{"id":82903,"date":"2025-07-28T06:18:20","date_gmt":"2025-07-28T04:18:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=82903"},"modified":"2025-07-30T17:23:06","modified_gmt":"2025-07-30T15:23:06","slug":"i-dazi-usa-sui-farmaci-potrebbero-essere-il-male-minore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/i-dazi-usa-sui-farmaci-potrebbero-essere-il-male-minore\/","title":{"rendered":"I dazi USA sui farmaci potrebbero essere il male minore"},"content":{"rendered":"<p>AGGIORNAMENTO: <em>In Scozia Donal Trump e Ursula Von Der Leyen hanno raggiunto un accordo fissando i dazi sulle esportazioni europee negli USA al 15%. <strong>Il dazio non superer\u00e0 il 15% anche per i prodotti farmaceutici, ha assicurato von Der Leyen, ma <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-82962 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/trump-von-der-leyen.png\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/trump-von-der-leyen.png 1402w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/trump-von-der-leyen-300x175.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/trump-von-der-leyen-1024x596.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/trump-von-der-leyen-768x447.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/trump-von-der-leyen-18x10.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/>non \u00e8 detto che non risalga.<\/strong>Von der Leyen ha riconosciuto che la questione farmaceutica \u00e8 stata \u201cmessa su un foglio di carta separato\u201d, indicando che sono previsti ulteriori negoziati<\/em><\/p>\n<p><em>Ai giornalisti Trump aveva addirittura detto che i farmaci non sarebbero stati parte dell\u2019accordo. <strong>Saranno esenti da dazi su entrambi i fronti alcuni prodotti chimici e farmaci generici. <\/strong>Ursula von der Leyen \u00e8 rimasta impassibile anche quando Trump ha tracciato le sue linee rosse: non si scende sotto il 15% di dazi americani sui prodotti europei, il farmaceutico \u00e8 escluso. Il presidente americano si \u00e8 gi\u00e0 detto intenzionato a introdurre dazi progressivi sul settore a partire da agosto e, per i pharma, non ha escluso l&#8217;ipotesi di arrivare a quota 200% entro 18 mesi. Il settore pi\u00f9 colpito in assoluto quindi potrebbe essere proprio quello <strong>pharmaceutical<\/strong>, che esporta oltre 10 miliardi di euro all\u2019anno di beni negli Usa. Per questi prodotti infatti Trump ha annunciato un dazio specifico, pi\u00f9 alto del 15%. Data la volubilit\u00e0 di Trump il settore farmaceutico rimane un&#8217;incognita.<\/em><\/p>\n<p><em>Inoltre il presidente della Cna Dario Costantini sintetizza l\u2019impatto dei dazi con un\u2019espressione eloquente: <strong>\u201cSi scrive 15 ma si legge 30%\u201d<\/strong>, evocando il rischio di una doppia penalizzazione. Oltre al rincaro dei prezzi dovuto ai dazi, le imprese devono affrontare anche l\u2019apprezzamento dell\u2019euro sul dollaro (+15% negli ultimi mesi), che riduce ulteriormente la competitivit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>There <strong>Pharmaceutical<\/strong>, con una crescita tendenziale del +4,7% nei primi quattro mesi del 2025, \u00e8 spinta da una domanda interna solida e da un robusto export, soprattutto verso gli Stati Uniti, dove l\u2019anticipo degli ordini, in vista di nuovi dazi, ha dato un forte impulso.<\/em><\/p>\n<p><em>La farmaceutica europea inoltre ha un fronte interno che la penalizza fortemente: riforma della legislazione farmaceutica (brevetti), la direttiva che introduce una <a href=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/direttiva-acque-reflue-urbane-le-aziende-dei-generici-la-impugnano-davanti-alla-corte-di-giustizia-ue-il-concetto-di-responsabilita-estesa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tassa sulle acque reflue urbane<\/a>, il recente Critical medicine act (rispetto al quale la nuova compagine di Efpia, la Farmindustria europea, \u00e8 stata pi\u00f9 tenera) e il recentissimo Life sciences strategy Ue. In Italia poi c&#8217;\u00e8 anche il payback, un mostro economico finanziario.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h3>L\u2019esenzione dai dazi USA non \u00e8 un vantaggio garantito per la farmaceutica svizzera<\/h3>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; color: #000000;\">Il presidente statunitense Donald Trump sta facendo pressione sull&#8217;industria farmaceutica con dazi, da cui le case produttrici svizzere potrebbero essere esentate. Secondo gli esperti, tuttavia, le tariffe doganali avranno un impatto minore sul settore rispetto alla politica dei prezzi.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.swissinfo.ch\/ita\/prezzi-dei-farmaci\/lesenzione-dai-dazi-usa-non-\u00e8-un-vantaggio-garantito-per-la-farmaceutica-svizzera\/89718659\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"article-date__copy\">Swissinfo.ch &#8211; pubblicato al <\/span><time class=\"article-date__datetime\" datetime=\"2025-07-23T09:07:12+02:00\">23 luglio 2025<\/time><\/a><\/p>\n<div>Nelle ultime settimane sono circolate online indiscrezioni su un trattamento di favore per le esportazioni farmaceutiche svizzere verso gli Stati Uniti, mentre i due Paesi stanno finalizzando un accordo sulle tariffe <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-81038 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Dazi-USA-2-aprile.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Dazi-USA-2-aprile.jpg 800w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Dazi-USA-2-aprile-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Dazi-USA-2-aprile-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Dazi-USA-2-aprile-18x10.jpg 18w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Dazi-USA-2-aprile-390x220.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/>doganali reciproche di Washington, atteso entro il 1\u00b0 agosto. Stando a <a href=\"https:\/\/www.swissinfo.ch\/eng\/us-swiss-trade-deal-likely-to-contain-assurances-on-pharma-levy\/89633156\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fonti anonime citate da Bloomberg<\/a>, The <strong>USA si asterrebbero dall\u2019imporre dazi su un settore di importanza vitale per la Svizzera<\/strong>.<\/div>\n<div>\n<p>Il presidente Trump, tuttavia, non ha fatto alcuna menzione di un\u2019esenzione per la Confederazione quando ha dichiarato che a partire dal 1\u00b0 agosto le dogane statunitensi imporranno gradualmente dazi sulle importazioni farmaceutiche. Tali misure potrebbero raggiungere il 200% nell\u2019arco del prossimo anno e mezzo.<\/p>\n<p>A questa conclusione \u00e8 giunta un\u2019indagine avviata a met\u00e0 aprile dall\u2019amministrazione statunitense per stabilire se le importazioni farmaceutiche del Paese rappresentassero una minaccia per la sua sicurezza nazionale. Storicamente, i farmaci sono stati esenti da dazi, grazie a un accordo del 1995 dell\u2019Organizzazione mondiale<\/p>\n<\/div>\n<p>I prodotti farmaceutici rappresentano, in valore, il 40% del totale delle esportazioni svizzere, il che ne fa il principale settore di esportazione. Oltre la met\u00e0 (60%) di queste esportazioni \u00e8 diretta verso gli Stati Uniti. In quelli che alcuni analisti hanno definito tentativi d\u2019ingraziarsi l\u2019amministrazione Trump, le case produttrici svizzere e internazionali si sono impegnate a investire miliardi di dollari negli USA dall\u2019inizio dell\u2019anno.<\/p>\n<p>Tuttavia, al di l\u00e0 dei titoli, le persone esperte interpellate da Swissinfo affermano che il fatto che la farmaceutica svizzera sia inclusa o meno nell\u2019accordo finale sui dazi far\u00e0 poca differenza per il settore. Sostengono che le grandi aziende farmaceutiche, che hanno importanti margini di profitto sui farmaci, possono assorbire tariffe doganali pi\u00f9 elevate. Aggiungono che i dazi sono un\u2019opzione migliore rispetto all\u2019abbassamento dei prezzi dei medicinali, che \u00e8 un altro degli obiettivi di Trump e un argomento che sta usando nelle negoziazioni.<\/p>\n<p>\u201cIl potenziale trattamento preferenziale per la Svizzera naturalmente fa notizia, ma \u00e8 meno rilevante di quanto si pensi, perch\u00e9 non \u00e8 una garanzia di esenzione dai dazi, che verranno comunque applicati se le case produttrici non cederanno a concessioni sui prezzi\u201d, spiega Fabian Wenner, analista del mercato azionario presso Julius B\u00e4r.<\/p>\n<p>Il presidente Trump ha usato i dazi come leva per fare pressione sul settore affinch\u00e9 trasferisca gli impianti di produzione negli Stati Uniti. Il suo obiettivo \u00e8 permettere agli USA di controllare la catena di approvvigionamento dei farmaci e di incentivare la produzione locale.<\/p>\n<h4 id=\"h-i-dazi-sono-il-male-minore\" class=\"wp-block-heading\">\u201cI dazi sono il male minore\u201d<\/h4>\n<p>Il presidente Trump si \u00e8 anche concentrato sulla riduzione dei prezzi dei farmaci negli Stati Uniti, che sono i pi\u00f9 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-82906 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/costo-keytruda-USA-e-Germania.png\" alt=\"\" width=\"475\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/costo-keytruda-USA-e-Germania.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/costo-keytruda-USA-e-Germania-300x147.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/costo-keytruda-USA-e-Germania-18x9.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/>alti al mondo. Negli USA un trattamento contro il cancro con il farmaco Keytruda di Merck costa circa 191\u2019000 dollari (152\u2019476 franchi svizzeri) all\u2019anno, <a href=\"https:\/\/www.help.senate.gov\/imo\/media\/doc\/big_pharmas_business_model_report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pi\u00f9 del doppio <\/a>\u00a0rispetto ai 91\u2019000 dollari della Francia. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto ad accordi negoziati segretamente tra i gruppi farmaceutici e i Governi, basati su un insieme di criteri economici, normativi e clinici, come il reddito di un Paese e il quantitativo di dosi ordinate.<\/p>\n<p>Il motivo di prezzi cos\u00ec elevati \u00e8 che le case produttrici spesso registrano i loro prodotti prima negli Stati Uniti (il pi\u00f9 grande mercato farmaceutico del mondo) e garantiscono che la popolazione statunitense abbia sempre accesso ai medicamenti pi\u00f9 recenti prima di altri Paesi. Le aziende farmaceutiche devono anche coprire gli alti costi derivanti da azioni legali collettive e accordi extragiudiziali, che sono pi\u00f9 frequenti negli Stati Uniti che in altre nazioni, secondo Wenner.<\/p>\n<p>Nel tentativo di abbassare i prezzi, il presidente Trump sta tentando dal 2020 di introdurre una politica interna basata sul principio della \u201cNazione pi\u00f9 favorita\u201d (<a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2025\/05\/05\/trump-order-us-drug-manufacturing.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Most Favoured Nation, MFN<\/a>) per allineare i prezzi dei farmaci statunitensi a quelli dei Paesi che pagano di meno. Secondo gli esperti, abbassare i costi eroderebbe i profitti delle aziende farmaceutiche e le danneggerebbe a lungo termine.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 molto probabile che questi dazi siano il male minore tra i due e che saranno accettati pi\u00f9 facilmente dalle aziende farmaceutiche rispetto a una riduzione dei prezzi\u201d, spiega Wenner. \u201cQuesto perch\u00e9 una volta che i prezzi vengono abbassati, \u00e8 molto difficile alzarli di nuovo\u201d. L\u2019introduzione della politica MFN richiede l\u2019approvazione del Congresso, che secondo l\u2019analista sar\u00e0 difficile da ottenere; la riduzione dei prezzi avrebbe conseguenze di vasta portata e potrebbe persino avere un impatto sull\u2019occupazione negli Stati Uniti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-21600 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/wall.st_.jpg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/wall.st_.jpg 1685w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/wall.st_-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/wall.st_-1024x545.jpg 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/wall.st_-768x408.jpg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/wall.st_-1536x817.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/>\u201cL\u2019industria non sembra essere eccessivamente preoccupata per i dazi, perch\u00e9 saranno introdotti gradualmente e la maggior parte dei gruppi farmaceutici dispone gi\u00e0 di capacit\u00e0 produttiva negli Stati Uniti\u201d, afferma Wenner. \u201cQuesto vale per Roche e Novartis, poich\u00e9 un\u2019ampia percentuale delle loro vendite era gi\u00e0 destinata agli Stati Uniti, a differenza di Merck, Bayer o Sanofi\u201d. <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/health\/pharma\/trump-says-200-pharma-tariffs-are-coming-wall-street-shrugs-16b7dbc4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Una settimana dopo l\u2019annuncio <\/a>, le azioni sono salite dell\u20191% secondo l\u2019indice farmaceutico della Borsa di New York (NYSE Pharmaceutical Index), che monitora le grandi aziende del settore.<\/p>\n<p>L\u2019amministratore delegato di Roche, Thomas Schinecker, ha dichiarato ai media, durante la teleconferenza sui risultati del primo trimestre della societ\u00e0 tenutasi in aprile, che quattro farmaci del suo portafoglio rappresentavano il 92% dell\u2019esposizione dell\u2019azienda ai dazi. La loro produzione sar\u00e0 trasferita negli Stati Uniti, dove l\u2019azienda ha finora operato al 50% della propria capacit\u00e0.<\/p>\n<p>All\u2019inizio di aprile, <a href=\"https:\/\/www.novartis.com\/us-en\/news\/media-releases\/novartis-plans-expand-its-us-based-manufacturing-and-rd-footprint-total-investment-23b-over-next-5-years\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Novartis <\/a>ha annunciato l\u2019intenzione di investire 23 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi cinque anni. Ha aggiunto che creer\u00e0 due poli di innovazione, quattro impianti di produzione e 1\u2019000 posti di lavoro all\u2019interno dell\u2019azienda, in modo che \u201ctutti i farmaci chiave di Novartis per i e le pazienti statunitensi saranno prodotti negli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<h4 id=\"h-materie-prime-estere-nella-farmaceutica\" class=\"wp-block-heading\">Materie prime estere nella farmaceutica<\/h4>\n<p>Nel medio termine, tuttavia, trasferire la produzione negli Stati Uniti non metter\u00e0 al riparo le aziende farmaceutiche dal costo d\u2019importazione dei principi attivi farmaceutici (API), i componenti essenziali che rendono efficaci i farmaci. Gli API sono spesso prodotti in Paesi diversi da quelli in cui hanno sede le aziende farmaceutiche, anche per le case produttrici statunitensi. Generalmente, la Dogana e protezione delle frontiere <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-61763 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/API-Aifa-CORNICE.png\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/API-Aifa-CORNICE.png 622w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/API-Aifa-CORNICE-300x255.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/>degli Stati Uniti considera il luogo di produzione dell\u2019API come il Paese d\u2019origine di un farmaco.<\/p>\n<p>\u201cFinch\u00e9 le aziende farmaceutiche non saranno realmente in grado d\u2019intensificare la produzione negli Stati Uniti, dipenderanno fortemente dalla produzione di materie prime estere\u201d, afferma Jonathan Baumeler, direttore del settore Imposte indirette\/Commercio globale presso la filiale svizzera della societ\u00e0 di consulenza EY.<\/p>\n<p>Oltre la met\u00e0 del volume di produzione di API nel 2024 aveva sede in India (32%) e nell\u2019UE (20%), secondo i dati della Farmacopea statunitense (USP). Escludendo i fluidi per via endovenosa, di cui gli Stati Uniti producono volumi significativi, solo il 12% del volume totale di API \u00e8 prodotto internamente.<\/p>\n<p>Secondo Baumeler, la scadenza di circa 18 mesi perch\u00e9 i dazi entrino in pieno vigore non \u00e8 sufficiente per trasferire tutta la produzione negli Stati Uniti. Le aziende farmaceutiche interpellate da EY stanno invece considerando un orizzonte temporale di cinque-sei anni. Non solo la modifica delle catene di approvvigionamento \u00e8 complessa, ma richiede anche una serie di approvazioni normative.<\/p>\n<p>Per ora, sembra che le case produttrici continueranno a importare farmaci finiti negli Stati Uniti, un costo che gli operatori pi\u00f9 grandi possono coprire senza incidere sul prezzo finale per la clientela. Per i produttori pi\u00f9 piccoli, tuttavia, anche un aumento del 10% dei costi operativi pu\u00f2 essere fatale, specialmente per chi produce farmaci generici e opera con margini molto pi\u00f9 ridotti rispetto ai produttori di farmaci di marca. Se le aziende manifatturiere pi\u00f9 piccole non saranno in grado di coprire i costi, gli esperti hanno avvertito che ci\u00f2 potrebbe portare a una carenza di farmaci.<\/p>\n<p>Sulla base delle importazioni del 2024, EY stima che dazi del 10% comporterebbero costi aggiuntivi per 14,39 miliardi di dollari per l\u2019intero settore. Esistono diversi scenari per coprire i rincari: le case produttrici internazionali che importano prodotti negli Stati Uniti assorbono i costi, la clientela ne paga le conseguenze con prezzi pi\u00f9 alti, oppure le aziende americane che acquistano beni importati coprono le spese perch\u00e9 non riescono a trovare altri partner di produzione.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 la situazione dei dazi non sar\u00e0 pi\u00f9 chiara e i prezzi non saranno negoziati con il Governo statunitense, saranno le case produttrici internazionali a dover coprire gli oneri se vorranno continuare ad accedere al mercato, secondo il consulente di EY. Per ora, in attesa di una decisione finale, le aziende stanno accumulando scorte negli USA. \u201cVogliono assicurarsi di avere prodotti in libera circolazione negli Stati Uniti\u201d, afferma Baumeler. Ma gli esperti avvertono che, anche se i dazi probabilmente riporteranno la produzione e creeranno posti di lavoro negli Stati Uniti, il presidente Trump user\u00e0 altri strumenti per spingerli ad abbassare i prezzi dei farmaci.<\/p>\n<p><em>Articolo a cura di Virginie Mangin\/ac<\/em><\/p>\n<p><em>Tradotto con l\u2019ausilio dell\u2019IA\/mrj<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"page\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><em>Johnson &amp; Johnson, Merck e Bristol Myers Squibb spendono enormi quantit\u00e0 di denaro per acquistare influenza. Negli ultimi vent&#8217;anni, queste aziende hanno speso pi\u00f9 di 351 milioni di dollari in attivit\u00e0 di lobbying e 34 milioni di dollari in contributi alla campagna elettorale. L&#8217;anno scorso, queste tre aziende hanno inviato quasi 200 lobbisti al Congresso<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-82907\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/spese-di-lobbyng-in-USA.png\" alt=\"\" width=\"992\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/spese-di-lobbyng-in-USA.png 992w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/spese-di-lobbyng-in-USA-300x57.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/spese-di-lobbyng-in-USA-768x146.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/spese-di-lobbyng-in-USA-18x3.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 992px) 100vw, 992px\" \/><\/p>\n<p><em>L&#8217;industria farmaceutica \u00e8 estremamente redditizia, con aziende come Johnson &amp; Johnson, Merck e Bristol Myers Squibb che incassano ingenti somme di denaro.<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Nel 2022, Johnson &amp; Johnson ha realizzato 17,9 miliardi di dollari di profitti e il suo CEO ha ricevuto 27,6 milioni di dollari di compensi. Nello stesso anno, l&#8217;azienda ha speso 17,8 miliardi di dollari in riacquisti di azioni proprie, dividendi e compensi ai dirigenti, rispetto a soli 14,6 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo (R&amp;S). In altre parole, l&#8217;azienda ha speso 3,2 miliardi di dollari in pi\u00f9 per arricchire dirigenti e azionisti che per trovare nuove cure.<\/em><\/li>\n<li><em>Nel 2022, Bristol Myers Squibb ha realizzato 6,3 miliardi di dollari di profitti e il suo ex CEO ha ricevuto 41,4 milioni di dollari di compensi. Nello stesso anno, l&#8217;azienda ha speso 12,7 miliardi di dollari in riacquisti di azioni proprie, dividendi e compensi ai dirigenti, rispetto a soli 9,5 miliardi di dollari in R&amp;S. Proprio come Johnson &amp; Johnson, Bristol Myers Squibb ha speso 3,2 miliardi di dollari in pi\u00f9 per arricchire dirigenti e azionisti piuttosto che per trovare nuove cure.<\/em><\/li>\n<li><em>Nel 2022, Merck ha realizzato 14,5 miliardi di dollari di profitti e il suo CEO ha percepito 52,5 milioni di dollari di compensi. Nello stesso anno, l&#8217;azienda ha speso oltre 7 miliardi di dollari in dividendi e compensi ai dirigenti e 13,6 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. Se il farmaco antitumorale Keytruda di Merck fosse un&#8217;azienda a s\u00e9 stante, le sue vendite del 2022 rivaleggerebbero con il fatturato annuo di McDonald&#8217;s e supererebbero quello della catena alberghiera Marriott.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>(Source: <a href=\"https:\/\/www.help.senate.gov\/imo\/media\/doc\/big_pharmas_business_model_report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Commissione Salute del Senato degli Stati Uniti<\/a>)<\/p>\n<hr \/>\n<p>Note: <em>Trump ha rilanciato anche una politica che mira a ridurre i costi dei farmaci\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2025\/05\/05\/trump-order-us-drug-manufacturing.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">legando i prezzi<\/a>\u00a0di alcuni medicinali negli Stati Uniti a quelli significativamente pi\u00f9 bassi praticati all&#8217;estero. &#8220;Pagheremo il prezzo pi\u00f9 basso al mondo. Prenderemo chiunque paghi il prezzo pi\u00f9 basso, quello \u00e8 il prezzo che otterremo&#8221;. Aveva dichiarato a maggio. Problematico da attuare con dazi del 200%<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Related news: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2025\/07\/investimenti-usa-farmaceutica\/#content\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La spinta di Trump funziona. Investimenti record della farmaceutica negli Usa<\/a><\/p>\n<p class=\"post-single-title\"><a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/canale_saluteebenessere\/notizie\/medicina\/2025\/07\/20\/cattani-con-dazi-al-30-la-farmaceutica-perde-4-miliardi_a6755d43-88c4-4f18-8290-4aa61a34328a.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cattani, con dazi al 30% la farmaceutica perde 4 miliardi<\/a><\/p>\n<p class=\"articolo-titolo\"><a href=\"https:\/\/www.farmacista33.it\/industria-e-mercati\/31576\/farmaceutica-merck-acquisisce-verona-pharma-per-10-miliardi-di-dollari.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Farmaceutica, Merck acquisisce Verona Pharma per 10 miliardi di dollari<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Ultim&#8217;ora: La trattativa USA UE \u00e8 arrivata al 15% di dazi. <\/strong><span style=\"font-size: 12pt;\">Una stangata da quasi 23 miliardi di euro per l&#8217;export italiano negli Usa: sarebbe questo, secondo una simulazione del Centro Studi Confindustria, il conto da pagare nel caso di <a href=\"https:\/\/www.tgcom24.mediaset.it\/news-tag\/dazi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dazi <\/a>al 15%. Sarebbero colpiti un po&#8217; tutti i settori: dall&#8217;alimentare alle auto, ma soprattutto macchinari e farmaceutica.<\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<h3 class=\"atitle\"><a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/effetto-dazi-farmaceutica-316-miliardi-investiti-usa-AHsEHlqB\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Effetto dazi sulla farmaceutica: 316 miliardi investiti negli Usa<\/a><\/h3>\n<p><em>I principali gruppi farmaceutici europei hanno annunciato piani di investimento sempre pi\u00f9 ambiziosi negli Stati Uniti: lo scorso aprile Novartis ha comunicato un piano da 23 miliardi di dollari destinato allo sviluppo di infrastrutture sul territorio statunitense, cos\u00ec come l\u2019altro gruppo svizzero Roche, che ha dichiarato un investimento di 50 miliardi di dollari; a maggio anche il colosso francese Sanofi ha svelato l\u2019intenzione di investire almeno 20 miliardi di dollari entro il 2030 nel Paese. La stessa strategia \u00e8 stata messa in campo dai gruppi asiatici, come Takeda il cui ceo Christophe Weber ha annunciato 30 miliardi di investimenti in Usa.<\/em><\/p>\n<p><em>I gruppi americani non sono da meno, dal momento che in molti casi devono riportare in patria produzioni che avevano dislocato altrove, per evitare eventuali dazi. Cos\u00ec Johnson &amp; Johnson ha annunciato 55 miliardi di investimenti, Bristol Myers Squibb 40 miliardi, Eli Lilly 27 miliardi, Gilead Sciences 11 miliardi e Abb Vie 10 miliardi. A questi si aggiungono una serie di societ\u00e0 che hanno annunciato impegni minori, ma sempre nell\u2019ordine dei miliardi, come la biotech Ucb (5 miliardi per un nuovo impianto).<\/em><\/p>\n<p>(Articolo integrale su:<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/effetto-dazi-farmaceutica-316-miliardi-investiti-usa-AHsEHlqB\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> The sun 24 hours<\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGGIORNAMENTO: In Scozia Donal Trump e Ursula Von Der Leyen hanno raggiunto un accordo fissando i dazi sulle esportazioni europee negli USA al 15%. Il dazio non superer\u00e0 il 15% anche per i prodotti farmaceutici, ha assicurato von Der Leyen, ma non \u00e8 detto che non risalga.Von der Leyen ha riconosciuto che la questione farmaceutica &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":80957,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[47,29,26],"class_list":["post-82903","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano","tag-big-pharma","tag-prezzo-farmaci","tag-spesa-farmaceutica"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82903","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82903"}],"version-history":[{"count":28,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82903\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82993,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82903\/revisions\/82993"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/80957"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82903"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82903"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82903"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}