{"id":74405,"date":"2023-12-03T06:14:54","date_gmt":"2023-12-03T05:14:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=74405"},"modified":"2023-12-03T11:24:05","modified_gmt":"2023-12-03T10:24:05","slug":"rapporto-censis-2023-welfare-e-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/rapporto-censis-2023-welfare-e-salute\/","title":{"rendered":"Rapporto Censis 2023: Welfare e Salute"},"content":{"rendered":"<p class=\"h4 color-censis-light-gray font-weight-bold pls prs mb-3\">Ciechi dinanzi ai presagi: crisi demografica, nel 2050 avremo quasi 8 milioni di persone in et\u00e0 lavorativa in meno. Intrappolati nel mercato dell\u2019emotivit\u00e0: per l\u201980% degli italiani il Paese \u00e8 in declino, per il 69% pi\u00f9 danni <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74413 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/valeri-DG-Censis.png\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/valeri-DG-Censis.png 612w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/valeri-DG-Censis-300x160.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/valeri-DG-Censis-18x10.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/>che benefici dalla globalizzazione, e adesso il 60% ha paura che scoppier\u00e0 una guerra mondiale e secondo il 50% non saremo in grado di difenderci militarmente.<\/p>\n<p class=\"h4 color-censis-light-gray font-weight-bold pls prs mb-3\">Ripiegati nel tempo dei desideri minori: non pi\u00f9 alla conquista dell\u2019agiatezza, ma alla ricerca di uno spicchio di benessere quotidiano. L\u2019economia dopo la fine dell\u2019espansione monetaria? Record di occupati, ma crescita in rallentamento. Intanto monta l\u2019onda delle rivendicazioni dei diritti civili individuali e delle nuove famiglie (\u00e8 favorevole all\u2019eutanasia il 74% dei cittadini). E nella siderale incomunicabilit\u00e0 generazionale va in scena il dissenso senza conflitto dei giovani, esuli in fuga (sono pi\u00f9 di 36.000 gli expat di 18-34 anni solo nell\u2019ultimo anno).<\/p>\n<p class=\"h4 color-censis-light-gray font-weight-bold pls prs mb-3\">Nel 2021 gli anziani con gravi limitazioni funzionali erano 1,9 milioni: il 13,7% del totale degli anziani e il 63,1% del totale delle persone con limitazioni in Italia. Secondo le stime, nel 2040 il 10,3% degli anziani continuer\u00e0 ad avere problemi di disabilit\u00e0. Rimane quindi sul tappeto la questione ineludibile del bisogno assistenziale legato agli effetti epidemiologici dell\u2019invecchiamento demografico.<\/p>\n<h2 class=\"font-weight-light color-by-taxonomy\"><a href=\"https:\/\/www.censis.it\/welfare-e-salute\/il-capitolo-\u00abil-sistema-di-welfare\u00bb-del-57\u00b0-rapporto-censis-sulla-situazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Capitolo \u00abIl sistema di welfare\u00bb del 57\u00b0 Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese\/2023<\/a><\/h2>\n<p><strong>La priorit\u00e0 del rilancio del Servizio sanitario italiano.<\/strong> Tra il 2012 e il 2019 la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil \u00e8 passata dal 6,7% al 6,4%, nel 2020 del Covid \u00e8 salita al 7,4% e poi \u00e8 scesa di nuovo al 6,7% nel 2022. Dal confronto internazionale emerge che<strong> nel periodo 2012-2019 in Italia la spesa sanitaria pubblica ha registrato un -0,4%, in Francia un +15,0%, in Germania un +16,4% e in Spagna un +7,7%<\/strong>. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74414 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/minacce-percepite-1.png\" alt=\"\" width=\"493\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/minacce-percepite-1.png 778w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/minacce-percepite-1-300x105.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/minacce-percepite-1-768x269.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/minacce-percepite-1-18x6.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px\" \/>Negli anni 2019-2021, per effetto della pandemia, in Italia si \u00e8 registrato un +6,7%, in Francia un +8,8%, in Germania un +16,6% e in Spagna un +13,5%. Secondo la Nadef, nei prossimi anni la spesa sanitaria pubblica italiana in rapporto al Pil diminuir\u00e0 fino al 6,1% nel 2026. Insomma, risorse pubbliche per il Servizio sanitario nazionale declinanti nel tempo e strutturalmente inferiori a quelle di Paesi simili al nostro. Un altro fronte critico \u00e8 lo shortage del personale sanitario. Il tasso di turnover (il rapporto tra assunti e cessati in un anno) \u00e8 pari a 90 per i medici e a 95 per gli infermieri. Data la elevata et\u00e0 media, <strong>si stima che tra il 2022 e il 2027 andranno in pensione 29.000 medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale e 21.000 infermieri.<\/strong> Sono numeri che confermano una fragilit\u00e0 che potrebbe determinare in futuro costi sociali elevati.<\/p>\n<p><strong>Gli effetti delle promesse tradite in sanit\u00e0. <\/strong>Nell\u2019anno trascorso il rapporto degli italiani con la sanit\u00e0 \u00e8 stato segnato dalla presa d\u2019atto della fine delle promesse. Per il 75,8% \u00e8 diventato pi\u00f9 difficile accedere alle prestazioni sanitarie nella propria regione a causa di liste di attesa sempre pi\u00f9 lunghe. Il 71,0% dichiara che in caso di visite specialistiche necessarie o accertamenti sanitari urgenti \u00e8 pronto a rivolgersi a strutture private pagando di tasca propria (al Sud la percentuale sale al 77,3%). A causa delle promesse mancate, il 79,1% degli <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74415 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Aspettative.png\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Aspettative.png 330w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Aspettative-300x265.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Aspettative-14x12.png 14w\" sizes=\"auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/>italiani si dichiara molto preoccupato per il funzionamento del Servizio sanitario nel prossimo futuro, esprimendo il timore di non accedere a cure tempestive e appropriate in caso di malattia. L\u2019esperienza delle difficolt\u00e0 di accesso alla sanit\u00e0 radica nella coscienza collettiva l\u2019idea che l\u2019universalismo formale in realt\u00e0 nasconda disparit\u00e0 reali, che ampliano le disuguaglianze sociali. L\u201989,7% si dice convinto che le persone benestanti hanno la possibilit\u00e0 di curarsi prima e meglio di quelle meno abbienti.<\/p>\n<p><strong>I volti del welfare aziendale.<\/strong> Tra i lavoratori persiste una certa confusione sul significato del welfare aziendale. Solo il 19,8% dichiara di sapere bene cosa sia, il 45,1% lo conosce a grandi linee e il 35,1% non ne sa nulla. Sono i numeri del gap esistente tra lo spazio effettivamente conquistato dagli strumenti del welfare aziendale nelle scelte normative e nella contrattazione aziendale e il suo riconoscimento diretto e compiuto da parte dei lavoratori. Per le imprese il welfare aziendale \u00e8 diventato una delle leve con cui attirare e trattenere lavoratori, e per stimolarne l\u2019engagement offrendo dispositivi che, oltre a integrare il reddito, alleviano difficolt\u00e0 della vita quotidiana dei lavoratori, a cominciare da una migliore conciliazione tra i tempi della vita privata e quelli del lavoro. Oggi l\u201981,3% dei lavoratori valuta positivamente lo smart working proprio perch\u00e9 consente una migliore conciliazione tra famiglia e lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.meridiananotizie.it\/2023\/02\/economia\/al-senato-il-quarto-rapporto-censis-tendercapital-sulla-sostenibilita-sociale-e-la-rinnovata-sfida-del-welfare-italiano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Il welfare pubblico stenta sempre pi\u00f9<\/strong><\/a>: il 67,3% degli italiani, nei dodici mesi precedenti l\u2019intervista, per avere prestazioni sanitarie si \u00e8 dovuto rivolgere al privato. Cos\u00ec\u00a0<strong>solo il 40,4% \u00e8 soddisfatto del funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale della sua Regione<\/strong>, mentre nel 2019 era il 55%. Il 41,7% pensa che dovr\u00e0 rinunciare a cure o visite mediche a pagamento intero, con risorse proprie.<\/p>\n<p><strong>L\u2019inclusione digitale. <\/strong>L\u201988,7% degli italiani considera la connettivit\u00e0 a internet un diritto dei cittadini al pari <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74421 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/anziano-con-medico-digitale.jpeg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/anziano-con-medico-digitale.jpeg 259w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/anziano-con-medico-digitale-16x12.jpeg 16w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/>della tutela della salute o della previdenza. L\u201980,8% \u00e8 convinto che l\u2019accesso al web dovrebbe essere gratuito (solo il 19,2% \u00e8 contrario. Ne sono particolarmente convinti i giovani (84,5%). Secondo il 46,2% degli italiani il riconoscimento della connessione come un diritto, addirittura da garantire gratuitamente a tutti, andrebbe finanziato con un\u2019adeguata compartecipazione economica da parte dei grandi generatori di traffico sulla rete, come Google e Meta, mentre per il 34,6% bisognerebbe attingere alla fiscalit\u00e0 generale. Il 10,9% \u00e8 invece contrario al ricorso al fisco e per l\u20198,3% ciascun utente dovrebbe pagarsi per intero la propria connessione. Il 67,6% degli italiani sostiene che, se le nuove tecnologie saranno facili da usare per tutti, potranno dare un grande contributo alla riduzione delle disuguaglianze sociali. L\u201985,8% reputa importante che sia diffusa un\u2019informazione scientifica di facile comprensione per tutti sugli effetti delle nuove tecnologie.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo del risparmio per i pensionati.<\/strong> Le pensioni non esauriscono l\u2019economia della longevit\u00e0. Il 65,3% degli anziani ritiene che la pensione percepita da sola non sia in grado di garantire il benessere nella terza e quarta et\u00e0. L\u201984,6% dei longevi ritiene che per garantirsi una vecchiaia serena sia fondamentale investire i propri risparmi. Oggi il 41,0% degli anziani risparmia regolarmente e il 28,0% di tanto in tanto. Del resto, gli anziani spesso continuano a garantire un supporto economico a favore dei familiari pi\u00f9 giovani, figli e nipoti. Nell\u2019ultimo anno lo ha fatto il 42,0% degli anziani. Spesso le risorse degli anziani, in particolare dei pensionati, sono il polmone finanziario a tutela della rete familiare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.censis.it\/sites\/default\/files\/downloads\/Sintesi%20Considerazioni%20generali%202023.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">General consideration<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.censis.it\/sites\/default\/files\/downloads\/Sintesi%20Fenomenologico%202023.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La societ\u00e0 italiana al 2023<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.censis.it\/sites\/default\/files\/downloads\/Infografica.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La sanit\u00e0 che vorrei<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.meridiananotizie.it\/2023\/02\/economia\/al-senato-il-quarto-rapporto-censis-tendercapital-sulla-sostenibilita-sociale-e-la-rinnovata-sfida-del-welfare-italiano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quarto Rapporto Censis-Tendercapital sulla \u201csostenibilit\u00e0 sociale e la rinnovata sfida del welfare italiano\u201d<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.censis.it\/welfare-e-salute\/il-capitolo-\u00abil-sistema-di-welfare\u00bb-del-56\u00b0-rapporto-censis-sulla-situazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Segnali di nuova sanit\u00e0 da verificare.<\/strong><\/a> (Rapporto Censis 2022). Per il 61,0% degli italiani nei prossimi anni il Servizio sanitario migliorer\u00e0 anche grazie alle lezioni apprese durante la pandemia. Come? Tra le cose di cui nei prossimi cinque anni ha bisogno, il 50,9% dei cittadini indica l\u2019aumento del numero di medici di medicina generale, il 46,7% la modernizzazione di tecnologie e attrezzature diagnostiche per accertamenti, il 45,3% l\u2019attivazione o il potenziamento dei servizi sul territorio, come le Case della salute, il 39,6% pi\u00f9 posti letto negli ospedali, il 34,0% l\u2019attivazione dell\u2019assistenza domiciliare digitale (teleconsulto, teleassistenza). Inoltre, per il 93,7% degli italiani la spesa pubblica per la ricerca in salute e sanit\u00e0 \u00e8 un investimento, non un costo. Il 94,4% si attende che ricerca scientifica e innovazione migliorino l\u2019efficacia delle cure e la qualit\u00e0 della vita in caso di malattie croniche, il 92,0% che si scoprano tecniche innovative per contrastare nuovi virus e batteri, il 91,1% che si riduca il rischio di ammalarsi. Il 70,1% dei cittadini \u00e8 pronto a rendere disponibili i dati sulla propria salute per studi, ricerche, sperimentazioni. E<strong> l\u201980,2% si aspetta che lo studio dei big data dia un aiuto concreto alla creazione di terapie e farmaci personalizzati<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Identikit del paziente futuro gi\u00e0 in formazione.<\/strong> La rinnovata centralit\u00e0 sociale della salute imposta dalla pandemia accresce la volont\u00e0 dei cittadini di giocare un ruolo attivo nei processi riguardanti la propria salute. Il 66,9% degli italiani dichiara di informarsi in autonomia su web e social network su aspetti della sua salute, dai sintomi alle patologie, con valori pi\u00f9 elevati tra le donne (70%), i giovani (77,1%) e i laureati (74,4%). La soggettivit\u00e0 matura si esprime anche nella richiesta di farmaci, servizi, prestazioni e soluzioni terapeutiche sempre pi\u00f9 individualizzate: \u00e8 molto o abbastanza importante per il 94,3% degli italiani avere una maggiore personalizzazione delle cure, per il 92,9% che i percorsi di cura, dal domicilio al territorio, fino agli ospedali, siano modulati sulle esigenze personali del paziente. In tale quadro, il 92,1% dichiara di avere molta o abbastanza fiducia nei medici e per l\u201983,9% devono essere al centro della sanit\u00e0 del futuro. Pur nella straordinaria importanza attribuita alla sanit\u00e0 digitale, oltre l\u201980% degli italiani \u00e8 convinto che il digitale non dovr\u00e0 mai sostituirsi al rapporto umano con il medico.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.censis.it\/welfare-e-salute\/il-capitolo-\u00abil-sistema-di-welfare\u00bb-del-55\u00b0-rapporto-censis-sulla-situazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tracce di nuova sanit\u00e0<\/a>. <\/strong>Il 77,0% degli italiani valuta adeguato l\u2019operato del Servizio sanitario da quando \u00e8 iniziata l\u2019emergenza sanitaria. Accanto al riconoscimento dell\u2019eccezionale sforzo compiuto, stanno maturando le aspettative dei cittadini sulla sanit\u00e0 post-Covid. Il 94,0% della popolazione ritiene indispensabile avere sul territorio strutture sanitarie di prossimit\u00e0, con medici di medicina generale, specialisti e infermieri cui potersi rivolgere sempre. In caso di bisogno Il 93,2% chiede un incremento stabile dei finanziamenti pubblici. Per il <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74416 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/automedicazione.png\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/automedicazione.png 640w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/automedicazione-300x259.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/automedicazione-14x12.png 14w\" sizes=\"auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/>70,3% \u00e8 prioritario un pi\u00f9 ampio ricorso al digitale e alla telemedicina per effettuare controlli, diagnosi e cure a distanza.<\/p>\n<p><strong>L\u2019autoregolazione responsabile della salute contro le pulsioni antiscientifiche. <\/strong>Il 67,0% degli italiani ha difficolt\u00e0 a pensare di poter tornare alla vita precedente (il dato arriva addirittura all\u201982,7% dei giovani). Il rapporto con la salute \u00e8 uno degli epicentri del cambiamento che il Covid-19 ha innescato nelle nostre vite. Uno degli ambiti in cui ci\u00f2 \u00e8 evidente \u00e8 la gestione autonomia dei piccoli disturbi (mal di schiena, mal di testa, mal di stomaco, ecc.): nell\u2019ultimo anno sono 46 milioni gli italiani che ne hanno sofferto. Come hanno reagito? Il 65,4% (il 77,8% tra i giovani, il 72,8% tra i laureati) ha fatto ricorso almeno una volta a farmaci senza obbligo di ricetta, basandosi nella maggioranza dei casi su esperienze analoghe in cui erano ricorsi al supporto di un medico o di un farmacista. La valorizzazione della responsabilizzazione individuale si lega a una corretta informazione ed educazione sanitaria che nella sanit\u00e0 del futuro dovr\u00e0 essere accessibile, diffusa e continuativa, secondo le aspettative dell\u201983,6% dei cittadini. La maturit\u00e0 degli italiani nel rapporto con l\u2019informazione sulla salute emerge anche dalla richiesta di pene severe per chi diffonde deliberatamente false notizie (56,2%) e di introdurre l\u2019obbligo per le piattaforme di rimuovere le fake news (52,2%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Related news: <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/rapporto-fnomceo-censis-ogni-euro-investito-nel-servizio-sanitario-nazionale-ne-genera-quasi-il-doppio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto FNOMCeO-Censis: ogni euro investito nel Servizio sanitario nazionale ne genera quasi il doppio<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/rapporto-annuale-censis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto annuale CENSIS 2022. Le paure degli italiani. Il disastro sanit\u00e0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciechi dinanzi ai presagi: crisi demografica, nel 2050 avremo quasi 8 milioni di persone in et\u00e0 lavorativa in meno. 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