{"id":87173,"date":"2026-03-30T12:24:04","date_gmt":"2026-03-30T10:24:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=87173"},"modified":"2026-04-07T19:21:29","modified_gmt":"2026-04-07T17:21:29","slug":"il-paradosso-del-xxi-secolo-curiamo-tutto-preveniamo-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/il-paradosso-del-xxi-secolo-curiamo-tutto-preveniamo-niente\/","title":{"rendered":"Il paradosso del XXI secolo: curiamo tutto, preveniamo niente"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e pubblichiamo un articolo che ci ha inviato Bruno Pepi, operatore specializzato nel settore farmaceutico<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Il pezzo propone una riflessione sul crescente scarto tra innovazione terapeutica e prevenzione reale, prendendo come caso emblematico l&#8217;obesit\u00e0 \u2014 con dati ISTAT, CEIS\/Tor Vergata e Auxologico IRCCS aggiornati al 2026 \u2014 il boom dei farmaci GLP-1 e il rischio di un modello sanitario sempre pi\u00f9 efficace nel trattare le conseguenze e sempre meno incisivo nel rimuoverne le cause.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;articolo \u00e8 scritto dal punto di vista di chi lavora nel settore farmaceutico e osserva dall&#8217;interno alcune contraddizioni tra cultura della salute, organizzazione del lavoro e sviluppo del mercato terapeutico. L&#8217;Autore ha cercato di mantenere un taglio analitico, documentato e coerente con i temi di interesse del comparto.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h3 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il paradosso del XXI<sup><span style=\"text-decoration: underline;\">or<\/span><\/sup> secolo: curiamo tutto, preveniamo niente<\/strong><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;\">di Bruno Pepi<br \/>\nOperatore specializzato, settore farmaceutico<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un numero che dovrebbe far riflettere l&#8217;intero settore farmaceutico: 13,34 miliardi di euro. \u00c8 il costo annuo dell&#8217;obesit\u00e0 per il sistema sanitario italiano, pari allo 0,8% del PIL. Di questi, oltre 6,6 miliardi se ne <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-87175 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/obesita.png\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/obesita.png 744w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/obesita-300x194.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/obesita-18x12.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/>vanno solo per le malattie cardiovascolari correlate, con tassi di riospedalizzazione che superano il 50% a tre anni nei pazienti obesi. Sono dati del CEIS dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata, presentati nel febbraio 2026. Non proiezioni. Fatti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Eppure viviamo nell&#8217;epoca della medicina pi\u00f9 avanzata della storia. Terapie mirate, farmaci biologici, intelligenza artificiale applicata alla diagnosi. Mai come oggi il sistema salute ha avuto strumenti cos\u00ec sofisticati. E mai come oggi gli indicatori di salute metabolica e di eccesso ponderale hanno continuato a peggiorare.<\/p>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\">I numeri di un fallimento silenzioso<\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Secondo i dati ISTAT 2023, ripresi nell&#8217;Italian Barometer Obesity Report 2024\/2025, il 46,3% degli adulti italiani convive con un eccesso ponderale: 36,1% in sovrappeso, 11,8% obesi. Parliamo di oltre 23 milioni di persone. L&#8217;obesit\u00e0 \u00e8 cresciuta del 30% in vent&#8217;anni \u2014 dal 9% del 2003 all&#8217;11,8% attuale \u2014 e l&#8217;incremento, come sottolineano i ricercatori ISTAT, resta significativo anche depurandolo dall&#8217;invecchiamento della popolazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il dato pi\u00f9 preoccupante riguarda i giovani: nella fascia 20-24 anni, il 21,6% dei nati nei primi anni Duemila presenta eccesso di peso, contro il 13,4% di chi \u00e8 nato negli anni Sessanta. E nel frattempo il consumo quotidiano di frutta e verdura \u00e8 sceso dal 94% del 1994 al 78,2% del 2024. Trent&#8217;anni di campagne di educazione alimentare, e il risultato \u00e8 questo.<\/p>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\">Il boom dei GLP-1: innovazione o conferma del paradosso?<\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74647 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Ozempic-semaglutide-e1684156705337.jpeg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Ozempic-semaglutide-e1684156705337.jpeg 1024w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Ozempic-semaglutide-e1684156705337-300x117.jpeg 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Ozempic-semaglutide-e1684156705337-768x301.jpeg 768w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Ozempic-semaglutide-e1684156705337-18x7.jpeg 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/>In questo scenario si inserisce il fenomeno pi\u00f9 significativo del mercato farmaceutico mondiale degli ultimi anni: gli agonisti del recettore GLP-1. Ozempic, Wegovy, Mounjaro \u2014 nomi che ormai conoscono anche i non addetti ai lavori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I numeri sono impressionanti. Nel 2024 il mercato globale dei farmaci GLP-1 si \u00e8 mosso su valori dell&#8217;ordine di decine di miliardi di dollari, con tassi di crescita annui straordinari. Le proiezioni parlano di un mercato da 100 miliardi di dollari entro la fine del decennio. In Italia, l&#8217;AIFA ha registrato nel 2024 un aumento del 78,7% nelle vendite di questi farmaci con ricetta bianca. Eli Lilly sta spingendo sull&#8217;orale con orforglipron, candidato di punta per il 2026 sul fronte regolatorio, mentre Novo Nordisk ha gi\u00e0 avviato negli Stati Uniti la commercializzazione della pillola di Wegovy, con un prezzo tra i 150 e i 300 dollari al mese contro i 1.000 della pennina iniettabile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono farmaci che funzionano: perdita di peso significativa, miglioramento del profilo glicemico, riduzione del rischio cardiovascolare del 20% secondo il trial SELECT. Il CEIS stima risparmi potenziali fino a 550 milioni di euro in due anni grazie alla riduzione delle riospedalizzazioni cardiovascolari.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma proprio qui sta il paradosso. Stiamo investendo miliardi per correggere farmacologicamente una condizione che \u2014 nella maggior parte dei casi \u2014 \u00e8 il prodotto di un sistema che la genera. Non parliamo di una malattia che arriva dall&#8217;esterno: parliamo di una malattia che il nostro modo di vivere, lavorare e alimentarci produce sistematicamente.<\/p>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\">Il punto cieco: chi produce salute, a che condizioni lavora?<\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ed \u00e8 qui che entra un tema che raramente viene affrontato. Non nelle pubblicazioni scientifiche, non nei report delle aziende, non nei convegni. Ma chi lavora nel settore farmaceutico lo vede ogni giorno.<br \/>\nIn molte realt\u00e0 produttive \u2014 anche ad alta specializzazione \u2014 le condizioni di lavoro restano strutturalmente poco compatibili con una vera tutela della salute. Turni prolungati, esposizione a posture obbligate, ritmi cadenzati dalla produzione, pause spesso compresse dalla pressione organizzativa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-43444 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione.png\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione.png 713w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-300x200.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-274x183.png 274w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-80x54.png 80w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-130x87.png 130w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-359x240.png 359w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-85x57.png 85w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-546x365.png 546w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-266x179.png 266w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-165x109.png 165w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-347x233.png 347w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-112x75.png 112w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-179x120.png 179w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-170x113.png 170w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-81x55.png 81w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Farmaceutica-chiller-produzione-765x510.png 765w\" sizes=\"auto, (max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/>Chi lavora in confezionamento o in produzione lo sa: il corpo \u00e8 sottoposto a uno stress biomeccanico costante, anno dopo anno. Le restrizioni dei medici competenti si accumulano \u2014 prima le limitazioni posturali, poi i limiti di carico, poi il divieto di certe mansioni \u2014 ma la realt\u00e0 operativa, non di rado, resta la stessa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 un paradosso nel paradosso: l&#8217;industria che produce farmaci per curare le conseguenze della sedentariet\u00e0 e dello stress metabolico \u00e8 la stessa che, in molti casi, espone i propri lavoratori a condizioni che quelle patologie le favoriscono. Non per malafede, ma per un modello organizzativo che mette la produzione al centro e la salute del lavoratore ai margini.<br \/>\nQuesto non emerge nei bilanci di sostenibilit\u00e0. Non compare nei report ESG. Ma chi sta dentro il sistema lo vede. E se ne porta le conseguenze.<\/p>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\">Il modello farmaco-centrico: curare senza prevenire<\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il quadro pi\u00f9 ampio \u00e8 noto: il nostro sistema sanitario \u00e8 sempre pi\u00f9 efficiente nel trattamento delle patologie croniche, e sempre meno efficace nel prevenirle. L&#8217;OCSE stima che, in media, i Paesi membri arriveranno a destinare circa l&#8217;8,4% della spesa sanitaria al trattamento delle patologie legate al sovrappeso e all&#8217;obesit\u00e0 entro il 2050.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Eppure in Italia, ad oggi, solo sei Regioni hanno approvato un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) specifico per l&#8217;obesit\u00e0. La prevenzione strutturale \u2014 quella che agisce sull&#8217;ambiente, sulle condizioni di lavoro, sull&#8217;organizzazione della vita quotidiana \u2014 resta un tema da convegni. Nella pratica, il sistema funziona ancora prevalentemente in modalit\u00e0 reattiva: il paziente si ammala, il sistema interviene.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In questo contesto, i farmaci GLP-1 rischiano di diventare l&#8217;emblema del modello: una risposta farmacologica brillante a un problema sistemico irrisolto. Non perch\u00e9 i farmaci siano inutili \u2014 al contrario, rappresentano un&#8217;innovazione clinica reale. Ma perch\u00e9 il successo commerciale di una categoria terapeutica non dovrebbe farci dimenticare la domanda di fondo: perch\u00e9 ne abbiamo bisogno in questa scala?<\/p>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il ruolo possibile degli ISF<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In questo scenario, c&#8217;\u00e8 uno spazio che gli Informatori Scientifici del Farmaco potrebbero occupare in modo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-75322 alignleft\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/isf-propagandista-medico.png\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/isf-propagandista-medico.png 700w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/isf-propagandista-medico-300x158.png 300w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/isf-propagandista-medico-18x9.png 18w\" sizes=\"auto, (max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/>pi\u00f9 consapevole. Non si tratta di rinnegare il proprio ruolo \u2014 che \u00e8 quello di portare informazione qualificata al medico \u2014 ma di riconoscere che quel ruolo si inserisce in un sistema che ha un problema strutturale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;ISF \u00e8 il punto di contatto tra l&#8217;innovazione terapeutica e la realt\u00e0 clinica. Pu\u00f2 essere \u2014 e in molti casi gi\u00e0 lo \u00e8 \u2014 un promotore di cultura sanitaria, non solo un veicolo di informazione commerciale. Ma perch\u00e9 questo accada, serve che anche le aziende riconoscano la dimensione del problema. Non basta produrre il farmaco che cura l&#8217;obesit\u00e0: bisogna chiedersi se l&#8217;ambiente in cui quel farmaco viene prodotto, promosso e distribuito contribuisce a creare le condizioni che rendono quel farmaco necessario.<\/p>\n<h4 style=\"font-weight: 400;\">La domanda che resta<\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La vera questione non \u00e8 se i farmaci GLP-1 funzionano. Funzionano, e i dati lo confermano.<br \/>\nLa domanda \u00e8 un&#8217;altra, e riguarda tutti \u2014 industria, sistema sanitario, istituzioni, lavoratori: possiamo permetterci un modello che investe miliardi per curare le conseguenze e quasi nulla per eliminare le cause?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9 continuare cos\u00ec significa una cosa sola: un sistema sanitario sempre pi\u00f9 avanzato al servizio di una popolazione sempre meno sana. E un&#8217;industria farmaceutica che rischia di trarre vantaggio da un modello <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-87176 alignright\" src=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/rapporto-obesita.png\" alt=\"\" width=\"231\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/rapporto-obesita.png 372w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/rapporto-obesita-295x300.png 295w, https:\/\/www.fedaiisf.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/rapporto-obesita-12x12.png 12w\" sizes=\"auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/>che corregge le conseguenze pi\u00f9 di quanto rimuova le cause.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il 10\u00b0 Rapporto sull&#8217;Obesit\u00e0 in Italia, curato dall&#8217;Auxologico IRCCS, conferma che dati e competenze non mancano. Quello che manca \u00e8 la volont\u00e0 di cambiare un modello che, per qualcuno, funziona fin troppo bene cos\u00ec com&#8217;\u00e8.<br \/>\nNon \u00e8 un&#8217;accusa. \u00c8 una constatazione. E la constatazione \u00e8 il primo passo per cambiare.<\/p>\n<p>Bruno Pepi \u00e8 operatore specializzato nel settore farmaceutico e RSA ALLCA CUB.<br \/>\nHa pubblicato articoli di analisi settoriale per FEDAIISF.<\/p>\n<p>Sources:<br \/>\n\u2013 ISTAT, Indagine &#8220;Aspetti della vita quotidiana&#8221; 2023<br \/>\n\u2013 Italian Barometer Obesity Report 2024\/2025 (IBDO Foundation)<br \/>\n\u2013 CEIS Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata, Studio epidemiologico-economico MACE e obesit\u00e0 (2026)<br \/>\n\u2013 AIFA, dati vendite farmaci GLP-1 anno 2024<br \/>\n\u2013 Auxologico IRCCS, 10\u00b0 Rapporto sull&#8217;Obesit\u00e0 in Italia (2026)<br \/>\n\u2013 Evaluate Pharma, Report &#8220;2025 Preview&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo un articolo che ci ha inviato Bruno Pepi, operatore specializzato nel settore farmaceutico Il pezzo propone una riflessione sul crescente scarto tra innovazione terapeutica e prevenzione reale, prendendo come caso emblematico l&#8217;obesit\u00e0 \u2014 con dati ISTAT, CEIS\/Tor Vergata e Auxologico IRCCS aggiornati al 2026 \u2014 il boom dei farmaci GLP-1 e il &hellip;<\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":87177,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[21,79],"class_list":["post-87173","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano","tag-informatori-scientifici","tag-ssn"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87173","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87173"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87173\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87180,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87173\/revisions\/87180"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/87177"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=87173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=87173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}