{"id":58073,"date":"2021-04-27T12:25:19","date_gmt":"2021-04-27T10:25:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=58073"},"modified":"2021-04-27T13:12:22","modified_gmt":"2021-04-27T11:12:22","slug":"ricoveri-plan-nuove-opportunita-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/ricoveri-plan-nuove-opportunita-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Hospitalization plan. New job opportunities?"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"text-3xl leading-9 laptop:text-5xl laptop:leading-5xl font-extrabold text-bluemoney-500 mt-4 mb-4\">Nuove assunzioni in Italia: 710 mila opportunit\u00e0 di lavoro con il Recovery plan<\/h1>\n<p><a href=\"https:\/\/www.money.it\/nuove-assunzioni-Italia-710-mila-Recovery-Plan\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Money &#8211; 26 aprile 2021<\/a><\/p>\n<h2 class=\"artdesc text-xl text-graymoney-600 italic mb-4\">Il Recovery plan sar\u00e0 in grado di generare 710 mila posti di lavoro, ma quanti di questi sono destinati a donne e giovani? Nel documento \u00e8 stata aggiunta all\u2019ultimo una nota contro le disuguaglianze e i divari regionali.<\/h2>\n<p><strong>710 mila nuove assunzioni<\/strong>: questa \u00e8 la proposta del <strong>Recovery plans<\/strong>. Numeri che fanno pensare a un vero e proprio cambio di rotta per la situazione dell\u2019occupazione in Italia, ai minimi storici causa Covid.<\/p>\n<p>Il Recovery plan sar\u00e0 per\u00f2 d\u2019aiuto per colmare il divario con il <strong>picco di occupati<\/strong>che era stato segnato dal nostro Paese nel giugno del 2019 (esattamente 23 milioni e 850 mila). Ma solo tra quattro anni e dopo una \u201cspinta\u201d da 191 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Un dato che, secondo le proposte del <a href=\"https:\/\/www.money.it\/Recovery-Plan-cosa-e-cosa-prevede\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Recovery plans<\/strong><\/a>, pu\u00f2 essere completamente recuperato entro il 2026. Sono solo stime, ma per una volta sono positive.<\/p>\n<h3 class=\"spip\">Recovery plan: 710 mila posti di lavoro, pi\u00f9 attenzione a giovani e donne<\/h3>\n<div class=\"theoutplay-intext\"><\/div>\n<p>Quando il Premier <strong>Mario Draghi<\/strong> si insedi\u00f2 al Governo, il suo discorso si concentr\u00f2 principalmente su giovani e parit\u00e0 di genere. Ora ci si domanda quanti dei <strong>710 mila posti di lavoro<\/strong> saranno dedicati veramente a queste due categorie.<\/p>\n<p>Un passo nella giusta direzione \u00e8 stato fatto proprio all\u2019ultimo, con l\u2019inserimento nel documento di una \u201c<i>spinta<\/i>\u201d:<\/p>\n<p>Il governo monitorer\u00e0 attentamente gli impatti delle misure per l\u2019occupazione femminile, giovanile e nel Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Un\u2019aggiunta sollecitata dal neosegretario del Partito Democratico, <strong>Enrico Letta<\/strong>, dopo averla annunciata nei giorni scorsi.<\/p>\n<p>Si tratta di una clausola di condizionalit\u00e0 trasversale, come scrive anche <strong>Simona Malpezzi<\/strong> (PD), che nei prossimi anni potrebbe trasformare il mercato del lavoro e ridurre disuguaglianze e divari regionali, di sesso ed et\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, quindi, prova ad <strong>accelerare<\/strong> lato occupazioni. Ricordiamo, infatti, che il nostro Paese \u00e8 \u201cfanalino di coda\u201d per quanto riguarda l\u2019occupazione di giovani e donne; siamo poi al top delle classifiche UE per quanto riguarda il numero di Neet, ossia per quei giovani che non studiano, non si formano e non lavorano.<\/p>\n<p>Il Recovery far\u00e0 avanzare il Pil, da qui all\u2019ultimo anno previsto per il completamento dei progetti (2026), di <strong>+3,6 punti<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel dettaglio la previsione di crescita degli occupati tra <strong>i giovani \u00e8 di +3,3%<\/strong> And <strong>+3,7% per le donne<\/strong>. Numeri pi\u00f9 alti al Sud: per i giovani l\u2019aumento di unit\u00e0 sar\u00e0 del +4,9% e per le donne si parla di +5,5%.<\/p>\n<p>Non stiamo parlando di un \u201cmiracolo\u201d: infatti \u201c<i>non ci sar\u00e0 uno scatto del +3% nel giro di un anno<\/i>\u201d, avvisa l\u2019economista <strong>Fedele De Novellis<\/strong>. L\u2019aumento dei posti di lavoro annunciato va tradotto in un <strong>+0,6% annuo<\/strong> che solo alla fine dei sei anni rispecchier\u00e0 le dichiarazioni attuali.<\/p>\n<h3 class=\"spip\">Recovery plan: un piano per le imprese<\/h3>\n<p>Le promesse sull\u2019aumento dei posti di lavoro per donne e giovani, in particolare al Sud, sono legate alle condizioni per le imprese.<\/p>\n<p>Saranno agevolate le imprese che parteciperanno ai progetti finanziati dai fondi UE e che assumeranno tramite <strong>contratti di formazione e specializzazione<\/strong> donne e giovani.<\/p>\n<p>Ma non solo, anche nei bandi di gara saranno indicati criteri orientati verso gli obiettivi di parit\u00e0 (genere, regionale e di et\u00e0).<\/p>\n<p>Sar\u00e0 abbastanza? Se lo domanda <strong>Maria Cristina Pisani<\/strong>, presidente del Consiglio nazionale dei giovani, che plaude alla novit\u00e0 inserita nel <strong>Recovery plans<\/strong>, ma mette in dubbio la centralit\u00e0 data ai giovani da questo Governo.<\/p>\n<p>\u201c<i>Torniamo a proporre anche al Governo Draghi di inserire gi\u00e0 nel Recovery una quota esplicita del 30% riservata all\u2019occupazione giovanile<\/i>\u201d, chiede al Premier.<\/p>\n<p>Il 30% equivale a <strong>29 miliardi <\/strong>(su 191 totali) da destinare ai giovani, in un programma creato per le prossime generazioni, da cui prende il nome \u201c<strong>Next Generation Eu<\/strong>\u201d e del quale bisogna sottolineare l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p>Il Recovery plan rappresenta quindi una <strong>grande scommessa per l\u2019Italia<\/strong>; solo se le risorse verranno spese bene e non ci saranno dispersioni, infatti, avremo <strong>710 mila occupati in pi\u00f9 entro il 2026<\/strong>. E l\u2019obiettivo potr\u00e0 dirsi raggiunto solo se, oltre all\u2019incremento del tasso di occupazione, si riuscir\u00e0 davvero a <strong>ridurre le le disparit\u00e0 che penalizzano le donne e i giovani sul mercato del lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">__________________________________<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">NOTA CGIL CISL UIL SUL PIANO NAZIONALE RILANCIO E RESILIENZA<\/h2>\n<p>Cgil, Cisl, Uil valutano l\u2019importanza strategica del Piano di Ripresa e Resilienza quale strumento fondamentale per la ripresa del Paese, per aumentare l\u2019occupazione in particolare giovanile e femminile e per ridurre i divari territoriali (Nord-Sud, aree urbane e aree interne e centro periferie). Infatti attraverso gli investimenti e le riforme incider\u00e0 profondamente sui processi economici e sociali e, anche sulla scorta delle indicazioni europee, si misurer\u00e0 con le trasformazioni della digitalizzazione e della riconversione green.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Per queste ragioni Cgil, Cisl, Uil considerano inadeguato il confronto finora avuto con il Governo in ordine alla definizione delle priorit\u00e0 strategiche, degli obiettivi e delle risorse del Piano stesso.<\/p>\n<p>In primo luogo si segnala che nel PNRR \u00e8 stato predisposto uno schema di governance inter- istituzionale, a pi\u00f9 livelli. In questo modello il ruolo delle Organizzazioni Sindacali non \u00e8 esplicitato adeguatamente, n\u00e9 sono definiti e garantiti livelli di negoziazione, di confronto preventivo e di monitoraggio n\u00e9 sugli investimenti n\u00e9 sulle riforme.<\/p>\n<p>Cgil, Cisl e Uil chiedono che le sei missioni, le sedici componenti e le tre azioni trasversali, diventino oggetto costante di confronto preventivo e di monitoraggio della \u201cGovernance partecipata\u201d con il coinvolgimento sostanziale e non formale del Sindacato Confederale. Coinvolgimento che, con riferimento all\u2019efficacia delle tappe in successione del cronoprogramma, al rispetto degli obiettivi generali e intermedi attesi con riferimento all\u2019impatto economico,occupazionale e sociale, deve avvenire ad ogni livello attraverso approfondimenti strutturati e programmati sulle singole questioni, ben oltre la mera informativa. Ci\u00f2 sia per una puntuale comprensione degli aspetti di dettaglio, che al fine di valutarne la concretezza e l\u2019impatto economico e occupazionale.<\/p>\n<p>Inoltre molte delle numerose riforme &#8211; abilitanti, settoriali e orizzontali \u2013 avranno un impatto diretto sul lavoro, sulla sua organizzazione, tutela e creazione e inevitabilmente anche sulla contrattazione. Per questo riteniamo che non si possa prescindere dall\u2019indicazione, chiara ed esplicita, che su tali temi venga garantito preventivamente un confronto rafforzato e, se del caso, una negoziazione con le Organizzazioni Sindacali secondo uno schema che preveda ed istituzionalizzi la partecipazione alle scelte che hanno ricadute dirette ed indirette sul lavoro. Ci\u00f2 vale soprattutto per le Riforme che riguardano i temi del lavoro e dell\u2019occupazione, della pubblica amministrazione, della semplificazione, della concorrenza, delle politiche industriali e delle infrastrutture, dell\u2019istruzione e formazione, della giustizia, del fisco, delle pensioni, della sanit\u00e0 e delle politiche sociali, anche attraverso la definizione dei LEP.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>\u00c8 importante che nel Piano di Ripresa e Resilienza la riforma fiscale sia complessiva e ispirata al principio della progressivit\u00e0 e del contrasto alle disuguaglianze. Inoltre occorre prevedere una pi\u00f9 ampia base imponibile della nuova imposta personale e contemplare la diminuzione del carico fiscale anche sulle pensioni. \u00c8 indispensabile integrare e rafforzare le misure finalizzate al contrasto dell\u2019evasione e dell\u2019elusione, fissando obiettivi di recupero.<\/p>\n<p>Per garantire efficacia e realizzazione delle riforme e dei progetti, riscontriamo la necessit\u00e0 che sia maggiormente qualificato e reso esplicito il legame e l\u2019impegno con le risorse in termini di spesa corrente e di investimenti per aumentare l\u2019occupazione a partire dal lavoro pubblico, rafforzando inoltre il governo pubblico sulle filiere e sulla specializzazione produttiva del Paese. Riteniamo utile garantire una forte sinergia con le risorse della coesione nazionale ed europea 2021-2027.<\/p>\n<p>In questo senso sottolineano come il medesimo approccio di confronto, di partecipazione e di coerenza con i pilastri della strategia europea (coesione sociale, green e digitale), debba essere seguito anche per i progetti contenuti nel Fondo Nazionale complementare e per i fondi compresi nel programma Next generation EU.<\/p>\n<p>Cgil, Cisl e Uil ritengono di prioritaria importanza, la regia e la cadenza temporale degli interventi. Si tratta di aspetti di particolare delicatezza dal momento che si \u00e8 in presenza di un piano a scavalco di almeno due legislature con rilevanza intergenerazionale per dimensioni quantitative, straordinariet\u00e0 d\u2019impatto, dispiegamento temporale e che crea un ulteriore consistente stock di debito che erediteranno le generazioni future. Questa caratteristica lo eleva al di sopra delle parti e impone, anche per ragioni etiche, la scelta del metodo partecipativo, che sostanzi la pi\u00f9 ampia assunzione di responsabilit\u00e0 e la pi\u00f9 rigorosa continuit\u00e0 e finalizzazione.<\/p>\n<p>Cgil, Cisl e Uil sostengono, altres\u00ec, la necessit\u00e0 che tutti gli interventi, anche di sostegno alle imprese, debbano prevedere alcune condizionalit\u00e0 per noi prioritarie, e segnatamente:<\/p>\n<ul>\n<li>la realizzazione di incrementi occupazionali, in particolare per giovani e donne;<\/li>\n<li>il riequilibrio delle diseguaglianze sociali e territoriali a partire dal Mezzogiorno;<\/li>\n<li>l\u2019applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentative a\u00a0livello nazionale;<\/li>\n<li>le garanzie di trasparenza e legalit\u00e0 e di contrasto al lavoro nero e alla logica del massimo ribasso negli appalti;<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<ul>\n<li>la realizzazione di investimenti sui temi della salute e sicurezza;<\/li>\n<li>la qualit\u00e0 della spesa.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Infine riteniamo importante richiamare i principi di fondo della UE, soprattutto in merito al fatto che la trasmissione dei Piani deve avvenire a seguito dell\u2019esame degli stessi con le Parti Sociali, aspetto che motiva le ragioni del Sindacato Confederale a dare la piena disponibilit\u00e0 ad essere interlocutore attivo e propositivo del Governo nell\u2019attuazione di strategie di eccezionale importanza per la ripresa, la crescita e lo sviluppo del nostro Paese.<\/p>\n<p>Per questo, considerata la delicatezza del momento, Cgil, Cisl e Uil ritengono che non pu\u00f2 realizzarsi un cambiamento della portata del PNRR, prescindendo dalla concertazione, confronto e negoziazione assunti come metodo stabile e formalizzato con le Parti Sociali in tutte le sue fasi, comprensive della progettazione, della realizzazione e del monitoraggio degli esiti del Piano tempo per tempo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Roma, 26 aprile 2021<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>CGIL Nazionale<\/p>\n<p>00198 ROMA Corso d\u2019Italia, 25 Telefono +39 0684761<\/p>\n<p>CISL Nazionale<\/p>\n<p>00198 ROMA Via Po, 21 Telefono +39 0684731<\/p>\n<p>UIL Nazionale<\/p>\n<p>00187 ROMA<\/p>\n<p>Via Lucullo, 6 Telefono +39 0647531<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.governo.it\/sites\/governo.it\/files\/PNRR_0.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Nota Medicina di Famiglia<\/span><\/strong><\/p>\n<p>La riforma della medicina di famiglia \u00e8 al centro della missione Salute, una delle sei del Recovery Plan o Pnrr, che originariamente era finanziata per 20 miliardi e ora lo \u00e8 per soli 15. Di quelle risorse, poco meno di met\u00e0 andrebbe alle case di comunit\u00e0, dove sar\u00e0 destinata gran parte dei medici di famiglia secondo alcune controverse letture, nonch\u00e9 all&#8217;assistenza domiciliare ed allo sviluppo di luoghi di cura intermedi come gli ospedali di comunit\u00e0; la parte restante andrebbe a ristrutturare gli ospedali, acquisire nuovi strumenti, digitalizzare il fascicolo sanitario e i flussi di dati sanitari, valorizzare la ricerca biomedica e creare un &#8220;ecosistema innovativo della salute&#8221;. Il Piano prevede un regolamento preliminare e un action plan entro il 2022, quindi entro il 2026 una Casa della comunita\u00cc ogni 24.500 abitanti, 2.564 nuove Case in tutto per prendere in carico 8 milioni circa di pazienti cronici mono-patologici e 5 milioni circa di pazienti cronici multi- patologici in modo omogeneo sul territorio nazionale grazie ad \u00e9quipe multiprofessionali e interdisciplinari che seguono percorsi integrati. <strong>C&#8217;\u00e8 dubbio se scomparir\u00e0 il medico di famiglia &#8220;single<\/strong>&#8221; in autonoma organizzazione a vantaggio di un &#8220;Ufficio del medico di medicina generale&#8221;, come si va dicendo, o di figure dipendenti di tipo ospedaliero che ruotano tra loro H24 nella casa di comunit\u00e0<\/p>\n<p>Il Piano, a ogni modo, si organizza lungo sei missioni:<br \/>\n&#8211; &#8220;<strong>Digitalizzazione, Innovazione, Competitivit\u00e0, Cultura<\/strong>&#8220;, che stanzia complessivamente 49,2 miliardi &#8211; di cui 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo;<br \/>\n&#8211; &#8220;<strong>Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica<\/strong>&#8220;: 68,6 miliardi &#8211; di cui 59,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 miliardi dal Fondo;<br \/>\n&#8211; &#8220;<strong>Infrastrutture per una Mobilit\u00e0 Sostenibile<\/strong>&#8220;: 31,4 miliardi &#8211; di cui 25,1 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,3 miliardi dal Fondo;<br \/>\n&#8211; &#8220;<strong>Istruzione e Ricerca<\/strong>&#8220;: 31,9 miliardi di euro &#8211; di cui 30,9 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 miliardo dal Fondo;<br \/>\n&#8211; &#8220;<strong>Inclusione e Coesione<\/strong>&#8220;: 22,4 miliardi &#8211; di cui 19,8 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,6 miliardi dal Fondo;<br \/>\n&#8211; &#8220;<strong>Health<\/strong>&#8220;: 18,5 miliardi, di cui 15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,9 miliardi dal Fondo. A questo, va aggiunto poi 1,7 miliardi di fondi React-EU, per un totale degli investimenti per la sanit\u00e0 di 20,22 miliardi.<\/p>\n<p>Il suo obiettivo \u00e8 rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equit\u00e0 di accesso alle cure.<br \/>\nIl Piano investe nell\u2019<strong>assistenza di prossimit\u00e0 diffusa sul territorio<\/strong> e attiva 1.288 Case di comunit\u00e0 e 381 Ospedali di comunit\u00e0.<br \/>\nSi potenzia l\u2019<strong>assistenza domiciliare<\/strong> per raggiungere il 10 per cento della popolazione con pi\u00f9 di 65 anni, la <strong>telemedicine<\/strong> e l\u2019assistenza remota, con l\u2019attivazione di 602 Centrali Operative Territoriali.<br \/>\nIl Governo investe nell\u2019aggiornamento del parco tecnologico e delle attrezzatture per diagnosi e cura, con <strong>l\u2019acquisto di 3.133 nuove grandi attrezzature<\/strong>, e nelle infrastrutture ospedaliere, ad esempio con interventi di adeguamento antisismico.<br \/>\nIl Piano rafforza l\u2019infrastruttura tecnologica per la raccolta, l\u2019elaborazione e l\u2019analisi dei dati, inclusa la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico. (<a href=\"https:\/\/www.governo.it\/it\/articolo\/pnrr\/16718\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Government<\/em><\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuove assunzioni in Italia: 710 mila opportunit\u00e0 di lavoro con il Recovery plan Money &#8211; 26 aprile 2021 Il Recovery plan sar\u00e0 in grado di generare 710 mila posti di lavoro, ma quanti di questi sono destinati a donne e giovani? 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