{"id":50157,"date":"2020-05-16T10:16:34","date_gmt":"2020-05-16T08:16:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=50157"},"modified":"2020-05-19T19:05:28","modified_gmt":"2020-05-19T17:05:28","slug":"aiisf-toscana-lettera-alla-regione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/aiisf-toscana-lettera-alla-regione\/","title":{"rendered":"Tuscan AIISF. Letter to the Region: We propose a discussion table for the resumption of ISF activities"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">very kind,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">Vi scriviamo in rappresentanza degli informatori scientifici del farmaco e di tutti i lavoratori del settore farmaceutico a vario titolo coinvolti nelle attivit\u00e0 informative e formative nelle strutture ambulatoriali ed ospedaliere della Regione Toscana. Dal momento in cui si \u00e8 delineata questa emergenza, e in ottemperanza alle ordinanze della Regione dei primi di marzo, tutti gli Informatori Scientifici del Farmaco in particolare ed il personale delle aziende farmaceutiche in generale, consci della particolarit\u00e0 del loro lavoro che li porta ad essere in contatto con medici, operatori sanitari e pazienti, hanno sospeso la loro attivit\u00e0 e anticipato le fasi di isolamento e distanziamento sociale con importanti ripercussioni dal punto di vista lavorativo ed economico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">L&#8217;attivit\u00e0 degli informatori scientifici del farmaco \u00e8, nel settore privato, tra quelle pi\u00f9 regolamentate a partire da direttive europee fino alla legge 219\/2006, tenendo conto anche dei codici deontologici di Farmindustria e di categoria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">Il Settore in cui opera il personale delle aziende farmaceutiche \u00e8 altamente professionale e qualificato, tant\u2019\u00e8 che impiega un\u2019altissima percentuale di laureati, inquadrati tuttavia con diverse tipologie contrattuali. Questa fase di emergenza, volta alla tutela della salute pubblica, ha visto la nostra categoria, che pure opera in ambito sanitario, completamente dimenticata probabilmente in virt\u00f9 della peculiarit\u00e0 del nostro lavoro che ci vede inquadrati, secondo i codici ATECO, come personale che svolgerebbe un\u2019attivit\u00e0 a \u201cbasso rischio\u201d lavorativo ma che si confronta peculiarmente con personale e ambienti con attivit\u00e0 ad \u201calto rischio\u201d (ambulatori ed ospedali in genere). Questo ha comportato una parcellizzazione dei comportamenti aziendali che hanno visto l\u2019uso per alcuni della cassa integrazione, per altri dello smart working previo consumo obbligatorio di ferie, per altri ancora perdita totale del reddito (ad es. Partite IVA) e in rari virtuosi casi l\u2019utilizzo in termini di volontariato delle competenze degli informatori scientifici per i call center della protezione civile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">Lo smart working \u00e8 per la nostra categoria una soluzione temporanea ed emergenziale dal momento che per la nostra professione \u00e8 fondamentale il contatto \u201cde visu\u201d con l\u2019operatore sanitario perch\u00e9 essa si basa su un rapporto professionale di competenze e fiducia e su uno scambio continuo di informazioni che si alimentano durante un colloquio che mal si presta all\u2019interazione da remoto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">In considerazione di ci\u00f2, la metodica lavorativa di smart working \u00e8 dunque da ritenersi (come d\u2019altronde previsto dal contratto) una metodica di supporto e non sostitutiva dell\u2019attivit\u00e0 primaria che trova la sua massima efficienza nell\u2019interazione diretta tra professionisti del settore. Inoltre deve essere considerato che il prosieguo dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa in queste modalit\u00e0 potrebbe comportare gravi ricadute occupazionali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">In particolare, prima della emergenza Covid-19, nella nostra Regione l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019informatore scientifico del farmaco e del personale dell\u2019industria farmaceutica si esplicava, pur con una distribuzione non omogenea nell\u2019ambito del territorio regionale, sia attraverso appuntamento sia attraverso modalit\u00e0 di accesso delineate singolarmente da ciascun medico o, all\u2019interno delle strutture ospedaliere, attraverso appositi regolamenti emanati dagli stessi enti. In tutti i casi non vi era interferenza con l\u2019attivit\u00e0 istituzionale del personale sanitario n\u00e9 tantomeno con il regolare accesso dei pazienti alle cure.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">Entrando la societ\u00e0 civile in una fase 2 della gestione della pandemia vorremmo anche noi iniziare a riprendere gradualmente e in tutta sicurezza un\u2019attivit\u00e0 che ci porti poi con il tempo ad una normalizzazione della stessa. Pertanto sulla base anche delle recenti delibere delle Regioni Emilia Romagna e Puglia, delle proposte con le Regioni Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, abbiamo ritenuto opportuno identificare nella modalit\u00e0 dell\u2019appuntamento quella che garantisce una maggior sicurezza per tutti gli attori coinvolti, leggasi informatori, personale delle aziende farmaceutiche a vario titolo coinvolto, operatori sanitari e pazienti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">Questa metodologia potrebbe essere utilizzata per affrontare correttamente una fase 2, sia a livello territoriale sia ospedaliero, ferma restando una particolare attenzione all\u2019accesso negli ospedali e con una ripresa graduale a partire proprio da quei settori meno impattati dalla pandemia (es. direzioni aziendali, reparti no covid, attivit\u00e0 ambulatoriali, farmacie) per poi ritornare in un futuro, speriamo non troppo lontano, ad una ripresa completa dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">Del resto le competenze scientifiche degli Informatori Scientifici del Farmaco e del personale dell\u2019industria del settore rappresentano una costante di garanzia per quanto riguarda le misure precauzionali da osservare rigidamente (uso dei DPI, mantenimento della distanza, divieto di assembramenti etc.) e l\u2019osservanza di tutti quei protocolli che consentiranno di agire in sicurezza alla ripresa lavorativa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 17px;\">Per quanto sopra descritto, proponiamo, come gi\u00e0 avviene in altre regioni, di attivare un tavolo di confronto che veda la partecipazione di rappresentanti della Regione, degli enti del SSR che hanno espresso le recenti regolamentazioni sull\u2019informazione scientifica del farmaco, degli ordini dei medici e delle associazioni di categoria (Aiisf-Fedaiisf) per identificare strategie condivise e gestire la ripresa a pieno titolo delle attivit\u00e0 per questo importante settore industriale che coinvolge numerosissime famiglie toscane. Sottolineiamo la valenza del settore farmaceutico che in Toscana occupa ben 7000 addetti diretti e 5400 nell\u2019indotto e che porta la Regione fra le eccellenze italiane high tech (fonte elaborazione dati Istat, Efpia, Farmindustria).<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-lettera-alla-regione-firme.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-50158\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-lettera-alla-regione-firme-1024x363.jpeg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-lettera-alla-regione-firme-1024x363.jpeg 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-lettera-alla-regione-firme-300x106.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-lettera-alla-regione-firme-768x272.jpeg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-lettera-alla-regione-firme.jpeg 1078w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-Veneranda-Pie-di-pag.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-50159 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-Veneranda-Pie-di-pag.jpeg\" alt=\"\" width=\"647\" height=\"84\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-Veneranda-Pie-di-pag.jpeg 839w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-Veneranda-Pie-di-pag-300x39.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AIISF-Toscana-Veneranda-Pie-di-pag-768x100.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 647px) 100vw, 647px\" \/><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentilissimi, Vi scriviamo in rappresentanza degli informatori scientifici del farmaco e di tutti i lavoratori del settore farmaceutico a vario titolo coinvolti nelle attivit\u00e0 informative e formative nelle strutture ambulatoriali ed ospedaliere della Regione Toscana. 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