{"id":66477,"date":"2022-08-04T13:31:05","date_gmt":"2022-08-04T11:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=66477"},"modified":"2022-08-06T12:40:18","modified_gmt":"2022-08-06T10:40:18","slug":"garattini-luso-degli-antidepressivi-non-ce-stato-e-luso-che-ce-stato-e-dovuto-alla-propaganda-delle-aziende-farmaceutiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/garattini-luso-degli-antidepressivi-non-ce-stato-e-luso-che-ce-stato-e-dovuto-alla-propaganda-delle-aziende-farmaceutiche\/","title":{"rendered":"Garattini: There has been no use of antidepressants and the use that has taken place is due to the propaganda of pharmaceutical companies"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">On <a href=\"https:\/\/www.bergamonews.it\/2022\/08\/03\/antidepressivi-garattini-spesso-assunti-inutilmente-siamo-in-balia-del-mercato\/536689\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bergamo News del 3 agosto<\/a> \u00e8 stata pubblicata un\u2019intervista al Prof. Garattini (classe 1928) a cui \u00e8 stato chiesto di fare <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-65256 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Silvio-Garattini-94-anni.jpeg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Silvio-Garattini-94-anni.jpeg 735w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Silvio-Garattini-94-anni-300x170.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Silvio-Garattini-94-anni-390x220.jpeg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/>delle considerazioni sull\u2019aumento dell\u2019uso degli antidepressivi in Italia cos\u00ec come si ricava dalla recente pubblicazione da parte di AIFA del Rapporto sul consumo dei farmaci in Italia (<a href=\"https:\/\/www.aifa.gov.it\/documents\/20142\/1740782\/Rapporto-OsMed-2021.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">OsMed<\/a>).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ne riassumiamo le parti salienti rimandando i lettori <a href=\"https:\/\/www.bergamonews.it\/2022\/08\/03\/antidepressivi-garattini-spesso-assunti-inutilmente-siamo-in-balia-del-mercato\/536689\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">all\u2019articolo integrale<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019illustre Professore risponde che analizzando l&#8217;ultimo Rapporto OsMed non sembra che ci sia questa correlazione o, almeno, non emerge in modo significativo. &#8220;<em>L&#8217;aumento dell\u2019uso degli antidepressivi<\/em>, prosegue Garattini, <em>che abbiamo avuto \u00e8 simile a quello che si \u00e8 registrato negli anni scorsi: c&#8217;\u00e8 stato un incremento dell&#8217;uso di antidepressivi, ma non si tratta di una grande variazione: nel 2021 \u00e8 stato del 2,4%, mentre in precedenza si attestava attorno all&#8217;1,9%. Probabilmente, continua il Professore, una componente di questa percentuale sar\u00e0 dettata dal difficile periodo vissuto a causa della pandemia da Covid-19, ma \u00e8 una crescita contenuta. Dal punto di vista numerico, in Italia le persone che assumono antidepressivi sono 4 milioni e si stima che il 6% della popolazione italiana di et\u00e0 compresa fra i 18 e i 69 anni soffra di qualche forma di depressione<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Prof. Garattini continua valutando le fasce di et\u00e0 degli utilizzatori di antidepressivi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Valutando poi la distribuzione geografica degli utilizzatori di antidepressivi osserva che nelle regioni italiane settentrionali si rilevano 46,9 dosi giornaliere per mille abitanti, nel centro Italia 50,4 e nel sud 37,7. La regione in cui vengono utilizzati maggiormente gli antidepressivi risulta la Toscana con 66 dosi per mille abitanti, mentre la Campania ne conta 35.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-66490 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2-ISF-Icolpa_b.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2-ISF-Icolpa_b.jpg 320w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2-ISF-Icolpa_b-282x300.jpg 282w\" sizes=\"auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/>&#8220;<strong><em>Queste differenze rispecchiano la capacit\u00e0 delle industrie di fare propaganda dei loro prodotti nelle varie regioni e nelle diverse situazioni<\/em><\/strong>, afferma con sicurezza il Professore. <em>Molti assumono questi farmaci senza averne realmente bisogno: sappiamo che molte delle prescrizioni vengono fatte a chi si trova in condizioni che possono essere associate a forme di depressione o possono portare a stati depressivi, ma non si tratta sempre di casi patologici che richiedono necessariamente di essere trattati con antidepressivi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Proseguendo nell\u2019intervista, il professore afferma che &#8220;<em>i farmaci possono avere effetti collaterali e non portano solo benefici. <strong>La propaganda, che \u00e8 fatta da chi produce i medicinali, si concentra sui loro aspetti positivi<\/strong>, ma vanno valutate anche le controindicazioni che possono dare luogo a situazioni che richiedono di assumerne altri. <strong>Da parte del servizio sanitario nazionale, del ministero della salute e dell&#8217;Aifa non c\u2019\u00e8 un programma finalizzato a dare un&#8217;informazione indipendente<\/strong>: il medico riceve solo il flusso del mercato: di fatto <strong>siamo in balia del mercato<\/strong>, non abbiamo altro tipo di informazione<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Conclude dicendo che &#8220;<em>gli interessi di chi vende sono superiori di chi paga e di chi riceve il farmaco. Il mercato dei farmaci funziona in modo diverso rispetto agli altri settori: la situazione \u00e8 molto complessa e senza un&#8217;informazione indipendente nessuno ci pu\u00f2 dire se un farmaco sia meglio di un altro<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le affermazioni del Prof. Garattini ci sembrano, con tutto il rispetto per l\u2019illustre scienziato, del tutto apodittiche frutto di un pensiero ossessivo col quale da anni ci dice che tutto \u00e8 riconducibile alla \u201cpropaganda\u201d delle aziende farmaceutiche. Ovviamente senza un rapporto di causalit\u00e0, anzi esistono prove che dimostrano il contrario. Per esempio nel 2007, e anni seguenti, ci furono migliaia (15.000 su 30.000) licenziamenti di informatori scientifici con il conseguente loro numero ridotto sul territorio. Si suppone che la &#8220;propaganda&#8221; sia diminuita e che quindi sia diminuito l&#8217;uso dei farmaci. Ebbene, in quegli anni la spesa farmaceutica aument\u00f2! Adesso invece \u00e8 in calo (la convenzionata).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66482 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/consumo-regioni-antidepressivi-dritto.png\" alt=\"\" width=\"718\" height=\"695\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/consumo-regioni-antidepressivi-dritto.png 718w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/consumo-regioni-antidepressivi-dritto-300x290.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 718px) 100vw, 718px\" \/>Secondo i dati OsMed, e ripresi dal Prof. Garattini, la regione pi\u00f9 virtuosa, in relazione al consumo di antidepressivi, \u00e8 la Campania. La peggiore \u00e8 la Toscana. Il dato OsMed per\u00f2 ci dice anche che i maggiori utilizzatori di antidepressivi si trovano nella fascia di et\u00e0 pi\u00f9 anziana, quella superiore a 64 anni. \u00c8 necessario allora analizzare la composizione della popolazione per fasce d\u2019et\u00e0 delle due regioni (secondo ISTAT che riporta i dati del censimento della popolazione del 2019 pubblicato nel 2021)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In Campania l\u2019indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione di 65 anni e oltre e la popolazione di eta\u0300 0-14 anni, moltiplicato per 100) secondo ISTAT \u00e8 <strong>135<\/strong> e ci dice, sempre secondo l\u2019ISTAT, cha \u00a0<strong>la popolazione campana presenta una struttura per eta\u0300 sensibilmente piu\u0300 giovane di quella italiana<\/strong>, evidenziata anche dalla diversa forma delle piramidi delle eta\u0300.<strong> La Campania<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2021\/02\/Censimento-permanente_Campania_2019.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dice sempre l\u2019ISTAT<\/a>, <strong>si conferma la regione piu\u0300 giovane<\/strong>: il 51,6% dei campani ha meno di 45 anni (il 46,5% a livello nazionale), il 19,3% ne ha piu\u0300 di 64 (il 23,2% in media Italia).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In Toscana l\u2019indice di vecchiaia, <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2021\/02\/Censimento-permanente-della-popolazione-Toscana.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sempre secondo ISTAT<\/a>, \u00e8 <strong>211,4<\/strong>. <strong>La popolazione toscana presenta, nel 2019, una struttura per eta\u0300 sensibilmente piu\u0300 vecchia rispetto a quella italiana<\/strong>, come emerge dal profilo delle piramidi per eta\u0300. Crescono il peso e la consistenza delle classi piu\u0300 anziane. \u00a0Le variazioni nella composizione per eta\u0300 della popolazione toscana si riflettono sui principali indicatori di struttura demografica. L\u2019eta\u0300 media sale da 45,4 anni del 2011 a 46,8 del 2019 (in media Italia da 43,3 a 45,2); l\u2019indice di vecchiaia (% popolazione in eta\u0300 65 e piu\u0300 \/ popolazione in eta\u0300 0-14) passa da 187,3 a 211,4; l\u2019indice di dipendenza strutturale degli anziani (% popolazione in eta\u0300 65 e piu\u0300 \/ popolazione in eta\u0300 15-64) passa da 37,9 a 41,5.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I dati ISTAT parlano da soli e spiegano la diversit\u00e0 fra le due regioni. Ma non basta, secondo Gulino, presidente dell\u2019Ordine degli Psicologi toscani, le restrizioni decise per fronteggiare il covid hanno \u201caumentato la richiesta di prestazioni psicologiche: in Toscana nel 2020 si \u00e8 segnalato un +30% rispetto al 2019. Solo nei primi tre giorni, dal 25 luglio, in Toscana ben 9.611 cittadini hanno fatto richiesta del bonus psicologo. La maggior parte rimarr\u00e0, per\u00f2, tagliata fuori: i fondi per tutti non basteranno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">The <a href=\"https:\/\/www.aifa.gov.it\/documents\/20142\/1740782\/Rapporto-OsMed-2021.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">OsMed report<\/a>\u00a0infatti ci dice a pagina 443 che \u201c<em>circa un paziente su tre con diagnosi di depressione \u00e8 trattato farmacologicamente (30,9%) nel 2021, con una<strong> riduzione dello 0,3%<\/strong> rispetto al 2020. La prevalenza d&#8217;uso pi\u00f9 elevata si osserva nelle Regioni del Centro (34,9%) rispetto a quelle del Nord (32,3%) e del Sud e Isole (27,2%) e nelle donne rispetto agli uomini (33,5% vs 25,6%). <strong>Tale prevalenza mostra inoltre un andamento crescente all&#8217;aumentare dell&#8217;et\u00e0, passando difatti dal 36,1% nella fascia di et\u00e0 66-74 anni al 46,2% dei soggetti pi\u00f9 anziani (\u226585 anni di et\u00e0)<\/strong> (Tabella 3.6.2h)<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-66481\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Prevalenza-uso-antidepressivi.png\" alt=\"\" width=\"930\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Prevalenza-uso-antidepressivi.png 930w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Prevalenza-uso-antidepressivi-300x193.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Prevalenza-uso-antidepressivi-768x493.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 930px) 100vw, 930px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Rapporto, afferma AIFA, ci dice inoltre che \u201c<em>l&#8217;incremento del consumo degli antidepressivi nel 2021 \u00e8 in linea con la tendenza documentata negli anni precedenti e sembrerebbe non essere stato influenzato dalla pandemia in corso. In realt\u00e0 il fenomeno appare pi\u00f9 complesso considerando che a fronte di un incremento nazionale del 2,4% vi sono rilevanti differenze regionali e per macro-aree. Ci\u00f2 potrebbe essere dovuto alla combinazione di pi\u00f9 fattori quali la <strong>differente variabilit\u00e0 regionale<\/strong> e la ridotta accessibilit\u00e0 ai servizi, documentata dalla riduzione delle nuove diagnosi, che si inscrive su un pattern prescrittivo &#8220;storico&#8221; degli antidepressivi nei diversi territori nonch\u00e9 ad un possibile differente ruolo della medicina generale nelle diverse aree del Paese durante la pandemia<\/em>\u201d. In tutto questo la &#8220;propaganda&#8221; non centra niente,<\/p>\n<p>Le aziende farmaceutiche faranno anche la loro parte, ma bisogna quindi considerare anche le diverse condizioni in cui si trovano le regioni: c\u2019\u00e8 chi \u00e8 in fase di rientro sulla spesa farmaceutica, c\u2019\u00e8 chi premia i medici che non prescrivono farmaci, c\u2019\u00e8 chi viene sanzionato perch\u00e9 prescrive troppo, ecc., occorre poi valutare la variabilit\u00e0 individuale delle persone ed in particolare il numero di anziani presenti nelle regioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pu\u00f2 darsi che gli antidepressivi siano un\u2019eccezione, ma i dati statistici su base regionale sull\u2019uso dei farmaci in generale in Italia che IQVIA fornisce alle aziende farmaceutiche dice l\u2019esatto contrario di quanto afferma il Prof. Garattini.<\/p>\n<p>Inoltre, afferma il Prof. Garattini, che tutto \u00e8 dovuto all&#8217;inefficienza e latitanza delle istituzione e di AIFA in particolare, di cui ha fatto parte, evidentemente inutilmente.<\/p>\n<p>Occorre quindi ricordare che le <strong><u>pharmaceutical companies<\/u><\/strong>, devono versare ad AIFA un contributo pari al 5% dell\u2019ammontare complessivo della spesa sostenuta nell\u2019anno precedente per le attivita\u0300 di promozione al netto delle spese per il personale addetto. Sono maturati a tale titolo nel 2021 euro 21.302.778 destinati ad alimentare il fondo nazionale farmaci orfani per il 50% e per il restante <strong>50 \u00e8 da destinare all\u2019informazione scientifica indipendente<\/strong>, alla vigilanza attiva, ricerche sui farmaci, formazione del personale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Poi le aziende farmaceutiche devono versare ad AIFA 1.000 euro per ogni farmaco che hanno in commercio. Risulta per il 2021 un importo pari ad euro 8.470.852.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ci sono poi a carico delle aziende i versamenti relativi alla maggiorazione del 20% delle tariffe dovute per le domande di autorizzazione o modifica all\u2019immissione in commercio di specialita\u0300 medicinali e per le altre attivita\u0300 regolatorie di competenza dell\u2019Agenzia. Non hanno un vincolo di destinazione. Ammontano per 2021 a euro 12.058.280<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-62478 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/titolo-Aifa-Pay-back.png\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/titolo-Aifa-Pay-back.png 885w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/titolo-Aifa-Pay-back-300x131.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/titolo-Aifa-Pay-back-768x335.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/>Inoltre le aziende farmaceutiche per \u201cconvegni e congressi\u201d che organizzano devono effettuare un versamento a titolo di tariffa per il rilascio delle autorizzazioni. E\u0300 pari nel 2021 ad euro 3.300.319. Pi\u00f9 un rimborso spese di euro 1.249.387.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">C\u2019\u00e8 poi il cosiddetto payback cio\u00e8 quella cifra che le aziende farmaceutiche devono versare per lo sfondamento da parte delle regioni del tetto programmato per la spesa farmaceutica. Per l\u2019anno 2020 \u00e8 stato di euro 1.395.816.315,70 e per il 2021 \u00e8 di \u20ac 1.034.700.865.<\/p>\n<p>Una montagna di soldi, ma il Prof. Garattini ci dice che non sa cosa faccia AIFA<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il farmaco non \u00e8 certo un bene di consumo e le aziende farmaceutiche non sono delle Onlus, ma si provi ad immaginare un qualsiasi altro settore industriale gravato da simili oneri economici!<\/p>\n<p>Related news:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.radiosienatv.it\/boom-di-richieste-per-il-bonus-psicologo-mangini-opt-moltissimi-resteranno-esclusi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Boom di richieste per il bonus psicologo, Mangini (Opt): \u201cMoltissimi resteranno esclusi\u201d.\u00a0Solo nei primi tre giorni in Toscana ben 9.611 cittadini hanno fatto richiesta<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su Bergamo News del 3 agosto \u00e8 stata pubblicata un\u2019intervista al Prof. Garattini (classe 1928) a cui \u00e8 stato chiesto di fare delle considerazioni sull\u2019aumento dell\u2019uso degli antidepressivi in Italia cos\u00ec come si ricava dalla recente pubblicazione da parte di AIFA del Rapporto sul consumo dei farmaci in Italia (OsMed). 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