{"id":75990,"date":"2024-04-04T11:03:24","date_gmt":"2024-04-04T09:03:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=75990"},"modified":"2024-04-09T19:04:57","modified_gmt":"2024-04-09T17:04:57","slug":"il-giorno-farmaci-protesta-informatori-valutati-in-base-alle-vendite-ma-la-scienza-non-e-uno-spot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/il-giorno-farmaci-protesta-informatori-valutati-in-base-alle-vendite-ma-la-scienza-non-e-uno-spot\/","title":{"rendered":"Il Giorno. Farmaci, protesta informatori: \u201cValutati in base alle vendite ma la scienza non \u00e8 uno spot\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Il quotidiano il Giorno (QN) pubblica un articolo sulla protesta degli <a href=\"https:\/\/www.ilgiorno.it\/milano\/cronaca\/farmaci-protesta-informatori-223919c0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Informatori Scientifici \u201cValutati in base alle vendite&#8221;<\/a>&#8211; Per gentile concessione riportiamo l&#8217;articolo.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Farmaci, protesta informatori: \u201cValutati in base alle vendite ma la <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-75993 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-04-alle-10.41.21.png\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-04-alle-10.41.21.png 832w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-04-alle-10.41.21-260x300.png 260w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-04-alle-10.41.21-768x887.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-04-alle-10.41.21-10x12.png 10w\" sizes=\"auto, (max-width: 403px) 100vw, 403px\" \/>scienza non \u00e8 uno spot\u201d<\/h2>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Lo sciopero alla Boehringer e le tensioni in altre aziende: &#8220;Strategie commerciali troppo spinte. Indietro di decenni, all\u2019era dello scandalo Poggiolini&#8221;<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiorno.it\/milano\/cronaca\/farmaci-protesta-informatori-223919c0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Giorno &#8211; 4 aprile 2024<\/a><\/p>\n<p><b>La protesta<\/b> <strong>\u00e8 scoppiata nel colosso Boehringer Ingelheim,<\/strong> ma la battaglia riguarda anche altre case farmaceutiche, per strategie aziendali che rischierebbero di trasformare l\u2019informazione scientifica &#8220;in mero spot pubblicitario&#8221;.<strong> Strategie <\/strong>che, secondo sindacati e l\u2019associazione di categoria Federazione delle Associazioni Italiane degli Informatori Scientifici del Farmaco e del Parafarmaco (Fedaiisf), porterebbero a legare le valutazioni sull\u2019operato dei professionisti ai dati di vendita nelle rispettive zone di competenza, con una virata commerciale.<\/p>\n<p><strong>Chi \u201cpiazza\u201c pi\u00f9 prodotti in farmacie<\/strong>, studi e presidi sanitari, quindi, finirebbe per ottenere maggiori possibilit\u00e0 di carriera e promozioni, innescando una corsa ad aumentare le vendite in un settore che sta gi\u00e0 macinando profitti record. &#8220;La preoccupazione \u00e8 che la figura dell\u2019informatore medico scientifico venga investita anche da funzioni legate alla vendita \u2013 spiega la Femca-Cisl Milano \u2013 cosa che oggi non \u00e8 prevista dalla legge. Le aziende spingono da tempo per dare un volto anche commerciale a questa professione, che verrebbe snaturata. Tra l\u2019altro stiamo parlando di profili che negli anni hanno subito drastici ridimensionamenti&#8221;.<\/p>\n<p>Attualmente operano in Italia circa<strong> 10mila informatori assunti direttamente dalle aziende<\/strong>, e altri 12mila professionisti a partita Iva, gi\u00e0 pagati con un fisso e con una provvigione basata sui risultati. Per questo si sono alzate le barricate di fronte all\u2019iniziativa di Boehringer Ingelheim, colosso tedesco fondato quando correva l\u2019anno 1885, che in Italia ha il quartier generale a Milano, nel nuovo distretto Symbiosis vicino all\u2019ex scalo di Porta Romana. Nelle scorse settimane i circa 200 informatori, riuniti in assemblea, hanno approvato un pacchetto di otto ore di sciopero, e la mobilitazione sta andando avanti contro l\u2019introduzione di una modalit\u00e0 di valutazione individuale legata al &#8220;raggiungimento di obiettivi aziendali strettamente correlati alle vendite&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Un tentativo<\/strong>, secondo fonti sindacali, era gi\u00e0 stato fatto sette anni fa, seguito da un passo indietro dell\u2019azienda su un tema delicato, perch\u00e9 riguarda la salute e la ricerca scientifica, con presunte &#8220;forzature&#8221; di<strong> norme pensate per arginare pressioni commerciali <\/strong>e tenere separate figure e funzioni nell\u2019interesse del paziente. I sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec a fine marzo hanno aperto lo stato d\u2019agitazione in Angelini Pharma, in una vertenza che ha al centro pure &#8220;l\u2019inserimento, anche se in forma indiretta, dell\u2019analisi dei dati vendita in forma scritta nei criteri di valutazione&#8221; dell\u2019informatore scientifico.<\/p>\n<p>&#8220;Se la valutazione viene legata alla vendita della scatoletta, l\u2019umana propensione alla sopravvivenza di questo professionista lo spingerebbe a ridurre l\u2019informazione scientifica a banale pubblicit\u00e0, alla stessa stregua di un detersivo, con buona pace per l\u2019interesse pubblico, per il diritto costituzionale alla salute del cittadino e per la spesa sanitaria&#8221;, spiega<strong> Antonio Mazzarella presidente Fedaiisf. &#8220;<\/strong>Torneremmo indietro di decenni \u2013 prosegue \u2013 all\u2019<strong>epoca dello scandalo Poggiolini&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>Il riferimento \u00e8 a uno degli scandali degli anni di Tangentopoli, con le inchieste su mazzette nella sanit\u00e0 che hanno coinvolto l\u2019allora direttore generale del servizio farmaceutico nazionale Duilio Poggiolini. L\u2019attivit\u00e0 degli informatori scientifici farmaceutici, spiega Mazzarella, &#8220;\u00e8 regolamentata da direttive europee, attuate in Italia da decreti legislativi, ma anche da leggi e regolamenti regionali. Tutti indistintamente vietano l\u2019attivit\u00e0 di vendita&#8221;. Valutazioni legate alle vendite rischierebbero quindi di &#8220;<strong>stravolgere il concetto stesso di informazione scientifica trasformandola in mero spot pubblicitario&#8221;. <\/strong>L\u2019associazione ribadisce quindi la richiesta di istituire un albo o un ordine professionale, riconoscendo che gli informatori &#8220;hanno un ruolo importante da svolgere nel fornire ai medici l\u2019informazione sui farmaci, in quanto rappresentano l\u2019anello di congiunzione tra la ricerca, la produzione industriale del farmaco e il medico che lo prescrive&#8221;, al di fuori da logiche commerciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">________________________________<\/p>\n<p>Nota di Redazione:<\/p>\n<p><em>L\u2019attivit\u00e0 degli ISF \u00e8 regolamentata da Direttive europee, attuate in Italia da Decreti legislativi (vedasi il D.Lgs 219\/06), ma anche da leggi e regolamenti regionali. Tutti indistintamente vietano, all&#8217;informatore, l\u2019attivit\u00e0 di vendita. L&#8217;obiettivo di tali disposizioni si pu\u00f2 riassumere da quanto affermato dall\u2019ex DG di AIFA, Dr. Nicola Magrini: \u201c\u00e8 senz\u2019altro quello di tutelare la salute, garantendo la libert\u00e0 dei contenuti della informazione scientifica\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-75645 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ISF-venditore.png\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ISF-venditore.png 745w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ISF-venditore-300x202.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ISF-venditore-18x12.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/>Da qualche tempo, tuttavia, alcune aziende farmaceutiche inseriscono, anche se sono vietati, i dati vendita nella valutazione qualitativa dell\u2019attivit\u00e0 degli ISF, creando un conflitto di interessi inaccettabile. Il tentativo \u00e8 quello di valutare la qualit\u00e0 dell&#8217;ISF sulla base di quante scatolette vengono vendute nalla zona di sua competenza. <\/em><\/p>\n<p><em>Cosi facendo la finalit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019informazione sul farmaco, ma la sua vendita. Se questo cambiamento \u00e8 grave per i poco meno di 10 mila isf assunti con contratto nazionale dei chimici, lo \u00e8 ancor di piu per gli oltre 12 mila informatori a \u201cprovvigione\u201d (che non dovrebbero esistere e che noi di Fedaiisf definiamo &#8220;false partite Iva) per i quali diventa una questione di sopravvivenza. <\/em><\/p>\n<p><em>Il risultato che tali aziende farmaceutiche vogliono ottenere non \u00e8 solo screditare l\u2019informatore scientifico nella sua funzione, ma soprattutto stravolgere il concetto stesso di informazione scientifica trasformandola in mero spot pubblicitario, con grave nocumento per la salute pubblica.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019informazione sui farmaci aiuta il medico ad acquisire le conoscenze necessarie per scegliere fra i farmaci a disposizione ed effettuare una prescrizione consapevole, nel pieno rispetto dell&#8217;appropriatezza prescrittiva, nell\u2019esclusivo interesse del paziente.<\/em><\/p>\n<p><em>Se la valutazione dall&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;informatore scientifico viene legata alla vendita della scatoletta, l&#8217;umana propensione alla sopravvivenza di questo professionista lo spingerebbe a ridurre l\u2019informazione scientifica a semplice propaganda, banale pubblicit\u00e0, alla stessa stregua di un detersivo, con buona pace per l\u2019interesse pubblico, per il diritto costituzionale alla salute del cittadino e per la spesa sanitaria. Torneremmo indietro di alcuni decenni.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna invece riconoscere che gli ISF hanno un ruolo importante da svolgere nel fornire ai medici l\u2019informazione sui farmaci, in quanto rappresentano l&#8217;anello di congiunzione tra la ricerca, la produzione industriale del farmaco e il medico che lo prescrive, per assicurare la corretta terapia necessaria al paziente. <\/em><\/p>\n<p><em>Ma tutto questo deve essere fatto in modo chiaro, trasparente e senza alcuna percezione di conflitto di interessi e la loro funzione, come prescritto dalle leggi, deve essere tutelata. Motivo per cui la Federazione (FEDAIISF &#8211; Federazione delle Associazioni Italiane del Farmaco e Parafarmaco), da 60 anni si batte per il riconoscimento giuridico della professione con un albo o un ordine professionale. Questo semplice atto sarebbe una garanzia di eticit\u00e0 dell&#8217;operato dell&#8217;Informatore Scientifico. E in definitiva converrebbe enormemente alla credibilit\u00e0 delle aziende farmaceutiche, anche in termini di profitti.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il quotidiano il Giorno (QN) pubblica un articolo sulla protesta degli Informatori Scientifici \u201cValutati in base alle vendite&#8221;&#8211; Per gentile concessione riportiamo l&#8217;articolo. Farmaci, protesta informatori: \u201cValutati in base alle vendite ma la scienza non \u00e8 uno spot\u201d Lo sciopero alla Boehringer e le tensioni in altre aziende: &#8220;Strategie commerciali troppo spinte. 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