{"id":84483,"date":"2025-10-20T06:07:15","date_gmt":"2025-10-20T04:07:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=84483"},"modified":"2025-10-19T12:22:14","modified_gmt":"2025-10-19T10:22:14","slug":"farmaceutica-dietro-i-numeri-record-dellexport-si-nasconde-una-filiera-fragile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/farmaceutica-dietro-i-numeri-record-dellexport-si-nasconde-una-filiera-fragile\/","title":{"rendered":"Farmaceutica. Dietro i numeri record dell\u2019export si nasconde una filiera fragile"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"article-title\">Farmaceutica, l\u2019Italia che cura ma non innova<\/h3>\n<p>Dietro i numeri record dell\u2019export si nasconde una filiera fragile: il nostro Paese produce tanto ma fa sempre meno ricerca. Senza politiche industriali la salute diventa dipendenza<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/lavoro\/farmaceutica-italia-non-innova-ki5w98l4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Collettiva &#8211; 18 ottobre 2025<\/a> di Davide Colella<\/p>\n<p>There <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/tag\/farmaceutica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pharmaceutical<\/a> \u00e8 da sempre uno dei motori dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/tag\/industria\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">industria italiana<\/a>. Un settore che intreccia scienza, salute, lavoro e innovazione, e che negli anni ha permesso al nostro Paese di affermarsi come uno dei <strong>principali produttori ed esportatori <\/strong>in Europa. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-68693 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/rivercatore.jpeg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/rivercatore.jpeg 735w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/rivercatore-300x170.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/rivercatore-390x220.jpeg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/>Dietro la facciata di un comparto solido e competitivo, per\u00f2, si nasconde un <strong>equilibrio fragile<\/strong>, minacciato da una visione e da politiche industriali di breve periodo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ads.collettiva.it\/www\/delivery\/lg.php?bannerid=0&amp;campaignid=0&amp;zoneid=34&amp;loc=https%3A%2F%2Fwww.collettiva.it%2Fcopertine%2Flavoro%2Ffarmaceutica-italia-non-innova-ki5w98l4&amp;referer=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2F&amp;cb=c4f38b07e1\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/>Negli ultimi decenni l\u2019Italia ha <strong>disinvestito nella ricerca di base<\/strong>, concentrando risorse e strategie sulle fasi finali della catena produttiva \u2013 confezionamento, packaging, distribuzione \u2013 dove i ritorni economici sono pi\u00f9 rapidi. \u00c8 una scelta che ha prodotto risultati nell\u2019immediato, ma che nel lungo periodo <strong>indebolisce il sistema<\/strong>. Senza <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/tag\/ricerca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">research<\/a> di nuove molecole, senza una fase preclinica solida, la nostra farmaceutica rischia di diventare un semplice fornitore di servizi per altri.<\/p>\n<h4><span style=\"font-size: 20px; font-weight: bold;\">L\u2019ITALIA CONFEZIONA INTELLIGENZE ALTRUI<\/span><\/h4>\n<div>\n<p>Un tempo i laboratori italiani erano capaci di individuare decine di nuove molecole promettenti ogni anno. Oggi, nella migliore delle ipotesi, se ne contano poche unit\u00e0. \u00c8 il segno di un Paese che non investe pi\u00f9 nella conoscenza e lascia evaporare competenze costruite in decenni di lavoro pubblico e privato. Il risultato \u00e8 una <strong>dipendenza crescente dai centri di ricerca stranieri <\/strong>e un indebolimento strutturale della nostra capacit\u00e0 di innovare.<\/p>\n<p>La ricerca di base \u00e8 la linfa vitale dell\u2019industria farmaceutica. \u00c8 lenta, incerta e costosa, ma genera le scoperte che alimentano le industrie del futuro. Quando la si abbandona, <strong>si spezza la catena del valore<\/strong>. Oggi la nostra farmaceutica esporta il 97% della produzione, ma ci\u00f2 che vendiamo \u00e8 spesso il risultato di conoscenze sviluppate altrove. \u00c8 come se ci limitassimo a confezionare l\u2019intelligenza altrui.<\/p>\n<h4><strong>CERVELLI IN FUGA, SISTEMA STERILE<\/strong><\/h4>\n<p>I ricercatori italiani restano tra i pi\u00f9 apprezzati al mondo. Eppure <strong>continuano a <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-84486 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/emigrazione-cervelli.png\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/emigrazione-cervelli.png 968w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/emigrazione-cervelli-282x300.png 282w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/emigrazione-cervelli-962x1024.png 962w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/emigrazione-cervelli-768x817.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/emigrazione-cervelli-11x12.png 11w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/>emigrare<\/strong>, attratti da laboratori finanziati, stipendi adeguati e la possibilit\u00e0 di trasformare il proprio lavoro in risultati concreti. Ogni anno formiamo talenti che vanno a produrre valore per altri Paesi. \u00c8 un\u2019emorragia silenziosa che impoverisce la sanit\u00e0 e la manifattura pi\u00f9 avanzata.<\/p>\n<p>Per anni si \u00e8 pensato che il mercato potesse regolare da solo la ricerca, affidandola ai tempi brevi della finanza. Ma la ricerca non vive di trimestri. Ha bisogno di continuit\u00e0, di visione pubblica, di politiche stabili e di un orizzonte lungo. Senza una regia nazionale, anche le eccellenze si disperdono.<\/p>\n<h4><span style=\"font-size: 24px; font-weight: bold;\">UN RISCHIO PER LA SALUTE E PER L\u2019INDUSTRIA<\/span><\/h4>\n<\/div>\n<p>Abbandonare la ricerca di base significa rinunciare alla possibilit\u00e0 di sviluppare nuove terapie. La <strong>dipendenza scientifica<\/strong> si traduce in <strong>dipendenza sanitaria<\/strong>: se non innoviamo, non curiamo. Quando un Paese smette di generare conoscenza, finisce per acquistare anche la propria salute da chi innova di pi\u00f9.<\/p>\n<p>La farmaceutica italiana \u00e8 oggi un gigante dai piedi d\u2019argilla. Potente nei numeri, debole nelle fondamenta. Regge finch\u00e9 i grandi gruppi internazionali trovano <strong>conveniente produrre qui<\/strong>. Ma se le convenienze cambiano, rischiamo di perdere in poco tempo ci\u00f2 che abbiamo costruito in decenni.<\/p>\n<h4>L\u2019EFFETTO TRUMP<\/h4>\n<p>Il 1\u00b0 ottobre scorso l\u2019amministrazione Trump ha sospeso i dazi del 100% sui farmaci importati, ma ha imposto nuove condizioni: le big pharma <strong>dovranno rilocalizzare parte della produzione negli Stati Uniti <\/strong>o ridurre drasticamente i prezzi. Pfizer ha siglato un accordo storico con la Casa Bianca, ottenendo una deroga triennale in cambio di sconti fino all\u201985% sui medicinali e di 70 miliardi di dollari di nuovi investimenti in ricerca e produzione Usa.<\/p>\n<p>Questo nuovo schema americano sta gi\u00e0 ridisegnando le strategie globali delle multinazionali, e rischia di penalizzare l\u2019Italia. Il nostro Paese potrebbe essere confinato a <strong>ruoli marginali <\/strong>e, al bisogno, facilmente ridimensionabili, mentre la produzione di valore e innovazione viene portata altrove. Il modello Trump, basato su rilocalizzazione e compressione dei prezzi, espone il nostro sistema a un pericolo concreto di desertificazione industriale.<\/p>\n<p>Senza una <strong>politica europea forte <\/strong>e una <strong>regia nazionale coerente<\/strong>, gli stabilimenti italiani rischiano di perdere centralit\u00e0. Gli investimenti si ridurranno, i poli scientifici si indeboliranno, e con essi si impoverir\u00e0 un intero tessuto produttivo e sociale.<\/p>\n<h4>IL DIARIO DELLE CRISI<\/h4>\n<p>Da qualche anno, la cronaca del settore \u00e8 diventata un lungo elenco di vertenze. Tra il 2021 e il 2024 il gruppo israeliano <strong>Teva<\/strong> ha annunciato la chiusura del sito di Nerviano, alle porte di Milano, con oltre 300 posti a rischio. Nel 2024 <strong>Aptuit<\/strong> Verona ha avviato la <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/lavoro\/aptuit-ne-licenzia-31-ma-si-continua-a-trattare-eknoer4n\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">procedura di licenziamento per 31 ricercatori<\/a>. Pochi mesi dopo <strong>GSK Vaccines\/Rosia<\/strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-69243 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/rsu-gsk-vaccines-300x225-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"196\" \/>has <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/lavoro\/gsk-vaccines-270-esodi-incentivati-u1lvs22d\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">formalizzato 270 esodi incentivati\u00a0<\/a>nello stabilimento di Siena, seguiti nel 2025 da <strong>Pfizer<\/strong>, con 72 tagli nel sito di Ascoli, legati al calo della produzione post-pandemia.<\/p>\n<p>Sempre nel 2025, <strong>Bristol Myers Squibb <\/strong>ha ridotto il personale di 47 unit\u00e0, <strong>Innova Pharma e Recordati <\/strong>they have <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/lavoro\/recordati-e-innova-pharma-avviati-63-esuberi-nsc13knj\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">annunciato 63 esuberi<\/a>, While <strong>Nerviano Medical Sciences<\/strong> ha aperto la <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/lavoro\/chiusura-nms-nerviano-medical-sciences-kr73hf7g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">procedura di licenziamento per 73 ricercatori<\/a> mettendone definitivamente a rischio decenni di ricerca oncologica.\u00a0A seguire <strong>Q Farma<\/strong>, with <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/lavoro\/q-farma-avviati-90-esuberi-ivdp94bi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">90 addetti in esubero<\/a> nella logistica, e <strong>Novo Nordisk<\/strong>, che ha <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/lavoro\/novo-nordisk-ferma-anagni-dqhpk2fa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sospeso la produzione del farmaco anti-obesit\u00e0 Wegovy<\/a> nello stabilimento di Anagni, nel Frusinate, mettendo a rischio un investimento da 2,5 miliardi.<\/p>\n<p>Intanto, in Germania, <strong>Bayer<\/strong> ha avviato un piano di riduzione dei costi con oltre 11.000 tagli globali, effetto dell\u2019acquisizione fallimentare di <strong>Monsanto<\/strong> e delle cause legali sul glifosato. Nonostante le perdite miliardarie del gruppo tedesco, non parliamo di un intero settore in crisi, ma che merita la massima attenzione e la pianificazione di strategie di medio-lungo periodo.<\/p>\n<p>La farmaceutica italiana affronta oggi nodi profondi: la dipendenza dalle materie prime estere, l\u2019esitazione degli investitori, l\u2019aumento dei costi energetici e dal punto di vista reputazionale l\u2019impatto ambientale e la crescente emergenza della resistenza antimicrobica. \u00c8 un <strong>sistema sotto pressione<\/strong>, dove l\u2019incertezza industriale si somma a quella sanitaria.<\/p>\n<p>A complicare il quadro c\u2019\u00e8 la trasformazione del modello di business: le aziende <strong>spingono sempre pi\u00f9 sul marketing<\/strong> e sulla promozione dei farmaci, mentre assistiamo alla continua riduzione della spesa pubblica per la sanit\u00e0.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Related news: <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/lavoro\/ricerca-al-collasso-cosi-litalia-smantella-il-suo-futuro-m2dtbsf7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ricerca al collasso: \u201cCos\u00ec l\u2019Italia smantella il suo futuro\u201d<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Farmaceutica, l\u2019Italia che cura ma non innova Dietro i numeri record dell\u2019export si nasconde una filiera fragile: il nostro Paese produce tanto ma fa sempre meno ricerca. 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