{"id":64020,"date":"2022-04-22T12:13:25","date_gmt":"2022-04-22T10:13:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=64020"},"modified":"2022-04-22T12:55:25","modified_gmt":"2022-04-22T10:55:25","slug":"fnomceo-un-terzo-dei-medici-sogna-la-pensione-soprattutto-i-piu-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/fnomceo-un-terzo-dei-medici-sogna-la-pensione-soprattutto-i-piu-giovani\/","title":{"rendered":"FNOMCeO. A third of doctors dream of retirement, especially the younger ones"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"entry-title\">La resa dei medici italiani: un terzo sogna la pensione, soprattutto i pi\u00f9 giovani. Anelli (FNOMCeO): \u201cDato scioccante che fa riflettere. Stiamo uccidendo la speranza. Noi amiamo questa professione, chiediamo di poterla esercitare con l\u2019entusiasmo degli inizi\u201d<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/portale.fnomceo.it\/la-resa-dei-medici-italiani-un-terzo-sogna-la-pensione-soprattutto-i-piu-giovani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ufficio Stampa FNOMCeO &#8211; 20 aprile 2022<\/a><\/p>\n<p><strong>Tutti i numeri dell\u2019Indagine \u201cLa condizione dei medici a due anni dall\u2019inizio della pandemia da Covid-19\u201d, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-64023 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Medici-che-andrebbero-in-pensione-1024x619.png\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Medici-che-andrebbero-in-pensione-1024x619.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Medici-che-andrebbero-in-pensione-300x181.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Medici-che-andrebbero-in-pensione-768x464.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Medici-che-andrebbero-in-pensione-780x470.png 780w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Medici-che-andrebbero-in-pensione.png 1029w\" sizes=\"auto, (max-width: 554px) 100vw, 554px\" \/>presentata alla Conferenza nazionale sulla Questione medica<\/strong><\/p>\n<div class=\"c5-body-wrap\">\n<section class=\"c5-main-blog\"><main class=\"c5-main-blog-content c5-single-content code125-sticky-content\"><\/p>\n<article class=\"code125-article-layout-common code125-article-layout-1 clearfix post-65162 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-articoli-slide category-comunicati-stampa category-eventi-in-evidenza\">\n<div class=\"entry-content typography\">\n<p>Un terzo dei medici italiani, potendo, andrebbe subito in pensione. E, a sognare di poter barattare istantaneamente il camice bianco con una spiaggia esotica o una panchina al parco \u00e8 proprio la \u201cfetta\u201d pi\u00f9 giovane della Professione: il 25% dei medici tra i 25 e 34 anni e il 31% di quelli tra i 35 e i 44 anni.<\/p>\n<p>\u00c8 questo uno dei dati pi\u00f9 eclatanti, e preoccupanti, dell\u2019indagine\u00a0<strong>quantitativa \u201cLa condizione dei Medici a due anni dall\u2019inizio della pandemia da Covid-19\u201d<\/strong>, condotta dall\u2019Istituto Piepoli su input della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, e presentata oggi a Roma nell\u2019ambito della <strong>Conferenza nazionale sulla Questione Medica.<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>Noi amiamo questa professione, chiediamo solo di poterla esercitare con l\u2019entusiasmo di chi inizia!<\/em> \u2013 \u00e8 il commento del Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli -.\u00a0<em>Questa propensione alla pensione anticipata, espressa da tanti giovani, \u00e8 un dato scioccante che fa riflettere e mostra quanto profonda sia la crisi legata alla perdita di fiducia nel futuro, alla mancanza di speranza di un domani migliore per la nostra professione\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 stata realizzata attraverso la somministrazione di 500 interviste, condotte dal 21 al 28 marzo scorso, su un campione rappresentativo di 500 medici, uomini e donne, stratificati per et\u00e0 e per collocazione geografica, cos\u00ec segmentati: 50 medici di famiglia, 50 medici di continuit\u00e0 assistenziale, 50 pediatri, 200 Odontoiatri, 50 specialisti ambulatoriali, 50 ospedalieri, 20 pensionati, 30 medici di altra tipologia.<\/p>\n<p>Rilevante l\u2019aumento in pandemia dei carichi di lavoro \u2013 oltre il 37% sul territorio, pi\u00f9 28% in ospedale \u2013 che ha riguardato la stragrande maggioranza dei medici e degli odontoiatri. A quanto emerge dalla ricerca, nel corso della pandemia il carico di lavoro \u00e8 cresciuto per 3 medici su 4, portando quasi 1 ospedaliero su 5 a cambiare reparto (un cambiamento difficile, nella maggior parte dei casi).\u00a0Lo dichiarano mediamente il 75% dei medici del territorio, il 64% dei medici ospedalieri, il 24% degli specialisti ambulatoriali e il 12% negli odontoiatri. Un <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-64024 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Medici-remoto.png\" alt=\"\" width=\"509\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Medici-remoto.png 897w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Medici-remoto-300x208.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Medici-remoto-768x533.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/>impegno gravoso che ha avuto ripercussioni \u2013 lo pensano il 40% sia dei medici sul territorio sia degli ospedalieri \u2013 anche sul rapporto di fiducia con i cittadini. E che ha provocato, insieme alle difficolt\u00e0 organizzative, stress e preoccupazione nella stragrande maggioranza dei professionisti, il 71%. Si dichiarano \u201cstressati\u201d il 90% dei medici del territorio, il 72% dei medici ospedalieri, l\u201980% degli specialisti ambulatoriali, il 62% degli odontoiatri.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, il 53% dei medici dichiara che molti cittadini hanno rinunciato a cure importanti, spesso interrompendole dopo averle iniziate, per colpa della pandemia.<\/p>\n<p>\u201c<em>Sono numerose le segnalazioni<\/em>\u00a0Rings explains.\u00a0<em>in letteratura circa il burnout dei medici. \u201cMedici e tirocinanti si stanno esaurendo a ritmi allarmanti\u201d, si legge in uno dei tanti lavori pubblicati.\u00a0Infatti, \u201cstoricamente, la medicina \u00e8 stata caratterizzata da condizioni di lavoro difficili oltre a disattenzione al benessere e alla cura di s\u00e9 da parte del medico\u201d. Secondo l\u2019indagine dell\u2019Istituto Piepoli il 24% dei medici di continuit\u00e0 assistenziale ha presentato problemi di salute, come disturbi del sonno, stress ansia e paura, analogamente al 10% dei mmg, al 4% dei medici ospedalieri e il 3% degli odontoiatri\u201d.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019aumento dei carichi di lavoro ha sottratto tempo alla famiglia, al riposo, alla vita privata. Nel corso degli ultimi due anni, la maggioranza dei medici del territorio (55%) e degli ospedalieri (44%) ha dovuto rinunciare o ridurre i giorni di ferie. Conciliare la gestione familiare con quella lavorativa \u00e8 diventata un\u2019impresa per i medici del SSN. Quasi tre medici del territorio su quattro non sono riusciti a mettere d\u2019accordo lavoro e famiglia durante l\u2019emergenza sanitaria. Lo stesso \u00e8 accaduto al 62% dei medici ospedalieri. Sempre i tre quarti dei medici territoriali e il 66% degli ospedalieri non hanno tempo per la vita privata.<\/p>\n<p>Il Covid, imponendo il distanziamento sociale, ha dato impulso ai consulti da remoto: li hanno offerti la met\u00e0 dei medici, con punte del 65% tra i medici di medicina generale. Sette medici su dieci non gradiscono i trattamenti da remoto, i consulti on line e telefonici, che hanno invaso la vita privata della maggioranza, il 58%, dei medici italiani. Lo denuncia l\u201982% dei medici del territorio, il 64% degli ospedalieri, il 45% degli Odontoiatri, il 41% degli specialisti ambulatoriali.<\/p>\n<p>Ciononostante, quattro medici su dieci continueranno a offrirli ai pazienti, perch\u00e9 li ritengono un servizio a loro gradito.<\/p>\n<p><em>\u201cSono tanti i colleghi che non si riconoscono pi\u00f9 in una Professione mortificata da carichi di lavoro abnormi, ad esempio nei pronto soccorso e nel 118, e da un\u2019invadenza burocratica che soffoca l\u2019autonomia professionale<\/em>\u00a0\u2013 afferma Anelli -.\u00a0<em>La prescrizione farmaceutica e le prestazioni diagnostiche sono oramai appesantite da orpelli, modelli, piani terapeutici e quant\u2019altro, utili solo a sottrarre al medico quel tempo che invece avrebbe dovuto garantire al cittadino perch\u00e9, come richiama la legge 219 del 2017,\u00a0\u201cil\u00a0tempo\u00a0della comunicazione tra medico e paziente costituisce\u00a0tempo di cura\u201d. Sono tante le ore in pi\u00f9 svolte, spesso in violazione delle norme, senza essere totalmente o parzialmente retribuite. Il 64% dei medici ospedalieri e il 73% dei medici del territorio non ha neanche potuto usufruire in maniera totale o parziale delle ferie.\u00a0 Il 74% dei medici del territorio e il 66% dei medici ospedalieri non ha a disposizione un adeguato tempo libero per vivere la sua vita privata e familiare. Il tema del rispetto dei diritti dei lavoratori diventa cos\u00ec cruciale per garantire serenit\u00e0 ed efficienza lavorativa. Diritti non ancora completamente esigibili da parte delle donne!\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il 38% delle donne medico comprese tra 25 e 34 anni si sentono infatti discriminate, in quanto donne, sul lavoro. La met\u00e0 delle colleghe pi\u00f9 giovani ritiene di non essere tutelata sul lavoro nello stato di maternit\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u201cAppare, a questo punto, opportuno istituire un Osservatorio nazionale sulla tutela dei diritti e delle condizioni lavorative dei medici, a valenza consultiva, presso il Ministero della Salute, al fine di monitorare proprio il rispetto dei diritti dei lavoratori<\/em>\u00a0\u2013 conclude Anelli -.\u00a0<em>Serve uno sforzo comune per recuperare quella reciproca fiducia che nel Servizio Sanitario Nazionale costituisce il presupposto per assicurare la migliore assistenza ai cittadini. Fiducia che si fonda sul diritto del cittadino alla libera scelta che dovrebbe essere garantito in tutti gli ambiti del sistema salute\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-64025 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/tutela-medici.png\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/tutela-medici.png 940w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/tutela-medici-300x199.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/tutela-medici-768x508.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/>I medici, invece, si sono sentiti abbandonati dalle Istituzioni: hanno giudicato i provvedimenti adottati non adeguati ad agevolare l\u2019attivit\u00e0 professionale quotidiana. Un giudizio unanime, espresso dal 72% dei medici intervistati.<\/p>\n<p>Analogo parere \u00e8 stato espresso dal 52% dei medici e odontoiatri sui percorsi di sicurezza messi in atto negli ultimi due anni. Processi che hanno creato uno scollamento tra i professionisti e le istituzioni, in particolare le Regioni. Buona parte del mondo medico e odontoiatra, il 59%, non si \u00e8 sentito tutelato dalle Istituzioni. Lo dichiarano il 75% dei medici del territorio, ma anche il 62% dei medici ospedalieri, il 52% degli odontoiatri.<\/p>\n<p>\u201c<em>Il medico \u00e8, per gli italiani, un archetipo, un punto di riferimento, un componente della famiglia a tutti gli effetti<\/em>\u00a0\u2013 afferma Livio Gigliuto, Vicepresidente\u00a0Istituto Piepoli S.p.A. -.\u00a0<em>Ma la classe medica, a due anni dall\u2019inizio della pandemia, sembra vivere una fase di sofferenza fisica e psicologica. \u00c8 indicativo come quasi un medico su tre, anche tra i pi\u00f9 giovani, andrebbe subito in pensione, provato da un lungo periodo di impegno generoso, andato ben oltre gli orari di lavoro e gestito sottraendo spesso tempo alla vita privata\u201d.<\/em><\/p>\n<p>FNOMCeO Press and Information Office<br \/>\ninformazione@fnomceo.it<br \/>\nwww.fnomceo.it<br \/>\n21\/04\/2022<\/p>\n<p class=\"autore-articolo\">Author: <a class=\"url fn\">FNOMCeO Press Office<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"doc-allegati\">\n<h5>Documenti allegati:<\/h5>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/portale.fnomceo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/069-2022-Piepoli-Federazione-Nazionale-Ordine-dei-Medici-Chirurghi-ed-Odontoiatri_report_v03.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Report Istituto Piepoli<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/portale.fnomceo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Sintesi-Piepoli.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sintesi<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/article>\n<p><\/main><\/section>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"c5-body-wrap\">\n<section class=\"c5-main-blog\"><main class=\"c5-main-blog-content c5-single-content code125-sticky-content\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Pe4Eds1DY90\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-64029 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/spot-medici.png\" alt=\"\" width=\"868\" height=\"538\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/spot-medici.png 868w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/spot-medici-300x186.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/spot-medici-768x476.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 868px) 100vw, 868px\" \/><\/a><\/p>\n<p><\/main><\/section>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La resa dei medici italiani: un terzo sogna la pensione, soprattutto i pi\u00f9 giovani. Anelli (FNOMCeO): \u201cDato scioccante che fa riflettere. Stiamo uccidendo la speranza. Noi amiamo questa professione, chiediamo di poterla esercitare con l\u2019entusiasmo degli inizi\u201d Ufficio Stampa FNOMCeO &#8211; 20 aprile 2022 Tutti i numeri dell\u2019Indagine \u201cLa condizione dei medici a due anni &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":64027,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[79],"class_list":["post-64020","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","tag-ssn"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64020","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64020"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64020\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64020"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64020"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64020"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}