{"id":87064,"date":"2026-03-20T11:24:32","date_gmt":"2026-03-20T10:24:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=87064"},"modified":"2026-03-25T19:11:21","modified_gmt":"2026-03-25T18:11:21","slug":"il-blocco-dello-stretto-di-hormuz-puo-colpire-anche-il-settore-farmaceutico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/il-blocco-dello-stretto-di-hormuz-puo-colpire-anche-il-settore-farmaceutico\/","title":{"rendered":"Il blocco dello stretto di Hormuz pu\u00f2 colpire anche il settore farmaceutico"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Stretto di Hormuz: vulnerabilit\u00e0 delle rotte e impatti sulla filiera farmaceutica<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo \u00e8 quanto emerge dal recente report di Qbe sul\u00a0Critical Medicines Act\u00a0che ha evidenziato come il settore farmaceutico europeo dipenda in misura crescente da fornitori esterni per materie prime e componenti intermedi, in particolare per i principi attivi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.insurzine.com\/2026\/03\/19\/stretto-di-hormuz-vulnerabilita-delle-rotte-e-impatti-sulla-filiera-farmaceutica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">insurzine &#8211; 19 marzo 2026<\/a><br \/>\n<em>Articolo a cura di <\/em><em>Stefania Pesatori \u2013 Senior underwriter settore farmaceutico e sperimentazioni cliniche di QBE Italia<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-87070 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Critical-Act-UE.png\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Critical-Act-UE.png 659w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Critical-Act-UE-300x284.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Critical-Act-UE-13x12.png 13w\" sizes=\"auto, (max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/>Le filiere pharma e tecnologiche risultano particolarmente vulnerabili alla cosiddetta\u00a0<em>route vulnerability<\/em>, ossia alla dipendenza da snodi logistici e marittimi strategici come lo Stretto di Hormuz, oltre che da rotte commerciali sensibili a tensioni geopolitiche. In questo quadro, anche il settore farmaceutico emerge come ambito di crescente attenzione. Al momento, l\u2019elevata volatilit\u00e0 del contesto geopolitico e commerciale, con segnali di apertura solo parziale al transito da parte di Teheran, rende ancora prematuro quantificare con precisione l\u2019impatto.<\/p>\n<p>In un orizzonte di circa sei mesi sar\u00e0 possibile disporre di dati pi\u00f9 solidi per valutare gli effetti reali sul comparto, verosimilmente riconducibili a rallentamenti produttivi e pressioni al rialzo sui prezzi. Nel breve termine, infatti, lo scenario resta dominato da ipotesi legate a possibili ritardi nelle forniture.<\/p>\n<p>Quanto emerge dal recente report di <strong>Qbe <\/strong>on the\u00a0<em>Critical Medicines Act\u00a0<\/em>evidenzia come il settore farmaceutico europeo dipenda in misura crescente da fornitori esterni per materie prime e componenti intermedi, in particolare per i principi attivi (API). Circa il 70% dei farmaci dispensati in Europa \u00e8 costituito da generici e la produzione dei loro input si \u00e8 progressivamente spostata fuori dall\u2019UE.<\/p>\n<p>Questa dinamica si riflette anche nei dati di lungo periodo: tra il 2000 e il 2019, il valore delle importazioni di medicinali nei principali Paesi europei \u00e8 cresciuto mediamente del +13,3% annuo, a fronte di un incremento della produzione domestica pari a solo +0,8%, evidenziando una dipendenza strutturale dall\u2019estero.<\/p>\n<p>In questo contesto, eventuali rallentamenti lungo rotte strategiche come Hormuz possono incidere su tre dimensioni chiave: interruzioni della supply chain, aumento dei costi operativi e deterioramento della qualit\u00e0 del credito per le imprese pi\u00f9 esposte. Per il settore farmaceutico, la continuit\u00e0 della supply chain rappresenta l\u2019elemento pi\u00f9 critico. Se da un lato l\u2019aumento dei costi energetici si riflette trasversalmente su tutti i settori, dall\u2019altro ritardi nella disponibilit\u00e0 di materie prime e componenti intermedi possono rallentare o interrompere l\u2019attivit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p>Dal punto di vista assicurativo, la business interruption si conferma la principale voce di costo nei sinistri industriali, spesso superiore al 50% del totale e, nei casi pi\u00f9 critici, pari a circa due terzi, soprattutto quando l\u2019evento colpisce la supply chain.<\/p>\n<p>In presenza di shock logistici o geopolitici, la filiera farmaceutica attiva meccanismi di risposta operativa per contenere gli impatti, intervenendo sugli approvvigionamenti attraverso fornitori alternativi e piani di backup logistici e gestionali. Si tratta tuttavia di soluzioni di breve periodo: la sostituibilit\u00e0 dei fornitori \u00e8 limitata da vincoli regolatori, requisiti qualitativi e tempi di validazione, rendendo difficile sostenere la produzione nel lungo termine senza effetti sulla capacit\u00e0 produttiva e sulla profittabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Proprio per affrontare queste vulnerabilit\u00e0, si inserisce il percorso europeo del\u00a0<em>Critical Medicines Act<\/em>, il cui iter legislativo ha registrato ulteriori sviluppi nel 2026. L\u2019iniziativa mira a rafforzare la resilienza della filiera farmaceutica europea, riducendo le dipendenze esterne e sostenendo una maggiore capacit\u00e0 produttiva interna.<\/p>\n<p>Alla luce delle tensioni nello Stretto di Hormuz, il rafforzamento della resilienza delle catene di approvvigionamento assume un rilievo ancora pi\u00f9 strategico: episodi che mettono sotto pressione snodi logistici critici evidenziano l\u2019urgenza di costruire un sistema pi\u00f9 autonomo e in grado di garantire continuit\u00e0 nelle forniture anche in contesti di elevata instabilit\u00e0.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Note<\/p>\n<h4>Il Critical Medicines Act punta a rafforzare la resilienza della filiera farmaceutica dell\u2019UE<\/h4>\n<p>Nel mese di marzo 2025, la Commissione Europea ha proposto il Critical Medicines Act (CMA)1 per <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-87072 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Critical-nedines-act-UE.png\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Critical-nedines-act-UE.png 353w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Critical-nedines-act-UE-300x207.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Critical-nedines-act-UE-18x12.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/>affrontare le crescenti vulnerabilit\u00e0 nella filiera farmaceutica dell\u2019Unione Europea. L\u2019obiettivo del provvedimento \u00e8 migliorare la disponibilit\u00e0, l\u2019approvvigionamento e la produzione di farmaci essenziali, inclusi quelli utilizzati per trattare malattie rare o non sempre reperibili in modo uniforme nei diversi mercati europei.<\/p>\n<p>Basandosi sul lavoro svolto dalla European Health Union e in linea con le pi\u00f9 ampie riforme legislative dell\u2019UE, il CMA rappresenta un cambio di rotta deciso verso un intervento pi\u00f9 diretto nella gestione della filiera farmaceutica.<br \/>\nQuesto report analizza le motivazioni che hanno spinto la Commissione Europea a introdurre la nuova normativa, illustra le misure previste dal CMA e ne valuta le implicazioni per le aziende che operano nel settore delle scienze della vita all\u2019interno dell\u2019UE o che esportano verso i suoi mercati.<\/p>\n<ul class=\"qbe-default-list qbe-download-list format-typography add-bottom-spacing\">\n<li><a href=\"https:\/\/qbeitalia.com\/documents\/index\/37644\/665744\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Legge sui medicinali critici (PDF 639KB)<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>(Source: <a href=\"https:\/\/qbeitalia.com\/notizie-ed-eventi\/ricerche-e-reports\/la-legge-sui-medicinali-critici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">QBE<\/a>)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">The <a href=\"https:\/\/health.ec.europa.eu\/document\/download\/2abe4fc8-059e-47d9-a20a-d9e3bfc5dc2c_en?filename=mp_com2025_102_act_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Critical Medicines Act (CMA)<\/a> dell&#8217;UE, adottato dal Parlamento nel gennaio 2026, mira a prevenire la carenza di medicinali (come antibiotici e insulina) aumentando la produzione locale, promuovendo la diversificazione della catena di approvvigionamento e dando priorit\u00e0 alla sicurezza dell&#8217;approvvigionamento rispetto al costo degli appalti. Le misure chiave includono la creazione di un &#8220;elenco dell&#8217;Unione&#8221; di prodotti critici, l&#8217;accelerazione di progetti di produzione strategica e l&#8217;introduzione di nuovi meccanismi di finanziamento per rafforzare l&#8217;autonomia sanitaria dell&#8217;UE<\/p>\n<hr \/>\n<h4>Il caso DOC Pharma<\/h4>\n<p>Non dimentichiamo che quella farmaceutica \u00e8 un\u2019industria energivora\u201d, ricorda Zagaria, CEO di Doc Pharma, \u00a0a LaSalute di LaPresse. Se sui produttori incombe l\u2019aumento dei costi,<strong> il pericolo per gli italiani \u00e8 \u201cla rottura di stock <\/strong>e, dunque, dover affrontare problemi di carenze\u201d di farmaci.<\/p>\n<p>\u201cNoi produciamo per il 75% in Italia, ma alcune produzioni sono estere, in particolare il 2% in India. Ebbene, abbiamo un <strong>prodotto bloccato da 10 giorni in porto<\/strong> non perch\u00e9 passava per lo stretto di Hormuz, ma perch\u00e9 le compagnie assicurative stanno rinegoziando il <strong>World risk surcharge<\/strong>.<\/p>\n<p>Quali sono le previsioni? \u201cCi aspettiamo nel medio-breve termine un <strong>aumento notevole dei costi di produzione dei farmaci <\/strong>e un problema di approvvigionamenti legato ai <strong>costi di trasporto.<\/strong> \u00c8 vero che abbiamo delle scorte, ma queste coprono dai 4 ai 5 mesi<\/p>\n<p>Source: <a href=\"https:\/\/www.lapresse.it\/salute\/farmaci\/2026\/03\/10\/guerra-in-iran-e-farmaci-zagaria-doc-pharma-preoccupa-laumento-dei-costi-e-il-rischio-di-rotture-di-stock\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Presse<\/a> &#8211; estratto)<\/p>\n<hr \/>\n<p>Note:<\/p>\n<p>La chiusura dello Stretto di Hormuz impatterebbe sui prezzi del petrolio importato (il 20% del petrolio mondiale passa di l\u00ec) da cui dipendono l&#8217;Europa e le economie asiatiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-87068 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Hormuz-corsie.png\" alt=\"\" width=\"412\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Hormuz-corsie.png 653w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Hormuz-corsie-300x175.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Hormuz-corsie-18x12.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/>Lo Stretto di Hormuz \u00e8 organizzato in corsie di navigazione regolate da uno Schema di Separazione del Traffico per evitare collisioni tra le imbarcazioni. Ogni corsia, una in ingresso e una in uscita dallo Stretto, \u00e8 larga 3 chilometri.<\/p>\n<p>L&#8217;UE aveva scelto come alternativa al petrolio Russo, proprio le fonti energetiche dei Paesi del Golfo.<\/p>\n<p>Un enorme contraccolpo arriverebbe soprattutto per le economie in fortissima accelerazione dei Paesi asiatici, che sono le pi\u00f9 dipendenti dal petrolio importato dagli Stati del Golfo. Per esempio, l&#8217;India nei primi tre mesi del 2025 ha importato ogni giorno attraverso lo Stretto 2,1 milioni di barili, mentre la Corea del Sud 1,7 milioni. In particolare, un blocco o una limitazione delle esportazioni avrebbe conseguenze molto serie per la Cina, che acquista il 90% dell\u2019export di greggio iraniano sotto sanzioni e da diversi mesi combatte con una crescita del Pil al di sotto delle aspettative del Partito comunista cinese. Secondo le stime, nei primi tre mesi del 2025 Beijing ha acquistato dall&#8217;Iran quasi 5 milioni e mezzo di barili al giorno, ossia un quarto del totale che passa quotidianamente per lo Stretto.<\/p>\n<p>E India e Cina sono i maggiori produttori di farmaci generici, principi attivi (API) e intermedi.<\/p>\n<p>Source: <a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/perche-la-chiusura-dello-stretto-di-hormuz-da-parte-delliran-potrebbe-danneggiare-leconomia-globale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">GeoPop<\/a><\/p>\n<p>N.d.R.: Il costo dei principi attivi e intermedi aumenta e l&#8217;aumento di prezzo non pu\u00f2 essere scaricato sui &#8220;consumatori&#8221;, nel contempo si taglia il bilancio al Ministero della Salute per ridurre le accise dei carburanti.<br \/>\nNo comment<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stretto di Hormuz: vulnerabilit\u00e0 delle rotte e impatti sulla filiera farmaceutica Questo \u00e8 quanto emerge dal recente report di Qbe sul\u00a0Critical Medicines Act\u00a0che ha evidenziato come il settore farmaceutico europeo dipenda in misura crescente da fornitori esterni per materie prime e componenti intermedi, in particolare per i principi attivi. insurzine &#8211; 19 marzo 2026 Articolo &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":87069,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[29],"class_list":["post-87064","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano","tag-prezzo-farmaci"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87064","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87064"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87064\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87092,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87064\/revisions\/87092"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/87069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=87064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=87064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}