{"id":54730,"date":"2020-11-21T10:54:39","date_gmt":"2020-11-21T09:54:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=54730"},"modified":"2020-11-21T11:19:27","modified_gmt":"2020-11-21T10:19:27","slug":"giornale-di-vicenza-intervista-al-presidente-nazionale-aiisf-e-alla-presidente-della-sezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/giornale-di-vicenza-intervista-al-presidente-nazionale-aiisf-e-alla-presidente-della-sezione\/","title":{"rendered":"Vicenza newspaper. Interview with the National President of AIISF and the President of the Section"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000; font-size: 18px;\">Il Giornale di Vicenza, nell\u2019edizione odierna di sabato 21 novembre 2020, riporta un\u2019intervista al Presidente Nazionale AIISF, Angelo Baruchello, ed alla Presidente della locale Sezione di Vicenza, Diana Valbusa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 18px;\">Il titolo dell\u2019articolo \u00e8 \u201cGli informatori del farmaco \u00abNon chiudeteci tutte le porte\u00bb\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 18px;\"><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Giornale-Vicenza-Baruchello.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-54731 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Giornale-Vicenza-Baruchello.jpeg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"155\" \/><\/a>Al Giornale dichiarano: \u00abNon portiamo via il posto a nessuno, ci presentiamo solo e sempre su appuntamento telefonico. La nostra visita ha un valore e deve avere il suo giusto spazio per meglio valorizzare l&#8217;informazione scientifica e l&#8217;appropriatezza prescrittiva, senza contare che le restrizioni possono portare a perdita di posti di lavoro.\u00bb. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 18px;\">Sono gli informatori scientifici del farmaco, prosegue l\u2019articolo, categoria che nel Vicentino raccoglie circa 120 persone, almeno 35 mila in tutta Italia. Per loro il colloquio con il medico di famiglia, il pediatra di libera scelta, lo specialista ospedaliero \u00e8 una pratica normale e quotidiana. O meglio, lo era fino all\u2019esplosione della pandemia. Adesso trovano molte porte chiuse, tanto negli ambulatori di base quanto nelle strutture ospedaliere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 18px;\">Da qui il loro appello: \u00abLasciateci lavorare, siamo professionisti, conosciamo i protocolli e sappiamo come comportarci in queste situazioni\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 18px;\">Angelo Baruchello \u00e8 il presidente nazionale dell\u2019AIISF, l\u2019associazione italiana informatori scientifici del farmaco nonch\u00e9 vicepresidente di Fedaiisf, la federazione che raggruppa le varie associazioni di categoria ed \u00e8 deputata ad avere i rapporti con le istituzioni. \u00abTra gli informatori del farmaco e del parafarmaco &#8211; spiega &#8211; un 30 per cento \u00e8 dipendente di aziende farmaceutiche, il resto \u00e8 composto da agenti di commercio. Questo significa che per i primi, in caso di difficolt\u00e0 dovute alla pandemia, scatta la cassa integrazione; per i secondi c\u2019\u00e8 il bonus\u00bb. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 18px;\">La categoria, aggiunge Baruchello, vive in una sorta di paradosso: \u00abIl nostro \u00e8 uno dei lavori pi\u00f9 normati che ci siano. Eppure non abbiamo ancora un albo professionale, nonostante da anni lo perseguiamo a tutti i livelli. Questo fa di noi dei liberi battitori, in balia degli eventi e delle situazioni\u00bb. Come l\u2019emergenza sanitaria: \u00abNon c\u2019\u00e8 uniformit\u00e0 sul territorio nazionale, incontriamo regole diverse da citt\u00e0 a citt\u00e0. Di conseguenza \u00e8 molto variabile l\u2019atteggiamento dei medici e dei dirigenti sanitari\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 18px;\"><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Giornale-di-Vicenza-Valbusa.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-54732 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Giornale-di-Vicenza-Valbusa.jpeg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"154\" \/><\/a>\u00abIn alcuni ambienti subiamo forti restrizioni, in altri completa chiusura &#8211; aggiunge Diana Valbusa, presidente di Fedaiisf Vicenza, Sez. AIISF &#8220;G. Toaldo&#8221; &#8211; Non solo negli ospedali, ma anche nei distretti sanitari e nelle case di riposo. Tra i medici di famiglia, il 60 per cento ci riceve su appuntamento, gli altri ci hanno precluso il loro ambulatorio\u00bb. Da parte degli informatori del farmaco, precisano, c\u2019\u00e8 piena comprensione delle grandi difficolt\u00e0 che stanno vivendo i medici: \u00abLo vediamo durante gli appuntamenti, sono subissati di telefonate, devono occuparsi dei tamponi, del tracciamento, dei vaccini antinfluenzali. E capiamo perfettamente le limitazioni dovute all\u2019emergenza. Per questo &#8211; continua Valbusa &#8211; proponiamo ai medici appuntamenti da remoto, utilizzando le varie piattaforme. Ma deve essere un momento transitorio, perch\u00e9 solo il colloquio in presenza \u00e8 realmente efficace e costruttivo\u00bb. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 18px;\">Da parte dei medici c\u2019\u00e8 in generale un atteggiamento collaborativo: \u00abMolte sigle si sono pronunciate in modo positivo nei nostri confronti &#8211; ammette Baruchello &#8211; Capiscono la nostra funzione, che \u00e8 quella di diffondere capillarmente l\u2019informazione scientifica, di agire in sinergia col medico, non di rado di fare consulenza su casi clinici. Ci rivolgiamo quindi ai dirigenti della sanit\u00e0: appena possibile deve essere ripristinata la nostra routine\u00bb, conclude l\u2019intervista<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Giornale di Vicenza, nell\u2019edizione odierna di sabato 21 novembre 2020, riporta un\u2019intervista al Presidente Nazionale AIISF, Angelo Baruchello, ed alla Presidente della locale Sezione di Vicenza, Diana Valbusa. 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