{"id":9243,"date":"2015-03-25T13:19:53","date_gmt":"2015-03-25T12:19:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fedaiisf.it\/?p=9243"},"modified":"2015-04-04T10:43:17","modified_gmt":"2015-04-04T08:43:17","slug":"tfr-opportunita-per-pochi-perdita-per-quasi-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/tfr-opportunita-per-pochi-perdita-per-quasi-tutti\/","title":{"rendered":"Tfr, Opportunities for a few. Loss for (almost) everyone"},"content":{"rendered":"<p><em>Da aprile sar\u00e0 possibile per i lavoratori del settore privato, dipendenti dallo stesso datore di lavoro da almeno 6 mesi, richiedere l&#8217;anticipo in busta paga delle quote mensili del tfr. Ecco il vero scopo del provvedimento: maggiori entrate per l\u2019erario per circa 2.400 milioni. \u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019unico caso in cui pu\u00f2 essere necessario richiedere il tfr in busta \u00e8 quando ci sia l&#8217;impossibilit\u00e0 di far fronte alle spese correnti per eventi temporanei che hanno ridotto il flusso di liquidit\u00e0 nella famiglia. <\/em><\/p>\n<p>di\u00a0Cristian Perniciano Responsabile politiche fiscali Cgil nazionale<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.fisco7.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/anticipo-tfr1-1024x512.jpg\" alt=\"\" width=\"404\" height=\"202\" \/>A partire da aprile sar\u00e0 possibile per i lavoratori del settore privato dipendenti dallo stesso datore da almeno 6 mesi, esclusi i domestici e gli agricoli, richiedere l&#8217;anticipo in busta paga delle quote mensili del trattamento di fine rapporto (tfr). Il provvedimento \u00e8 stato presentato come un modo di rilanciare i consumi dei lavoratori, ma dimostra di volerlo fare utilizzando risorse che gi\u00e0 ai lavoratori appartengono.<\/p>\n<p>Il vero scopo di questa anticipazione del tfr \u00e8 da ricercare nelle previste maggiori entrate per l\u2019erario per circa 2.400 milioni; una finalit\u00e0 confermata dal fatto che tale opzione \u00e8 preclusa ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni. La tassazione di queste somme in busta paga \u00e8 il motivo principale per cui da questo provvedimento sono attese maggiori entrate.<\/p>\n<p>La norma precisa infatti che le quote tfr richieste in anticipo sono assoggettate a tassazione ordinaria; non sar\u00e0 versata contribuzione e nessuno correr\u00e0 il rischio di perdere gli 80 euro mensili, prevede la legge, ma tali quote rientreranno nel reddito complessivo, con relativo assoggettamento anche alle addizionali locali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/images.fiscoetasse.it\/tfr-in-busta-paga.jpg\" alt=\"\" \/>Quando si parla di \u201ctassazione ordinaria\u201d significa che sar\u00e0 applicata l\u2019aliquota marginale effettiva, anzich\u00e9 utilizzare le pi\u00f9 favorevoli regole della cosiddetta tassazione separata. L&#8217;aliquota marginale effettiva deriva non solo dall&#8217;aliquota formale applicata, ma anche dall&#8217;incidenza del nuovo reddito nella diminuzione delle detrazioni da lavoro dipendente e per familiari a carico, le quali calano all&#8217;aumentare del reddito complessivo.<\/p>\n<p>Non solo. Ricordiamo che, quasi a incentivare la richiesta del tfr in busta paga, la stessa legge di stabilit\u00e0 ha innalzato le aliquote sui rendimenti della previdenza complementare e del tfr lasciato in azienda o presso l&#8217;apposito fondo Inps. Dall&#8217;11 si \u00e8 passati al 17 per cento per i rendimenti del tfr e, addirittura, fino al 20 per la previdenza complementare.<\/p>\n<p>Il timore \u00e8 che si stia intraprendendo la strada di erodere i benefici fiscali originariamente previsti per la previdenza complementare come incentivo all\u2019adesione. Uno degli effe<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.cgilimola.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/TFR-NO.jpg\" alt=\"\" width=\"473\" height=\"366\" \/>tti di questo agire sarebbe anche quello di diminuire la fiducia dei lavoratori nei confronti di quanti hanno loro consigliato di indirizzare i propri risparmi previdenziali verso i fondi complementari.<\/p>\n<p><strong>La (non) convenienza fiscale\u00a0<\/strong><br \/>\nCome risulta dalla tabella, la richiesta di anticipo delle quote maturande di liquidazione \u00e8 fiscalmente non conveniente. Si nota subito che, con l\u2019esclusione degli incapienti, quale che sia il reddito complessivo (che ipotizziamo coincidente con il reddito da lavoro dipendente) \u00e8 sempre presente una maggior pressione fiscale, causata da un\u2019aliquota pi\u00f9 elevata e dall\u2019applicazione delle addizionali locali.<\/p>\n<p><strong>Valutazione dei costi non fiscali<\/strong><br \/>\nNella valutazione dei costi, oltre a quelli fiscali, \u00e8 bene valutare anche la diminuzione delle prestazioni legate al reddito \u2013 per esempio, gli assegni al nucleo familiare, eventuali assegni sociali o erogazioni assistenziali, e tutte le prestazioni legate al reddito familiare come valutato da Isee \u2013. Il tfr anticipato, infatti, rientra in tutte tali valutazioni come reddito imponibile Irpef, mentre normalmente la liquidazione \u00e8 considerata come reddito a parte e generalmente non rilevante.<\/p>\n<p><em>Assegno sociale<\/em>. Una famiglia composta, per esempio, da una donna che lavori e abbia un reddito pari a 10.000 euro e un marito percettore di assegno sociale, pur non scontando una diminuzione del reddito netto, vedrebbe l\u2019assegno del coniuge passare da 1.661 euro a 900 euro, con una perdita di reddito familiare di circa 60 euro al mese, compensata da maggiori entrate del coniuge di pari importo che rendono neutra l&#8217;operazione (ma con la rinuncia al futuro beneficio, che di fatto chiude tale operazione con una perdita).<\/p>\n<p><em>Assegno al nucleo familiare<\/em>. L\u2019Anf diminuisce per ogni aumento di reddito complessivo. In questo modo, a eventuali maggiori spese fiscali possono venirsi a sommare minori entrate per assegno al nucleo familiare. Non si parla normalmente di importi elevati, ma \u00e8 comunque utile considerare anche questa perdita nel momento in cui si valuta di richiedere il tfr in busta paga.<\/p>\n<p><em><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/abcrisparmio.soldionline.it\/pictures\/20150302\/tfr-confesercenti-swg.jpeg\" alt=\"\" \/>Rivalutazione del tfr<\/em>. Il tasso di rivalutazione del tfr \u00e8 dell&#8217;1,5%, pi\u00f9 il 75% dell&#8217;inflazione. Laddove per tre anni non venga accantonato il tfr, questa quota mancante far\u00e0 perdere la rivalutazione. Ipotizzando un\u2019inflazione al 2%, come da obiettivo Ue, le conseguenze, specie per chi ha ancora molti anni di carriera e pu\u00f2 fruire di lunghe rivalutazioni composte, possono essere rilevanti.<\/p>\n<p><em>Prestazioni legate al valore Isee<\/em>. L&#8217;aumento del reddito complessivo, come detto, entra nell&#8217;indicatore, e questo potrebbe portare all&#8217;obbligo di una maggiore compartecipazione, o addirittura escludere il nucleo familiare dalle prestazioni agganciate al valore Isee. Ad esempio, le rette scolastiche e universitarie, le esenzioni o riduzioni degli abbonamenti per i mezzi pubblici, le prestazioni sanitarie e, ultimo arrivato, il nuovo bonus beb\u00e8 di 960 euro annui per tre anni previsto dalla stessa legge 190\/2014, che spetta ai soli nuclei che non superino il valore Isee di 25.000 euro.<\/p>\n<p><em>Adesione alla previdenza complementare<\/em>. La quota del tfr maturando \u00e8 possibile che sia stata destinata a un fondo di previdenza complementare. In questo caso, per il periodo fino al giugno 2018, secondo la bozza di dpcm, i lavoratori potranno comunque rimanere iscritti al fondo, e versare la quota di competenza continuando ad accumulare la corrispondente quota a carico del datore di lavoro.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile fare previsioni sulla perdita previdenziale derivante da tre anni di mancati versamenti presso la previdenza complementare, in quanto sono molte le variabili. Possiamo per\u00f2 sostenere che lo svantaggio \u00e8 alto per i lavoratori giovani, che dovranno versare ancora per molti anni, e per i lavoratori che hanno iniziato tardi a versare in previdenza complementare. Le quote di trattamento di fine rapporto non sono imponibili dal punto di vista previdenziale, quindi alla perdita della quota di pensione complementare non corrisponder\u00e0 nessun aumento del pilastro pubblico.<\/p>\n<p>Sembra poco sensato un sistema che cerca di incentivare l\u2019adesione attraverso meccanismi di silenzio assenso, che ancora mantiene l&#8217;irrevocabilit\u00e0 della scelta di adesione ai fondi, che non permette di modulare l&#8217;accantonamento del proprio tfr tra azienda e fondo e che, contemporaneamente, prevede la possibilit\u00e0 di uscita temporanea senza alcun tipo di opzione verso altre forme di risparmio (in particolare verso il tfr in azienda), per soli fini di bilancio e di (scarso) sostegno ai consumi in un \u201cgioco delle tre carte\u201d che, se pu\u00f2 essere un&#8217;opportunit\u00e0 per pochi casi di crisi effettiva di liquidit\u00e0, rischia di risolversi in una trappola per la gran parte dei lavoratori dipendenti.<\/p>\n<p>Le valutazioni in merito alla convenienza, quindi, devono essere fatte prendendo a riferimento dei valori individuali ed esterni alla partita fiscale, previdenziale e assistenziale. Anche in caso di posizione debitorie (mutui o prestiti) \u00e8 bene valutare in maniera approfondita la reale convenienza di richiedere l\u2019anticipazione analizzando, oltre alla partita fiscale, la complessit\u00e0 delle fonti di reddito e delle prestazioni erogate da datori di lavoro, enti previdenziali, strutture pubbliche ecc.<\/p>\n<p>L\u2019unico caso in cui pu\u00f2 essere necessario richiedere il tfr in busta \u00e8 quando ci sia l&#8217;impossibilit\u00e0 di far fronte alle spese correnti per eventi temporanei che hanno ridotto il flusso di liquidit\u00e0 nella famiglia. Un caso in cui potrebbe essere necessario, appunto, non conveniente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rassegna.it\/userdata\/immagini\/foto\/670\/2015\/03\/tab-perniciano_449526.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><em>Nota: Addizionali ipotizzate nella misura complessiva dell\u20191,8%, ma possono variare a seconda della residenza. L&#8217;imposta ordinaria applicata \u00e8 pari all&#8217;aliquota marginale effettiva, che comprende anche l&#8217;effetto di abbassamento della detrazione. Caso di lavoratore single. In caso di carichi familiari lo svantaggio fiscale si accresce<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><em><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/2015\/03\/25\/120139\/tfr-opportunita-per-pochi-perdita-per-quasi-tutti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">25\/03\/2015 \u2013 Rassegna.it<\/a><\/em><\/span><\/p>\n<p>Related news:<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/legge-di-stabilita-aumentano-le-tasse-su-pensioni-e-tfr\/\" target=\"_blank\">Stability law: taxes on pensions and severance pay increase.<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.fedaiisf.it\/en\/stabilita-governo-aumenta-tasse-sui-fondi-pensione\/\" target=\"_blank\">Stability, the Government raises taxes on pension funds<\/a><\/span><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da aprile sar\u00e0 possibile per i lavoratori del settore privato, dipendenti dallo stesso datore di lavoro da almeno 6 mesi, richiedere l&#8217;anticipo in busta paga delle quote mensili del tfr. 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