{"id":82176,"date":"2025-06-13T06:02:52","date_gmt":"2025-06-13T04:02:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=82176"},"modified":"2025-06-23T17:18:15","modified_gmt":"2025-06-23T15:18:15","slug":"importazione-parallela-di-farmaci-un-risparmio-per-il-ssn-e-contrasto-alle-carenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/importazione-parallela-di-farmaci-un-risparmio-per-il-ssn-e-contrasto-alle-carenze\/","title":{"rendered":"Importazione parallela di farmaci. Un risparmio per il SSN e contrasto alle carenze"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"story__title\">Importazione parallela di farmaci: risparmi per il SSN e contrasto alle carenze<\/h3>\n<p>Ma in Italia manca una politica che le promuova. Questo il tema di uno studio a cura di Cefat \u2013 Centro di Economia del Farmaco e delle Tecnologie Sanitarie e Universit\u00e0 degli Studi di Pavia \u2013 presentato in un evento in Senato su iniziativa del Senatore Ignazio Zullo<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/napoli.repubblica.it\/cronaca\/2025\/06\/11\/news\/importazione_parallela_di_farmaci_risparmi_per_il_ssn_e_contrasto_alle_carenze-424662109\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Repubblica &#8211; 11 giugno 2025<\/a><\/p>\n<p>\u201cL\u2019impatto economico e regolatorio delle importazioni parallele di farmaci in Italia: analisi del mercato e prospettive future\u201d, \u00e8 il tema dello studio a cura di CEFAT \u2013 Centro di Economia del Farmaco e delle Tecnologie <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-82177 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/importazione-parallela.png\" alt=\"\" width=\"487\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/importazione-parallela.png 1196w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/importazione-parallela-300x168.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/importazione-parallela-1024x574.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/importazione-parallela-768x430.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/importazione-parallela-18x10.png 18w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/importazione-parallela-390x220.png 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 487px) 100vw, 487px\" \/>Sanitarie e Universit\u00e0 degli Studi di Pavia presentato in un evento in Senato su iniziativa del Sen. Ignazio Zullo.<\/p>\n<p>L\u2019importazione parallela di medicinali (parallel trade o distribuzione indipendente) concerne quelle procedure autorizzative previste dalla normativa europea che consentono a un farmaco registrato e commercializzato in un Paese dell\u2019Unione Europea (UE) o dello Spazio Economico Europeo (SEE) di essere importato in un altro Paese della UE o del SEE per la vendita diretta alle farmacie o agli enti sanitari, attraverso l\u2019autorizzazione (AIP) rilasciata dall\u2019Autorit\u00e0 competente (in Italia l\u2019AIFA) a condizione che il prodotto importato sia essenzialmente analogo (stessi effetti terapeutici e stessa sicurezza) a un prodotto che ha gi\u00e0 ricevuto l\u2019Autorizzazione all\u2019Immissione in Commercio (AIC), nel Paese di destinazione.<\/p>\n<p>Una legittima forma di scambio, resa possibile dal differenziale tra il prezzo di acquisto del medicinale nel Paese di origine (pi\u00f9 basso) e il prezzo di vendita nel Paese di destinazione (pi\u00f9 elevato).<\/p>\n<p>Nel 2024 il settore europeo dell\u2019importazione parallela ha registrato un fatturato pari a 7,4 miliardi, con risparmi tra i 5-7 miliardi di euro per i servizi sanitari in Europa. Ma in Italia rappresenta una quota ancora esigua e marginale rispetto ad altri Paesi dove \u00e8 incentivato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-82179 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/valore-importazione-parallela.png\" alt=\"\" width=\"398\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/valore-importazione-parallela.png 518w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/valore-importazione-parallela-300x213.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/valore-importazione-parallela-18x12.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/>Nel nostro Paese infatti nel 2024, sono stati erogati ai consumatori farmaci da importazione parallela per un valore complessivo di circa 226 milioni di euro, di cui 74 milioni relativi a farmaci di fascia A e 152 milioni a farmaci di fascia C, come ha spiegato, illustrando lo studio, il Prof. Giorgio Lorenzo Colombo, Direttore Scientifico del CEFAT \u2013 Centro di Economia del Farmaco e delle Tecnologie Sanitarie, Dipartimento di Scienze del Farmaco, Universit\u00e0 degli Studi di Pavia.<\/p>\n<p>Non si sono registrate erogazioni di farmaci destinati all\u2019esclusivo impiego ospedaliero (i cosiddetti farmaci di fascia H). In termini di incidenza sulle vendite complessive in farmacia, si tratta di quote marginali: nel 2023 lo 0,85 per cento complessivo, suddiviso in 0,49 per cento per la fascia A e 1,30 per cento per la fascia C.<\/p>\n<p>L&#8217;AIFA, dimostrando consapevolezza sui vantaggi che ne possono derivare, ha introdotto nel 2021 una nuova procedura semplificata per il rilascio delle autorizzazioni, tuttavia ad oggi permangono, nella pratica, tempi lunghi per l\u2019ottenimento dell\u2019autorizzazione.<\/p>\n<p>Full article on <a href=\"https:\/\/napoli.repubblica.it\/cronaca\/2025\/06\/11\/news\/importazione_parallela_di_farmaci_risparmi_per_il_ssn_e_contrasto_alle_carenze-424662109\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Republic<\/a><\/p>\n<p>Related news. <a href=\"https:\/\/farmaciavirtuale.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/5467-Importazioni-parallele-di-farmaci-in-Italia.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Importazioni parallele di farmaci. Cefat<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.aifa.gov.it\/farmaci-carenti#:~:text=Le%20cause%20di%20una%20carenza,determinato%20medicinale%20o%20emergenze%20sanitarie.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">AIFA. Deficient drugs<\/a><\/p>\n<p>Note:<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Esportazione parallela<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il flusso delle esportazioni, indagato nell\u2019ultima parte del <a href=\"https:\/\/www.aifa.gov.it\/documents\/20142\/241052\/1-Rapporto_OsMed_importazione_parallela_2016-2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Relationship<\/a>, riveste particolare interesse per il nostro Paese, poiche\u0301 l\u2019Italia e\u0300 da considerare storicamente un Paese con alta capacita\u0300 produttiva vocato all\u2019esportazione di medicinali, per fattori riconducibili sia ad aspetti economici che strutturali. <strong>Nel triennio 2016-2018 risultano esportate 90 milioni di confezioni di farmaci a cui e\u0300 possibile attribuire un valore di oltre 2,2 miliardi di euro (applicando a tali farmaci il prezzo per il SSN in Italia).<\/strong><\/p>\n<p>Questo Rapporto, quindi, oltre a cercare di rendere ottimale la fruizione dei dati e di ottimizzare l\u2019integrazione delle informazioni raccolte da diverse fonti disponibili, ambisce a costituire uno strumento utile ad individuare e pianificare, nell\u2019ambito delle politiche sanitarie in essere, eventuali ulteriori aree d\u2019intervento. (<a href=\"https:\/\/www.aifa.gov.it\/documents\/20142\/241052\/1-Rapporto_OsMed_importazione_parallela_2016-2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte AIFA<\/a>)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-77575 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/EXPORTS-15-4-2023-pharma.jpeg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/EXPORTS-15-4-2023-pharma.jpeg 660w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/EXPORTS-15-4-2023-pharma-300x206.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/EXPORTS-15-4-2023-pharma-18x12.jpeg 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/>I farmaci di classe A sono esportati soprattutto nei Paesi dell\u2019Unione Europea (71,1%) con un incremento dal 2017 al 2018 del +10,9%, e coprono un valore attribuito dell\u201987,7%. Una quota inferiore e\u0300 esportata verso Paesi dell\u2019Europa non UE (13,5%), con un impatto in termini di valore pari all\u20198,0%.<\/p>\n<p>Anche i farmaci ospedalieri di classe H sono maggiormente esportati in UE (62,2% delle confezioni e 61,2% del valore). La quota esportata verso altri Paesi europei non UE e\u0300 pari al 26,9% e copre un valore attribuito del 36,7% sul totale.<\/p>\n<p>Infine, per i farmaci di classe C la situazione appare diversa. Sebbene come quota maggiormente esportata prevalga sempre quella verso Paesi UE (37,2%), seguono l\u2019Asia e gli altri Paesi non UE, che ricevono, rispettivamente, una quota pari al 30,2% e al 29,1% dei farmaci. I valori attribuiti ai farmaci di classe C esportati verso l\u2019Asia prevalgono raggiungendo quasi il 50% del totale.<\/p>\n<p>Come emerge dai dati i grossisti sono i principali esportatori, con il 59,9% di confezioni movimentate nel triennio. Quasi il 30% e\u0300 esportato direttamente dai produttori e il 10,1% dai depositari. Nel 2018 l\u2019attivita\u0300 dei grossisti permane pressoche\u0301 stabile mentre l\u2019esportazione di confezioni da parte di produttori si incrementa del +47,1%.<\/p>\n<p>Se scendiamo nel dettaglio delle esportazioni, notiamo che la prima molecola esportata per numero di confezioni e\u0300 la furosemide e la prima in valore e\u0300 il paracetamolo, farmaci a basso costo ma essenziali nella pratica clinica. I medicinali esportati sono, in molti casi, medicinali essenziali, classificati in fascia A o H, indirizzati in prevalenza verso il mercato dell\u2019Unione Europea. Ad eccezione del pembrolizumab, esportato esclusivamente in Belgio, i medicinali ad alto costo non incidono significativamente.<\/p>\n<p>Il tema dell\u2019esportazione verso i paesi dell\u2019Unione Europea richiama l\u2019ultimo argomento trattato, la problematica delle indisponibilita\u0300, un fenomeno complesso sul quale i dati presentati possono fornire spunti per ulteriori riflessioni.<\/p>\n<p>Il commercio parallelo deve bilanciare le legittime aspettative degli operatori con il tema della disponibilita\u0300 dei medicinali essenziali che, in alcune circostanze, puo\u0300 essere messa a rischio da fenomeni indiscriminati di esportazione. (Fonte AIFA)<\/p>\n<p>Al livello della distribuzione esiste una diversificazione tra categorie di soggetti: grossisti, farmacie e, appunto, rivenditori paralleli, che esportano medicinali da Stati membri in cui sono venduti a minore costo per importarli in quelli dove il prezzo e\u0300 piu\u0300 elevato. Tale pratica esercita conseguentemente un\u2019influenza significativa sulle dinamiche concorrenziali del settore farmaceutico, potendo favorire, in un\u2019ottica di breve periodo, un abbassamento dei prezzi dei medicinali nei Paesi di importazione quale conseguenza dell\u2019incremento della concorrenza intra-brand tra i prodotti gia\u0300 distribuiti e quelli importati, a beneficio dei pazienti-consumatori e, ancor di piu\u0300, degli stessi operatori del commercio parallelo che trattengono una larga parte del profitto ottenuto dai differenziali dei prezzi di acquisto e di vendita tra i Paesi membri. Nel lungo periodo, potrebbero tuttavia prodursi ripercussioni negative sulla negoziazione dei prezzi dei farmaci a livello (Fonte: <a href=\"https:\/\/www.europeanpapers.eu\/it\/system\/files\/pdf_version\/EP_EF_2022_I_006_Diletta_Danieli_00547.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">European Papers<\/a>)<\/p>\n<p>Related news: <a href=\"https:\/\/www.federfarma.it\/Edicola\/Filodiretto\/VediNotizia.aspx?id=27244\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Federfarma favorevole al Regolamento UE sui farmaci critici. Ora chiarezza su obblighi e produzione<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Importazione parallela di farmaci: risparmi per il SSN e contrasto alle carenze Ma in Italia manca una politica che le promuova. 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