{"id":61835,"date":"2022-01-01T11:32:16","date_gmt":"2022-01-01T10:32:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=61835"},"modified":"2022-01-01T11:35:56","modified_gmt":"2022-01-01T10:35:56","slug":"una-azienda-farmaceutica-e-stata-giudicata-responsabile-per-la-crisi-degli-oppioidi-negli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/una-azienda-farmaceutica-e-stata-giudicata-responsabile-per-la-crisi-degli-oppioidi-negli-stati-uniti\/","title":{"rendered":"A pharmaceutical company has been held responsible for the opioid crisis in the United States"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"tit2\">Per una giuria Teva Pharmaceuticals ha contribuito al disastro sanitario che ha causato la morte di centinaia di migliaia di persone<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2021\/12\/31\/teva-pharmaceuticals-oppioidi-stati-uniti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Post &#8211;\u00a0<span class=\"intera\">VENERD\u00cc 31 DICEMBRE 2021<\/span><\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-61838 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/teva-pharmaceuticals-usa.jpeg\" alt=\"\" width=\"396\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/teva-pharmaceuticals-usa.jpeg 800w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/teva-pharmaceuticals-usa-300x150.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/teva-pharmaceuticals-usa-768x384.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/>Per la prima volta, in un\u2019aula di tribunale un\u2019azienda farmaceutica \u00e8 stata giudicata responsabile di aver contribuito alla crisi sanitaria degli oppioidi negli Stati Uniti. Secondo la giuria di un processo in corso a New York da giugno, la divisione americana di <strong>Teva Pharmaceuticals<\/strong>, un\u2019azienda israeliana, ha deliberatamente minimizzato i potenziali rischi dei propri farmaci antidolorifici in commercio e non ha adottato misure sufficienti per prevenire la loro diffusione eccessiva tra la popolazione nello stato di New York.<\/p>\n<p>The <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2019\/04\/06\/oppioidi-oxycontin-purdue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">oppioidi<\/a> sono farmaci che vengono usati per la gestione del dolore. Cominciarono a essere sintetizzati nel primo Novecento, ma la loro grande diffusione risale agli anni Novanta. In quel periodo l\u2019azienda farmaceutica americana <strong>Purdue<\/strong> cominci\u00f2 a vendere l\u2019ossicodone, commercializzato come OxyContin, facendo una campagna di marketing molto aggressiva per convincere i medici a prescriverlo ai propri pazienti, sostenendo che potesse essere usato per trattare i dolori cronici senza problemi di dipendenza. Negli Stati Uniti molti medici abusarono delle prescrizioni di ossicodone, e in moltissimi casi i pazienti cominciarono a prolungarne l\u2019assunzione anche oltre i termini raccomandati: ma sia l\u2019ossicodone che altri oppioidi creano grossi problemi di dipendenza, e hanno causato la morte per overdose di centinaia di migliaia di persone negli ultimi 20 anni.<\/p>\n<div id=\"mapp_article_par_2\" class=\"intelligence\">Purdue comunque non \u00e8 l\u2019unica azienda farmaceutica che ha avuto un ruolo nella diffusione degli oppioidi. Teva Pharmaceuticals, al pari di altre aziende produttrici di questi farmaci, \u00e8 coinvolta in molte delle migliaia di cause relative all\u2019epidemia di dipendenza da oppioidi negli Stati Uniti.<\/div>\n<div class=\"adv_inread\">\n<div id=\"mapp_article_par_3\" class=\"intelligence\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-41918 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/oxycontin-purdue-opioid.png\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/oxycontin-purdue-opioid.png 772w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/oxycontin-purdue-opioid-300x192.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/oxycontin-purdue-opioid-768x492.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/oxycontin-purdue-opioid-179x116.png 179w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/oxycontin-purdue-opioid-367x237.png 367w\" sizes=\"auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/>Quella in corso a New York \u00e8 la seconda in cui si arriva a un verdetto (il mese scorso, in Ohio, ce n\u2019era stato un altro che aveva riconosciuto la responsabilit\u00e0 delle catene della grande distribuzione CVS, Walgreens e Walmart) e la prima che riguarda sia le aziende produttrici di farmaci sia la filiera della grande distribuzione che li vende. Nei prossimi mesi verr\u00e0 stabilito a quanto ammonteranno i risarcimenti a carico di Teva e delle altre societ\u00e0 ritenute responsabili.<\/p>\n<p>Il processo riguarda in particolare la crisi legata al consumo di oppioidi nelle contee di Nassau e Suffolk. Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention, il pi\u00f9 importante organo di controllo sulla sanit\u00e0 pubblica negli Stati Uniti, tra il 2010 e il 2018 i numeri dei morti per overdose a causa degli oppioidi nelle due contee sono raddoppiati, fino ad arrivare rispettivamente a pi\u00f9 di 1.600 morti e a oltre 3mila nel 2019. Secondo la giuria, anche il governo dello stato di New York \u00e8 in parte responsabile di aver contribuito alla crisi perch\u00e9 avrebbe dovuto regolamentare in maniera pi\u00f9 rigida la circolazione delle sostanze.<\/p>\n<p>Poco prima dell\u2019inizio del processo, l\u2019azienda farmaceutica <strong>Johnson &amp; Johnson<\/strong> aveva annunciato che avrebbe pagato <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2021\/06\/26\/johnson-johnson-non-vendera-piu-oppioidi-negli-stati-uniti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">230 milioni di dollari<\/a> allo stato di New York nell\u2019ambito di un accordo per risolvere le proprie pendenze legali per la crisi degli oppioidi. Alcune settimane dopo i tre principali distributori di oppioidi negli Stati Uniti, Cardinal Health, McKesson Corp e AmerisourceBergen, avevano patteggiato con lo stato di New York risarcimenti per un totale di <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2021\/07\/20\/nyregion\/new-york-opioid-settlements.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">oltre 1 miliardo di dollari<\/a>.<\/p>\n<p>Un anno fa invece Purdue \u2013 finita in bancarotta nel 2019 \u2013 si era dichiarata colpevole delle accuse rivolte a suo carico nell\u2019ambito di un accordo con il dipartimento di Giustizia americano, che prevedeva una sanzione da 8 miliardi di dollari e 225 milioni e stabiliva che nessun dirigente o azionista dell\u2019azienda sarebbe finito in carcere. Il 17 dicembre un tribunale ha dichiarato illegittimo l\u2019accordo, ma ci si aspetta che Purdue ricorrer\u00e0 in appello.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">The documents reported represent opinions, interpretations and reconstructions, even subjective ones and not necessarily shared by the editorial staff. Therefore, the responsibility of the statements lies with the author and\/or whoever has provided us with the content. Our intention is to provide useful information for scientific representatives and to disseminate news of public interest. Naturally we invite readers to always deepen the subject matter, to consult more sources and we leave each of them the freedom of interpretation. The material found on the net, where the copyright wording and the rights of use have not already been declared on the site, has been deemed to be in the public domain in good faith. 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