{"id":651,"date":"2014-05-30T16:23:56","date_gmt":"2014-05-30T14:23:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=651"},"modified":"2014-06-04T16:26:45","modified_gmt":"2014-06-04T14:26:45","slug":"astrazeneca-non-tutto-e-in-vendita-forse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/astrazeneca-non-tutto-e-in-vendita-forse\/","title":{"rendered":"Astrazeneca: not everything is for sale. Perhaps."},"content":{"rendered":"<p><strong><i>Scritto da: Francesca Gennari &#8211; 30 maggio 2014 \u2013 Europae rivista di affari europei<\/i><\/strong><\/p>\n<p><b>Astrazeneca<\/b>\u00a0nasce il 6 aprile 1999 dalla fusione tra l\u2019impresa svedese Astra AB e il gruppo britannico Zeneca plc. Al tempo questa fusione \u00e9 stata accolta molto favorevolmente a livello internazionale, dato che entrambe le societ\u00e0 originarie condividevano le medesime ambizioni economiche, abbinate a un interesse spiccato per la\u00a0<b>ricerca scientifica di alto livello.<\/b><\/p>\n<p><b>Astra AB<\/b>\u00a0era stata fondata nel 1913 da un gruppo di quattrocento persone tra dottori e farmacisti. Grazie alla guida della \u201cfamiglia leader\u201d, i Johannson, e dell\u2019amministratore delegato storico, Borje Gabrielson, Astra \u00e9 diventata la prima produttrice di prodotti farmaceutici svedesi, in particolare penicillina e anestetici.\u00a0<b>Zeneca plc<\/b>\u00a0discendeva invece da una scissione, risalente al 1993, dei rami farmaceutico e agrochimico delle\u00a0<i>Imperial Chemical Industries<\/i>.<\/p>\n<p>Astrazeneca \u00e9 oggi<b>\u00a0la settima pi\u00f9 grande multinazionale farmaceutica su scala mondiale<\/b>, leader nel campo dei farmaci per disturbi cardiovascolari, infezioni gastrointestinali e per la ricerca nel campo delle neuroscienze e del cancro, grazie ai suoi laboratori a Cambridge e in Svezia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 allora da settimane su\u00a0<i>The Guardian, the Financial Times<\/i>\u00a0e lo\u00a0<i>Svenska Dagbladet<\/i>\u00a0c\u2019\u00e8 un\u2019intera sezione dedicata agli aggiornamenti sulle vicende di questa azienda? La risposta viene dagli Stati Uniti e, in particolare, dal colosso farmaceutico\u00a0<b>Pfizer<\/b>\u00a0che, ormai dal 25 novembre 2013, ha letteralmente \u201cmesso gli occhi addosso\u201d alla multinazionale europea. Ian Read, amministratore delegato di Pfizer, ha reso nota a Pascal Soriot, CEO di Astrazeneca, la sua intenzione di iniziare dei colloqui nell\u2019eventualit\u00e0 di una fusione tra le due multinazionali.<\/p>\n<p>I piani legati alla fusione di Ian Read si sono concretizzati in\u00a0<b>una proposta formale<\/b>\u00a0il 5 gennaio 2014, quando l\u2019AD statunitense ha lanciato sul tavolo cifre da capogiro:\u00a0<b>58 miliardi di sterline<\/b>\u00a0e una valutazione dei titoli azionari di 46,61\u00a3 ciascuno. Tuttavia, le discussioni sono giunte a un punto morto. Read ha letteralmente supplicato il premier David Cameron di poter porre la base delle sue operazioni in Europa nel Regno Unito e di poter usufruire del 20% del personale di \u201cstanza\u201d a Cambridge dopo la fusione. Ed Miliband, leader laburista, ha accusato invece Cameron di essere\u00a0<b>la \u201cragazza pon pon\u201d che fa il tifo per Pfizer<\/b>\u00a0e ha sottolineato l\u2019importanza della questione a livello nazionale: molte infatti erano, e restano tuttora, le preoccupazioni in merito alla delocalizzazione e ai tagli sul personale coinvolto nella ricerca [<em>a destra in alto i centri ricerca<\/em>].<\/p>\n<p>Maggiori rassicurazioni e soprattutto garanzie sono quelle volute da Lord Sainsbury in Inghilterra. Gli Johansson e il commissario Anders Borg hanno dichiarato invece di essere preoccupati. C\u2019\u00e8 infatti un precedente: la fusione di Pfizer con la compagnia farmaceutica Pharmacia ha dimostrato che l\u2019azienda americana non ha mantenuto le sue promesse in merito alla<b>\u00a0riorganizzazione produttiva<\/b>.<\/p>\n<p>Per la\u00a0<b>Svezia<\/b>, la perdita di Astrazeneca, inglobata da Pfizer, sarebbe l\u2019ennesima tappa di un declino irreversibile: Volvo \u00e8 ormai cinese, Volkswagen sta cercando (con successo) di acquisire Scania. Se Astrazeneca diventasse parte di Pfizer, data anche la perdita di Ericsson, dell\u2019eccellenza industriale svedese non rimarrebbe molto.<\/p>\n<p>Il 18 maggio 2014 Pfizer ha lanciato<b>\u00a0una nuova offerta: questa volta sono 69 miliardi<\/b>\u00a0di sterline. La proposta \u00e8 stata definita \u201c<i>final<\/i>\u201d, cio\u00e8 irrevocabile. La cifra \u00e8 sembrata per\u00f2 non essere abbastanza persuasiva per il comitato direttivo di Astrazeneca, che, tramite comunicato, ha annunciato il giorno successivo il suo rifiuto e l\u2019uscita dalle negoziazioni. Come si pu\u00f2 immaginare, ci\u00f2 non \u00e8 risultato molto gradito agli azionisti di maggioranza della multinazionale europea. Pfizer ha approfittato dell\u2019<i>emotional turmoil<\/i>\u00a0per comunicare, la sera del 19 maggio, che\u00a0<b>la sua offerta di 55\u00a3 a titolo potrebbe essere aumentata<\/b>, nonostante la proposta fosse gi\u00e0 definitiva.<\/p>\n<p>Astrazeneca ha condannato questo comportamento definendolo sleale: sarebbe\u00a0<b>una pressione illecita<\/b>\u00a0che potrebbe spingere gli azionisti di maggioranza a far cambiare il parere del board, senza aver nessuna assicurazione che l\u2019offerta sar\u00e0 effettivamente aumentata. Azione, reazione: l\u2019investitore di maggioranza di Astrazeneca,\u00a0<b>Black Rock<\/b>, ha chiesto al board di riconsiderare la proposta di Pfizer venerd\u00ec 23 maggio. Il resto alla prossima puntata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scritto da: Francesca Gennari &#8211; 30 maggio 2014 \u2013 Europae rivista di affari europei Astrazeneca\u00a0nasce il 6 aprile 1999 dalla fusione tra l\u2019impresa svedese Astra AB e il gruppo britannico Zeneca plc. 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