{"id":86608,"date":"2026-02-21T11:31:42","date_gmt":"2026-02-21T10:31:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=86608"},"modified":"2026-04-06T20:14:27","modified_gmt":"2026-04-06T18:14:27","slug":"la-corte-suprema-usa-boccia-i-dazi-non-puo-imporli-ma-quelli-sui-farmaci-non-sono-dazi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/la-corte-suprema-usa-boccia-i-dazi-non-puo-imporli-ma-quelli-sui-farmaci-non-sono-dazi\/","title":{"rendered":"La Corte Suprema Usa boccia i dazi: \u201cNon pu\u00f2 imporli\u201d. Ma quelli sui farmaci non sono dazi."},"content":{"rendered":"<h3 class=\"story__title\">La Corte Suprema Usa boccia i dazi: \u201cNon pu\u00f2 imporli\u201d. Trump annuncia nuove tariffe globali del 10La decisione con 6 voti a favore e 3 contro.<\/h3>\n<h4 class=\"story__title\">La Costituzione statunitense conferisce al Congresso, non al presidente, l&#8217;autorit\u00e0 di emettere tasse e dazi. Su le Borse europee<\/h4>\n<p>WASHINGTON. La decisione era nell\u2019aria, ma era difficile da prevedere una tale <strong>sconfitta per la Casa <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58683 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/corte_suprema-USA-sede.jpg\" alt=\"\" width=\"302\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/corte_suprema-USA-sede.jpg 302w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/corte_suprema-USA-sede-300x255.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/>Bianca<\/strong> And <strong>Donald Trump<\/strong>: questo venerd\u00ec mattina, <strong>la Corte Suprema ha stabilito che il presidente americano ha violato la legge federale <\/strong><strong>imponendo unilateralmente forti dazi doganali in tutto il mondo lo scorso aprile.<\/strong><\/p>\n<p>Il tema dei dazi \u00e8 stata sempre una questione centrale per la politica estera e l\u2019agenda economica dell\u2019amministrazione attuale.<\/p>\n<p>Nonostante il tribunale pi\u00f9 alto d\u2019America sia a maggioranza conservatrice (per lo pi\u00f9 nominati dallo stesso Trump) \u2013 e nel 2025 si sia schierato ripetutamente a favore di Trump su temi come l\u2019immigrazione e i tagli radicali alla spesa pubblica \u2013 sulla questione dazi ha dissentito.<\/p>\n<p>Il Presidente della Corte Suprema John Roberts ha redatto l&#8217;opinione della maggioranza e <strong>la Corte ha stabilito con 6 voti a favore e 3 contrari che i dazi eccedessero la legge e che l&#8217;autorit\u00e0 d&#8217;urgenza su cui Trump ha tentato di fare affidamento fosse carente.<\/strong><\/p>\n<p>Ai tre giudici liberali e a John Robert, si sono aggiunti Neil Gorsuch ed Amy Coney Barrett, nominati da Trump nel 2017 e nel 2020.<\/p>\n<p>A votare per mantenere i dazi sono stati Samuel Alito, Clarence Thomas e Brett Kavanaugh, sempre nominato nel 2018 da Trump.<\/p>\n<p>\u00abIl presidente rivendica il potere straordinario di imporre unilateralmente dazi doganali di importo, durata e portata illimitati\u00bb, ha scritto Roberts per la Corte. \u00abAlla luce dell&#8217;ampiezza, della storia e del contesto costituzionale di tale autorit\u00e0 rivendicata, deve identificare una chiara autorizzazione del Congresso per esercitarla\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo i sei giudici che hanno votato contro la misura del presidente, Trump non ha l&#8217;autorit\u00e0 \u2013 ai sensi della legge sui poteri economici di emergenza del 1977 \u2013 di imporre a sua discrezione una vasta gamma di dazi sulle importazioni di beni provenienti da quasi tutti i partner commerciali del Paese.<\/p>\n<p><strong>Per farlo, dovr\u00e0 ottenere l\u2019approvazione del Congresso, che finora non ha chiesto n\u00e9 ottenuto.<\/strong><\/p>\n<p>Si prevede che la decisione avr\u00e0 ampie conseguenze, con ripercussioni sul commercio globale, sui consumatori, sulle aziende, sull&#8217;inflazione e sulle tasche di ogni americano.<\/p>\n<p>Secondo il Congressional Budget Office, l&#8217;impatto economico dei dazi di Trump \u00e8 stato stimato in circa 3.000 miliardi di dollari nel prossimo decennio. (Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2026\/02\/20\/news\/corte_suprema_boccia_dazi_usa-15516401\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa,<\/a> estratto).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.supremecourt.gov\/opinions\/25pdf\/24-1287_4gcj.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La sentenza. Learning resources, inc., et al. V. Trump, president of the United States<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<h3>Le ripercussioni sui farmaci<\/h3>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-83968 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Trump-annuncia-dazi.png\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Trump-annuncia-dazi.png 1580w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Trump-annuncia-dazi-300x177.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Trump-annuncia-dazi-1024x604.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Trump-annuncia-dazi-768x453.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Trump-annuncia-dazi-1536x906.png 1536w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Trump-annuncia-dazi-18x12.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/>Section 232: lo strumento che pu\u00f2 colpire il farmaceutico<\/strong><br \/>\nLa decisione della Corte non ha inciso su un altro pilastro normativo cruciale, ossia la Section 232 del Trade Expansion Act del 1962. Questa disposizione consente al presidente di imporre dazi sulle importazioni qualora un\u2019indagine del Dipartimento del Commercio stabilisca che esse costituiscono una minaccia alla sicurezza nazionale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">L\u2019amministrazione Trump ha gi\u00e0 avviato un\u2019indagine Section 232 sulle importazioni farmaceutiche, sostenendo che l\u2019eccessiva dipendenza da principi attivi e medicinali prodotti all\u2019estero rappresenti un rischio per la sicurezza sanitaria e per la resilienza delle catene di approvvigionamento. In questo contesto, il presidente ha pi\u00f9 volte evocato tariffe fino al 250% sui farmaci importati. <strong>A differenza dell\u2019IEEPA, la Section 232 offre una base giuridica pi\u00f9 consolidata, rendendo lo scenario di dazi settoriali tutt\u2019altro che remoto.<\/strong> (Source: <a href=\"https:\/\/www.pharmastar.it\/news\/\/business\/la-corte-suprema-boccia-i-dazi-globali-di-trump-cosa-cambia-e-perch-il-pharma-resta-nel-mirino-49864\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pharmastar<\/a>)<\/p>\n<p>Editor&#039;s note: <em>I dazi USA in vigore dal 3 Agosto 2023 sono stati emanati in base a due leggi distinte: IEEPA e Sezione 232 del Trade Expansion Act. I dazi I<a href=\"https:\/\/www.law.cornell.edu\/uscode\/text\/50\/chapter-35\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">EEPA<\/a> (International Emergency Economic Powers Act) corrispondono ai cosiddetti dazi reciproci. Quelli di <a href=\"https:\/\/www.congress.gov\/crs-product\/IF13006\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Section 232<\/a> sono invece i dazi USA sull&#8217;acciaio, sull&#8217;alluminio, sul rame e farmaci. I dazi Section 232 hanno natura industriale-difensiva, basata su motivi di sicurezza economica nazionale e produttiva, e richiedono un procedimento di indagine formale da parte del DOC (Dipartimento del Commercio) tuttora in corso.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">La sola minaccia di tariffe elevate ha gi\u00e0 prodotto effetti concreti. Numerose multinazionali farmaceutiche hanno annunciato investimenti miliardari (NdR: <em>600 secondo IQVIA<\/em>)negli Stati Uniti, con l\u2019obiettivo di rafforzare la produzione domestica e ridurre la dipendenza da fornitori esteri. Il reshoring industriale, da obiettivo politico, si \u00e8 trasformato in priorit\u00e0 strategica.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Parallelamente, diverse aziende hanno sottoscritto accordi di Most Favoured Nation (MFN) pricing <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-84033 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trumprx.png\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trumprx.png 772w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trumprx-300x292.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trumprx-768x748.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trumprx-12x12.png 12w\" sizes=\"auto, (max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/>nell\u2019ambito della piattaforma TrumpRx, impegnandosi ad allineare i prezzi statunitensi a quelli dei Paesi con i livelli tariffari pi\u00f9 bassi. Tra le prime ad aderire vi \u00e8 stata Pfizer. Il suo CEO, Albert Bourla, intervenendo al World Economic Forum di Davos, aveva dichiarato che, dopo le negoziazioni MFN, la minaccia immediata dei dazi settoriali appariva superata. La sentenza della Corte, tuttavia, riapre spazi di incertezza e di possibile ridefinizione delle strategie industriali.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Gli accordi di Most Favoured Nation (MFN) in ambito farmaceutico prevedono che gli Stati Uniti paghino per un farmaco non pi\u00f9 del prezzo pi\u00f9 basso applicato in un gruppo di Paesi sviluppati comparabili (come Germania, Francia o Canada).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Il principio \u00e8 mutuato dal commercio internazionale, ma applicato al pricing dei medicinali. <strong>In pratica, il prezzo USA viene \u201cancorato\u201d al minimo rilevato nei mercati di riferimento. Se in uno di questi Paesi il prezzo scende, anche quello statunitense deve essere adeguato.<\/strong> L\u2019obiettivo \u00e8 ridurre il forte differenziale di prezzo tra Stati Uniti ed Europa.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Gli accordi si applicano soprattutto a farmaci ad alto costo e innovativi. Per le aziende significa maggiore pressione sui margini nel mercato americano. Pu\u00f2 inoltre influenzare le strategie di lancio e negoziazione nei Paesi europei. Gli MFN non sono dazi, ma strumenti di regolazione dei prezzi.<br \/>\nNel complesso, rappresentano una leva politica per contenere la spesa farmaceutica e riequilibrare i rapporti commerciali.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>Quale scenario per il pharma?<\/strong><br \/>\nPer il settore farmaceutico si aprono ora diversi scenari. Un primo percorso potrebbe essere rappresentato da un\u2019eventuale escalation attraverso la Section 232, con dazi mirati giustificati da ragioni di sicurezza nazionale. Un secondo scenario prevede un compromesso industriale, nel quale ulteriori investimenti domestici fungano da contropartita per esenzioni tariffarie. Un terzo, infine, potrebbe consistere in una rimodulazione negoziale, con il rafforzamento degli accordi MFN e nuove intese bilaterali.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-84032 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trump-bourla-pfizer.png\" alt=\"\" width=\"345\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trump-bourla-pfizer.png 1612w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trump-bourla-pfizer-300x178.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trump-bourla-pfizer-1024x607.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trump-bourla-pfizer-768x455.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trump-bourla-pfizer-1536x911.png 1536w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/trump-bourla-pfizer-18x12.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 345px) 100vw, 345px\" \/>Dal punto di vista industriale, la leva tariffaria ha gi\u00e0 prodotto un effetto strutturale: il rafforzamento della produzione interna \u00e8 diventato un asse strategico. Dal punto di vista sanitario, tuttavia, rimane aperta una questione cruciale: l\u2019introduzione di dazi elevati sui farmaci importati potrebbe tradursi in un aumento dei costi e in tensioni sull\u2019accesso alle cure, soprattutto nel segmento dei generici.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Un recente conteggio di IQVIA ha indicato un totale di 600 miliardi di dollari investiti o da investire tra i 17 migliori produttori di farmaci. Molti di questi progetti sono gi\u00e0 nelle fasi di costruzione e sviluppo. Inoltre Trump ha gi\u00e0 stretto accordi sui prezzi con pi\u00f9 di una dozzina di giganti farmaceutici, quindi resta da vedere esattamente come questa iniziativa potrebbe svolgersi a lungo termine.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>Conclusion<\/strong><br \/>\nLa decisione della Supreme Court of the United States limita l\u2019uso estensivo dei poteri emergenziali in ambito commerciale, ma non segna la fine della strategia protezionistica dell\u2019amministrazione Trump.<br \/>\nIl comparto farmaceutico rimane un settore sensibile, al crocevia tra politica industriale, sicurezza nazionale e sostenibilit\u00e0 della spesa sanitaria. Pi\u00f9 che una conclusione, la sentenza rappresenta l\u2019inizio di una nuova fase, nella quale la competizione si sposter\u00e0 dal terreno delle emergenze dichiarate a quello degli strumenti normativi strutturali.<br \/>\nPer Big Pharma, la minaccia tariffaria non \u00e8 archiviata: \u00e8 semplicemente entrata in una nuova stagione. (Fonte: <a href=\"https:\/\/www.pharmastar.it\/news\/\/business\/la-corte-suprema-boccia-i-dazi-globali-di-trump-cosa-cambia-e-perch-il-pharma-resta-nel-mirino-49864\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pharmastar<\/a>)<\/p>\n<section class=\"inline-video\"><\/section>\n<hr \/>\n<h4>Le considerazioni dai mercati finanziari<\/h4>\n<h3>Il tramonto dei super dazi: la mossa della Corte Suprema e il vero segnale per i mercati<\/h3>\n<p>Questo verdetto clamoroso arriva in un momento di particolare delicatezza e fragilit\u00e0 per l&#8217;intera economia statunitense, che proprio alla fine dell&#8217;anno ha registrato una debole crescita annualizzata di appena l&#8217;1.4 per cento, posizionandosi in netto contrasto e ben al di sotto delle aspettative nutrite dai grandi operatori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-73083 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/azioni-farmaceutiche.jpeg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/azioni-farmaceutiche.jpeg 932w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/azioni-farmaceutiche-300x216.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/azioni-farmaceutiche-768x552.jpeg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/azioni-farmaceutiche-18x12.jpeg 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/>L&#8217;impatto di questa sentenza epocale si estende ben oltre le aule di tribunale di Washington, andando a toccare direttamente l&#8217;efficienza delle catene di approvvigionamento e i costi operativi delle imprese importatrici.<\/p>\n<p>Basti pensare che alla fine dell&#8217;anno scorso l&#8217;aliquota tariffaria effettiva degli Stati Uniti aveva sfondato la soglia psicologica del 10%, raggiungendo i livelli massimi dalla fine della Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Le tensioni commerciali estreme generano sempre un grande rumore mediatico nel breve termine, ma alla fine sono le regole del diritto e i solidi fondamentali macroeconomici a determinare la vera rotta strutturale dei capitali.<\/p>\n<p>Il dollar index ha registrato una piccola flessione prima di recuperare rapidamente terreno, mentre i principali indici azionari come l&#8217;S&amp;P 500 e il Nasdaq Composite hanno mantenuto con resilienza un orientamento moderatamente positivo.<\/p>\n<p>Parallelamente, i costi di indebitamento a lungo termine per il governo hanno mostrato dei lievi rialzi fisiologici, spinti esclusivamente dall&#8217;ipotesi razionale che le minori entrate doganali possano tradursi nel prossimo futuro in una maggiore emissione di debito pubblico per colmare il vuoto fiscale.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un aspetto operativo che pesa molto pi\u00f9 degli altri nella corretta lettura di queste nuove dinamiche internazionali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-86620 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/export-USA-2025.png\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/export-USA-2025.png 1006w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/export-USA-2025-300x165.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/export-USA-2025-768x421.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/export-USA-2025-18x10.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/>I comparti industriali e commerciali strettamente legati all&#8217;importazione su larga scala, come i grandi rivenditori di automobili o le aziende di abbigliamento, hanno immediatamente fiutato il cambiamento e beneficiato della notizia, mettendo a segno dei rialzi azionari molto significativi sin dalle prime battute di contrattazione.<\/p>\n<p>La vera posta in gioco per i prossimi mesi non \u00e8 quindi la semplice rimozione di una barriera al libero scambio globale, bens\u00ec la necessaria ricalibrazione delle prospettive di investimento all&#8217;interno di un sistema economico che, liberato da dazi penalizzanti, ritrova finalmente una vitale prevedibilit\u00e0 strategica.<\/p>\n<hr \/>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Trump: ulteriori dazi globali del 10%, poi portati al 15%<\/h2>\n<p>\u201cOggi firmer\u00f2 un ordine per imporre dazi globali del 10% in aggiunta alle tariffe gi\u00e0 esistenti\u201d. Il provvedimento si basa sulla Section 122 del Trade Act del 1974, la legge che consente l\u2019introduzione di dazi globali fino al 15% ma per un periodo di soli 150 giorni. Poi ci ha ripensato e dal 10 lo ha portato al 15%.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-86621 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Dazi-incassati-da-USA.png\" alt=\"\" width=\"387\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Dazi-incassati-da-USA.png 1106w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Dazi-incassati-da-USA-300x156.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Dazi-incassati-da-USA-1024x533.png 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Dazi-incassati-da-USA-768x400.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Dazi-incassati-da-USA-18x9.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 387px) 100vw, 387px\" \/>Il presidente ha aggiunto che le tariffe decise in base alla Section 232 e alla Section 301 della stessa legge restano in vigore.<\/p>\n<p>I giudici della Corte suprema \u201cci hanno messo mesi per scrivere una sentenza e non hanno\u201d neanche parlato dei rimborsi: \u201cImmagino che ci sar\u00e0 un contenzioso di anni\u201d, ha poi detto Trump rispondendo a chi gli chiedeva se gli Stati Uniti avessero intenzione di rimborsare i soldi incassati con i dazi.<\/p>\n<p>Il rimborso potenziale potrebbe superare i 175 miliardi di dollari. Le aziende europee ed italiane che hanno esportato negli USA tra aprile 2025 e l&#8217;inizio del 2026, subendo i dazi, potrebbero aver diritto al rimborso, ma la procedura richiede l&#8217;assistenza di un legale statunitense<\/p>\n<p>Related news: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/aziende\/26_febbraio_21\/corte-suprema-dompe-le-aziende-che-hanno-investito-negli-usa-non-possono-tornare-indietro-a6dc1e80-9a7b-46f4-8a24-44f87e512xlk_amp.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte Suprema, Domp\u00e9: \u00abLe aziende che hanno investito negli Usa non possono tornare indietro\u00bb<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corte Suprema Usa boccia i dazi: \u201cNon pu\u00f2 imporli\u201d. Trump annuncia nuove tariffe globali del 10La decisione con 6 voti a favore e 3 contro. La Costituzione statunitense conferisce al Congresso, non al presidente, l&#8217;autorit\u00e0 di emettere tasse e dazi. Su le Borse europee WASHINGTON. 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