{"id":80333,"date":"2025-02-22T19:46:52","date_gmt":"2025-02-22T18:46:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=80333"},"modified":"2025-02-27T16:58:44","modified_gmt":"2025-02-27T15:58:44","slug":"uso-personale-dellauto-aziendale-durante-lorario-di-lavoro-cassazione-legittimo-il-licenziamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/uso-personale-dellauto-aziendale-durante-lorario-di-lavoro-cassazione-legittimo-il-licenziamento\/","title":{"rendered":"Uso personale dell&#8217;auto aziendale durante l&#8217;orario di lavoro. Cassazione: legittimo il licenziamento e legittimo il pedinamento. N.d.R."},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">La Suprema <span class=\"s1\">Corte di Cassazione<\/span> con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.lavorosi.it\/fileadmin\/user_upload\/GIURISPRUDENZA_2024\/Cass.-ord.-n.-3607-2025.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ordinanza n. 3607\/25 <\/a>, depositata in Cancelleria il 12 febbraio 2025, ha affermato che l\u2019uso personale dell\u2019auto aziendale durante l\u2019orario di lavoro pu\u00f2 costituire una giusta causa di licenziamento. La Cassazione ha quindi confermato la legittimit\u00e0 del licenziamento nei confronti di un dipendente di un&#8217;azienda farmaceutica, con mansioni di responsabile collettore (impiegato A3) delle acque reflue degli stabilimenti petroliferi e petrolchimici, sorpreso, in seguito ad un pedinamento da parte di un&#8217;agenzia investigativa, a utilizzare l\u2019auto aziendale per scopi personali durante l\u2019orario di servizio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-80337 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-22-alle-12.25.49.png\" alt=\"\" width=\"348\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-22-alle-12.25.49.png 1216w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-22-alle-12.25.49-300x227.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-22-alle-12.25.49-1024x775.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-22-alle-12.25.49-768x581.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Screenshot-2025-02-22-alle-12.25.49-16x12.png 16w\" sizes=\"auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/>Il dipendente aveva impugnato il licenziamento prima davanti al Tribunale di Siracusa, poi in Corte d\u2019Appello a Catania, senza ottenere un esito favorevole. Infine, ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando fra l&#8217;altro l\u2019illegittimit\u00e0 dei controlli investigativi e la sproporzione della sanzione.<\/p>\n<p>La Corte ha ritenuto tale comportamento fraudolento con grave violazione del contratto aziendale (il CCNL dei chimici)<\/p>\n<p class=\"p1\">Il lavoratore, dipendente di un\u2019azienda chimico-farmaceutica, pur avendo il veicolo in dotazione per motivi professionali, lo utilizzava sistematicamente per faccende personali durante il servizio. L\u2019azienda ha potuto accertare la condotta illecita avvalendosi di un\u2019agenzia investigativa, che ha documentato pi\u00f9 episodi in cui il dipendente sottraeva tempo al lavoro per occuparsi di attivit\u00e0 private. L\u2019impiego di un veicolo aziendale per fini non lavorativi, durante l\u2019orario di servizio, rappresenta una violazione grave per diverse ragioni: violazione del contratto di lavoro, falsa presenza in servizio, sottrazione di ore lavorative, danno economico per l&#8217;azienda (<a href=\"https:\/\/www.brocardi.it\/pdf\/4\/5120\/95e75c578274f907454a0a81d77b502e.pdf?view=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Brocardi<\/a>). Il lavoratore, dice l&#8217;Ordinanza, era &#8220;autorizzato a usare il mezzo solo per motivi attinenti all&#8217;attivit\u00e0 lavorativa&#8221;.<\/p>\n<p class=\"p1\">Osserva il Collegio giudicante che il licenziamento \u00e8 stato irrogato per giusta causa ai sensi dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.brocardi.it\/codice-civile\/libro-quinto\/titolo-ii\/capo-i\/sezione-iii\/art2119.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">art. 2119 c.c.<\/a>, per violazione dei doveri di lealt\u00e0 e correttezza del lavoratore, per avere creato una situazione definita di &#8220;apparenza lavorativa&#8221;.<\/p>\n<p class=\"p1\">La sentenza &#8211; afferma l&#8217;Ordinanza &#8211; &#8220;<em>\u00e8 conforme alla costante giurisprudenza di questa Corte (richiamata espressamente in motivazione), secondo cui i controlli del <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7999 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Investigatori-privati.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Investigatori-privati.jpg 599w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Investigatori-privati-300x154.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/>datore di lavoro, anche a mezzo di agenzia investigativa, sono legittimi ove siano finalizzati a verificare comportamenti del lavoratore che possano integrare attivit\u00e0 fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo, non potendo, invece, avere ad oggetto l&#8217;adempimento\/inadempimento della prestazione lavorativa, in ragione del divieto di cui agli <a href=\"https:\/\/www.cgil.unimi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/l_300_70.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">artt. 2 e 3 St. lav<\/a>. (v. Cass. n. 6174\/2019, n. 4670\/2019, n. 15094\/2018, n. 8373\/2018); cfr. anche Cass. n. 6468\/2024, n. 10636\/2017)&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p class=\"p1\">&#8220;<em>Neppure sussiste &#8211;<\/em> prosegue l&#8217;Ordinanza &#8211; <em>la lamentata violazione della privacy del dipendente, seguito nei suoi spostamenti, in quanto il controllo era effettuato in luoghi pubblici e finalizzato ad accertare le cause dell&#8217;allontanamento. L&#8217;attivit\u00e0 fraudolenta \u00e8 stata ravvisata nella falsa attestazione della presenza in servizio e nell&#8217;utilizzo personale del mezzo aziendale, nonostante il lavoratore fosse autorizzato a usare detto mezzo solo per motivi attinenti all&#8217;attivit\u00e0 lavorativa<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuslavoristi.it\/agi_cms\/public\/news\/1739963618750.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ordinanza 3607\/2025 Corte Cassazione Sez. Lavoro<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<section class=\"row gy-4\">\n<section class=\"col col-lg-8 col-xl-6\">\n<h3 class=\"title\">Il ruolo delle indagini aziendali nei casi di licenziamento<\/h3>\n<\/section>\n<\/section>\n<section class=\"row\">\n<section class=\"col col-lg-8 col-xl-6 offset-md-3\">\n<div class=\"content\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.axerta.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/3607-2025.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CLICCA QUI PER CONSULTARE L\u2019ORDINANZA n. 3607\/2025 DELLA CORTE DI CASSAZIONE<\/a><\/p>\n<p>Fonte Axerta<\/p>\n<p>La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi in modo netto sul tema delle indagini aziendali e della raccolta di prove. Con l\u2019ordinanza n. <a href=\"https:\/\/www.italgiure.giustizia.it\/xway\/application\/nif\/clean\/hc.dll?verbo=attach&amp;db=snciv&amp;id=.\/20250213\/snciv@sL0@a2025@n03607@tO@oY.clean.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">3607\/2025<\/a>, siamo di fronte al terzo caso confermato di licenziamento ritenuto legittimo a seguito di un\u2019attenta attivit\u00e0 investigativa svolta in totale compliance normativa. Un precedente che, ancora una volta, sottolinea la necessit\u00e0 di raccogliere prove esenti da vizi di forma, rispettando i principi di correttezza e trasparenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25946 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/isf.Pedinamento-21.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/isf.Pedinamento-21.jpg 498w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/isf.Pedinamento-21-300x177.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/>La sentenza conferma la piena legittimit\u00e0 delle attivit\u00e0 investigative aziendali, purch\u00e9 finalizzate a verificare comportamenti fraudolenti che possano danneggiare l\u2019impresa. Infatti, i giudici hanno escluso la violazione della privacy, evidenziando che i controlli sono stati effettuati in luoghi pubblici e con lo scopo di accertare fatti rilevanti per l\u2019organizzazione. Il principio ribadito \u00e8 chiaro: il licenziamento \u00e8 legittimo se il dipendente utilizza l\u2019auto aziendale per motivi privati durante l\u2019orario di lavoro.<\/p>\n<p>Questa nuova conferma giurisprudenziale non solo rafforza il ruolo delle indagini aziendali, ma offre un ulteriore punto di riferimento per tutte le realt\u00e0 imprenditoriali che vogliono tutelarsi in modo corretto e rigoroso.<\/p>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/section>\n<p>Source <a href=\"https:\/\/www.axerta.it\/il-ruolo-delle-indagini-aziendali-nei-casi-di-licenziamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Axerta<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p>Editor&#039;s note:<\/p>\n<p>A regolare l\u2019orario di lavoro degli informatori scientifici \u00e8 il CCNL dei Chimici, come profilo di livello B. Questo prevede un totale di 40 ore settimanali di lavoro, suddivise in cinque giorni da otto ore lavorative.<\/p>\n<p>L\u2019ISF non ha un orario predeterminato di inizio, di termine o di pausa nella giornata lavorativa e, perci\u00f2, li organizza autonomamente (salvo accordi, non peggiorativi, RSU-azienda gi\u00e0 in atto).<\/p>\n<p>Tale autonomia gestionale ed organizzativa deriva all&#8217;informatore scientifico dal profilo del livello B riconosciuto a questo professionista dal CCNL dei chimici.<\/p>\n<p>Da quanto sopra indicato gli ISF soggiacciono ad un <strong>orario settimanale medio di 40 ore divisi in 5 giorni<\/strong> (le famose 8 ore di lavoro giornaliere). Nel caso degli informatori scientifici non si specifica se in queste siano pi\u00f9 o meno compresi gli spostamenti con l&#8217;auto, la gestione saggi ed il lavoro amministrativo, lasciando perci\u00f2 vari dubbi interpretativi. L\u2019INAIL per\u00f2 con sue specifiche circolari considera orario di lavoro tutto, anche il tragitto dalla propria abitazione (da pi\u00f9 sentenze della Cassazione ritenuta dipendenza aziendale) per raggiungere il primo medico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-80349 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/orario-lavoro-1024x473-1.jpg\" alt=\"\" width=\"288\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/orario-lavoro-1024x473-1.jpg 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/orario-lavoro-1024x473-1-300x139.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/orario-lavoro-1024x473-1-768x355.jpg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/orario-lavoro-1024x473-1-18x8.jpg 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px\" \/>Pertanto la peculiarit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019ISF non prevede l\u2019obbligo di uno specifico orario di lavoro o di inizio o di fine orario come per altre categorie, essendo in pratica un <strong>lavoro svolto in autonomia<\/strong> ed \u00e8 perci\u00f2 impossibile indicare paletti rigidi.<\/p>\n<p>Questo spiega anche il perch\u00e9 le aziende, di norma, tendono a far aumentare il numero dei medici visitati e non parlano mai con l&#8217;ISF di orario di lavoro.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 importante rilevare dall&#8217;Ordinanza 3607\/25 della Cassazione \u00e8 la legittimit\u00e0 del pedinamento da parte di un&#8217;agenzia investigativa purch\u00e9 avvenga in conformit\u00e0 con gli art. 2 e 3 dello Statuto dei Lavoratori.<\/p>\n<p>In particolare l&#8217;Art. 2 recita: \u00ab<em>Il datore di lavoro pu\u00f2 impiegare le guardie particolari giurate, di cui agli articoli 133 e seguenti del testo unico approvato con regio decreto <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-66872 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Ordinanza-Cassazione-Pedinamento.png\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Ordinanza-Cassazione-Pedinamento.png 563w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Ordinanza-Cassazione-Pedinamento-300x179.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/>18 giugno 1931, numero 773, <strong>soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale<\/strong>. Le guardie giurate non possono contestare ai lavoratori azioni o fatti diversi da quelli che attengono alla tutela del patrimonio aziendale. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 fatto divieto al datore di lavoro di adibire alla vigilanza sull&#8217;attivit\u00e0 lavorativa le guardie di cui al primo comma, le quali non possono accedere nei locali dove si svolge tale attivit\u00e0, durante lo svolgimento della stessa, se non eccezionalmente per specifiche e motivate esigenze attinenti ai compiti di cui al primo comma. In caso di inosservanza da parte di una guardia particolare giurata delle disposizioni di cui al presente articolo, l&#8217;Ispettorato del lavoro ne promuove presso il questore la sospensione dal servizio, salvo il provvedimento di revoca della licenza da parte del prefetto nei casi pi\u00f9 gravi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p1\">&#8220;Il datore di lavoro non pu\u00f2 adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l&#8217;addebito e senza averlo sentito a sua difesa . Il lavoratore potr\u00e0 farsi assistere da un rappresentante dell&#8217;associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato&#8221;. (art. 7 Stat.Lav.).<\/p>\n<p>With <a href=\"https:\/\/www.tcnotiziario.it\/Articolo\/Index?idArticolo=324716&amp;tipo&amp;cat=ULTLAV&amp;fonte=Teleconsul.it+-+Ultimissime+Lavoro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sentenza 20440 del 12 Ottobre 2015<\/a>, la Suprema Corte (sezione lavoro) ha precisato inoltre che \u00e8 <strong>legittimo l\u2019uso del gps all\u2019interno dell\u2019automobile aziendale,<\/strong> e le sue risultanze possono essere utilizzate poi in giudizio contro il dipendente, per provarne l\u2019infedelt\u00e0 e procedere, dunque, al suo <strong>dismissal<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si veda sul pedinamento l\u2019articolo: \u201c<a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/il-perdinamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pedinamento<\/a>\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Suprema Corte di Cassazione con l\u2019ordinanza n. 3607\/25 , depositata in Cancelleria il 12 febbraio 2025, ha affermato che l\u2019uso personale dell\u2019auto aziendale durante l\u2019orario di lavoro pu\u00f2 costituire una giusta causa di licenziamento. 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