitaria-2019-300x117.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rapporto-poverta-sanitaria-2019-768x299.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rapporto-poverta-sanitaria-2019-1536x598.png 1536w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rapporto-poverta-sanitaria-2019.png 1700w\" sizes=\"auto, (max-width: 426px) 100vw, 426px\" \/><\/a>medicinale dei quali necessitavano. E la <strong>richiesta di farmaci da parte degli enti assistenziali<\/strong> ha raggiunto il picco degli ultimi 7 anni con oltre un milione di confezioni (+4,8% rispetto al 2018). Questo quanto emerge dal 7\u00b0 Rapporto sulla povert\u00e0 sanitaria, presentato a Milano dalla Fondazione Banco Farmaceutico e BFResearch.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 non riguardano solo le persone indigenti: complessivamente 12,6 milioni hanno dovuto limitare almeno una volta durante l\u2019anno la spesa per visite mediche e controlli periodici di prevenzione (dentista, mammografia, pap-test) per ragioni economiche. In media ogni persona spende <strong>816 euro l\u2019anno per curarsi<\/strong>, contro i 128 di chi \u00e8 povero. Tuttavia le famiglie non povere spendono per i farmaci non coperti dal Servizio sanitario nazionale<strong> il 42% del proprio budget sanitario<\/strong>, mentre quelle povere il 62,5%, perch\u00e9 possono investire meno in prevenzione.<\/p>\n<p>Particolarmente significativa ad esempio \u00e8 la spesa delle famiglie povere per il <strong>dentista e per i servizi odontoiatrici<\/strong> (solo 2,19 euro al mese, contro 31,16 euro del resto della popolazione), per l\u2019acquisto di <strong>articoli sanitari<\/strong> (0,79 euro al mese contro 4,42 euro) e per i servizi <strong>medico ospedalieri<\/strong> (4,61 euro contro 19,10 euro).<\/p>\n<p>La quota di <strong>pharmaceutical expense<\/strong> totalmente a carico delle famiglie (non coperta dal Ssn) \u00e8 passata<strong> dal 37,3% al 40,3%<\/strong>. Ad essere richiesti sono soprattutto i <strong>farmaci per il sistema nervoso (18,6%)<\/strong>, per il tratto alimentare e metabolico (15,2%), l\u2019apparato muscolo-scheletrico (14,5%) e respiratorio (10,4%). Servono, inoltre, presidi medici e integratori alimentari.<\/p>\n<p>In questo quadro sono le famiglie con figli, povere e non, quelle costrette pi\u00f9 spesso a dover limitare o rinunciare alle spese per visite mediche e controlli di prevenzione: lo fa il 22,9%, contro il 19,2% di quelle senza prole. \u201cIn Italia, le famiglie con figli minori, sia povere che non, sono penalizzate nell\u2019accesso alle cure e, per ragioni economiche, devono rinunciare o rinviare delle cure in misura superiore alle altre \u2013 commenta <strong>Sergio Daniotti,<\/strong> presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus \u2013 Speriamo che questo rapporto contribuisca alla presa di coscienza di tale situazione e del fatto che senza migliaia di enti e associazioni che in tutta Italia offrono assistenza socio-sanitaria gratuita agli indigenti, il quadro sarebbe ancora pi\u00f9 drammatico\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesa privata degli italiani in cure la pi\u00f9 alta in Europa. Obesita&#8217;, sigarette e alcol pesano sulle aspettative di vita degli italiani, che pure si piazzano secondi per longevit\u00e0 in Europa, con una speranza di vita alla nascita di 83 anni, 2 anni in pi\u00f9 della media Ue. Ma l&#8217;Italia primeggia in Europa anche per &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":45658,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-46967","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46967"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46967\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}