{"id":79354,"date":"2024-12-08T06:10:04","date_gmt":"2024-12-08T05:10:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=79354"},"modified":"2024-12-08T18:55:15","modified_gmt":"2024-12-08T17:55:15","slug":"censis-il-capitolo-il-sistema-di-welfare-e-sanita-del-58-rapporto-sulla-situazione-sociale-del-paese-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/censis-il-capitolo-il-sistema-di-welfare-e-sanita-del-58-rapporto-sulla-situazione-sociale-del-paese-2024\/","title":{"rendered":"CENSIS. Il capitolo \u00abIl sistema di welfare\u00bb e sanit\u00e0 del 58\u00b0 Rapporto sulla situazione sociale del Paese\/2024"},"content":{"rendered":"<p><em>Il 6 dicembre scorso \u00e8 stato presentato il Rapporto Censis. <strong>Giunto alla 58<sup>to<\/sup> edizione<\/strong>, il Rapporto Censis interpreta i pi\u00f9 significativi fenomeni socio-economici del Paese. Le <strong>General consideration <\/strong>introducono il Rapporto con l\u2019esortazione a ritrovare la via della crescita mediante la capacit\u00e0 di aprirsi al nuovo. <\/em><\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-79361 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-18.54.40.png\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"543\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-18.54.40.png 860w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-18.54.40-300x189.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-18.54.40-768x485.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-18.54.40-18x12.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 860px) 100vw, 860px\" \/>Nella seconda parte, <a href=\"https:\/\/www.censis.it\/sites\/default\/files\/downloads\/Sintesi%20Fenomenologico%202024.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>La societ\u00e0 italiana al 2024<\/strong>,<\/a> vengono affrontate le questioni di maggiore interesse emerse nel corso dell\u2019anno descrivendo la sindrome italiana, le insidie della continuit\u00e0 nella mediet\u00e0, la guerra delle identit\u00e0, la mutazione morfologica della nazione, i conti che non tornano e le equazioni irrisolte del sistema-Italia, i fenomeni ambivalenti e in chiaroscuro. Nella terza e quarta parte si presentano le <strong>analisi per settori<\/strong>: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanit\u00e0, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.<\/em><\/p>\n<p><em>We report the<a href=\"https:\/\/www.censis.it\/welfare-e-salute\/il-capitolo-\u00abil-sistema-di-welfare\u00bb-del-58\u00b0-rapporto-censis-sulla-situazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Capitolo riguardante Sanit\u00e0 e Welfare.\u00a0<\/a><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Roma, 6 dicembre 2024 \u2013\u00a0<strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Servizio sanitario: anatomia di una crisi<\/span>.\u00a0<\/strong>Dal 2013 al 2023 la spesa sanitaria privata pro-capite \u00e8 cresciuta in termini reali del 23,0%, invece quella pubblica dell\u201911,3%. Nel periodo 2015-2022 le retribuzioni dei medici nel Servizio sanitario nazionale hanno subito un taglio in termini reali del 6,1%. Non sorprende, quindi, che l\u201987,2% degli italiani ritenga una priorit\u00e0 migliorare le retribuzioni e le condizioni di lavoro dei medici, considerati la risorsa pi\u00f9 importante della sanit\u00e0. Il 92,5% considera prioritario assumere nuovi medici e infermieri. L\u201983,6%, dopo la traumatica esperienza dell\u2019emergenza Covid, che ha visto la sanit\u00e0 impreparata ad affrontare il picco di domanda di prestazioni sanitarie, si aspettava investimenti massicci e un pi\u00f9 intenso impegno per potenziare il sistema sanitario.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79359 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-12.06.06.png\" alt=\"\" width=\"454\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-12.06.06.png 860w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-12.06.06-300x228.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-12.06.06-768x585.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-12.06.06-16x12.png 16w\" sizes=\"auto, (max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/>Odissee sanitarie.\u00a0<\/strong>Negli ultimi 24 mesi il 44,5% degli italiani ha sperimentato, direttamente o indirettamente tramite i propri familiari, il sovraffollamento nelle corsie di ospedale o in altri servizi sanitari. Ogni 100 tentativi di prenotare prestazioni nel Servizio sanitario, il 34,9% degli italiani finisce poi nella sanit\u00e0 a pagamento, cio\u00e8 in intramoenia o nel privato puro, con il pagamento per intero in capo ai cittadini. \u00c8 la lunghezza delle liste di attesa che spinge a cercare soluzioni a pagamento. Lo switch nell\u2019intramoenia o nel privato puro riguarda tanto il 37,1% delle persone con redditi medio-alti, quanto il 32,0% di quelle con redditi bassi. Lo sforzo economico per acquistare prestazioni sanitarie coinvolge anche i livelli di reddito inferiori, dunque, ed \u00e8 alto il rischio di una sanit\u00e0 per censo, visto che i benestanti possono ricorrere alla sanit\u00e0 a pagamento con maggiore facilit\u00e0. Cos\u00ec, l\u201984,2% degli italiani \u00e8 convinto che i benestanti possano curarsi prima e meglio dei meno abbienti. Il 36,9% degli italiani in effetti ha dovuto tagliare altre spese per finanziare le proprie spese sanitarie, quota che sale al 50,4% tra le persone con redditi bassi e scende al 22,6% tra quelle con redditi alti. Le odisse sanitarie indotte dalle difficolt\u00e0 di accesso al Servizio sanitario hanno implicazioni pi\u00f9 generali sulla psicologia collettiva. Il 63,4% degli italiani dichiara di provare sfiducia nel Servizio sanitario, perch\u00e9 teme di non poter contare su soluzioni appropriate, mentre solo il 27,9% ha fiducia e si sente con le spalle coperte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il rischio di dover vivere senza welfare.\u00a0<\/strong>\u00c8 diffusa la percezione che il livello di copertura del welfare pubblico si sia drasticamente ridotto nel tempo: un cambiamento epocale rispetto alle generazioni precedenti. Attualmente il giudizio prevalente \u00e8 che il sistema di tutele pubbliche si limiti alle prestazioni essenziali, mentre per il resto si paga direttamente di tasca propria: lo pensa il 50,4% degli italiani. Il 49,4% \u00e8 convinto che occorra ricorrere a strumenti di autotutela, come polizze assicurative e fondi integrativi. E il 61,9% pensa che sia pi\u00f9 importante usare i risparmi per proteggersi dai rischi sociali come sanit\u00e0, vecchiaia e inabilit\u00e0, piuttosto che per ottenere alti rendimenti da investimenti finanziari. Da strumento di copertura dai grandi rischi sociali e fonte di sollievo per le famiglie, il welfare pubblico si tramuta in un costo che grava sui budget familiari. Per il 65,9% degli italiani le spese di welfare pesano molto o abbastanza sul bilancio della propria famiglia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Infinite forme di povert\u00e0.\u00a0<\/strong>L\u2019Italia presenta una percentuale di persone a rischio di povert\u00e0 prima dei <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-61693 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/poverta-senza-soldi.jpeg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"126\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/poverta-senza-soldi.jpeg 1100w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/poverta-senza-soldi-300x123.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/poverta-senza-soldi-1024x419.jpeg 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/poverta-senza-soldi-768x314.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/>trasferimenti sociali pari al 27,2% e al 18,9% dopo di essi, mentre i dati della media Ue sono pari rispettivamente al 24,8% e al 16,2%. Secondo un\u2019indagine del Censis il 9,8% degli italiani maggiorenni vive in famiglie in cui il reddito non \u00e8 sufficiente a coprire le spese mensili. Inoltre, l\u20198,4% degli italiani si trova in una condizione di povert\u00e0 alimentare, il 9,5% in povert\u00e0 energetica e 2,7 milioni di maggiorenni in condizione di povert\u00e0 oculistica. Sono alcuni esempi di forme specifiche di povert\u00e0 che spiegano la crescente complessit\u00e0 dei fenomeni di disagio sociale, non solo di natura economica. Il 7,0% degli italiani riceve regolarmente soldi da membri della rete familiare (genitori, nonni e altri parenti) e un ulteriore 30,6% ne riceve saltuariamente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Libert\u00e0 di scelta anche per i pensionati.\u00a0<\/strong>Il 65,2% degli italiani ritiene che si debba riconoscere la libert\u00e0 individuale di andare in pensione prima dell\u2019et\u00e0 prefissata, sia pure subendo piccole penalit\u00e0. Il 59,6% crede che sarebbe opportuno consentire ai pensionati di lavorare se vogliono farlo (il dato sale al 77,6% tra gli anziani). In pi\u00f9, l\u201984,7% degli italiani ritiene che nelle aziende occorra introdurre meccanismi per trasferire competenze dagli anziani ai giovani. Resta sullo sfondo il tema non aggirabile della futura sostenibilit\u00e0 finanziaria del sistema previdenziale. L\u201981,5% degli italiani pensa che, con pochi giovani e tanti anziani, la previdenza inevitabilmente andr\u00e0 incontro a grandi difficolt\u00e0. L\u201981,2% dei giovani \u00e8 convinto che per garantirsi una vecchiaia serena sono fondamentali i risparmi e il 60,6% giudica essenziale lo sviluppo della previdenza complementare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79362 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/welfare.png\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/welfare.png 500w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/welfare-300x156.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/welfare-18x9.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/>Specialisti e tecnici della salute sono ormai la primula rossa del mercato del lavoro, anche nel comparto della sanita\u0300 privata. Il ridotto numero di candidati riguarda ben il 70,7% della domanda di lavoro per infermieri e ostetrici, il 66,8% per i farmacisti e il 64,0% delle posizioni aperte per il personale medico. Inoltre, mancano all\u2019appello candidati per il 34,6% delle professioni sanitarie riabilitative e per il 43,6% delle professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, tra cui massaggiatori e operatori socio-sanitari.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La minore efficacia del welfare pubblico, che incide negativamente sul benessere e sulla qualita\u0300 della vita delle famiglie, e in definitiva sulla coesione sociale, e\u0300 testimoniata da una fenomenologia inequivocabile. Negli ultimi dieci anni, tra il 2013 e il 2023, si e\u0300 registrato un balzo del 23,0% in termini reali della spesa sanitaria privata pro-capite, che nell\u2019ultimo anno ha superato complessivamente i 44 miliardi di euro. Inoltre, al 62,1% degli italiani e\u0300 capitato almeno una volta di dover rinviare un check up medico, accertamenti diagnostici o visite specialistiche perche\u0301 la lista di attesa negli ambulatori del Servizio sanitario nazionale era troppo lunga e il costo da sostenere nelle strutture private era considerato troppo alto. Al 53,8% e\u0300 capitato, in presenza di problemi di salute, di dover fare ricorso ai propri risparmi per pagare le prestazioni sanitarie necessarie. E il 78,5% dichiara che, in caso di problemi di salute, teme di non poter contare sulla sanita\u0300 pubblica<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Riportiamo anche un altro aspetto del Rapporto Censis, oltremodo preoccupante.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.censis.it\/sites\/default\/files\/downloads\/Sintesi%20Fenomenologico%202024.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Il CENSIS e la fabbrica degli ignoranti<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1563 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/asino.colto_.jpg\" alt=\"\" width=\"146\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/asino.colto_.jpg 440w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/asino.colto_-279x300.jpg 279w\" sizes=\"auto, (max-width: 146px) 100vw, 146px\" \/>L\u2019ignoranza e\u0300 una minaccia anche per la democrazia, se per i cittadini diventa difficile decodificare le proposte politiche, riconoscendo quelle fondate su presupposti falsi o con fini manipolatori.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p><strong>Nel limbo dell\u2019ignoranza (del resto, per il 5,8% degli italiani il \u201cculturista\u201d e\u0300 una \u201cpersona di cultura\u201d) possono attecchire convinzioni irrazionali, pregiudizi antiscientifici, stereotipi culturali<\/strong><\/p>\n<ul style=\"font-weight: 400;\">\n<li>per piu\u0300 di un quarto degli italiani (il 26,1%) gli immigrati clandestini presenti oggi in Italia sarebbero 10 milioni;<\/li>\n<li>&#8211; \u00a0il 20,9% e\u0300 convinto che tramite la finanza gli ebrei dominano il mondo;<\/li>\n<li>&#8211; \u00a0il 15,3% crede che l\u2019omosessualita\u0300 sia una patologia con origini genetiche;<\/li>\n<li>&#8211; \u00a0il 13,1% ritiene che l\u2019intelligenza delle persone dipenda dalla loro etnia;<\/li>\n<li>&#8211; \u00a0per il 9,2% la propensione a delinquere avrebbe una base genetica (si nasce criminali, insomma);<\/li>\n<li>&#8211; \u00a0e per l\u20198,3% islam e jihadismo sono la stessa cosa.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Benche\u0301 in Italia gli analfabeti propriamente detti siano ormai una esigua minoranza (solo 260.000), mentre i laureati sono aumentati fino a 8,4 milioni, ovvero il 18,4% della popolazione con almeno 25 anni (erano il 13,3% nel 2011), la mancanza di conoscenze di base rende i cittadini piu\u0300 disorientati e vulnerabili.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non raggiungono i traguardi di apprendimento: in italiano, il 24,5% degli alunni al termine del ciclo di scuola primaria, il 39,9% al terzo anno della scuola media, il 43,5% all\u2019ultimo anno della scuola superiore (negli istituti professionali quest\u2019ultimo dato sale vertiginosamente all\u201980,0%); in matematica, il 31,8% alle primarie, il 44,0% alle medie inferiori e il 47,5% alle superiori (anche in questo caso il picco si registra negli istituti professionali con l\u201981,0%).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si palesano profondi buchi di conoscenza in tutte le fasce di eta\u0300 anche in relazione a nozioni che si sarebbe tentati di dare per scontate:<\/p>\n<ul style=\"font-weight: 400;\">\n<li><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79357 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-11.55.44.png\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-11.55.44.png 875w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-11.55.44-300x220.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-11.55.44-768x563.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Schermata-2024-12-07-alle-11.55.44-16x12.png 16w\" sizes=\"auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/>&#8211; \u00a0con riferimento ai grandi personaggi e eventi della storia patria, il 55,2% degli italiani risponde in modo errato o non sa che Mussolini e\u0300 stato destituito e arrestato nel 1943, il 30,3% (in questo caso il dato sale al 55,1% tra i giovani) non sa dire correttamente chi era Giuseppe Mazzini (per il 19,3% e\u0300 stato un politico della prima Repubblica), il 30,3% non conosce l\u2019anno dell\u2019Unita\u0300 d\u2019Italia, il 28,8% ignora quando e\u0300 entrata in vigore la Costituzione;<\/li>\n<li>&#8211; \u00a0con riferimento ai grandi personaggi e eventi della storia mondiale, il 49,7% degli italiani non sa indicare correttamente l\u2019anno in cui e\u0300 scoppiata la Rivoluzione francese, il 42,1% non conosce l\u2019anno in cui l\u2019uomo e\u0300 sbarcato sulla Luna, il 25,1% ignora l\u2019anno della caduta del muro di Berlino, il 22,9% non sa che Richard Nixon e\u0300 stato un Presidente degli Stati Uniti (e non un grande calciatore inglese, come crede il 2,6%), il 15,3% non conosce Mao Zedong (o magari lo scambia per l\u2019uomo piu\u0300 anziano del mondo, come fa l\u20191,9%) e, infine, il 13,1% non sa che cosa e\u0300 stata la guerra fredda;<\/li>\n<li>&#8211; \u00a0con riferimento ai grandi scrittori e poeti italiani, il 41,1% degli italiani crede erroneamente che Gabriele D\u2019Annunzio sia l\u2019autore de L\u2019infinito oppure non sa dare una risposta in merito, per il 35,1% Eugenio Montale potrebbe essere stato un autorevole presidente del Consiglio dei ministri degli anni \u201950, il 18,4% non puo\u0300 escludere con certezza che Giovanni Pascoli sia l\u2019autore de I promessi sposi e, infine, il 6,1% crede che il sommo poeta Dante Alighieri non sia l\u2019autore delle cantiche della Divina Commedia;<\/li>\n<li>&#8211; \u00a0con riferimento ai capolavori dell\u2019arte italiana, il 35,9% degli italiani cade nell\u2019abbaglio di considerare Giuseppe Verdi l\u2019autore dell\u2019Inno di Mameli o comunque non ha una idea in proposito, invece per il 32,4% la Cappella Sistina potrebbe essere stata affrescata da Giotto o da Leonardo da Vinci, non da Michelangelo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si riscontra poi una preoccupante incapacita\u0300 di collocare correttamente sulla carta geografica le citta\u0300 straniere, se il 23,8% degli italiani non sa che Oslo e\u0300 la capitale della Norvegia, ma anche le citta\u0300 italiane, se il 29,5% non sa che Potenza e\u0300 il capoluogo della Basilicata. Le difficolta\u0300 di calcolo lasciano perplessi, se per il 12,9% degli italiani la moltiplicazione di 7 per 8 non fa necessariamente 56. E l\u2019ignoranza regna sovrana anche in merito ai meccanismi istituzionali, visto che piu\u0300 di un italiano su due (il 53,4%) non attribuisce correttamente il potere esecutivo al Governo, bensi\u0300 al Parlamento o alla magistratura (tab. 8).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono dati che per molti italiani pongono il problema di una cittadinanza culturale ancora di la\u0300 da venire. E che lasciano prevedere una condizione di ignoranza diffusa anche nel prossimo futuro, quando le attuali giovani generazioni entreranno nella vita adulta e dovranno occupare posizioni di responsabilita\u0300.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.censis.it\/sites\/default\/files\/downloads\/Sintesi%20Fenomenologico%202024.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CENSIS &#8211; La societ\u00e0 italiana al 2024<\/a><\/p>\n<p>Related news: <a href=\"https:\/\/www.fimmg.org\/index.php?action=pages&amp;m=view&amp;p=43&amp;art=5829\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fimmg. Prima risposta del Servizio sanitario in tilt<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 6 dicembre scorso \u00e8 stato presentato il Rapporto Censis. Giunto alla 58a edizione, il Rapporto Censis interpreta i pi\u00f9 significativi fenomeni socio-economici del Paese. 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