{"id":7233,"date":"2015-01-14T17:53:46","date_gmt":"2015-01-14T16:53:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=7233"},"modified":"2015-01-14T17:53:46","modified_gmt":"2015-01-14T16:53:46","slug":"ex-informatori-scientifici-fuga-canton-ticino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/ex-informatori-scientifici-fuga-canton-ticino\/","title":{"rendered":"Ex Informatori Scientifici in fuga in Canton Ticino"},"content":{"rendered":"<p><i>\u00abDa qualche anno sono soprattutto alcuni ex informatori scientifici del farmaco che, smessa la loro professione, hanno trovato occupazione in quelle catene con pi\u00f9 farmacie che sono sorte in Ticino\u00bb. Prima erano gli infermieri, poi le aziende, ora i professionisti del farmaco: \u00e8 scattato un nuovo esodo. Anche da Varese i neo laureati preferiscono la Svizzera. Ma i colleghi d\u2019oltreconfine sono gi\u00e0 in allerta. <\/i><\/p>\n<h4><b>Farmacisti in fuga. Sempre in Ticino<\/b><i><\/i><\/h4>\n<p><a href=\"\/en\/Mercoled\u00ec%2014%20gennaio%202015%20\u2013%20La%20Provincia%20di%20Varese\/\" target=\"_blank\">Mercoled\u00ec 14 gennaio 2015 \u2013 La Provincia di Varese<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.farmaciadomani.org\/galleria\/farmacia0167.jpg\" width=\"288\" height=\"216\" \/>Esodo di farmacisti italiani in Canton Ticino, nuove barricate oltre frontiera: \u00abI laureati italiani costano meno e svolgono mansioni per le quali sono sovra-qualificati\u00bb.<br \/>\nProtestano gli assistenti di farmacia del Canton Ticino contro l\u2019\u00abesodo\u00bb di laureati italiani in farmacia che verrebbero assunti, per salari inferiori, nelle farmacie d\u2019oltreconfine, facendo concorrenza sleale ai lavoratori \u201cindigeni\u201d.<br \/>\nParla di \u00abconcreto pericolo italiano\u00bb l\u2019associazione ticinese degli assistenti di farmacia, che alza le barricate contro \u00abun fenomeno ancora su scala minima ma in espansione\u00bb.<br \/>\nIl \u00abparadosso\u00bb, secondo l\u2019associazione, \u00e8 rispetto alle norme contenute nel contratto collettivo di lavoro \u00abnel quale sono stabiliti dei salariali minimi per i ruoli di assistenti di farmacia il cui iter formativo non prevede l\u2019acquisizione di una laurea in farmacia\u00bb.<\/p>\n<p><b>Stipendi bassi, grandi qualifiche<\/b><\/p>\n<p>Oltre che per aggirare il contratto collettivo, l\u2019assunzione di farmacisti italiani rappresenterebbe un modo per ottenere una manodopera specializzata e in certi casi sovra-qualificata, con maggiori competenze spendibili nell\u2019impiego, ad un costo inferiore rispetto ai \u201cconcorrenti\u201d elvetici, ma comunque sempre superiore alla media salariale di un impiego in una farmacia in Italia.<br \/>\nFederfarma conferma che \u00abun aumento di laureati italiani assunti in Svizzera c\u2019\u00e8 stato\u00bb. Eppure la portata del fenomeno non \u00e8 ancora tale da stravolgere gli equilibri del mercato del lavoro elvetico come succede in altri settori.<br \/>\n\u00abQuello dei colleghi d\u2019oltre frontiera \u00e8 un allarmismo eccessivo e per ora infondato &#8211; minimizza Luigi Zocchi, presidente di Federfarma Varese &#8211; Parliamo di un fenomeno ancora molto limitato, perch\u00e9 dalle informazioni in nostro possesso per ora il numero di laureati in farmacia della provincia di Varese che hanno trovato un posto in Ticino non \u00e8 rilevante, si tratta solo di poche unit\u00e0\u00bb.<br \/>\nPoca cosa rispetto ad un fenomeno, quello del frontalierato, che sposta quotidianamente circa 30mila persone dal Varesotto oltre i valichi di Gaggiolo, Ponte Tresa e Zenna.<br \/>\n\u00abDa qualche anno &#8211; fa notare Zocchi &#8211; sono soprattutto alcuni ex informatori scientifici del farmaco che, smessa la loro professione, hanno trovato occupazione in quelle catene con pi\u00f9 farmacie che sono sorte in Ticino. Ma la categoria che in Canton Ticino protesta, quella degli assistenti di farmacia, ha una percentuale di occupazione che supera il 90%\u00bb.<\/p>\n<p><b>Posti di lavoro vacanti<\/b><\/p>\n<p>Insomma, almeno per il momento i laureati del Nord Italia non stanno rubando il lavoro ai colleghi d\u2019oltre frontiera, ma piuttosto starebbero coprendo posti di lavoro altrimenti vacanti. D\u2019altra parte le opportunit\u00e0 di lavoro da questa parte del confine, che erano state aperte nel 2012 dalle norme sulla liberalizzazione introdotte dal governo Monti, sono per il momento rimaste solo sulla carta.<br \/>\nIl bando di concorso per le 343 nuove sedi farmaceutiche da mettere a disposizione in Lombardia, avviato a fine 2012, non \u00e8 ancora giunto al termine del suo iter, in quanto, secondo la versione di Regione Lombardia datata settembre 2014, \u00abil grande numero di concorrenti da controllare (3560 domande ricevute per un totale di 5540 concorrenti, ndr) e la numerosit\u00e0 delle Amministrazioni da contattare non permettono di prevedere i tempi di pubblicazione della graduatoria\u00bb. Cos\u00ec forse per un giovane conviene buttare un occhio oltre il confine.<\/p>\n<p><b>Andrea Aliverti<\/b><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDa qualche anno sono soprattutto alcuni ex informatori scientifici del farmaco che, smessa la loro professione, hanno trovato occupazione in quelle catene con pi\u00f9 farmacie che sono sorte in Ticino\u00bb. Prima erano gli infermieri, poi le aziende, ora i professionisti del farmaco: \u00e8 scattato un nuovo esodo. 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