{"id":70659,"date":"2023-02-22T12:25:55","date_gmt":"2023-02-22T11:25:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=70659"},"modified":"2023-02-22T12:26:19","modified_gmt":"2023-02-22T11:26:19","slug":"anaao-assomed-indagine-sulla-soddisfazione-dei-medici-1-su-3-e-disposto-a-cambiare-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/anaao-assomed-indagine-sulla-soddisfazione-dei-medici-1-su-3-e-disposto-a-cambiare-lavoro\/","title":{"rendered":"ANAAO ASSOMED. Doctor satisfaction survey: 1 in 3 are willing to change jobs"},"content":{"rendered":"<h3>Indagine sui medici e dirigenti sanitari: 1 su 3 \u00e8 disposto a cambiare lavoro<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.anaao.it\/content.php?cont=36984\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ANAAO ASSOMED &#8211; 21 febbraio 2023<\/a><\/p>\n<p><strong>Sul podio delle richieste: pi\u00f9 tempo libero e stipendi pi\u00f9 alti. La fascia di et\u00e0 pi\u00f9 in crisi tra i 45 e i 55 anni.<\/strong><\/p>\n<p><em>I risultati della survey Anaao Assomed<\/em><\/p>\n<p><strong><em>(Dati raccolti dal 30 gennaio al 10 febbraio 2023)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-70662 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/medici-cambio-lavoro.png\" alt=\"\" width=\"401\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/medici-cambio-lavoro.png 550w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/medici-cambio-lavoro-300x191.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 401px) 100vw, 401px\" \/>Pi\u00f9 della met\u00e0 (56,1%) tra medici e dirigenti sanitari \u00e8 insoddisfatta delle condizioni del proprio lavoro e 1 su 4 (26,1%) anche della qualit\u00e0 della propria vita di relazione o familiare. Un sintomo inequivocabile di quanto il lavoro ospedaliero sia divenuto causa di sofferenza e di alienazione. Una insoddisfazione che cresce con l\u2019aumentare della anzianit\u00e0 di servizio e delle responsabilit\u00e0, tanto che i giovani medici in formazione (24,6%) si dichiarano meno insoddisfatti dei colleghi di et\u00e0 pi\u00f9 avanzata (36,5%), tra i quali si raggiunge l\u2019apice nella fascia di et\u00e0 tra i 45 e i 55 anni, un periodo della vita lavorativa in cui si aspetta quel riconoscimento professionale che il nostro sistema, per\u00f2, non riesce a garantire.<\/p>\n<p>Questi i principali risultati della survey condotta dall\u2019Anaao Assomed cui hanno risposto 2130 tra medici e dirigenti sanitari.<\/p>\n<p>Possono sembrare risultati scontati, ma oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 importante controllare e misurare la temperatura dell\u2019insoddisfazione che serpeggia nelle corsie ospedaliere fra i colleghi riguardo alle condizioni del loro lavoro, anche perch\u00e8 dal CCNL ai nastri di partenza attendiamo risposte alle necessit\u00e0 e alle aspirazioni dei medici e dirigenti sanitari del nostro Paese. Comprendere i motivi di un disagio diffuso, e prospettare possibili soluzioni, pu\u00f2 contribuire a rallentare l\u2019esodo dei medici ospedalieri verso il settore convenzionato o privato o verso l\u2019estero, nonch\u00e8 a evitare forme di \u2018uberizzazione\u2019 dell\u2019attivit\u00e0 medica che contribuisce a generare contratti a cottimo tanto ricchi quanto poco chiari sulle norme e sulla sicurezza.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i cambiamenti desiderati nel lavoro, il podio \u00e8 occupato da incrementi delle retribuzioni con il 63,9 % delle risposte, e da una maggiore disponibilit\u00e0 di tempo con il 55,2%, con una prevalenza del fattore tempo per le donne (39,5%) sugli uomini (47,56%) che invece mirano, in maggiore misura, a retribuzioni pi\u00f9 adeguate. Si evidenzia anche come per gli over 65 (15,8%) sia prioritaria una maggiore sicurezza rispetto ai colleghi pi\u00f9 giovani (6,3%). Al contrario, l\u2019esigenza dei giovani di una maggior disponibilit\u00e0 di tempo per la famiglia e il tempo libero \u00e8 pi\u00f9 alta (37,9 %) rispetto ai colleghi con maggior anzianit\u00e0 di servizio (27,6%). In generale aumento delle retribuzioni e del tempo libero hanno un peso maggiore nelle aspettative rispetto alla progressione di carriera.<\/p>\n<p>La domanda finale sul futuro del proprio lavoro registra risposte che rappresentano il segnale pi\u00f9 inquietante della crisi della pi\u00f9 antica professione di cura.<\/p>\n<p>Il 36%, ovvero quasi 1 su 3, specie nelle classi di et\u00e0 tra i 45 e i 55 anni, appare disposta a cambiare il lavoro attuale. Il 20% degli intervistati si dichiara ancora indeciso, segno del fatto che almeno una volta si \u00e8 interrogato sul futuro della professione e sul suo ruolo all\u2019interno del sistema. Forte \u00e8 il rischio che, procedendo la sanit\u00e0 pubblica per la impervia strada del definanziamento e della privatizzazione, vadano ad accrescere le fila delle migliaia di desaparecidos che gi\u00e0 oggi abbandonano la professione in cerca di altri lidi o, perch\u00e9 no, di altri lavori.<\/p>\n<p>Se guardiamo alla collocazione geografica, non sorprende che la crisi della professione sia pi\u00f9 sentita al sud rispetto al nord: si va dal 53,6% del nord, passando al 56,3% del Centro per finire al Sud e Isole con ben il 64,2% di insoddisfatti. Ma il dato appare talmente diffuso da configurare quasi una patologia endemica con la quale convivere e per la quale non esiste vaccino o terapia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-70663 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soddisfazione-medici.png\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soddisfazione-medici.png 704w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/soddisfazione-medici-300x175.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/>Invece la terapia esiste, e non \u00e8 solo di carattere economico, anche se pesa il fatto che l\u2019Italia spenda solo il 6.1% del Pil per la sanit\u00e0, la cifra pi\u00f9 bassa tra i paesi del G7, ben al di sotto della media europea di 11.3% con il costo della sanit\u00e0 privata pari al 2.3%, poco sopra la media europea. Per recuperare il gap accumulato con le altre nazioni occorrerebbe un incremento annuo del FSN di 10 miliardi di euro. Ma pesano anche questioni di organizzazione e di scelte politiche, se il sistema di cure universalistico non appare in grado, per come oggi \u00e8, di reggere l\u2019onda d\u2019urto di nuove patologie infettive o della epidemia delle patologie croniche che accompagnano il sensibile aumento della aspettativa di vita.<\/p>\n<p>Occorre immaginare un nuovo modello che tenga nella dovuta attenzione la presa in carico del paziente, sia cronico che in acuzie, aumentando posti letto e personale, e implementando quella medicina di prossimit\u00e0 che appare oggi sempre pi\u00f9 teorica, liberando i professionisti dalla medicina di carta che sottrae tempo alla cura.<\/p>\n<p>Ma, soffrire, e morire, sul lavoro non \u00e8 un destino, tantomeno stare male pu\u00f2 essere accettato come fatto \u201cnormale\u201d. Per uscire dalla attuale crisi professionale, il lavoro deve essere vissuto come fattore di cambiamento, mezzo per recuperare la autonomia nel leggere le necessit\u00e0 del paziente, evitando la riduzione a macchina ubbidiente. Al quale riconoscere un diverso valore, sociale e salariale, diverse collocazioni giuridiche e diversi modelli organizzativi che riportino i medici, e non chi governa il sistema <em>campando sul lavoro altrui<\/em>, a decidere sulle necessit\u00e0 del malato.<\/p>\n<p>Serve una profonda riprogrammazione strategica delle politiche sanitarie, un cambio di paradigma che realizzi un netto investimento sul lavoro professionale, che nella sanit\u00e0 pubblica rappresenta il capitale pi\u00f9 prezioso. Altrimenti anche il Pnrr rappresenter\u00e0 la ennesima occasione perduta.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.anaao.it\/public\/aaa_9516912_tabellegrafici.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>I grafici e le tabelle<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indagine sui medici e dirigenti sanitari: 1 su 3 \u00e8 disposto a cambiare lavoro ANAAO ASSOMED &#8211; 21 febbraio 2023 Sul podio delle richieste: pi\u00f9 tempo libero e stipendi pi\u00f9 alti. La fascia di et\u00e0 pi\u00f9 in crisi tra i 45 e i 55 anni. 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