{"id":627,"date":"2014-05-31T15:43:48","date_gmt":"2014-05-31T13:43:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=627"},"modified":"2014-06-05T10:48:38","modified_gmt":"2014-06-05T08:48:38","slug":"ricerca-farmaceutica-e-cellule-staminali-nuove-speranze-o-falsi-miti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/ricerca-farmaceutica-e-cellule-staminali-nuove-speranze-o-falsi-miti\/","title":{"rendered":"Pharmaceutical research and stem cells: new hope or false myths?"},"content":{"rendered":"<p><i>Presso la sede dell&#8217;associazione Cultura e Sviluppo una conferenza sugli sviluppi e sui lati oscuri della ricerca scientifica e sulla controversa questione delle ricerche sulle cellule staminali mesenchimali. Ospiti i professori Silvio Garattini e Paolo Bianco<\/i><\/p>\n<p>ALESSANDRIA &#8211; Il settore farmaceutico \u00e8 da sempre oggetto di accesi dibattiti che ne mettono costantemente in discussione le procedure di ricerca, le finalit\u00e0 pi\u00f9 o meno lucrative e l&#8217;esclusivit\u00e0 di determinati studi scientifici.<\/p>\n<p><b>Nella sede dell&#8217;associazione Cultura e Sviluppo gioved\u00ec 29 maggio si \u00e8 discusso dei limiti e dei possibili miglioramenti nell&#8217;ambito della ricerca farmaceutica, analizzando poi la controversa questione che riguarda la legittimazione della ricerca sulle cellule staminali mesenchimali<\/b>, caso emblematico degli ultimi mesi quello della Fondazione Stamina del professor Davide Vannoni.<\/p>\n<p>A fare da relatori lo scienziato\u00a0<b>Silvio Garattini, farmacologo fondatore dell&#8217;Istituto di Ricerche Farmacologiche \u201cMario Negri\u201d, e il professor Paolo Bianco, ordinario di Anatomia Patologica e direttore del Laboratorio Cellule Staminali all&#8217;Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma<\/b>.<\/p>\n<p>Il professor Garattini spiega che il modo in cui si sviluppa e si lavora attorno ad un farmaco \u00e8 assai complesso, coinvolge interessi diversi, e rimane perennemente legato in modo ambiguo al mondo dell&#8217;industria farmaceutica. Industria che ha ben chiari i propri obiettivi, che rimangono quelli di vendere pi\u00f9 farmaci possibili ai prezzi pi\u00f9 alti. A tal proposito Garattini afferma che\u00a0<b>\u201cnel settore farmaceutico esiste una gran perdita di denaro; vi \u00e8 una forte dissociazione tra ci\u00f2 di cui abbiamo realmente bisogno e ci\u00f2 che viene prodotto e distribuito. La stragrande maggioranza dei farmaci immessi sul mercato negli ultimi 20\/30 anni non ha rappresentato un progresso significativo\u201d<\/b>. La spesa per i farmaci continua ad aumentare (negli ultimi 30 anni \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata), cos\u00ec come le prescrizioni.<\/p>\n<p>Il farmacologo aggiunge che<b>\u00a0<\/b>\u201csiamo in un sistema poco razionale, impazzito.<b>\u00a0E&#8217; possibile comprendere lo stato delle cose solo tenendo conto dei grandi interessi che coinvolgono questo tipo di mercato. E&#8217; tempo che gli accademici e le istituzioni prendano in mano la situazione per provare a cambiare le cose\u201d<\/b>.<\/p>\n<p>Secondo Garattini\u00a0<b>sono indispensabili quattro fattori per migliorare la situazione: evidenza, etica, appropriatezza e legislazione<\/b>. Evidenza, cio\u00e8 avere le prove scientifiche secondo cui un farmaco porta effettivi e maggiori vantaggi rispetto ai rischi, comuni a tutti i medicinali; etica; ogni studio clinico, ogni sperimentazione, deve avere motivazioni rilevanti e\u00a0<b>\u201cla pubblicazione deve essere indipendente dal risultato, ed anche i dati negativi dovrebbero essere resi noti\u201d<\/b>; appropriatezza, non si deve cio\u00e8 far diventare medico ogni problema con l&#8217;unico obiettivo di prescrivere qualcosa; legislazione, ambigua perch\u00e9 condizionata dalle lobby delle multinazionali farmaceutiche.<\/p>\n<p>Cosa dovrebbe cambiare? Garattini sostiene che per prima cosa gli studi sui pre-clinici sui farmaci non dovrebbero pi\u00f9 essere segreti.\u00a0<b>\u201cL&#8217;accesso ai dati consentirebbe di aumentare l&#8217;attenzione generale. Per approvare un nuovo farmaco oggi sono necessarie tre caratteristiche: qualit\u00e0, efficacia e sicurezza. Altro parametro indispensabile, per\u00f2, sarebbe il \u201cvalore terapeutico aggiunto\u201d, che certifica il confronto con farmaci gi\u00e0 in commercio. Oggi i dossier sono presentati dall&#8217;industria farmaceutica, \u00e8 ovvio che vi sia un forte conflitto di interessi. Per avere maggiori garanzie sarebbe importante che negli studi clinici fossero coinvolti esclusivamente enti indipendenti\u201d<\/b>.<\/p>\n<p>Il professor Bianco, coinvolto nei mesi scorsi nella polemica mediatica basata sull&#8217;effettiva utilit\u00e0 delle ricerche sulle cellule staminali della Fondazione Stamina rivolte alle malattie neurodegenerative, spiega che &#8220;per circa sessant&#8217;anni, l&#8217;argomento \u00e8 rimasto un vezzo da accademici, qualcosa del tutto privo di una rilevanza applicativa.<b>\u00a0Oggi nel mondo almeno 50.000 persone ogni anno ricevono un trapianto di midollo osseo, che \u00e8 la pi\u00f9 chiara dimostrazione di cosa sia in grado di fare una cellula staminale, cio\u00e8 sostituire un tessuto che si rigenera continuamente, per tutta la vita, per prendere il posto dei \u201cprogenitori\u201d, rappresentati appunto dalle cellule staminali\u201d<\/b>.<\/p>\n<p>In merito alle ricerche non approvate dai comitati scientifici il professor Bianco \u00e8 molto critico, sostenendo che\u00a0<b>\u201cse non esiste un un presupposto razionale o scientifico il valore di uno studio clinico pu\u00f2 essere completamente fuorviante. Da un secolo a questa parte in tutto il mondo occidentale esistono non solo criteri di validazione ma anche misure legislative e agenzie regolatorie che fanno rispettare determinate procedure\u201d<\/b>.<\/p>\n<p>Bianco aggiunge che vi \u00e8 una carenza di nuovi farmaci perch\u00e9 la grande industria ha smesso di elargire investimenti, aprendo di conseguenza spazi di mercato inediti. \u201cLe cellule staminali sono l&#8217;oggetto di questa nascente e diversa industria fatta di piccole e medie imprese che si dedicano allo sviluppo farmacologico. Quello che succede \u00e8 che questi nuovi soggetti per diffondere la loro idea hanno bisogno di finanziamenti. I finanziatori impongono per\u00f2 scadenze di entrata sul mercato, facendo dei pazienti il loro strumento promozionale\u201d ha proseguito il professore.<\/p>\n<p>Bianco conclude dichiarando che\u00a0<b>\u201cil rischio \u00e8 che le cellule staminali, straordinario strumento di conoscenza, diventino nello stesso tempo uno strumento commerciale usato come cuneo per fare in modo di vendere ogni tipo di farmaco senza alcuna vigilanza. In questo modo si trasforma la medicina in una transazione di mercato\u201d.<\/b><b><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>31\/05\/2014 \u2013 Alessandria News<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Alessandro Francini<\/b>\u00a0&#8211;\u00a0<a title=\"Scrivi a Alessandro Francini\" href=\"mailto:redazione@alessandrianews.it\">redazione@alessandrianews.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presso la sede dell&#8217;associazione Cultura e Sviluppo una conferenza sugli sviluppi e sui lati oscuri della ricerca scientifica e sulla controversa questione delle ricerche sulle cellule staminali mesenchimali. 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