{"id":73568,"date":"2023-10-04T12:48:17","date_gmt":"2023-10-04T10:48:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=73568"},"modified":"2023-10-04T12:48:17","modified_gmt":"2023-10-04T10:48:17","slug":"teramo-truffa-alla-asl-a-giudizio-un-primario-un-informatore-di-dispositivi-patteggia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/teramo-truffa-alla-asl-a-giudizio-un-primario-un-informatore-di-dispositivi-patteggia\/","title":{"rendered":"Teramo. Truffa alla ASL. A giudizio un primario. Un informatore di dispositivi patteggia"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;ex primario del reparto di Radiologia Interventistica del Mazzini \u00e8 stato rinviato, lo scorso 2 ottobre, a giudizio nell&#8217;ambito di una maxi inchiesta che avrebbe portato a scoprire una truffa ai danni dell&#8217;ASL di Teramo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-73573 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/asl-teramo.png\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/asl-teramo.png 1600w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/asl-teramo-300x225.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/asl-teramo-1024x768.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/asl-teramo-768x576.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/asl-teramo-1536x1152.png 1536w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/asl-teramo-16x12.png 16w\" sizes=\"auto, (max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/>L&#8217;accusa \u00e8 quella di truffa aggravata e falso in atto pubblico. Tra gli indagati ci sono anche alcuni<br \/>\ndipendenti dell&#8217;azienda sanitaria e rappresentanti di quattro societ\u00e0 distributrici e per queste<br \/>\nfigure ci sono stati degli stralci, alcuni gi\u00e0 definiti con patteggiamenti. Per il primario ora la parola<br \/>\npassa al gup che dovr\u00e0 decidere se disporre per un non luogo a procedere o il processo.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;accusa la truffa aggravata, avvenuta tra il 2016 e il 2018, \u00e8 stata architettata attraverso la falsificazione dei documenti attestanti l\u2019utilizzazione dei dispositivi medici nel corso degli interventi eseguiti presso gli ospedali della provincia ed il loro successivo reintegro. In tal modo \u2013 certificandone cartolarmente l\u2019utilizzo prima e poi la necessit\u00e0 della provvista dopo \u2013 assicuravano il costante approvvigionamento di detti dispositivi mai utilizzati, inducendo in errore il personale della Farmacia Ospedaliera deputato agli acquisti degli stessi per soddisfare il fabbisogno ospedaliero.<\/p>\n<p>Condannata con il rito abbreviato, per le stesse ipotesi di reato, ad un anno e 4 mesi, T. D. N., all&#8217;epoca dei fatti operatrice di reparto addetta alla compilazione delle richieste di reintegro\/-scarico dei dispositivi medici utilizzati nel corso degli interventi finiti sotto la lente della magistratura, mentre ha patteggiato la pena ad un anno e 4 mesi B. D. D.. Nella sua veste di <strong>scientific informant<\/strong> e rappresentante di zona di una societ\u00e0 farmaceutica fornitrice dei dispositivi medici che venivano impiegati nell&#8217;Uosd di Ragiologia interventistica del Mazzini.<\/p>\n<p>Non luogo a procedere, cos\u00ec come chiesto anche dall&#8217;accusa, infine per altri <strong>due agenti di commercio di due diverse societ\u00e0 farmaceutiche<\/strong> (una di loro \u00e8 recentemente venuta mancare, ndr). La vicenda era nata da un&#8217;iniziale segnalazione interna dell&#8217;ufficio antifrode e anticorruzione della Asl alla direzione aziendale che ha poi portato gli inquirenti a sostenere, in pratica, che la Asl nel periodo di riferimento, da fine 2016 al 2018, avrebbe pagato dispositivi medici del costo variabile dai 500 fino ai 12mila euro a pezzo perch\u00e9 impiantati in pazienti operati, ma in realt\u00e0 mai utilizzati.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;accusa la presunta truffa sarebbe stata messa a segno ai danni<br \/>\ndell&#8217;azienda sanitaria teramana che avrebbe comprato dispositivi vari (cateteri, spirali e stent il cui<br \/>\nutilizzo \u00e8 previsto nel corso di interventi chirurgici propri di radiologia interventistica) fatti risultare<br \/>\nimpiantati a pazienti sottoposti a interventi chirurgici ma in realt\u00e0 non usati<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le attivit\u00e0 investigative, hanno permesso di appurare le plurime presunte condotte illecite di un Dirigente Medico all\u2019epoca dei fatti Direttore della U.O.S.D. dell\u2019ospedale di Teramo, di un Capo Tecnico e di Rappresentati Legali\/Amministratori di societ\u00e0 concessionarie e\/o distributrici di presidi sanitari utilizzati dal citato nosocomio per gli interventi eseguiti. Quattro le imprese coinvolte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La falsificazione dei documenti attestanti l\u2019utilizzazione dei dispositivi medici nel corso degli interventi eseguiti presso gli ospedali della provincia ed il loro successivo reintegro \u2013 certificandone cartolarmente l\u2019utilizzo prima e poi la necessit\u00e0 della provvista dopo \u2013 assicuravano il costante approvvigionamento di detti dispositivi mai utilizzati, inducendo in errore il personale della Farmacia Ospedaliera deputato agli acquisti degli stessi per soddisfare il fabbisogno ospedaliero.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Secondo quanto accertato dalla Finanza dopo l\u2019avvio di una indagine interna della Asl di Teramo, dai registri delle operazioni, risultava un numero di device impiantanti inferiori a quello che veniva falsamente segnalato alla Farmacia ospedaliera, da cui partiva un ordine \u2018gonfiato\u2019 che determinava un acquisto abnorme, con relativo esborso di soldi pubblici<\/p>\n<p>Una condotta che avrebbe portato a sottrarre alle casse della Asl un importo di 300mila euro, ideata, organizzata e realizzata concretamente, com&#8217;\u00e8 stato evidenziato in aula dalla stessa accusa, all&#8217;interno di una struttura ospedaliera attraverso la strumentalizzazione di delicati interventi chirurgici in cui era in gioco la vita di numerosi pazienti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Liberamente estratto da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/abruzzo\/teramo_processo_primario_vincenzio_di_egidio_truffa_asl_falso-7669151.html?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Messaggero Abruzzo &#8211; 3 ottobre 2023<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ex primario del reparto di Radiologia Interventistica del Mazzini \u00e8 stato rinviato, lo scorso 2 ottobre, a giudizio nell&#8217;ambito di una maxi inchiesta che avrebbe portato a scoprire una truffa ai danni dell&#8217;ASL di Teramo. 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