{"id":8544,"date":"2015-03-02T08:11:29","date_gmt":"2015-03-02T07:11:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=8544"},"modified":"2015-03-02T18:13:44","modified_gmt":"2015-03-02T17:13:44","slug":"farmaci-che-costano-miliardi-le-big-pharma-rispondono-senza-profitti-non-ce-ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/farmaci-che-costano-miliardi-le-big-pharma-rispondono-senza-profitti-non-ce-ricerca\/","title":{"rendered":"Drugs costing billions. Big Pharma responds: &quot;Without profits there is no research&quot;"},"content":{"rendered":"<h2>Come vengono decisi i prezzi delle cure? Perch\u00e9 sempre pi\u00f9 le terapie innovative risultano spesso insostenibili per molti servizi pubblici? E cosa giustifica i ritardi nel rispondere ai malati, una volta che le speranze esistono? Parla Pieluigi Antonelli<\/h2>\n<p itemtype=\"http:\/\/schema.org\/Person\"><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/visioni\/scienze\/2015\/02\/27\/news\/senza-profitti-non-c-e-ricerca-1.201556\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">DI\u00a0DANIELA MINERVA &#8211; 02 marzo 2015 &#8211; L&#8217;ESPRESSO<\/a><\/p>\n<p itemtype=\"http:\/\/schema.org\/Person\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"Farmaci che costano miliardi. Le Big Pharma rispondono: Senza profitti non c\u2019\u00e8 ricerca\" src=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/polopoly_fs\/1.201567.1425041225!\/httpImage\/image.png_gen\/derivatives\/articolo_648\/image.png\" width=\"389\" height=\"205\" \/>E poi ci sono loro. Big Pharma, seduta sulla sua montagna di brevetti, col coltello dalla parte del manico. Loro hanno i farmaci, noi i malati. In mezzo, le autorit\u00e0 regolatorie (l\u2019Aifa in Italia, e l\u2019Ema in Europa) che decidono se ammettere una medicina sul mercato e trattano con le industrie il prezzo. Che, per\u00f2, resta inesorabilmente alto. A volte troppo perch\u00e9 i pazienti possano beneficiarne. Sono loro, gli industriali delle multinazionali, con sedi lontane e sorde, a dettare le regole. Con che criteri ce lo spiega Pierluigi Antonelli, amministratore delegato di Msd in Italia e presidente del gruppo delle industrie americane nel nostro paese (Iapg).<\/p>\n<p itemtype=\"http:\/\/schema.org\/Person\"><strong>Presidente, l\u2019opinione pubblica vi giudica. Apparite come quelli che tengono i prezzi troppo alti. Vi sentite sotto accusa?<\/strong><br \/>\n\u00abIo non mi sento sotto attacco. Da sempre la politica dei prezzi tiene conto sia della gravit\u00e0 della patologia sia dei costi che possono essere evitati usando farmaci specifici. Nel caso dell\u2019epatite C stiamo parlando di farmaci che evitano il trapianto di fegato \u2028e molti costi per la collettivit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Eppure, noi paghiamo Sovandi 37 mila euro, gli egiziani 660. Viene da pensare che gonfiate i prezzi alle nostre latitudini.<\/strong><br \/>\n\u00abDirei il contrario. Li calibriamo a seconda della sostenibilit\u00e0 dei diversi sistemi sanitari. E facciamo bene, perch\u00e9 siamo responsabili. Msd quasi 15 anni fa ha annunciato il tagli dei prezzi degli anti-Hiv sulla base dell\u2019indice dello sviluppo umano fissato dall\u2019Onu. Quindi in 62 paesi molto poveri sono venduti senza alcun profitto; e dove c\u2019\u00e8 un indice di sviluppo medio, a prezzo molto ridotto. I paesi sviluppati, invece, pagano prezzi di mercato perch\u00e9 l\u2019industria investe miliardi nella ricerca e sviluppo. Noi esistiamo in quanto riiusciamo ad avere dei rendimenti tali che \u2028gli azionisti continuano a investire su di noi. Trovare un farmaco costa in media 2,6 miliardi di dollari. Sperimentazioni lunghe \u2028e complesse, patologie estremamente complicate per le quali trovare un farmaco che dia una risposta accettabile richiede studi e investimenti pi\u00f9 lunghi; e molte molecole che non arrivano sul mercato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma questo modo di trovare medicine \u00e8 una strada sostenibile? Non \u00e8 sfasata rispetto ai bisogni reali? Spesso arrivano farmaci costosissimi che portano benefici limitati.<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 vero, e per questo le agenzie regolatorie devono stabilire quali sono i farmaci che apportano un reale benficio al paziente e rimborsare solo quelli. Esistono prodotti il cui valore \u00e8 un mese in pi\u00f9 di sopravvivenza. Io credo che non ci possiamo pi\u00f9 permettere di registrare terapie che hanno un impatto cos\u00ec marginale. Ma poi accadono cose strane\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ovvero?<\/strong><br \/>\n\u00abPrendiamo il caso del nostro farmaco contro l\u2019epatiteC: Victrelis venduto a 10 mila euro a trattamento. Per alcuni tipi di malattia ha tassi di efficacia \u2028del 90 per cento. Ma oggi non viene pi\u00f9 prescritto. Costa meno di un terzo del farmaco Gilead ma non viene pi\u00f9 prescritto. \u2028\u00c8 vero che il trattamento col Victrelis \u00e8 pi\u00f9 lungo: 24-36 settimane rispetto a 12. Ma faccio fatica a capire perch\u00e9 si preferisca lasciare i pazienti che ne beneficerebbero senza alcuna terapia in attesa del nuovo prodotto. Un\u2019attesa infinita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Resta il tema del ritardo col quale i nuovi farmaci arrivano nel nostro paese. Dovuto alla lunghezza delle trattative tra aziende e Aifa. Non avrebbe pi\u00f9 senso avere un unico prezzo stabilito a livello europeo?<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 un falso problema. La grande maggioranza dei paesi dell\u2019Unione fissa il proprio prezzo sulla base di un paniere nel quale convergono i costi degli altri. E ci\u00f2 sta portando a una progressiva convergenza di prezzi. E tuttavia, come confermato da un recente rapporto Ocse, economisti e politici concordano sul fatto che la differenza di prezzo \u00e8 una win win situation. Perch\u00e9 nei paesi pi\u00f9 ricchi le aziende possono recuperare i profitti necessari, mentre in quelli pi\u00f9 in difficolt\u00e0 possono abbassare un po\u2019 il costo di modo che i cittadini riescano ad avere comunque \u2028il prodotto. In Italia, ad esempio, il prezzo \u00e8 in media pi\u00f9 basso del 15 per cento nella Ue\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 pi\u00f9 basso, ma aspettiamo molto pi\u00f9 a lungo. Rischiamo di non avere i farmaci?<\/strong><br \/>\n\u00abNo: i farmaci ci sono e ci saranno se le condizioni saranno minimamente accettabili. Il problema \u00e8 lo shift: nel 2007 le multinazionali portavano pi\u00f9 dei due terzi \u2028dei loro investimenti in Europa e negli Usa, saranno non pi\u00f9 della met\u00e0 nel 2017. E andranno nelle economie emergenti. \u2028Ma noi lottiamo per continuare ad avere gli investimenti in Italia. E per questo abbiamo bisogno di certezza delle regole. L\u2019incertezza \u00e8 la variabile che pesa maggiormente sulle decisioni dei Ceo; e l\u2019incertezza \u00e8 l\u2019elemento distintivo dell\u2019Italia. Cos\u00ec come lo sono la complicatezza delle regole, le dicotomia tra governo centrale e autonomie locali. Dobbiamo diventare pi\u00f9 attraenti di quanto non siano gli altri paesi. E questo \u00e8 il nostro terreno di scontro quotidiano\u00bb.<\/p>\n<p>Notizie correlate: Prof. Pani.\u00a0<a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/visioni\/scienze\/2015\/02\/27\/news\/qui-serve-una-rivoluzione-1.201553\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Farmaci extra-costosi, &#8220;Serve una rivoluzione&#8221;<\/a><\/p>\n<p itemprop=\"name\"><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/visioni\/scienze\/2015\/02\/26\/news\/tutti-i-numeri-1.201305\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Farmaci in Italia, ecco quanto spendiamo<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/visioni\/scienze\/2015\/02\/27\/news\/quel-farmaco-costa-troppo-1.201536\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Epatite C: il farmaco c&#8217;\u00e8. Ma costa troppo<\/a><\/p>\n<p itemprop=\"name\">","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come vengono decisi i prezzi delle cure? Perch\u00e9 sempre pi\u00f9 le terapie innovative risultano spesso insostenibili per molti servizi pubblici? 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