{"id":87027,"date":"2026-03-18T06:08:25","date_gmt":"2026-03-18T05:08:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=87027"},"modified":"2026-04-09T17:13:59","modified_gmt":"2026-04-09T15:13:59","slug":"gimbe-in-italia-mancano-oltre-5-700-medici-di-medicina-generale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/gimbe-in-italia-mancano-oltre-5-700-medici-di-medicina-generale\/","title":{"rendered":"GIMBE. In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Crisi dei medici di famiglia: ne mancano oltre 5.700, carenze in 18 Regioni. Sale la pressione sui MMG: 1.383 assistiti in media, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 per medico. Entro il 2028 previsti 8.180 pensionamenti, mentre calano le nuove leve. Ipotesi di riforme senza visione d\u2019insieme<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/gest.gimbe.org\/comunicatistampa\/cs_gimbe_carenza_medici_di_famiglia_0.docx?_gl=1*1q7wguc*_gcl_au*MTk2Nzc1MDg4NC4xNzczNzY5Njkz\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondazione Gimbe &#8211; 17 marzo 2026<\/a><\/p>\n<p>In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre pi\u00f9 cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni pi\u00f9 popolose. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG \u00e8 diminuito <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-87031 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/percentuali-medici-mancanti.png\" alt=\"\" width=\"467\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/percentuali-medici-mancanti.png 900w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/percentuali-medici-mancanti-300x283.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/percentuali-medici-mancanti-768x724.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/percentuali-medici-mancanti-13x12.png 13w\" sizes=\"auto, (max-width: 467px) 100vw, 467px\" \/>di ben 5.197 unit\u00e0. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la met\u00e0 affetti da due o pi\u00f9 malattie croniche.<\/p>\n<p>Ogni cittadino iscritto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha diritto a un MMG, che rappresenta il principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il MMG non \u00e8 un dipendente del SSN, ma opera in regime di convenzione con l\u2019Azienda Sanitaria Locale (ASL): il suo rapporto di lavoro \u00e8 regolato dall\u2019Accordo Collettivo Nazionale (ACN), dagli Accordi Integrativi Regionali e dagli Accordi Attuativi Aziendali, definiti a livello di singola ASL.<\/p>\n<p>\u00abLa carenza dei medici di medicina generale \u2013 afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE \u2013 \u00e8 un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattivit\u00e0 e oggi sempre pi\u00f9 cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti pi\u00f9 fragili\u00bb.<\/p>\n<p>La Fondazione GIMBE ha analizzato dinamiche e criticit\u00e0 normative che regolano l\u2019inserimento dei MMG nel SSN, stimando l\u2019entit\u00e0 della loro carenza nelle Regioni italiane al 1\u00b0 gennaio 2025. Tuttavia, precisa Cartabellotta, \u00ab\u00e8 possibile solo stimare la media regionale delle carenze, perch\u00e9 il fabbisogno reale di MMG viene definito dalle singole ASL nei rispettivi ambiti territoriali. Inoltre, i 21 differenti Accordi Integrativi Regionali possono modificare il numero massimo di assistiti, con il rischio di sovra- o sotto-stimare il reale fabbisogno di MMG nelle singole realt\u00e0 territoriali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>DINAMICHE E CRITICIT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quadro demografico<\/strong>. \u00abI criteri per definire il numero massimo di assistiti per MMG \u2013 spiega Cartabellotta \u2013 non hanno mai tenuto conto dell\u2019evoluzione demografica degli ultimi 40 anni e, ancora oggi, ignorano le proiezioni per i prossimi decenni\u00bb. La demografia della popolazione italiana \u00e8 profondamente mutata: negli ultimi quarant\u2019anni la quota di residenti di et\u00e0 \u226565 anni \u00e8 quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora pi\u00f9 marcato l\u2019aumento degli over 80, la cui prevalenza \u00e8 pi\u00f9 che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025. Le <a href=\"https:\/\/demo.istat.it\/app\/?i=PPR&amp;l=it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">previsioni ISTAT<\/a> confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione (17,36 milioni) e gli over 80 il 9,3% (5,39 milioni); nel 2055 saliranno rispettivamente al 34,5% (18,34 milioni) e al 15% (7,98 milioni) (figura 1). Al quadro demografico si aggiunge il peso crescente delle cronicit\u00e0: secondo l\u2019<a href=\"https:\/\/esploradati.istat.it\/databrowser\/#\/it\/dw\/categories\/IT1,Z0810HEA,1.0\/HEA_HESTDRUGS\/HEA_HESTDRUGS_HEST\/IT1,83_63_DF_DCCV_AVQ_PERSONE_205,1.0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">indagine ISTAT sullo stato di salute della popolazione<\/a>, nel 2024 11,3 milioni di over 65 (77,3%) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 8,1 milioni (55,5%) con due o pi\u00f9 cronicit\u00e0. \u00abL\u2019invecchiamento della popolazione e l\u2019aumento delle malattie croniche \u2013 commenta Cartabellotta \u2013 generano bisogni assistenziali molto pi\u00f9 complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per MMG, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilit\u00e0 e qualit\u00e0 dell\u2019assistenza\u00bb.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-87032 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/assistiti-per-mmg.png\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/assistiti-per-mmg.png 894w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/assistiti-per-mmg-300x285.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/assistiti-per-mmg-768x728.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/assistiti-per-mmg-13x12.png 13w\" sizes=\"auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/>Massimale di assistiti<\/strong>. L\u2019ACN fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per MMG, con la possibilit\u00e0 di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). Ulteriori deroghe vengono concesse anche in caso di cittadini senza MMG o per iscrizioni temporanee (es. extracomunitari senza permesso di soggiorno, non residenti). Parallelamente, alcune condizioni riducono il numero di assistiti per MMG: la scelta volontaria di limitare il numero di pazienti, lo svolgimento di incarichi in altri servizi (es. continuit\u00e0 assistenziale), il periodo di avvio dell\u2019attivit\u00e0 professionale, l\u2019esercizio della professione in zone disagiate.<\/p>\n<p><strong>Ambiti territoriali carenti<\/strong>. L\u2019ACN sottoscritto a gennaio 2026 ha confermato l\u2019innalzamento del rapporto ottimale gi\u00e0 definito nel 2024, passando da un MMG ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. Questo parametro viene utilizzato per individuare le cosiddette \u201czone carenti\u201d, ovvero le aree in cui il numero di MMG \u00e8 insufficiente rispetto al fabbisogno della popolazione. \u00abQuesta modifica \u2013 commenta Cartabellotta \u2013 \u00e8 di fatto un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinch\u00e9 un territorio venga formalmente riconosciuto come \u201czona carente\u201d e possa quindi essere attivato un bando\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Pensionamenti. <\/strong>Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 MMG hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di et\u00e0 per la pensione, fissato a 70 anni salvo deroghe. Il numero di pensionamenti varia in modo significativo tra le Regioni: si passa dai 10 della Valle d\u2019Aosta ai 1.147 della Campania (figura 2).<\/p>\n<p><strong>Nuovi MMG<\/strong>. Nel periodo 2014-2017, il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale si \u00e8 mantenuto intorno a 1.000, largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Successivamente il numero \u00e8 aumentato sino a 4.362 nel 2021, grazie al sovrapporsi di due finanziamenti straordinari: 3.277 borse stanziate dal DL Calabria (2019-2022) e 2.700 finanziate con fondi PNRR (2021-2023). Dal 2022 le borse hanno ripreso a diminuire, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025, con ben 395 borse in meno (-15,1%) (figura 3). Secondo i dati FIMMG, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candidati (+26,1%). Tuttavia, la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili \u00e8 molto evidente in alcune Regioni: Provincia autonoma di Bolzano e Valle d\u2019Aosta (-60%), Marche (-49%), Provincia autonoma di Trento (-38%), Piemonte (-29%) (tabella 1, figura 4). \u00abQuesta spia rossa \u2013 commenta Cartabellotta \u2013 \u00e8 accesa da anni in diverse Regioni e oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattivit\u00e0 della professione di medico di famiglia; dall\u2019altro mette in luce criticit\u00e0 particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di MMG gi\u00e0 rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>STIMA DELLE CARENZE. <\/strong>Le stime della Fondazione GIMBE sono state elaborate sui dati della <a href=\"https:\/\/www.sisac.info\/downloadFILE.do?doc_id=www.sisac.info\/resources\/pagine\/201012220128505922&amp;nomefile=medici_1_1_2025.pdf&amp;serv=nws\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) al 1\u00b0 gennaio 2025<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Gap 2019-2024<\/strong>. I dati SISAC documentano una progressiva riduzione dei MMG dal 2019 al 2024 in tutte le Regioni, con l\u2019unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (+2,4%). Complessivamente, in 6 anni, il numero di MMG in Italia \u00e8 diminuito di 5.197 unit\u00e0 (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Le differenze regionali sono molto nette: il calo pi\u00f9 marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il pi\u00f9 contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%) (figura 5).<\/p>\n<p><strong>Numero di assistiti per MMG<\/strong>. Secondo i dati SISAC, al 1\u00b0 gennaio 2025 i 36.812 MMG avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 assistiti per medico e marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia (figura 6). \u00abIl quadro reale \u2013 precisa Cartabellotta \u2013 \u00e8 verosimilmente ancora pi\u00f9 critico di quanto suggeriscano questi numeri. Infatti, con livelli di saturazione cos\u00ec elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre pi\u00f9 difficile trovare un MMG disponibile vicino a casa. Una difficolt\u00e0 che non riguarda pi\u00f9 solo le aree a bassa densit\u00e0 abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-87033 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/carenza-medici.png\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/carenza-medici.png 892w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/carenza-medici-300x290.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/carenza-medici-768x742.png 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/carenza-medici-12x12.png 12w\" sizes=\"auto, (max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/>Stima della carenza di MMG al 1\u00b0 gennaio 2025<\/strong>. Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della densit\u00e0 abitativa, della prossimit\u00e0 degli ambulatori e dell\u2019esercizio della libera scelta, la Fondazione GIMBE ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di 1 MMG ogni 1.200 assistiti. Sulla base dei <a href=\"https:\/\/www.sisac.info\/downloadFILE.do?doc_id=www.sisac.info\/resources\/pagine\/201012220128505922&amp;nomefile=medici_1_1_2025.pdf&amp;serv=nws\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dati SISAC<\/a> al 1\u00b0 gennaio 2025, la carenza complessiva \u00e8 stimata in 5.716 MMG, distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Le situazioni pi\u00f9 critiche si registrano in quasi tutte le grandi Regioni: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia (figura 7). \u00abConsiderato che le stime sono calcolate sulla media regionale \u2013 precisa Cartabellotta \u2013 non si pu\u00f2 tuttavia escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza di MMG, possano esserci ambiti territoriali o singole aree senza MMG\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ricambio generazionale al 2028<\/strong>. Anche se tutti i MMG andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1\u00b0 gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 MMG. \u00abPeraltro \u2013 spiega Cartabellotta \u2013 trattandosi dell\u2019ipotesi pi\u00f9 ottimistica, \u00e8 evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sar\u00e0 ancora pi\u00f9 ampio. Da un lato, infatti, sempre pi\u00f9 MMG scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall\u2019altro il numero di medici che completa il percorso formativo \u00e8 inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso formativo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>RIFORMA DELLA MEDICINA GENERALE.<\/strong> Negli ultimi anni per rispondere alla carenza di MMG, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni tampone senza affrontare il problema alla radice: innalzamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile fino a 72 anni, deroghe all\u2019aumento del massimale, possibilit\u00e0, per gli iscritti al Corso di Formazione in Medicina Generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. \u00abA questa crisi della medicina generale \u2013 commenta Cartabellotta \u2013 bisognerebbe invece rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione pi\u00f9 attrattiva. Peraltro, il dibattito politico negli ultimi anni si \u00e8 sempre avvitato senza risultati sulla trasformazione del rapporto di lavoro del medico di famiglia: dalla convenzione alla dipendenza. Di conseguenza, oggi il quadro normativo si sta sviluppando attraverso varie direttrici non sempre convergenti e troppo generiche\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019ACN 2022-2024 rafforza l\u2019integrazione dei medici convenzionati nelle Case di Comunit\u00e0 e nelle nuove strutture dell\u2019assistenza territoriale previste dal PNRR. Parallelamente, la legge delega sulle professioni sanitarie prevede di ridefinire il percorso formativo della medicina generale, ma non sembra prevedere l\u2019istituzione di una scuola di specializzazione, vista anche la clausola di invarianza finanziaria. Un ulteriore intervento legislativo delega poi il Governo a riordinare la disciplina dei MMG e dei pediatri di libera scelta, con l\u2019obiettivo di valorizzarne il ruolo nell\u2019ambito dell\u2019assistenza territoriale, senza tuttavia prevedere oneri aggiuntivi. Infine, si moltiplicano iniziative legislative e proposte politiche volte a ridefinire compiti, orari di lavoro e modalit\u00e0 di presenza dei medici nelle strutture territoriali, in particolare nelle Case di Comunit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-65309 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CARTABELLOTTA.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CARTABELLOTTA.jpg 225w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CARTABELLOTTA-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>\u00abSenza una visione d\u2019insieme \u2013 chiosa Cartabellotta \u2013 Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale. E soprattutto il dibattito rischia di polarizzarsi nuovamente sulla contrapposizione tra dipendenza e convenzione, mentre oggi la vera priorit\u00e0 \u00e8 ripensare il ruolo del medico di famiglia: dalla formazione all\u2019organizzazione del lavoro, fino all\u2019integrazione con l\u2019intera rete dei servizi territoriali e ospedalieri\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abOggi \u2013 conclude Cartabellotta \u2013 i dati documentano che il problema si \u00e8 spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattivit\u00e0 della professione di MMG, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunit\u00e0 professionali pi\u00f9 vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, \u00e8 certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell\u2019assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non \u00e8 ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l\u2019accesso al SSN, riduce la qualit\u00e0 dell\u2019assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili\u00bb.<\/p>\n<p>Related news: <a href=\"https:\/\/www.fimmg.org\/it\/News\/art\/6213-carenza-medici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scotti (Fimmg): \u00abNon \u00e8 un&#8217;emergenza improvvisa, la professione va resa pi\u00f9 attrattiva\u00bb<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fimmg.org\/it\/News\/art\/6215-carraro-fimmg-liguria-trasformati-in-videoterminalisti-soffocati-dalla-burocrazia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Carraro (Fimmg Liguria): Ma noi vorremmo essere solo medici<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.snami.org\/dati-gimbe-serve-una-rivoluzione-copernicana-nella-formazione-e-nelle-condizioni-di-lavoro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">SNAMI. Dati GIMBE. NON \u00c8 PI\u00d9 UN&#8217;EMERGENZA TEMPORANEA, MA UNA CRISI<\/a><br \/>\nSTRUTTURALE<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Crisi dei medici di famiglia: ne mancano oltre 5.700, carenze in 18 Regioni. Sale la pressione sui MMG: 1.383 assistiti in media, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 per medico. Entro il 2028 previsti 8.180 pensionamenti, mentre calano le nuove leve. 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