{"id":54774,"date":"2020-11-23T13:17:51","date_gmt":"2020-11-23T12:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=54774"},"modified":"2020-11-23T19:17:56","modified_gmt":"2020-11-23T18:17:56","slug":"fondazione-gimbe-come-le-regioni-hanno-sprecato-i-soldi-in-sanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/fondazione-gimbe-come-le-regioni-hanno-sprecato-i-soldi-in-sanita\/","title":{"rendered":"Gimbe Foundation. How the regions have wasted money on health care"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 19px; color: #000000;\">Come le Regioni hanno sprecato i soldi investiti in sanit\u00e0 negli ultimi anni<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La fondazione Gimbe ha pubblicato un\u2019analisi sugli adempimenti delle Regioni ai livelli essenziali di assistenza (Lea) tra il 2010 e il 2018, rimarcando come un quarto delle risorse spese in sanit\u00e0 non abbia prodotto alcun servizio per i cittadini. Secondo i ricercatori non solo \u00e8 necessario rivedere il sistema con cui si monitora la qualit\u00e0 dei servizi sanitari sui territori, ma bisogna anche ripensare alle modalit\u00e0 di attuazione dei Piani di rientro, che negli ultimi anni non si sono dimostrati efficaci. E, in tutto questo, colmare il divario che esiste anche in sanit\u00e0 tra Nord e Sud.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/politica\/come-le-regioni-hanno-sprecato-i-soldi-investiti-in-sanita-negli-ultimi-anni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Fanpage<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gimbe.org\/pagine\/341\/it\/comunicati-stampa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">23 novembre 2020 &#8211; Comunicato stampa Gimbe<\/a><\/p>\n<p><strong>Sanit\u00e0: adempimenti livelli essenziali di assistenza 2010-2018. Il 25% delle risorse spese dalle regioni per la sanit\u00e0 non ha prodotto servizi per i cittadini<\/strong><\/p>\n<div class=\"news\">\n<p><strong>L\u2019ANALISI GIMBE 2010-2018 DOCUMENTA UNA PERCENTUALE CUMULATIVA DEGLI ADEMPIMENTI DELLE REGIONI AI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA DEL 75% CON UNA FORBICE MOLTO AMPIA: IN TESTA ALLA CLASSIFICA 11 REGIONI TUTTE DEL CENTRO-NORD, AD ECCEZIONE DELLA BASILICATA. SE LA \u201cGRIGLIA LEA\u201d \u00c8 LO STRUMENTO UFFICIALE PER MONITORARE L\u2019EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI SANITARIE, QUESTO SIGNIFICA CHE NEL PERIODO 2010-2018 UN QUARTO DELLE RISORSE SPESE PER LA SANIT\u00c0 NON HA PRODOTTO SERVIZI PER I CITTADINI. GRAZIE AD UNO STRUMENTO DI VALUTAZIONE ORMAI ARRUGGINITO DA ANNI, NEL 2018 REGIONI TUTTE PROMOSSE.<\/strong><\/p>\n<p><strong>23 novembre 2020 &#8211; Fondazione GIMBE, Bologna<\/strong><\/p>\n<p>Ogni anno il Ministero della Salute rende noto il report \u201c<a href=\"http:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/lea\/dettaglioContenutiLea.jsp?lingua=italiano&amp;id=4747&amp;area=Lea&amp;menu=monitoraggioLea\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Monitoraggio dei LEA attraverso la cd. Griglia LEA<\/a>\u201d che verifica l\u2019erogazione, attraverso l\u2019assegnazione di un punteggio, delle prestazioni sanitarie che le Regioni devono garantire ai cittadini. \u00abSi tratta di una vera e propria \u201cpagella\u201d sulla \u201cmateria\u201d sanit\u00e0 \u2013 afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE \u2013 che permette di identificare Regioni promosse ebocciate\u00bb. Infatti, per le Regioni considerate inadempienti e sottoposte a Piano di rientro, il Ministero della Salute prevedeuno specifico affiancamento, sino al commissariamento, fatta eccezione per quelle non soggette a verifica degli adempimenti: Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Valle D\u2019Aosta e Province autonome di Trento e di Bolzano.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019Osservatorio GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale \u2013 continua Cartabellotta \u2013 da anni rileva che il monitoraggio tramite la \u201cgriglia LEA\u201d \u00e8 solo un <em>political agreement <\/em>tra Governo e Regioni, perch\u00e9 lo strumento \u00e8 sempre pi\u00f9 inadeguato per valutare la reale erogazione delle prestazioni sanitarie e la loro effettiva esigibilit\u00e0 da parte dei cittadini\u00bb. Innanzitutto, la griglia LEA ha modeste capacit\u00e0 di identificare gli inadempimenti per il numero limitato di indicatori e per le modalit\u00e0 di rilevazione, ovvero l\u2019autocertificazione da parte delle stesse Regioni. In secondo luogo, lo strumento si \u00e8 progressivamente \u201cappiattito\u201d perch\u00e9 indicatori e soglie di adempimento non hanno sub\u00ecto negli anni rilevanti variazioni e non vengono modificati dal 2015. Ancora, la soglia di adempimento per la \u201cpromozione\u201d \u00e8 rimasta negli anni la stessa: 160 su 225 punti. Infine, il monitoraggio viene resopubblico con due anni circa di ritardo, impedendo tempestive azioni di miglioramento.<\/p>\n<p>\u00abTutti questi limiti \u2013 spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione \u2013 riducono la possibilit\u00e0 di valutare in maniera oggettiva, analitica e tempestiva la capacit\u00e0 delle Regioni di erogare le prestazioni ordinarie, anche per stimare la possibilit\u00e0 di rispondere ad un evento straordinario come la pandemia\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDal 2008 lo Stato \u2013 puntualizza il Presidente \u2013 certifica l\u2019erogazione delle prestazioni da parte delle Regioni con uno strumento sempre meno adeguato avalutare la qualit\u00e0 dell\u2019assistenza sanitaria.In particolare, l\u2019ultimo monitoraggio del 2018, \u201cpromuove\u201d tutte le Regioni sottoposte alla verifica adempimenti, in netto contrasto con numerosi report indipendenti nazionalie internazionali che attestanoinvece un peggioramento della qualit\u00e0 dell\u2019assistenza\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Fondazione GIMBE ha analizzato i risultati dei monitoraggi annuali del Ministero della Salute relativi agli anni 2010-2018. In dettaglio:<\/p>\n<ul>\n<li>A partire dai singoli indicatori sono stati calcolati i punteggi totali, calcolando quelli non disponibili: in particolare quelli delle Regioni non sottoposte a verifica degli adempimenti per gli anni 2010-2016 e quelli relativi a tutte le Regioni per gli anni 2010-2011.<\/li>\n<li>Le \u201cpercentuali di adempimento\u201d sono state calcolate come rapporto tra punteggio cumulativo ottenuto nel periodo 2010-2018 e il punteggio massimo di 2.025 raggiungibile nei 9 anni analizzati.<\/li>\n<li>La classifica finale \u00e8 stata elaborata secondo le percentuali cumulative di adempimento 2010-2018 e suddivisa in quartili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019analisi degli adempimenti LEA 2010-2018 (tabella) dimostra che:<\/p>\n<ul>\n<li>Nel periodo considerato la percentuale cumulativa media di adempimento delle Regioni \u00e8 del 75% (range tra Regioni 56,2%-92,8%). In altri termini, se la griglia LEA \u00e8 lo strumento ufficiale per monitorare l\u2019erogazione delle prestazioni essenziali, il 25% delle risorse spese dalle Regioni per la sanit\u00e0 nel periodo 2010-2018 non ha prodotto servizi per i cittadini (range tra Regioni 7,2%-43,8%).<\/li>\n<li>La percentuale cumulativa di adempimento annuale \u00e8 aumentata dal 64,1% del 2010 all\u201985,1% del 2018, un miglioramento ampiamente sovrastimato in ragione dell\u2019appiattimento della griglia LEA sopra descritto.<\/li>\n<li>Solo 11 Regioni superano la soglia di adempimento cumulativo del 76% e, ad eccezione della Basilicata, sono tutte situate al Centro-Nord, confermando sia la \u201cquestione meridionale\u201d in sanit\u00e0, sia la sostanziale inefficacia di Piani di rientro e commissariamenti nel migliorare l\u2019erogazione dei LEA.<\/li>\n<li>Regioni e Province autonome non sottoposte a verifica degli adempimenti hanno performance molto variegate. Da un lato Friuli-Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento raggiungono percentuali di adempimento cumulative rispettivamente dell\u201980,4% e 78,3%. Dall\u2019altro Valle D\u2019Aosta, Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano si collocano nel quartile con le performance peggiori.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.gimbe.org\/download\/Tabella_LEA_2010_2018.png\" alt=\"Adempimenti livelli essenziali di assistenza 2010-2018\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abLa nostra valutazione pluriennale \u2013 commenta Gili \u2013 fornisce numerosi spunti per implementare il \u201cNuovo Sistema di Garanzia\u201d che, salvo ulteriori ritardi, dovrebbe aver sostituito la \u201cgriglia LEA\u201d dal 1\u00b0 gennaio 2020\u00bb. Infatti, se il nuovo strumento \u00e8 stato sviluppato per meglio documentare gli adempimenti regionali, bisogna prevenirne il progressivo \u201cappiattimento\u201d e rivedere le modalit\u00e0 di attuazione dei Piani di rientro, per consentire al Ministero della Salute di effettuare interventi selettivi, evitando di paralizzare l\u2019intera Regione con lo strumento del commissariamento.<\/p>\n<p>\u00abSe dopo anni tagli e definanziamenti \u2013 conclude Cartabellotta \u2013 la pandemia finalmente ha rimesso il Servizio Sanitario Nazionale al centro dell\u2019agenda politica, dall\u2019altro ha enfatizzato il conflitto istituzionale tra Governo e Regioni, ben lontano da quella \u201cleale collaborazione\u201d a cui l\u2019art. 117 della Costituzione affida la tutela della salute tramite il meccanismo della legislazione concorrente. Senza una nuova stagione di collaborazione politica tra Governo e Regioni e un radicale cambio di rotta per monitorare l\u2019erogazione dei LEA, sar\u00e0 impossibile ridurre diseguaglianze e mobilit\u00e0 sanitaria e il diritto alla tutela della salute continuer\u00e0 ad essere legato al CAP di residenza delle persone. E con la pandemia le persone si devono affidare, nel bene e nel male, alla sanit\u00e0 della propria Regione\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.gimbe.org\/download\/Adempimenti_LEA_2010_2018.png\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gest.gimbe.org\/comunicatistampa\/cs_gimbe_adempimenti_lea_2010-2018.docx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Download comunicato<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>19 novembre 2020<br \/>\n<strong>Coronavirus: 4.134 morti in una settimana, in 17 regioni terapie intensive oltre la soglia di saturazione. Primi segnali di rallentamento, ma serve grande prudenza<\/strong><\/p>\n<div class=\"news\">\n<p><strong>IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA NELLA SETTIMANA 11-17 NOVEMBRE, RISPETTO ALLA PRECEDENTE, UN AUMENTO DI OLTRE 242 MILA CASI E DI 143MILA ATTUALMENTE POSITIVI. SALGONO A 33.074 I PAZIENTI RICOVERATI E A 3.612 QUELLI IN TERAPIA INTENSIVA CON SOGLIE DI SATURAZIONEDEGLI OSPEDALI SUPERATERISPETTIVAMENTE IN 15 E 17 REGIONI. RALLENTALA VELOCIT\u00c0 DI CRESCITA DI NUOVI CASI, RICOVERI E TERAPIE INTENSIVE, MENTRE RIMANE ESPONENZIALE L\u2019AUMENTO DEI DECESSI. IPOTIZZARE UN ALLENTAMENTO DELLE MISURE CON L\u2019OBIETTIVO DI SALVARE IL NATALE RISCHIA DI AVERE UN PREZZO ALTISSIMO, ANCHE IN TERMINI DI VITE UMANE.<\/strong><\/p>\n<p>19 novembre 2020 &#8211; Fondazione GIMBE, Bologna<\/p>\n<p>Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE conferma nella settimana 11-17 novembre, rispetto alla precedente, una stabilizzazione nell\u2019incremento del trend dei nuovi casi (242.609 vs 235.634), a fronte di una lieve riduzione dei casi testati (854.626 vs 872.026) e di un lieve aumento del rapporto positivi\/casi testati (28,4% vs 27%). Crescono del 24,4% i casi attualmente positivi (733.810 vs 590.110) e, sul fronte degli ospedali, si registra un ulteriore incremento dei pazienti ricoverati con sintomi (33.074 vs 28.633) e in terapia intensiva (3.612 vs 2.971); aumentano del 41,7% i decessi (4.134 vs 2.918). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:<\/p>\n<ul>\n<li>Decessi: 4.134 (+41,7%)<\/li>\n<li>Terapia intensiva: +641 (+21,6%)<\/li>\n<li>Ricoverati con sintomi: +4.441 (+15,5%)<\/li>\n<li>Nuovi casi: 242.609 (+24,4%)<\/li>\n<li>Casi attualmente positivi: +143.700 (+24,4%)<\/li>\n<li>Casi testati -17.400 (-2%)<\/li>\n<li>Tamponi totali: +45.051 (+3,1%)<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00abPer interpretare correttamente i termini \u201crallentamento\u201d, \u201craffreddamento\u201d, \u201cfrenata\u201d che nell\u2019ultima settimana hanno invaso anche la comunicazione istituzionale \u2013 spiega il Presidente \u2013 \u00e8 indispensabile sottolineare la netta differenza tra l\u2019incremento percentuale dei nuovi casi ed il loro aumento in termini assoluti. Altrimenti, si finisce per \u201ctorturare i numeri sino a farli confessare\u201d, enfatizzando timidi miglioramenti per limitare restrizioni e legittimare riaperture\u00bb. Infatti, se nell\u2019ultima settimana si registra un\u2019ulteriore riduzione dell\u2019incremento percentuale dei nuovi casi (dal 31% al 24,4%), questi sono comunque aumentati di 242.609 rispetto alla settimana precedente (figura 1). Infatti, se da un lato in tutte le Regioni, eccetto la Puglia, si riduce l\u2019incremento percentuale dei casi, dall\u2019altro i casi attualmente positivi aumentano ovunque tranne che in Valle D\u2019Aosta (tabella).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.gimbe.org\/download\/20201119_Figura1.png\" alt=\"Trend settimanale dei nuovi casi e dell'incremento % dei casi totali\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.gimbe.org\/download\/20201119_Tabella.png\" alt=\"Indicatori regionali settimana 11-17 novembre\" \/><\/p>\n<p>\u00abLe misure di contenimento introdotte \u2013 spiega il Presidente \u2013 non hanno affatto \u201cappiattito\u201d la curva dei contagi che continua a salire, seppure con velocit\u00e0 ridotta, analogamente a quella dei ricoverati con sintomi e delle terapie intensive. Il contagio, in sostanza, \u00e8 come un\u2019automobile che, dopo avere accelerato la corsa per settimane (incremento percentuale dei casi), ora viaggia ad una velocit\u00e0 molto elevata ma costante (numero di casi settimanali), nonostante abbia ridotto l\u2019accelerazione\u00bb.<\/p>\n<p>La riduzione dell\u2019incremento percentuale si intravede anche sul numero dei pazienti ricoverati con sintomi e, in misura minore, sulle terapie intensive: \u00abTuttavia \u2013 puntualizza Cartabellotta \u2013 non conoscendo i flussi dei pazienti in entrata e in uscita, non si pu\u00f2 escludere che questo dato sia influenzato dall\u2019effetto saturazione dei posti letto che nelle terapie intensive purtroppo causano un incremento della letalit\u00e0\u00bb. In ogni caso, la soglia di occupazione del 40% definita dal Ministero della Salute per pazienti COVID nei reparti di area medica \u00e8 stata superata in 15 Regioni (figura 2) e quella del 30% nelle terapie intensive in 17 (figura 3). \u00a0Se le rispettive medie nazionali hanno raggiunto il 51% e il 42%, in diverse Regioni i valori sono molto pi\u00f9 elevati e alcuni ospedali sono allo stremo anche perch\u00e9, aggiunge Cartabellotta \u00abi pazienti COVID stanno progressivamente \u201ccannibalizzando\u201d i posti letto di altri reparti limitando la capacit\u00e0 di assistere pazienti con altre patologie\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.gimbe.org\/download\/20201119_Figura2.png\" alt=\"Posti letto Area Medica occupati da pazienti COVID-19\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.gimbe.org\/download\/20201119_Figura3.png\" alt=\"Posti letto Terapia Intensiva occupati da pazienti COVID-19\" \/><\/p>\n<p>\u00abL\u2019incremento dei decessi \u2013 spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE \u2013 mantiene invece un trend esponenziale, facendo registrare un +41,7% rispetto alla settimana precedente. Tale incremento \u00e8 destinato ad aumentare nelle prossime settimane, perch\u00e9 l\u2019effetto delle misure restrittive riduce prima gli indici di contagio (Rt, incremento percentuale dei casi), poi i ricoveri e le terapie intensive, e solo da ultimo i decessi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSe da lato i rallentamenti dell\u2019ultima settimana rappresentano indubbiamente un segnale positivo \u2013 conclude Cartabellotta \u2013 dall\u2019altro \u00e8 fondamentale rilevare che le curve dei casi attualmente positivi, di ricoveri, terapie intensive e, soprattutto, dei decessi continuano a salire (figura 4). In questo scenario, tenendo conto dell\u2019attuale livello di sovraccarico di ospedali e terapie intensive e della crescita esponenziale dei decessi, ipotizzare un allentamento delle misure con l\u2019obiettivo di salvare il Natale, rischia di avere conseguenze molto gravi, sia in termini di salute delle persone che di vite umane\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.gimbe.org\/download\/20201119_Figura4.png\" alt=\"Trend settimanale casi positivi, ricoveri, terapie intensive e decessi\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il monitoraggio GIMBE dell&#8217;epidemia di COVID-19 \u00e8 disponibile a:\u00a0<\/em><em><a href=\"https:\/\/coronavirus.gimbe.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/coronavirus.gimbe.org<\/a><\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gest.gimbe.org\/comunicatistampa\/cs_gimbe_monitoraggio_11-17_novembre.docx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Download comunicato<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gest.gimbe.org\/comunicatistampa\/cs_gimbe_monitoraggio_11-17_novembre.docx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Download comunicato<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<hr \/>\n<div class=\"news\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come le Regioni hanno sprecato i soldi investiti in sanit\u00e0 negli ultimi anni La fondazione Gimbe ha pubblicato un\u2019analisi sugli adempimenti delle Regioni ai livelli essenziali di assistenza (Lea) tra il 2010 e il 2018, rimarcando come un quarto delle risorse spese in sanit\u00e0 non abbia prodotto alcun servizio per i cittadini. 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