{"id":53383,"date":"2020-10-07T11:20:11","date_gmt":"2020-10-07T09:20:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=53383"},"modified":"2020-10-07T11:20:11","modified_gmt":"2020-10-07T09:20:11","slug":"loncologo-filippo-de-braud-non-ci-si-rende-conto-che-la-cattiva-gestione-amministrativa-costa-molto-piu-dei-farmaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/loncologo-filippo-de-braud-non-ci-si-rende-conto-che-la-cattiva-gestione-amministrativa-costa-molto-piu-dei-farmaci\/","title":{"rendered":"The oncologist Filippo de Braud: &quot;We don&#039;t realize that administrative mismanagement costs much more than drugs&quot;"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"entry-title\">Come cambia (e come dovrebbe cambiare) la sanit\u00e0. Parla l\u2019oncologo Filippo de Braud<\/h1>\n<p><span style=\"font-size: 17px;\">Pianificazione a medio termine, dinamicit\u00e0 dei processi, maggiori investimenti in ricerca, personale e infrastrutture. Questa la ricetta per una sanit\u00e0 in salute di Filippo de Braud, direttore di Oncologia medica dell&#8217;Istituto nazionale tumori Milano. Gli investimenti non sono costi: &#8220;Determinano sempre un ritorno economico&#8221;. <span style=\"color: #000000;\">Tagliare la spesa farmaceutica? &#8220;Non ci si rende conto che la cattiva gestione amministrativa costa molto pi\u00f9 dei farmaci&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/10\/sanita-oncologo-de-braud\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">formiche &#8211; Alessandra Micelli &#8211; 6 ottobre 2020<\/a><\/p>\n<p>Negli ultimi dieci anni sono quasi triplicati gli investimenti in oncologia, rendendo disponibili cure sempre pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Filippo-de-Braud-oncologo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-53385 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Filippo-de-Braud-oncologo.jpg\" alt=\"\" width=\"409\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Filippo-de-Braud-oncologo.jpg 950w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Filippo-de-Braud-oncologo-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Filippo-de-Braud-oncologo-768x469.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 409px) 100vw, 409px\" \/><\/a>innovative ed efficaci. Con buoni risultati non solo sulla speranza di vita, ma anche sulla qualit\u00e0 della stessa. Ma c\u2019\u00e8 ancora tanto da fare, soprattutto per le patologie refrattarie alle nuove terapie. Tutti i dati del Comparator report on cancer in Europe 2019 commentati da <strong>Filippo de Braud<\/strong>, professore di Oncologia medica presso l\u2019Universit\u00e0 di Milano e direttore del dipartimento di Oncologia medica ed ematologia della Fondazione Irccs, Istituto nazionale tumori Milano.<\/p>\n<p><strong>Sappiamo che la ricerca oncologica ha fatto grandi passi avanti negli ultimi anni. Quali sono i pi\u00f9 importanti?<\/strong><\/p>\n<p>Per tracciare un\u2019analisi dello scenario attuale bisogna partire da alcuni punti cardine. Il primo, chiaro a tutti, \u00e8 che vogliamo guarire sempre pi\u00f9 gente. Per farlo \u2013 ed ecco il punto due \u2013 bisogna in primis puntare sulla malattia guaribile e migliorare le percentuali di guarigione, quindi \u00e8 cruciale la diagnosi precoce. Se \u00e8 vero infatti che per alcune malattie lo screening tempestivo non risulta decisivo, per altre pu\u00f2 essere fondamentale, come nel caso del tumore del colon, per citarne uno.<\/p>\n<p><strong>Poi?<\/strong><\/p>\n<p>La multidisciplinariet\u00e0, finalmente parte integrante del nostro sistema, che garantisce grandi risultati e che, attraverso la collaborazione fra diversi esperti \u2013 chirurgo, oncologo, radiologo \u2013 e un approccio non pi\u00f9 statico ma dinamico, consente di intervenire prima e in maniera pi\u00f9 organica e efficiente. Non da ultimo, ovviamente, le <span style=\"color: #000000;\">nuove terapie, come i nuovi farmaci a bersaglio molecolare o l\u2019immunoterapia, che hanno rivoluzionato il trattamento di alcune neoplasie.<\/span><\/p>\n<p><strong>Il report testimonia un aumento delle terapie oncologiche orali. Lei crede che queste possano impattare positivamente sia sulla qualit\u00e0 della vita dei pazienti che sulle casse del sistema sanitario?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dal punto di vista del paziente sono meno invasive e sgradevoli rispetto alle terapie endovenose. Riducono inoltre il numero accessi ospedale e, attraverso tecniche di telemedicina e telemonitoraggio, possono garantire controlli ed esami meno frequenti. Non credo, per\u00f2, che possano essere considerate pi\u00f9 economiche in quanto l\u2019eventuale risparmio dovrebbe essere fatto su un\u2019economia di sistema che \u00e8 difficile da realizzare per la dinamicit\u00e0 con cui possono cambiare le indicazioni terapeutiche (come con l\u2019introduzione dell\u2019immunoterapia) e la mancanza cronica di saper fare pianificazioni a medio termine. Inoltre spesso non sono farmaci economici. Quando si tratta di farmaci biologici mirati ad alterazioni molecolari sono spesso molto efficaci e anche se non portano alla guarigione prolungano la vita dei pazienti, che per\u00f2 rimangono sempre in trattamento e quindi aumenta la prevalenza delle persone in cura e di conseguenza i costi per in Ssn. Cosa che, per\u00f2, va vista come un pregio e non come un difetto, visto che l\u2019obiettivo della cura deve essere sempre quello di curare.<\/span><\/p>\n<p><strong>Quindi non c\u2019\u00e8 alcun guadagno, da un punto di vista economico?<\/strong><\/p>\n<p>Probabilmente quello che deriva dalla minore ospedalizzazione e, da un punto di vista previdenziale, dalla maggiore produttivit\u00e0 dei pazienti, che con una terapia poco invasiva spesso possono continuare a lavorare. Ma non oltre. Tra l\u2019altro, come ho gi\u00e0 detto, l\u00ec dove l\u2019immunoterapia ha preso piede, i farmaci orali sono gi\u00e0 stati messi da parte. Probabilmente un domani, quando e se ci saranno farmaci orali immunoterapici, allora il discorso potrebbe cambiare. Ma ribadisco che l\u2019oncologia \u00e8 un processo dinamico, e non si possono fare previsioni a lungo termine poich\u00e9 ogni nuova scoperta spesso spariglia quelle precedenti.<\/p>\n<p><strong>Terapie personalizzate\u2026 A che punto siamo in Italia e quanto cambiano il volto delle cure oncologiche?<\/strong><\/p>\n<p>Nel nostro Paese registriamo buoni risultati, sia nell\u2019implementazione che nell\u2019uso. Quando parliamo di terapie personalizzate, per\u00f2, dobbiamo declinarle in due modi differenti. Una terapia pu\u00f2 essere personalizzata perch\u00e9 punta sul gene responsivo di una determinata malattia e da questo punto di vista le aziende hanno gi\u00e0 abbondantemente iniziato a produrre fermaci che hanno come target bersagli molecolari specifici che vanno bene per percentuali anche minime di pazienti, che possono andare dal 40% fino all\u2019uno per mille. In questo caso, dunque, la cura \u00e8 personalizzata sulla malattia. L\u2019alternativa \u00e8 personalizzare la cura sulla persona, tenendo conto della storia medica del malato, della sua attitudine verso le cure e della logistica. Anche questo \u00e8 personalizzare e garantisce un miglioramento della qualit\u00e0 della vita dei pazienti non indifferente.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Studio-Panda.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-53386 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Studio-Panda.jpeg\" alt=\"\" width=\"435\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Studio-Panda.jpeg 794w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Studio-Panda-280x300.jpeg 280w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Studio-Panda-768x822.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 435px) 100vw, 435px\" \/><\/a>Un esempio pratico?<\/strong><\/p>\n<p>Nello studio Panda, che abbiamo appena pubblicato, abbiamo dimostrato come nel trattamento degli over 70 con tumore al colon l\u2019associazione di due farmaci dia pressappoco gli stessi risultati di una combinazione di tre farmaci dove il terzo \u00e8 un chemioterapico che produce effetti collaterali non minori. Con ottimizzazione per i pazienti, ai quali non viene pi\u00f9 somministrato un farmaco che dava tossicit\u00e0, e per il sistema, che risparmia il costo del terzo farmaco.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo letto sul documento che l\u2019Italia \u00e8 sotto la media europea per decessi causati da neoplasie e sopra la media per la sopravvivenza a cinque anni. A cosa si deve questo risultato?<\/strong><\/p>\n<p>Al nostro Servizio sanitario nazionale, che \u00e8 molto efficace. Noi ci lamentiamo molto, ma viviamo in un Paese in cui tutti possono essere curati, anche persone con nazionalit\u00e0 straniera. Poi bisogna riconoscere che in Italia viene fatta una prevenzione non volontaria, che \u00e8 quella dell\u2019alimentazione, molto pi\u00f9 sana di tanti altri Paesi europei. Inoltre, molte regioni stanno ottimizzando le attivit\u00e0 di screening. Infine, abbiamo delle buone cure a disposizione di tutti, che non \u00e8 l\u2019unico fattore ma sicuramente fa la differenza.<\/p>\n<p><strong>Nel corso della pandemia pi\u00f9 di una volta \u00e8 stata avanzata l\u2019ipotesi di un eccesso di risorse stanziate per l\u2019oncologia, a danno di altre aree mediche. Lei cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>Considerando che i tumori sono la prima causa di morte in Italia non penso ci si possa stranire. E, ad ogni modo, <span style=\"color: #000000;\">se parliamo di industria farmaceutica, e quindi di ricerca privata, \u00e8 inevitabile che un\u2019azienda investa in settori che garantiscono un maggior ritorno economico<\/span>. Ma l\u2019oncologia non \u00e8 l\u2019unico settore dove si \u00e8 investito. Lo stesso \u00e8 accaduto per la neurologia \u2013 pensiamo all\u2019Alzheimer \u2013 dove per\u00f2 i risultati sono stati di gran lunga inferiori a quelli attesi, e nella cardiologia, dove invece si \u00e8 appreso gi\u00e0 da tempo che lo stile di vita e la prevenzione spesso ottengono risultati migliori dei farmaci.<\/p>\n<p><strong>Sappiamo che nella cura di alcuni tumori si registrano risultati molto positivi, con sopravvivenze a cinque anni oltre il 90% \u2013 come ad esempio prostata, del testicolo e mammella \u2013 mentre altri tumori \u2013 come pancreas, esofago e polmone \u2013 presentano esiti ancora scoraggianti, con sopravvivenze a cinque anni inferiori al 20%. A cosa si deve questa divergenza cos\u00ec ampia?<\/strong><\/p>\n<p>Per una domanda del genere serve una risposta onesta. Si tratta di malattie diverse che danno risultati diversi e che conosciamo, in un certo senso, diversamente. Il tumore al testicolo, ad esempio, da quando viene trattato con chemio platinum-based, i risultati sono ottimali. Per il cancro alla mammella, invece, dove l\u2019immunoterapia ha fatto un buco nell\u2019acqua, la terapia ormonale \u00e8 molto efficace e infatti i migliori risultati recenti sono proprio da terapie ormonali. Il tumore alla prostata, invece, va trattato in base allo stadio della malattia: se nella fase iniziale, spesso viene solo tenuto sotto controllo, se si trova gi\u00e0 in fase avanzata diventa difficile da curare. Quello che non \u00e8 stato detto, invece, \u00e8 che per tumori come il melanoma o il polmonare metastatico sono stati raggiunti risultati straordinari, raggiungendo una sopravvivenza a cinque anni al di sopra delle aspettative proprio <span style=\"color: #000000;\">grazie ai nuovi farmaci.<\/span> Il pancreas, invece, presenta una contraddizione di termini che non riusciamo a comprendere appieno, non tanto legata alla cellula tumorale quanto al microambiente in cui si insedia. La stessa immunoterapia non funziona quanto avremmo sperato dal momento che si tratta di un tumore pieno di mutazioni ma non \u00e8 immunogenico.<\/p>\n<p><strong>Consigli non richiesti alle istituzioni\u2026<\/strong><\/p>\n<p>In primis, fare una pianificazione a medio termine cercando di capire che bisogna dare dinamicit\u00e0 ai processi. In secondo luogo, bisogna investire in ricerca, personale e infrastrutture. E poi capire che <span style=\"color: #000000;\">gli investimenti in sanit\u00e0 non sono costi, ma determinano sempre, seppur non nel brevissimo termine, un ritorno economico.<\/span><\/p>\n<p><strong>Nemmeno il Covid \u00e8 bastato per capirlo?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che il problema sia pi\u00f9 strutturale. Abbiamo un sistema in cui i medici si legano agli ospedali dove lavorano, creandovi una sorta di familiarit\u00e0 e senso di appartenenza. Al contempo, per\u00f2, l\u2019amministrazione e la direzione generale delle strutture sanitarie cambia molto spesso, cos\u00ec come la politica, facendo venire meno una gestione della struttura che sia di lungo termine. Il vero problema \u00e8 il messaggio della politica che si limita a guardare l\u2019obiettivo di breve termine perch\u00e9 si dica che chi ha fatto, ha fatto bene. Poco importa se le conseguenze nel lungo periodo, quando la gestione \u00e8 gi\u00e0 cambiata, sono disastrose. E gli investimenti, per loro natura, devono essere lungimiranti, altrimenti sono solo spese. <strong><span style=\"color: #000000;\">Si parla tanto di spesa farmaceutica, ma non ci si rende conto che la cattiva gestione amministrativa costa molto pi\u00f9 dei farmaci.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Altri suggerimenti?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, uno in particolare perch\u00e9 tocca con mano la qualit\u00e0 della vita dei pazienti. Siamo in un Paese nel senso di nazione, non in una federazione di regioni. Urge, dunque, una strategia comune sui punti cardine e su tutti i comparti che compongono la sanit\u00e0, dalla gestione delle persone alla diagnostica, dalle linee-guida all\u2019assistenza domiciliare. E un\u2019altra: i pazienti vanno accompagnati. Sono persone che vivono una condizione di debolezza per cui non devono mai sentirsi soli e abbandonati. E il Paese non deve dimenticarlo.<\/p>\n<p>Related news: <a href=\"http:\/\/gonogroup.org\/i-progetti-in-corso\/studio-panda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Studio Panda<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come cambia (e come dovrebbe cambiare) la sanit\u00e0. Parla l\u2019oncologo Filippo de Braud Pianificazione a medio termine, dinamicit\u00e0 dei processi, maggiori investimenti in ricerca, personale e infrastrutture. Questa la ricetta per una sanit\u00e0 in salute di Filippo de Braud, direttore di Oncologia medica dell&#8217;Istituto nazionale tumori Milano. 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