{"id":75045,"date":"2024-01-25T18:56:22","date_gmt":"2024-01-25T17:56:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=75045"},"modified":"2024-01-27T19:49:59","modified_gmt":"2024-01-27T18:49:59","slug":"rapporto-crea-sanita-il-futuro-incerto-del-ssn-fra-compatibilita-macro-economiche-e-urgenze-di-riprogrammazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/rapporto-crea-sanita-il-futuro-incerto-del-ssn-fra-compatibilita-macro-economiche-e-urgenze-di-riprogrammazione\/","title":{"rendered":"Rapporto CREA Sanit\u00e0. Il futuro (incerto) del SSN, fra compatibilit\u00e0 macro-economiche e urgenze di riprogrammazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Il futuro (incerto) del SSN, fra compatibilita\u0300 macro-economiche e urgenze di riprogrammazione<\/span><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Il 24 gennaio 2024 presso la Sala Plenaria \u2018Marco Biagi\u2019, CNEL (Via David Lubin, 2 Roma) dalle ore 10.00 alle 13.00 si \u00e8 tenuta la presentazione del 19\u00b0 Rapporto Sanit\u00e0 CREA.<\/p>\n<p><strong>Rapporto completo:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.creasanita.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19%C2%B0-Rapporto-sanita_def.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">19\u00b0 Rapporto Sanit\u00e0<\/a><\/p>\n<p><strong>Programma evento:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.creasanita.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Programma-19%C2%B0-Rapporto-Sanita-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Programma 19\u00b0 Rapporto Sanit\u00e0<\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato stampa:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.creasanita.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Comunicato-stampa-RAPPORTO-CREA-2024.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Press release<\/a><\/p>\n<p><strong>Executive summary:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.creasanita.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19%C2%B0-Rapporto-sanita_Executive-summary.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Executive summary<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: center;\"><strong><em>19\u00b0 Rapporto Sanita\u0300 del C.R.E.A<\/em><\/strong>., Centro per la Ricerca Economica Applicata alla Sanita\u0300<br \/>\n<strong>AL SSN SERVONO 15 MILIARDI PER NON AUMENTARE IL DISTACCO DAL RESTO DELL\u2019UE <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: center;\"><strong>PESONALE CARENTE E SOTTOPAGATO E CRESCE L\u2019IMPOVERIMENTO DELLE FAMIGLIE <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: center;\"><strong>Rispetto ai partner EU, il nostro Paese investe meno nella Sanita\u0300, aumenta la spesa privata ed e\u0300 a rischio l\u2019equita\u0300 del sistema. Digitalizzazione necessaria per le \u201cnuove cronicita\u0300 <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019Italia perde ancora terreno nella spesa sanitaria rispetto ai principali partner UE (quelli \u2018originari\u2019 ante 1995) <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-75063 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CREA-rapporto-PIL-ssn.png\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CREA-rapporto-PIL-ssn.png 556w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CREA-rapporto-PIL-ssn-300x188.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CREA-rapporto-PIL-ssn-18x12.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/>ed e\u0300 sempre minore anche il vantaggio rispetto ai partner piu\u0300 recenti (post 1995): il livello della spesa italiana e\u0300 distante dalla media UE del 32 per cento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per portare la quota di PIL destinata alla Sanita\u0300 sui valori attesi in base alle effettive disponibilita\u0300 del Paese, ricordando che una parte significativa del PIL non e\u0300 disponibile perche\u0301 impegnata per gli interessi sul debito pubblico (sono il 4,3% del PIL contro una media dell\u20191,8% negli altri paesi), servirebbero 15 miliardi, ma questo lascerebbe un rilevante gap fra la spesa sanitaria italiana e quella dei Paesi europei di confronto; ed anche se in tal modo si eviterebbe di peggiorare ulteriormente il gap con i partner UE nel breve periodo, il vantaggio sarebbe solo transitorio, qualora il PIL dovesse continuare a crescere meno che nella media degli altri Paesi UE.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una situazione critica quindi, che il C.R.E.A. Sanita\u0300, Centro di ricerca riconosciuto da Eurostat, Istat e Ministero della Salute, composto da economisti, epidemiologi, ingegneri biomedici, giuristi, statistici, ha illustrato nel suo 19\u00b0 Rapporto, (curato da Federico Spandonaro, Daniela D\u2019Angela, Barbara Polistena e da ricercatori ed esperti) presentato oggi nella sede del Cnel a Roma.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I focus del Rapporto non si fermano alla spesa, ma analizzano gli aspetti oltre che di quella pubblica anche della privata, il finanziamento, la situazione del personale e del settore sociosanitario, di farmaceutica, tariffe per la specialistica, equita\u0300 del sistema e molto altro. Analizza poi, a livello di singole Regioni, alcuni indicatori presentati nel rapporto (i risultati nel file allegato), ma soprattutto fornisce un decalogo di \u201copportunita\u0300\u201d (V. tabella), azioni cioe\u0300 che e\u0300 urgente programmare per risollevare le sorti del SSN.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Spesa privata <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La spesa sanitaria privata nel 2022 ha raggiunto i \u20ac 40,1 mld. in crescita dello 0,6% medio annuo nell\u2019ultimo quinquennio. Nell\u2019ultimo anno si registra un incremento in tutte le Regioni, di circa il 5,0 per cento. Nel 2022 Trentino-Alto Adige (21,0%) e Lombardia (19,7%) sono le Regioni con la quota piu\u0300 alta di spesa privata intermediata. La Sicilia quella con la quota minore (1,0%). Il 75,9% delle famiglie italiane sostiene spese per consumi sanitari: la quota e\u0300 aumentata dell\u20191,7% nell\u2019ultimo anno. Tra le famiglie piu\u0300 abbienti, quelle che ricorrono a spese sanitarie private, superano l\u201980%; tra quelle meno abbienti non si raggiunge il 60%. In particolare, spendono per la salute le coppie anziane over 75 e le famiglie con tre o piu\u0300 figli. Il 72,7% delle famiglie ha speso per acquistare farmaci, il 37,1% per prestazioni specialistiche e\/o ricoveri, il 26,2% per prestazioni diagnostiche, il 23,7% per protesi e ausili, il 21,2% per cure odontoiatriche e il 13,4% per attrezzature sanitarie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Finanziamento <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Sanita\u0300 si comporta come un bene di lusso e quindi sua quota nei consumi aumenta al crescere del reddito disponibile. Sulla base di questa relazione considerando il PIL \u201cnetto\u201d (degli interessi), il punto di \u201cneutralita\u0300\u201d per la spesa sanitaria si puo\u0300 stimare intorno ai 3.150 euro pro-capite, cioe\u0300 il +8,2% in piu\u0300 di quella attuale; in termini di incidenza sul PIL, tale livello di spesa risulterebbe pari al 10,0% (contro l\u201911,5% medio dei Paesi EU originari) e, quindi, assumendo (cosa discutibile) che la spesa sanitaria privata sia una variabile indipendente e rimanga pari ai livelli sul PIL attuali, ovvero che non si riduca al crescere di quella pubblica, la spesa sanitaria pubblica dovrebbe aumentare sino a raggiungere il 7,2% del PIL (nominale). Nel 2023 la spesa pubblica e\u0300 stata il 6,7% del PIL e le previsioni la danno in discesa nei prossimi anni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Personal <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tra il 2003 e il 2021 il numero di medici per 1.000 abitanti over 75 e\u0300 passato da 42,3 a 34,6 (corrispondente a un gap di 54.018 unita\u0300) e il numero di infermieri da 61,0 a 52,3 (corrispondente ad un gap di 60.950 unita\u0300). I professionisti escono dal sistema soprattutto per andare all\u2019estero o in pensione mentre le possibilita\u0300 di ricambio sono condizionate dal numero di posti messi a bando negli Atenei.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per i <strong>doctors <\/strong>il Rapporto presenta una survey originale realizzata in collaborazione con la FNOMCeO (la Federazione degli ordini professionali) da cui emerge che la professione ha una forte carica vocazionale, \u201cappesantita\u201d pero\u0300 dalla percezione di lavorare in un contesto non favorevole e che non riconosce adeguatamente la professionalita\u0300: oltre il 40% non e\u0300 soddisfatto della propria situazione professionale. Pesa lo stress legato alla percezione di lavorare in situazioni caratterizzate da carenza di organico: rilevata un po\u2019 da tutti e, in particolare, da chi opera negli ospedali pubblici. La valutazione e\u0300 comune anche ai professionisti che lavorano in strutture convenzionate accreditate; solo nelle strutture ospedaliere e ambulatoriali private non convenzionate la carenza di personale sembra essere percepita come un problema meno pressante. E dalla <em>survey <\/em>risulta che le aspettative dei professionisti vanno verso una richiesta di aumento della retribuzione posizionata nella fascia 20-40 per cento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per gli <strong>nurses <\/strong>il Rapporto segnala la mancanza di attrazione della professione: ai test di ingresso per la laurea in infermieristica hanno preso parte 22.957 candidati per 20.059 posti, con un rapporto domande\/posti pari a 1,1. Tra le cause, il salario gioca un ruolo importante: gli stipendi dei medici italiani, a parita\u0300 di potere d\u2019acquisto, pur essendo inferiori a quelli dei colleghi dei Paesi dell\u2019Europa occidentale, sono comunque pari a 2,9 volte il salario medio italiano, mentre per gli infermieri il salario non si discosta da quello medio nazionale. Per far fronte alla situazione la FNOPI (Federazione nazionale degli ordini) pubblica nel Rapporto un contributo in cui sottolinea che si dovranno sviluppare le competenze della professione per una migliore qualita\u0300 dell\u2019assistenza, con il passaggio da una logica prestazionale alla presa in carico dell\u2019assistito e del piu\u0300 generale \u201csistema assistenza\u201d con competenze avanzate gestionali e cliniche e il superamento dei tabu\u0300 ancora associati ai concetti di skill mix e task shifting.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Rapporto in questo senso sottolinea anche la carenza dei cosiddetti \u201c<strong>assistenti alle cure<\/strong>\u201d (in primis gli OSS) figure che operano sia in contesto residenziale che domiciliare. Si tratta di una figura per \u2019assistenza alle non auto-sufficienze, tipicamente coordinata dagli infermieri. Anche perche\u0301 trascorrendo molto tempo al fianco della persona assistita, sono da considerarsi i destinatari principali dei percorsi di alfabetizzazione digitale per incentivare il ricorso a strumenti di cura digitale. Per queste figure l\u2019Italia, a meno di voler assimilare agli OSS l\u2019esercito di badanti (non professionali) che hanno attualmente in carico gli anziani italiani fragili, e\u0300 mal posizionata in Europa con 86,4 assistenti per 1.000 abitanti over 75, contro 114,6 della Spagna, 175,8 della Francia e 211,1 del Regno Unito.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sociosanitario <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel 2022, a fronte di 14,5 miliardi di indennita\u0300 di accompagnamento erogate, il 69,0% (10,0 miliardi) e\u0300 stato impiegato per \u201cacquistare\u201d servizi o da soggetti che svolgono la professione della badante o da strutture dedicate alla cura e al trattamento di soggetti non autosufficienti. Il restante 31,0% (4,5 miliardi) va a costituire una sorta di \u201ccompenso\u201d per l\u2019attivita\u0300 svolta dai cosiddetti caregiver informali, che per lo piu\u0300 si identificano con la figura di un familiare. La stima apre una serie di interrogativi sulla efficacia\/efficienza dell\u2019istituto delle indennita\u0300 di accompagnamento: sarebbe infatti auspicabile che venisse condotta una analisi della efficacia e efficienza relativa dell\u2019assistenza informale rispetto a quella \u201cformale\u201d cosi\u0300 come e\u0300 oggi (ovvero in mano a badanti non professionalizzate), e anche confrontata l\u2019efficacia\/efficienza delle attuali modalita\u0300 di protezione, basate sull\u2019erogazione di indennita\u0300 monetarie, verso l\u2019alternativa di una erogazione di servizi in natura coordinati con gli altri servizi sanitari.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Pharmaceutical <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-75064 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CREA-spesa.png\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CREA-spesa.png 556w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CREA-spesa-300x171.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CREA-spesa-18x10.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/>Malgrado la Legge di Bilancio 2021 avesse previsto un progressivo incremento del tetto per gli acquisti diretti di farmaci (all\u20198,00% nel 2022, all\u20198,15% nel 2023 e all\u20198,30% nel 2024, incrementando il tetto complessivo, dal 14,85% del 2021 al 15,5% del 2024), nessuna Regione rispetta il tetto per acquisti diretti: solo Valle d\u2019Aosta e Lombardia si avvicinano al risultato; Sardegna, Umbria e Abruzzo registrano il maggiore sforamento (oltre 65 euro pro-capite). Al contrario, la spesa farmaceutica convenzionata si e\u0300 attestata al 6,43% del FSN, quindi al di sotto del target previsto del 7 per cento. Ipotizzando per il 2023 lo stesso incremento di spesa registrato nel 2021-2022 (+8,2%), si determinerebbe uno sforamento di circa 3,2 miliardi. Anche per il prossimo anno, nonostante la Legge di Bilancio 2024 abbia incrementato il tetto degli acquisti diretti all\u20198,5% (inclusi i gas medicinali), con un incremento del finanziamento di ulteriori 3 miliardi e una (improbabile) costanza della spesa, permarrebbe uno sforamento di 2,5 miliardi, che potrebbe raggiungere anche i 3,6 miliardi se la spesa si incrementasse come nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Le misure di governance prese non sembrano, quindi, siano state sufficienti a riportare lo sforamento (e quindi il conseguente payback a carico delle aziende farmaceutiche) a valori \u201cfisiologici\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per i <strong>medical devices<\/strong>, nel triennio 2019-2022, al lordo delle spese per quelli dedicati alla pandemia, lo sforamento del tetto e\u0300 stato di 7,3 miliardi. La determinazione ufficiale del payback, e quindi della quota di ripiano a carico delle aziende fornitrici, verranno determinati al netto della spesa per il Covid-19. C.R.E.A. Sanita\u0300 sottolinea che, con le carenze degli attuali flussi informativi, che riescono a rilevare meno del 80% delle reale spesa per dispositivi e non considerano la spesa per quelli utilizzati nelle strutture accreditate, le stime dello sforamento del tetto prese a base del calcolo del payback presentano limiti oggettivi e generano distorsioni sovrastimando le performance delle Regioni che di piu\u0300 ricorrono all\u2019attivita\u0300 delle strutture private accreditate: risulta quindi urgente il completamento del processo di messa a regime dei flussi di monitoraggio del settore.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Tariffe per la specialistica <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per effettuare una valutazione, per quanto indiretta, della congruita\u0300 delle nuove tariffe, C.R.E.A. Sanita\u0300 ha elaborato confronti con le tariffe adottate in altri Paesi, per alcune prestazioni \u201ccomuni\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ad esempio, per l\u2019elettrocardiogramma l\u2019Italia ha una tariffa di 11,6 euro, inferiore del 22,9% rispetto alla Francia (14,3 euro), del 29,3% rispetto alla Spagna (15 euro), del 96,1% se si considera la Germania (22,8 euro) e di oltre il 140,0% rispetto al Regno Unito (32,1 euro). Al contrario, in Italia, la tomografia computerizzata dell\u2019addome completo senza contrasto e\u0300 associata una tariffa di 158 euro, mentre in Germania la medesima prestazione e\u0300 erogata ad una tariffa di 83,2 euro (-19,7%), mentre nel Regno Unito e\u0300 valorizzata con una tariffa pari a \u20ac 76,0. Significativa rimane la differenza di valore delle tariffe per quanto concerne le visite specialistiche. In Italia, una prima visita ha una tariffa di 22,0 euro indipendentemente dalla branca di afferenza dello specialista, in Spagna la tariffa e\u0300 di 115,0 euro, oltre 5 volte la tariffa italiana. Nel Regno Unito il valore della visita dipende dalla tipologia di specialista e va da 136 euro a 382.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per la visita di controllo, in Italia la tariffa e\u0300 di 16,2 euro, oltre 4 volte inferiore rispetto alla valorizzazione adottata ad esempio in Spagna (71). Nel Regno Unito si va da 58 a 157 euro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Emerge quindi \u2013 e\u0300 la considerazione del Rapporto &#8211; una tendenza delle tariffe italiane alla sottostima dei costi realmente associati alle prestazioni cliniche degli specialisti e, una sovrastima dei costi associati ad alcune diagnostiche di alta complessita\u0300.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Equita\u0300 <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il \u201cdisagio economico\u201d delle famiglie dovuto a consumi sanitari (somma del fenomeno dell\u2019impoverimento dovuto alle spese sanitarie e delle \u201crinunce\u201d a curarsi per motivi economici), nel 2021 affligge il 6,1% dei nuclei (1,58 milioni di famiglie): il fenomeno e\u0300 in crescita di +0,9 punti percentuali rispetto al 2020 e di +1,5 rispetto al 2019. L\u2019incidenza e\u0300 superiore (e in crescita di 0,1%) nel Sud (8,2%, +0,1%); segue il Nord-Ovest con il 5,9% delle famiglie (+2,0%.), il Centro (5,0%, +1%) e il Nord-Est con il 4,0% (+0,2%).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I casi di disagio economico sono piu\u0300 frequenti (18,1%) tra le famiglie del 20% piu\u0300 \u201cpovero\u201d della popolazione e meno in quelle piu\u0300 ricche (1,6%).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Definendo \u201ccatastrofiche\u201d le spese che al 40% della \u201cCapacity To Pay\u201d delle famiglie (a sua volta pari ai consumi totali della famiglia al netto delle spese di sussistenza), si registra un aumento dei casi, che interessano il 2,8% delle famiglie residenti (731.489 nuclei), dato in aumento di +0,4% rispetto al 2019. Il Mezzogiorno continua a essere il piu\u0300 colpito: 4,7% delle famiglie, in aumento del +1,0% nell\u2019ultimo anno; segue il Nord-Est con 2,4% (+0,5%), il Nord-Ovest con l\u20191,9% (+0,1%) e il Centro con l\u20191,5% (-0,2%).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I casi sono piu\u0300 frequenti nei nuclei meno abbienti (13,5%), mentre si fermano all\u20191,8% in quelli piu\u0300 abbienti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le famiglie piu\u0300 esposte al rischio di spese \u201ccatastrofiche\u201d sono quelle degli anziani over 75 (soli o in coppia) e le coppie con tre o piu\u0300 figli minorenni: queste ultime, in particolare, a causa delle cure odontoiatriche.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Note<\/p>\n<p><em>The <strong>Centro per la ricerca economica applicata in sanit\u00e0 (C.R.E.A. Sanit\u00e0)<\/strong>, nasce nel 2018, e realizza le sue attivit\u00e0 grazie al team di ricerca che opera da oltre vent\u2019anni nell\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata.<\/em><\/p>\n<p><em>Le attivit\u00e0 del Centro sono finalizzate allo studio e alla diffusione ella conoscenza nell\u2019area della programmazione, organizzazione, gestione e valutazione dei servizi sanitari.<\/em><\/p>\n<p><em>In particolare, le aree di competenza del Centro sono:<\/em><\/p>\n<p><em><strong>\u00b7 Politiche sanitarie e dell\u2019industria medicale<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>\u00b7 Farmaco-economia, statistica medica ed epidemiologia<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>\u00b7 Data and clinical pathway analysis (PDTA, E-health etc.)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>\u00b7 Valutazione delle tecnologie sanitarie e delle Performance Socio-Sanitarie<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>\u00b7 Formazione<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Il Centro \u00e8 iscritto nell\u2019elenco dei centri di ricerca EUROSTAT (n. 2019\/058\/IT) e all\u2019Anagrafe Nazionale delle Ricerche (n. 62326LEH).<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Related news: <a href=\"https:\/\/www.federfarma.it\/Spesa-e-consumi-farmaceutici-SSN.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Federfarma. Dati di spesa gennaio-dicembre 2022<\/a><\/p>\n<p>f<a href=\"https:\/\/www.fimmg.org\/index.php?action=pages&amp;m=view&amp;p=18&amp;art=5572\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">immg. Manca il 30% dei medici di famiglia.<\/a><\/p>\n<p class=\"entry-title\"><a href=\"https:\/\/portale.fnomceo.it\/accesso-a-medicina-anelli-fnomceo-sentenza-dimostra-che-va-modificato-programmare-i-numeri-sui-fabbisogni-di-medici-tra-dieci-anni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Accesso a Medicina, Anelli (Fnomceo): \u201cSentenza dimostra che va modificato, programmare i numeri sui fabbisogni di medici tra dieci anni\u201d<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.snami.org\/comunicati-stampa\/2024\/concorso-accesso-a-medicina-disastro-annunciato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">SNAMI. Accesso a medicina. Disastro annunciato<\/a><\/p>\n<p class=\"text-title-h1 wp-block-post-title\"><a href=\"https:\/\/www.diritto.it\/test-medicina-il-tar-lazio-annulla-le-prove\/#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Test medicina TOLC: il Tar Lazio annulla le prove<\/a><\/p>\n<p class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><a href=\"https:\/\/www.fortuneita.com\/2024\/01\/19\/test-medicina-la-decisione-del-tar-del-lazio-fra-timori-e-speranze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Test Medicina, la decisione del Tar del Lazio fra timori e speranze<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il futuro (incerto) del SSN, fra compatibilita\u0300 macro-economiche e urgenze di riprogrammazione Il 24 gennaio 2024 presso la Sala Plenaria \u2018Marco Biagi\u2019, CNEL (Via David Lubin, 2 Roma) dalle ore 10.00 alle 13.00 si \u00e8 tenuta la presentazione del 19\u00b0 Rapporto Sanit\u00e0 CREA. 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