{"id":8667,"date":"2015-03-07T13:24:24","date_gmt":"2015-03-07T12:24:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=8667"},"modified":"2015-03-08T08:50:11","modified_gmt":"2015-03-08T07:50:11","slug":"danis-tanovic-contro-big-pharma-e-nestle-nel-suo-thriller-etico-tigers","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/danis-tanovic-contro-big-pharma-e-nestle-nel-suo-thriller-etico-tigers\/","title":{"rendered":"Danis Tanovic takes on Big Pharma and Nestle in his ethical thriller &#039;Tigers&#039;"},"content":{"rendered":"<p><em>Storia dell&#8217;informatore scientifico pakistano che dopo aver lavorato per Nestl\u00e9 (nel film Lasta Vita, nome fittizio per una delle 13 multinazionali che in Pakistan vendono latte in polvere per neonati e altri farmaci, a discapito dei molto meno cari ma efficaci prodotti locali), e aver scoperto che le morti di centinaia di migliaia di neonati eran causate dal latte in polvere che lui stesso aveva cos\u00ec tanto diffuso comprandosi i medici.\u00a0In anteprima a Firenze il film del premio Oscar dedicato alla figura dell&#8217;informatore pakistano che ha svelato il sistema di mazzette che stanno dietro alla diffusione del latte in polvere nel suo paese.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/spettacoli\/cinema\/2015\/03\/06\/news\/danis_tanovic_contro_big_pharma_e_nestle_nel_suo_thriller_etico_tigers_-108911481\/#gallery-slider=108914882\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">R.it Spettacoli &#8211;\u00a0di\u00a0PAOLO RUSSO &#8211;\u00a0Aggiornato il\u00a0<time itemprop=\"dateModified\" datetime=\"2015-03-07\">07 marzo 2015\u00a0Pubblicato il\u00a0<time itemprop=\"datePublished\" datetime=\"2015-03-06\">06 marzo 2015<\/time><\/time><\/a><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"{}\" src=\"http:\/\/www.repstatic.it\/content\/nazionale\/img\/2015\/03\/06\/135537453-bbf060a0-6afc-42f2-a701-de3b23c1bbd3.jpg\" width=\"356\" height=\"237\" \/>La strage degli innocenti<\/strong>. \u00c8 un\u2019altra storia vera pure quella di\u00a0<em>Tigers<\/em>\u00a0che, applaudito ai festival di Toronto, San Sebastian e Dubai, sabato 7 \u00e8 in prima italiana all\u2019Odeon di Firenze. Tanovic non ci sar\u00e0, ma in compenso arriva Syed Aamir Raza. Ovvero l\u2019informatore scientifico pakistano che dopo aver lavorato per Nestl\u00e9 (nel film Lasta Vita, nome fittizio per una delle 13 multinazionali che in Pakistan vendono latte in polvere per neonati e altri farmaci, a discapito dei molto meno cari ma efficaci prodotti locali), e aver scoperto che le morti di centinaia di migliaia di neonati erano causate dal latte in polvere che lui stesso aveva cos\u00ec tanto diffuso comprandosi i medici, trov\u00f2 a fine Ottanta la forza di denunciare la multinazionale. Non solo per il monopolio assoluto costruito, l\u00e0 come altrove, da Big Pharma, la centuria dei colossi planetari del farmaco, su corruzione e regalie ai medici, quanto perch\u00e9 la reazione chimica fra quel latte in polvere e l\u2019acqua spesso impura dei villaggi pakistani era, senza che Nestl\u00e9 avesse mai informato nessuno della micidiale certezza, la vera responsabile delle morti dei piccoli. Ha dunque un senso preciso che Tanovic apra il film col sonoro di una seduta della commissione del senato Usa in cui, gi\u00e0 nel \u201978, Ted Kennedy incalza su identici fatti il numero uno d\u2019una major di alimenti per neonati. \u201cUna storia vecchia? Sbagliato \u2013 attacca il regista \u2013 accadeva in Africa e Asia trent\u2019anni fa e vi accade ancora oggi. Ho cinque figli e sapevo qualcosa appena del problema ma quando ho sentito che ancora succede e cos\u00ec tragicamente, non potevo crederci. La mia prima volta in Pakistan \u00e8 stata un enorme shock\u201d. Quella storia l\u2019ha cos\u00ec colpito che Tanovic ha atteso dal 2006 al 2013 pur di girarla. Nella speranza di imporla all\u2019attenzione di un mondo in cui la salute, come l\u2019ingiustizia centrale nel cinema di Tanovic, \u00e8 sempre pi\u00f9 privilegio per pochi benestanti. E mettendo cos\u00ec sotto accusa, con misura esemplare, la cecit\u00e0 ingorda di una societ\u00e0 globale in cui i pi\u00f9 indifesi, i piccoli dei pi\u00f9 poveri nei paesi pi\u00f9 poveri, non hanno alcun accesso a questo diritto umano fondamentale.<\/p>\n<p><strong><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.ibfanitalia.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/breastfeeding_vietnam3-180x160.jpg\" width=\"180\" height=\"160\" \/><\/strong>La fuga dei finanziatori<\/strong>. \u201cL\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 stima che ogni anno muoiono nel mondo 1,5 milioni di bambini perch\u00e9 non vengono allattati al seno: le madri dovrebbero farlo, anche perch\u00e9 col latte in polvere non gli trasmettono gli anticorpi contro diarrea e disidratazione che li uccidono. Il latte in polvere occidentale l\u00e0 circola da una trentina d\u2019anni, esercitando anche sui pi\u00f9 derelitti un fascino irresistibile per via del marketing col quale viene promosso, del packaging attraente e del fatto stesso di venire dall\u2019occidente essendo perci\u00f2 migliore per definizione. E quando si tratta di salute, specie quella dei bambini, anche gli emarginati spendono tutto il poco che hanno pur di non far mancare nulla, pensano loro, ai propri neonati. Ho passato otto anni per fare il film e, viste le pesanti pressioni delle multinazionali e la fuga di tanti possibili finanziatori, oramai disperavo di riuscirci. D\u2019altronde non \u00e8 roba sexy, ci vuole del fegato per fare un film cos\u00ec. In un primo tempo la BBC era d\u2019accordo a fare un documentario sulle strategie Nestl\u00e9 in Pakistan ma nel 2006, a un passo dalle riprese, mi chiesero di cambiare il nome dell\u2019azienda. Poi dissero che, anche facendolo, potevamo essere lo stesso citati in giudizio e lasciarono il progetto. In seguito scoprimmo da un nastro della tv tedesca ZDF, che stava girando un documentario su Raza, come lui avesse parlato, ma in realt\u00e0 mai preso, con Nestl\u00e9 di una bustarella e ci bloccammo di nuovo. In realt\u00e0 fu costretto a fare una telefonata pensata apposta per impaurirlo e distruggerne la credibilit\u00e0. Anche io ero distrutto. Finch\u00e9 a Venezia incontrai Anurag Kashyap (uno dei pi\u00f9 importanti giovani registi e produttori del nuovo cinema indiano,\u00a0<em>ed<\/em>) e quando gli dissi della sceneggiatura scritta con Andy Paterson che per\u00f2 nessuno era tanto folle da produrre, lui mi indic\u00f2 Guneet Monga (altra produttrice di spicco della nouvelle vague indiana,\u00a0<em>ed<\/em>) dicendo \u2018se c\u2019\u00e8 una cos\u00ec pazza da farlo \u00e8 lei\u2019. E cos\u00ec ce l\u2019abbiamo fatta\u201d.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.thehindu.com\/multimedia\/dynamic\/02068\/emrranhashmi_pti_2068014f.jpg\" width=\"382\" height=\"254\" \/>Emraan Hashmi, da Bollywood all\u2019impegno<\/strong>. Ne \u00e8 venuta fuori una produzione anglo-franco-bosniaco-indiana di tutto rispetto. Girata in India, Germania e Inghilterra per il fondato timore di ritorsioni; d\u2019altronde Raza era dovuto fuggire in Canada, dove oggi fa il tassista e vive con la famiglia, per le minacce di morte a lui, ai parenti e agli amici. Una produzione che si \u00e8 giustamente anche preoccupata di dare un certo, discreto appeal ad un film per forza duro ma che sullo shock privilegia la riflessione. Ed ecco allora la bella perch\u00e9 autentica colonna sonora di Pritam, oltre cento le sue per cinema e tv, una sorta di giovane Morricone d\u2019India o se preferite di Teho Teardo, e la presenza nell\u2019ottimo cast di Emraan Hashmi, giovane idolo di Bollywood al debutto in un ruolo impegnato, che ha saputo virare ottimamente il suo charme di \u201cserial kisser\u201d, cos\u00ec lo chiamano a casa, nelle facce ora grintose ora disperate, speranzose o distrutte di Ayan, il personaggio forgiato su Raza. Una storia complessa per un film altrettanto complesso, che nella sua struttura a scatole cinesi ne contiene altre mille. Una tragedia immane che Tanovic accosta assai bene, per\u00f2 privilegiandola, alle vicende personali dei tanti personaggi coinvolti a partire da Ayan-Raza. Del quale il film rivela la pur temporanea adesione alla militare aggressivit\u00e0 di certa cultura aziendale in nome del proprio riscatto economico, il suo terrestre vacillare davanti alla mazzetta Nestl\u00e9, facendone cos\u00ec un uomo fallibile, salvato per\u00f2 da una solida, laica pietas, e non l\u2019eroe che ci si poteva aspettare. E come resistere alla dolcezza della sua arcaica, adorabile famiglia che vede sempre uniti, a dispetto della tremenda situazione, il vecchio padre saggio, testardo e di solida, tenera umanit\u00e0, la madre gioiosa e inesauribile, la giovane moglie, bella quanto coraggiosa e incorruttibile.<\/p>\n<p><strong>Un avvincente thriller etico<\/strong>. Scritto con sagacia, girato per lo pi\u00f9 in piani medi e americani, spesso addosso ai protagonisti, alternando inquadrature di gran pregio (su tutte la sequenza del matrimonio di Ayan-Raza e Zhainab, l\u2019intensa Geetanjali Thapa) ad altre anonime, brutali, montato con esemplari cambi di ritmo, capace di dare ugual profondit\u00e0 ai cattivi come ai buoni,\u00a0<em>Tigers<\/em>\u00a0\u00e8 una avvincente thriller etico. Un documentario in noir nel quale investigazione e ricerca del colpevole scandiscono le tappe dell\u2019estenuante catarsi di Ayan-Raza, piccolo uomo con poche chance, della condanna senz\u2019appello dei potenti occidentali e dei loro sicari pakistani. Addestrati, come si vede nel film, da un molto americano manager-marine ad aggredire mercato e concorrenti ruggendo come le tigri del titolo. Mostra, il film, con fermezza che basta a se stessa, la palude di corruzione e speculazione che della sciagura di tanti piccoli innocenti continua a fare la fortuna dei gi\u00e0 fantascientifici bilanci di Big Pharma, certo non meno potente delle petrolifere \u201csette sorelle\u201d n\u00e9 meno spietata. Fra tanti episodi, baster\u00e0 ricordare che lo Herald Tribune \u2013 non un foglio bolscevico ma l\u2019edizione europea del New York Times \u2013 raccontava, solo pochi anni fa, come le multinazionali del farmaco si fossero rifiutate di rinunciare alle royalties sugli antiretrovirali contro l\u2019Aids diffusi in Africa. Dove la malattia insiste anche perci\u00f2 indisturbata a fare strage, dato che i suoi paesi non hanno i denari per pagarli n\u00e9 cultura e risorse per farseli, come in India, da soli. Con buona pace di Big Pharma. A differenza delle \u201csette sorelle\u201d petrolifere per\u00f2, i colossi del farmaco sono infinitamente meno esplorati e visitati dai media, cos\u00ec come non fanno parte della narrazione corrente del mondo cui apparteniamo. Non stupisce pi\u00f9 allora che, malgrado i successi di critica,\u00a0<em>Tigers<\/em>\u00a0\u2013 vale ripeterlo: un magnifico film anche in senso squisitamente cinematografico \u2013 sia ancora in attesa, da noi per certo, probabilmente pure altrove, di un distributore. Perch\u00e9 il cinema, per esser fatto ma anche fatto vedere, ha bisogno di coraggio.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia dell&#8217;informatore scientifico pakistano che dopo aver lavorato per Nestl\u00e9 (nel film Lasta Vita, nome fittizio per una delle 13 multinazionali che in Pakistan vendono latte in polvere per neonati e altri farmaci, a discapito dei molto meno cari ma efficaci prodotti locali), e aver scoperto che le morti di centinaia di migliaia di neonati &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":8672,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[78,22],"class_list":["post-8667","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","tag-scandalo-latti-in-polvere-scandalo-stent-cardiaci","tag-truffa-farmaci"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8667","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8667"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8667\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8667"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8667"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8667"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}